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Cronache di Marrakech

febbraio 5, 2009

Sabato 18 Ottobre 2008

Partenza… Pippo porta me e Patty all’aeroporto, scendiamo dal lato degli arrivi, facciamo lo slalom fra le macchine ed eccoci pronte per il check-in!
Ovviamente il nostro è l’unico volo in ritardo :-S
Inganniamo il tempo facendoci un sacco di foto a vicenda, poi ci viene in mente che ne vogliamo una insieme, ma è tardi e non ci sono molte persone a cui chiedere in giro… Patty si guarda intorno e punta decisa un signore con occhiali da sole e bastone… ci manca solo il cane-guida per capire che è cieco… ma Patty non si fa scoraggiare da questi particolari, e non faccio in tempo a fermarla che gli ha già chiesto di farci una bella foto! Quando lui risponde che non può perché è non vedente Patty scompare sotto la sedia e ci rimane per un po’.
Mangiamo un triste panino pensando al lauto pasto che ci verrà servito sull’aereo (illuse…), e finalmente si parte!
Patty ingurgita un pasticcone che la fa dormire senza sosta da Bruxelles a Marrakech, quando arriviamo si sveglia, realizza improvvisamente che sull’aereo da mangiare non ci hanno dato un cazzaccio nulla, e proclama “Ho fame!!!”.
Io spaventata mi scanso per evitare di essere addentata e ci avviamo a sbrigare le varie formalità… controllo passaporti, recupero bagagli, cambio soldi… nel giro di 3 ore (in Marocco se la prendono con calma!) abbiamo fatto tutto. Foto all’omino che ci attende (da 3 ore) col cartello con i nomi, e via…
…ingorgati nel parcheggio. La distanza di sicurezza è un concetto ignoto, Patty decide che deve stare davanti per dire al taxista di stare attento.
Finalmente arriviamo in place Jemaa-el-Fna… è l’1 di notte ed abbiamo fame! C’è uno stand all’aperto con tutto il cibo in bella vista (norme igieniche zero), ci portano melanzane fritte, pomodori, pane, lenticchie, spiedini… davanti al banchetto i miei propositi di non mangiare niente che non sia sterilizzato vanno a quel paese e mi butto su tutto! Dopo un po’ sono piena come un ovetto, ma ho letto sulla guida che non bisogna mai far avanzare il pane, quindi cerco di finirlo tutto, ma non ce la faccio e allora me lo infilo in borsa!
Il taxista ci porta al riad (sono le antiche dimore, c’è un patio centrale scoperto e intorno poche stanze che vengono affittate) che è veramente sperso fra i milioni di vicoli della medina, da sole non l’avremmo mai trovato… e mai lo troveremo nei giorni a seguire!
Il riad è molto bello, da mille e una notte… tè alla menta, dolcetti, e alle 3 a letto!

Domenica 19 Ottobre 2008

Veniamo svegliate alle 4 dal canto del muezzin… ma non ha niente di meglio da fare che salire sul minareto alle 4 del mattino e cantare???
In realtà non canta male… resto ad ascoltarlo per un po’, poi mi riaddormento.
Sveglia verso le 10, c’è il sole, ci mettiamo i nostri bei vestitini trasparenti e scollati e le infradito e facciamo colazione nel patio… croissant, marmellata, succo d’arancia, e un burro buonissimo!
Ci avviamo a piedi verso la piazza e fatti 2 metri ci rendiamo conto di essere vestite in un modo che credo si possa definire semplicemente inadeguato… risolviamo la situazione coprendoci con le sciarpette.
Il nostro riad è nella medina ma non è vicinissimo alla piazza centrale. Percorriamo a piedi il nostro quartiere, una miriade di vicoli, qua e là qualche negozietto, la sartoria (cioè un uomo con la macchina da cucire), la macelleria (carne esposta all’aperto), i classici negozietti che vendono un po’ di tutto… In giro bambini, donne velate e uomini col cappuccio, ci sentiamo un bel po’ di sguardi addosso, siamo le uniche turiste in giro… E a me va benissimo così, lo so che devo camminare stando attenta ad evitare gli sputi per terra, ma questo paese è così e io voglio vedere come vive davvero la gente qua!
Proviamo a fare qualche foto ma come tiriamo fuori la macchina parte un coro di “No no no!”… Quindi la rimettiamo dentro. Peccato…
Arriviamo alla piazza nonostante le indicazioni non richieste, e sbagliate, di un ragazzo che probabilmente ci avrebbe indirizzato dritte dritte a comprare tappeti nel negozio del cugino! Io gli avrei anche dato retta, Patrizia per fortuna è più sgamata e chiede informazioni a una donna… Quasi tutti parlano francese per fortuna. Le donne ci guardano un po’ così ma quando le approcciamo per chiedere informazioni si rivelano gentilissime… essere 2 ragazze sole in qualche momento è stato pesante, ma anche bello perché ci ha permesso di entrare in contatto con tutti.
Arriviamo alla piazza… vive!, avrei dovuto scrivere, perché a Marrakech si rischia la vita ogni volta che si attraversa la strada… bisogna fare lo slalom fra macchine, motorini e asini totalmente noncuranti delle regole del traffico, persino i poliziotti vanno in moto senza casco!
In piazza veniamo istantaneamente assalite dai venditori di datteri, i venditori di succo d’arancia, i venditori di menta fresca per il tè, le donne che vogliono dipingerci con l’henné, gli ammaestratori di scimmie…
La città è diversa dalle mie aspettative, molto meno turistica e meno moderna di quel che mi aspettavo… anche qua, nel punto più turistico di Marrakech, i turisti sono pochi, le donne sono velate, gli uomini portano il mantello col cappuccio, ci sono più asini che macchine…
Patty cambia i soldi ad un tasso di cambio che fa la gioia dei marocchini, a me va meglio perché prelevo… Già, perché è vietato acquistare dirham fuori dal Marocco!
Ridendo e scherzando è già ora di pranzo, scegliamo un ristorante segnalato dalla Routard, mangiamo insalata marocchina, couscous e tajine buonissimi… per 100 dirham (10 euro) in 2!
Ed eccoci pronte per il souk… è un delirio.
Miriadi di stradine, non perdersi è impossibile, stoffe colorate, spezie profumate, artigianato, monili, tutti gridano per richiamare la nostra attenzione e attirarci nel loro negozio, “Les gazelles!”, “Vous êtes très jolie!”… per poi probabilmente passare ad una miriade di parolacce in arabo se non ci fermiamo! Facciamo un po’ di acquisti e ogni volta bisogna contrattare sul prezzo fino all’esaurimento, è lo shopping più stancante che abbia mai fatto! Patrizia compra degli orecchini da un ragazzetto 18enne che poi le chiede quanti cammelli vuole per me ^^
Girando ci imbattiamo nel negozio di spezie di Said… Said non è in negozio ma c’è il fratello Khalid, che lavora a Venezia e parla l’italiano… anzi, il veneziano!
Ci descrive tutte le spezie, mi mette il kajal, ci fa annusare i profumi, gelsomino e muschio bianco… resto nel suo negozio un’ora (Patrizia nel frattempo si è fatta invischiare in una discussione politica sugli arabi!) e ne esco con 350 dirham in meno e cannella, noce moscata, ras el hanout, cumino e semi di cardamono… quasi tutte le spezie si trovano anche da noi, ma qua sono molto più profumate…
Contratto una borsa (ma non sono tanto brava, Patty è molto più brava!) da un signore che ha vissuto a Lucca (!) e ha imparato a dire “Mannaggia!”, poi facciamo per avviarci verso la piazza… il tempo di renderci conto che non abbiamo idea di come arrivarci, e si scatena il diluvio!
Ci rifugiamo in un bar per un po’ (succo d’arancia appena spremuta… buono!), poi decidiamo di ripartire ma piove veramente troppo… e noi con le gonnelline e le infradito!
Alla fine un signore ci offre ospitalità nel suo negozio di stoffe… ci prepara un tè alla menta, che buono! E scherza con Patrizia, che riesce a contrattare una sciarpa per me. E’ bellissimo il modo di Patty di rapportarsi agli arabi, avendo già vissuto in un paese arabo li conosce e non si fa fregare, e quando si accorgono che tiene loro testa ridono!
Alla fine, guidate da bambinelli per pochi dirham, riusciamo ad arrivare alla piazza… nuotiamo nelle pozzanghere con le infradito, ridiamo in faccia ai ragazzi che vogliono venderci ombrelli (“Je suis déjà mouillée!”), e alla fine riusciamo a trovare un taxi che ci riporti al riad… siamo fradice…
Doccia, e in teoria dovremmo uscire per cena… in pratica ci infiliamo il pigiama e collassiamo sul letto.
Io sarei per morire lì, ma Patrizia ha fame, quindi dopo un po’ mi faccio forza, mi infilo un paio di jeans e mi alzo… chiediamo ad Asma, la ragazza che gestisce il riad, di consigliarci un ristorante vicino, facendo presente che io non sono molto in forma… e ci accompagna in un posto super chic, probabilmente ha una commissione.
Il posto è veramente bello, una specie di giardino coperto con divani e tavolini bassi per mangiare, e musicisti… ma è anche caro, menù a prezzo fisso 500 dirham! Ordiniamo dalla carta, couscous per Patty, insalate marocchine per me che non ho tanta fame…
Arrivano 12 differenti insalate (dalle zucchine ai fegatini… va bene che non si dovrebbe far avanzare il cibo, ma non li mangio in Toscana, figuriamoci se li mangio qua!) e un piatto di couscous che basterebbe per un reggimento.
La cena secondo me è buona, Patty non è entusiasta ed è anche parecchio incavolata con Asma.
Le avventure ancora non sono finite… insieme a Gaby e Dorcas, 2 ragazze olandesi che sono ospiti del nostro stesso riad e che sono finite nello stesso ristorante, prendiamo un taxi per tornare al riad… ma il taxista non conosce la strada, quindi ci accompagna vicino e poi ci dice di pagare qualche bambino per farci accompagnare! Seguiamo i bambini per i vicoli bui e tortuosi, io sono tranquilla ma Patty è spaventatissima… a un certo punto ci troviamo di fronte a una galleria (ce ne sono un sacco fra vicolo e vicolo) non illuminata, abbiamo uomini dietro, uomini davanti e uomini che ci vengono incontro… Attimo di panico, ma va tutto bene, siamo turiste paranoiche!
Arriviamo al riad e a nanna!

Lunedì 20 Ottobre 2008

Facciamo colazione insieme agli ospiti del riad, poi andiamo a piedi in piazza… Lungo la via deviamo per guardare un mercato che si tiene nel nostro quartiere… è veramente povero, la roba non costa niente (e ci fanno gli stessi prezzi che fanno ai locali, il che dimostra che siamo al di fuori della zona turistica), e ci sono mosche ovunque…
Pranziamo, guardiamo il minaret de la Koutoubia, poi decidiamo di andare a vedere la mosquée de la Kasbah. La troviamo perdendoci solo un paio di volte, non è eccezionale e comunque non possiamo entrare.
Patty compra un braccialetto da una beduina, io bevo un frullato in un negozio dove Patrizia individua i suoi biscotti preferiti (pasta frolla biscottata), ma si astiene dal comprarli visto che l’igiene sembra essere un concetto ignoto…
Ripartiamo alla volta del palais de la Bahia… che è semplicemente introvabile. Ci perdiamo fra i vicoli un sacco di volte, chiediamo informazioni un sacco di volte, ma pare che non ci sia modo di arrivarci! Nel frattempo però ci godiamo una bella passeggiata intorno al palazzo reale, dove è assolutamente vietato fare foto, ci sono i cecchini pronti a sparare se tiri fuori la macchina fotografica!
Dopo un’ora di cammino… ci ritroviamo davanti alla moschea di prima! A quel punto prendiamo un taxi e ci facciamo portare in taxi al palazzo.
Il palazzo è bello ma completamente vuoto e tenuto male… si vede, credo, che mancano i soldi.
Dopo aver visitato il palazzo visitiamo il souk che lo circonda e facciamo amicizia con un ragazzo che dice che la prossima volta ci ospiterà lui!
Torniamo in piazza, e per la prima volta la vediamo di sera… ed è stupefacente… tutta illuminata, ci sono musicisti, incantatori di serpenti, danzatrici che ballano la danza del ventre… è magica.
Beviamo un tè alla menta (con i dolcetti ^^) su una terrazza che domina la piazza, poi andiamo nel souk a trovare il nostro amico Khalid… ci sono anche suo fratello Said e le loro sorelle.
Stiamo un po’ lì e poi andiamo a cena al Marrakchi, ristorante in piazza consigliato dalla guida, molto carino e anche buono… Patty non si smentisce e chiede al camiere musulmano di consigliarci un vino.
Chiacchieriamo un po’ con i turisti inglesi del tavolo accanto, poi decidiamo di tornare al riad… fermiamo un taxi e ci prende in consegna Rachid, un taxista completamente pazzo ma simpaticissimo! Canta mentre guida, prende un controsenso (“Ma è controsenso!” “Volete arrivare davanti al riad o no?!?”), ci porta il più vicino possibile al riad, poi parcheggia e ci accompagna a piedi, ci abbraccia e se ne va… gli lasciamo la mancia perché se la merita!

Martedì 21 Ottobre 2008

Sto dormendo beata quando Patty (che è sveglia dalle 6, e credo sia già andata in piazza a piedi e tornata) mi sveglia facendomi fare un salto alto 3 metri!
Facciamo colazione con le olandesi, poi andiamo in centro e decidiamo di prendere il bus turistico… Devo dire che io non sono molto propensa, ma Patty mi convince, e in effetti è comodo perché il biglietto vale tutto il giorno e l’autobus si ferma in un sacco di posti, quindi possiamo usarlo per spostarci come vogliamo.
Vediamo la città nuova che non ha niente a che fare con la medina, è moderna, ricca (sembrano non esserci vie di mezzo), ci sono un bel po’ di turisti (che cavolo ci stanno a fare, mi chiedo io, e Patty mi fa notare che più i vicoli sono sudici e malfamati e più io sono contenta), ci sono tante macchine e pochi asini, ci sono gli stessi negozi che troviamo da noi… Non mi esalta, ma è vero che dà un’immagine più completa della città, Marrakech non è solo la medina.
Andiamo a visitare il jardin Majorelle, carino, mangiamo lì (Patty ordina una omelette, le arriva un uovo al tegamino), poi ci mettiamo ad aspettare l’autobus di fronte a un gruppo di muratori esaltatissimi. Completiamo il giro turistico vedendo i cammelli.
Immancabile tè alla menta in piazza, chiacchiere con dei ragazzi che si spacciano per attori (?), poi a cena con Gaby e Dorcas al Marrakchi J.
Torniamo al riad a piedi, vorremo fermarci per una bevuta ma il Café Arabe è già chiuso.
Entriamo, troviamo Asma ancora in piedi, e fra Patty e Asma si svolge la seguente, surreale conversazione:
Patty tutta felice: “Domattina niente colazione, ci alziamo presto ed andiamo a Essaouira!”
Asma che non ha capito un cazzo: “Andate in Siria???”
Patty felice e contenta: “Sì, sì! Andiamo in taxi!”
Asma incredula: “Andate in Siria in taxi?”
Patty soddisfatta: “Sì… ma per l’ora di cena torniamo!”
Asma sconvolta, Francesca morta dal ridere!
Andiamo a nanna, Patty va a farsi una doccia, a un tratto sento un urlo e quando entro trovo tutto il bagno completamente fradicio, dallo specchio al soffitto… pare che la doccia abbia preso vita, o almeno questo sostiene il Piccolo Ippopotamo Sardo!

Mercoledì 22 Ottobre 2008

Sveglia alle 6, si va a Essaouira! Siamo io, Patty, Gaby e Dorcas.
Ci viene a prendere il nostro amico taxista pazzo ma non ci porta lui (Patty sostiene che indossasse il vestito tradizionale, ma secondo me era in pigiama!), ci consegna ad un amico e torna a letto.
Patty sale davanti per dire al taxista di stare attento, e via… Ci vogliono circa 3 ore per arrivare ad Essaouira, viaggiare con una persona del posto è bello perché lungo la strada ci spiega tutto, ci racconta com’è la vita in campagna, delle cooperative di donne che tessono i tappeti, dell’olio di Argan…
Passiamo davanti ad un campo e ci sono delle caprette arrampicate su un albero! Ci fermiamo a fare delle foto (e ovviamente anche qua dobbiamo dare qualche dirham ai pastori) e uno dei pastori tira giù una capretta per farcela vedere… solo che non è stato molto delicato… povera, per fortuna non si è fatta male!
Ripartiamo, passiamo davanti ad un parcheggio che ospita una sola macchina e un sacco di asini, e arriviamo a Essaouira.
E’ molto carina, tutta bianca e blu (mentre Marrakech è tutta rossa), un villaggio di pescatori… peccato che dopo poco la nuvoletta personale di Patty entri in azione e scoppi il diluvio!
Andiamo un po’ in giro e facciamo shopping (qua i prezzi sono più bassi e non c’è da contrattare) e amicizia con vari ragazzi che si offrono di ripararci con l’ombrello, ma piove veramente tanto, alla fine andiamo a pranzo in un ristorante nell’interno… peccato per il pesce fresco sul porto, ma con la pioggia come si fa?! La Routard cmq non si smentisce neanche stavolta, il ristorante è molto carino e il pranzo è buonissimo, mangio come un piccolo suino e sono contenta!
Il viaggio di ritorno è una tragedia… Gaby e Dorcas non stanno bene, fa un freddo cane (il taxista tiene il finestrino aperto, tanto lui ha il mantello… ma noi no!!!), e a metà tragitto Patty si accorge di aver dimenticato la macchina fotografica ad Essaouira… Il taxista è gentilissimo, chiama tutti i suoi amici e mette in moto tutta la città per cercarla, ma non viene fuori.
Pausa bagno nel bar più sudicio che abbia mai visto (dico solo che nella porta del bagno c’era un buco), e alle 20 siamo finalmente a Marrakech…
Arriviamo al riad scortate dai soliti ragazzini, che ci vedono così derelitte che stavolta non ci chiedono soldi… in compenso uno di loro mi comunica che mi ama!
Patty, Gaby e Dorcas collassano immediatamente sul letto, io vorrei cenare ma di uscire da sola non mi va… Alla fine mi metto a chiacchierare con Asma, che mi ordina una pizza (mangiabile, ma buona proprio no!) e mentre lava i piatti mi racconta che ha 23 anni, che lavora un sacco, che spesso a 18 anni le ragazze sono già sposate ma che lei per ora non vuole sposarsi perché vorrebbe viaggiare…
Quando arriva sua zia Asma prepara un tajine di pesce e mi invitano a cenare con loro, ovviamente accetto, sono curiosa di assaggiare quello che ha cucinato… mangiamo sedute per terra, senza posate, guardando la televisione, c’è una telenovela turca, la protagonista è rimasta incinta senza essere sposata e tutta la famiglia di comune accordo decide di gettarla in mare!

Giovedì 23 Ottobre 2008

Ci svegliamo col sole, colazione (al pane, buonissimo, si sono aggiunte delle crêpes spugnose che mangio solo per educazione), poi salgo sul tetto del riad per fare un po’ di foto ai tetti di Marrakech.
Con Patty decidiamo di andare nella città nuova perché lei vuole comprare una nuova macchina fotografica. Ci avviamo alla ricerca di un taxi, ed incontriamo un ragazzo marocchino che lavora a Firenze e parla fiorentino, che ci aiuta, che carino!
Il negozio di macchine fotografiche dovrebbe chiudere alle 13, grazie a noi chiude alle 1430… il commesso è gentilissimo, ci accompagna in macchina a comprare la scheda per la macchina fotografica e arriva tardi all’appuntamento con la fidanzata! Mentre Patty contratta io mi faccio correggere da alcune ragazze marocchine un sms che ho scritto in francese, sembrano divertirsi un sacco!
Torniamo verso la medina, pranzo in piazza da Chez Chegrouni, tajine con uova e polpettine, buono!
Di nuovo in giro per il souk, facciamo amicizia con un po’ di gente, contrattiamo borse, suscitiamo commenti… colgo un paio di “nice ass” e sono molto felice, finché non realizzo che in Marocco la donna ideale è un covone!!!
Finiamo il giro con un tè da Said. Said e Khalid ci invitano a pranzo per il giorno successivo, Patty non vuole andare e così decido che andrò da sola… Ci mettiamo d’accordo che andrò alle 10 al negozio e Khalid mi accompagnerà a casa sua, così potrò cucinare con la sua mamma e le sue sorelle ed imparare!
Sono molto contenta, finché, mentre ci stiamo salutando, io dico qualcosa tipo “Sono stanca” e Khalid commenta, in perfetto italiano e in maniera udibile solo da me “Te sei ma tanta roba!”…
…e a quel punto inizia a venirmi il dubbio di aver fatto una gran cazzata, e che le funeste previsioni di Patty (Patty torna a Bruxelles da sola, Francesca fa un’orribile fine a Marrakech) non siano poi così irreali…
La scemetta oltretutto mi prende in giro, e quando le chiedo se secondo lei dovrei portare qualcosa per il pranzo risponde “Portagli i biscotti con le mosche… Se non ce ne sono abbastanza ti scusi e gli dici che di meglio non hai trovato!”.
Ennesimo tè alla menta (è una droga!) con biscottini… poi puntata all’Internet point perché Patty deve controllare che il suo volo per Dubai non sia stato annullato… e ovviamente è stato annullato… viva Alitalia!
E di nuovo in piazza, la sera è spettacolare…
Andiamo a cena in un posto meraviglioso segnalato dalla fida Routard, ci mettiamo un po’ a trovarlo perché è in un vicolo sperso, come al solito spunta dal nulla un bambino che ci fa da guida.
Il ristorante è veramente bellissimo, in un giardino chiuso, con i musicisti, i tavolini bassi e i divani con i cuscini… Cambiamo 3 volte tavolo, 2 perché abbiamo freddo e la terza per unirci a dei francesi simpaticissimi e cenare con loro… Mangiamo bene, ci divertiamo e ci promettiamo che andremo tutti insieme a trovare Patrizia a Dubai!
Avevamo deciso che dopo cena saremmo andate a ballare, ma siamo stanche ed infreddolite, così desistiamo e ci avviamo verso il riad… come al solito ci perdiamo e come al solito dei bambini ci guidano… con il particolare agghiacciante che quando arriviamo davanti al riad e tiriamo fuori i portafogli per ricompensarli con qualche dirham, dal nulla si materializza un ragazzetto più grande, non si sa da dove sia uscito ma vorrebbe dei soldi anche lui… noi ci rifiutiamo e diamo qualcosa solo ai bambini, che prendono i soldi e scappano di corsa con lui che li insegue… speriamo che non li abbia raggiunti!

Venerdì 24 Ottobre 2008

Mi sveglio alle 3 pensando che probabilmente questo sarà il mio ultimo giorno sulla faccia della terra e non mi riaddormento più!
Verso le 8 mi alzo, salto la colazione pensando che la famiglia marocchina mi ingozzerà di cibo, e scelgo cosa mettermi, cercando di coprirmi il più possibile e con Patty che scatta foto e mi prende in giro: “Francy che si prepara ad andare dalla famiglia del suo fidanzato!”.
Infilo in borsa una bottiglietta d’acqua pensando che se mi offriranno l’acqua del rubinetto la rifiuterò e berrò la mia di nascosto!
Vado… mi perdo solo una volta e arrivo puntuale. Seguo Khalid per i vicoletti spersi, passiamo anche da una strada con un buco in mezzo, bisogna saltellare ai lati… ed arriviamo a casa sua.
Ci sono i suoi genitori, le sue sorelle e la moglie di Said col bambino piccolo legato dietro la schiena. Parlano solo arabo, credevo che Khalid sarebbe tornato in negozio ma per fortuna resta e fa da interprete… Mi fanno sedere in cucina, la mamma prepara il couscous, una sorella prepara il tajine, l’altra sorella guarda solo perché sta recuperando alcuni giorni di Ramadan… Mi offrono l’immancabile tè alla menta ed è la prima volta che lo vedo fare, usano uno zucchero strano, è a blocchi grandi ed è poco dolce, infatti per il tè ne serve tanto!
Poi mi permettono di aiutarle a cucinare, solo per farmi contenta temo… prepariamo il tajine di pollo con prezzemolo e coriandolo, aglio grattugiato, cipolle rosse, cannella, pepe, cumino, ras el hanout… olive, niente sale ma dei limoni in salamoia che preparano loro e che sono salatissimi…
Mentre cuciniamo passa il padre, mi guarda e mi chiede in italiano “Sei sposata?”!!!
Mentre il tajine cuoce Khalid mi fa vedere tutta la casa, ma non veniamo mai lasciati da soli, c’è sempre una sorella con noi. Sul terrazzo ci sono 2 agnelli, che carini… peccato che a breve verranno mangiati!
In un attimo in cui siamo sole la sorella mi propone di scambiarci i cellulari, il suo Samsung modello vecchio per il mio modello nuovo… mi salva il fatto che il caricabatterie sia diverso!
Verso le 13 mangiamo, ma siamo solo io, lui, e le sorelle… Il couscous cucinato dalla mamma è buonissimo, il tajine preparato da me un po’ meno, e da bere c’è la Coca Cola!
Quando chiedo come mai i genitori non mangino con noi Khalid mi risponde che il padre è andato alla moschea, e che noi staimo mangiando senza aspettarlo perché io alle 14 ho appuntamento con Patrizia! Sono mortificatissima, l’appuntamento era posticipabile, e non mi posso neanche scusare visto che tutti parlano solo arabo!!!
Finiamo di mangiare, ringrazio (“Choukrane”… questo almeno lo so dire!) e andiamo… E’ stato bello essere ospite di una famiglia marocchina e vedere come vivono, peccato solo non aver fatto foto, non sapevo se era il caso e così ho evitato.
Khalid mi accompagna a comprare un tajine (la pentola, non il cibo!), poi andiamo al suo negozio, mi offre un té alla menta, manda il ragazzetto del negozio a comprare per me lo zucchero in blocchi… e non mi molla più!
Alla fine riesco a sganciarmi, saluto tutti, Khalid mi dice “Io fino alle 20 sono qui, ti aspetto, se torni andiamo a bere qualcosa nel riad di un mio amico che è via, ho le chiavi…”… sì, come no!
Devo dire però che andare in giro per il souk con Khalid è tutta un’altra cosa, nessuno si è azzardato a fare commenti o a chiamarmi “gazelle”!
Raggiungo Patty che è in piazza con Asma, beviamo qualcosa, andiamo un po’ in giro.
Poi Asma se ne va e io e Patty decidiamo di dedicarci all’unica cosa che ancora ci manca… l’hammam!
Lo scegliamo un po’ a caso, e appena entrate non mi piace… la ragazza che lo gestisce è scorbutica e non c’è verso di sapere come funzionino le cose, qualsiasi domanda facciamo la risposta è “Pas de problème”!
Mentre aspettiamo Patty si fa fare la manicure (no comment sul risultato), poi ci fanno entrare nello spogliatoio (uno sgabuzzino) e i miei peggiori timori si avverano… niente ciabattine sterili, ma un cesto pieno di ciabatte di plastica che vengono chiaramente usate da tutti i clienti dell’hammam…
Ci infiliamo l’accappatoio, teniamo le mutante (per fortuna… per fortuna!!!), ci fanno salire su un terrazzo e ci lasciano lì, mezze nude, al freddo. Siamo indignate!
Stiamo per andarcene quando una porta si apre e una ragazzina ci fa segno di entrare…
Io mi aspetto una bella stanza grande con una vasca e delle panche sterili e il vapore.
Mi trovo davanti uno sgabuzzino (un altro!) con una panca coperta da un lenzuolo di gomma che credo contenga tutti i germi del mondo, e in un angolo un lavandino pieno d’acqua.
La ragazzina ci fa sedere sulla panca, io non dico nulla, prima perché sono senza parole, dopo perché prima che riesca a fermarla la ragazzina ha preso una ciotola, l’ha riempita d’acqua bollente e me l’ha rovesciata in testa! E io che non mi volevo bagnare i capelli! Non riesco a parlare ma Patrizia dice che le mia faccia parlava da sola… sono sempre più allibita mentre la ragazzina continua a prendermi a secchiate d’acqua bollente! Poi, non contenta, mi grattugia con un guanto, almeno quello sterile, e finito il trattamento ci ributta fuori al freddo e al gelo… adesso siamo pure fradice e con i capelli bagnati!
E questo era l’hammam…
Massaggio rilassante e siamo pronte.
Usciamo, con i capelli fradici, il trucco sciolto… e senza mutande, mica potevamo rimetterci quelle usate per l’hammam!
Io decido che voglio un tatuaggio all’henné, è l’ultimo giorno e non voglio andar via senza! Fra tutte le donne che si offrono scegliamo una ragazzina, ha 15 anni e ci chiede solo 20 dirham… per Patrizia tatuaggio sulle mani, per me sul collo. E’ brava, le lasciamo 100 dirham ed è contenta…
A questo punto siamo struccate, con i capelli fradici, Patrizia non può usare le mani perché l’henné è fresco, io in teoria potrei ma una mi serve per tenere indietro la maglia perché non mi tocchi il collo… Facciamo così: io cammino davanti e porto le borse, Patty cammina dietro di me e mi tiene indietro la maglia, e non ci possiamo staccare… Conciate così andiamo a cena. E stranamente lungo la via nessuno ci chiama “gazelle”.
Che ridere…
Dopo cena decidiamo di andare a farci una doccia e poi a ballare, non ne abbiamo minimamente voglia ma è l’ultima sera!
Il taxi ci lascia vicine al riad e per una volta in un punto da cui sappiamo la strada, ci avviamo a piedi fra i vicoli… e intorno a noi il silenzio… un sacco di uomini, ma nessuno fa commenti… dobbiamo essere conciate proprio male!!! A un certo punto passa un uomo correndo con le braccia alzate urlando qualcosa che non capiamo, e ci immaginiamo che stia gridando “Che brutte!!!”…
Saremo brutte, ma ci divertiamo!
Arriviamo al riad, facciamo la doccia… e collassiamo sul letto! Non ce la potevamo fare!

Sabato 25 Ottobre 2008

Ultimo giorno :-(
Ci alziamo non troppo tardi perché vogliamo fare un’ultima passeggiata nel quartiere… Patty decide che vuole mettere almeno una volta un bellissimo vestitino che ha portato e mai indossato, e quindi si prepara a passeggiare fra gli sputi con abito lungo e infradito sbrilluccicanti.
Usciamo e c’è il sole, è mattina, i ragazzini più grandi sono a scuola, ci sono solo le donne, i negozianti, ed i bambini più piccoli…
Passeggiamo piano sotto il sole, e il ritmo lento ci permette di avvicinarci agli abitanti del quartiere, e di fare quelle foto che in tutta la settimana non eravamo mai riuscite a fare… Al macellaio (che si nasconde sotto il bancone, perché vuole che fotografiamo la carne ma non lui!), ai sarti, ai bambini… che quando ci sediamo in una piazza per riposarci ci circondano, ci dicono “Bienvenue à Marrakech!” e vogliono giocare con noi!
Stiamo un po’ con loro ma poi dobbiamo proprio andare…
Tristezza…
Salutiamo Asma, ci scambiamo gli indirizzi, e via verso l’aeroporto… Ciao Marrakech… Torneremo… Inch’ Allah!

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2 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    maggio 27, 2011 8:09 pm

    Ti faccio i complimenti per l'ottima capacità narrativa e l'umorismo geniale che metti nello scrivere.
    David Gnomo

  2. utente anonimo permalink
    maggio 27, 2011 8:22 pm

    Fra mi ero dimenticata del cameriere musulmano a cui avevo cihesto il vino ahahahhahah!!!!! ho mal di pancia dalle risate…. quando partiamo per un safari in africa??? ahhahahahha Ciao bellaaaaaaaa
    baqcioni Patty

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