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Di palle di pelle di Apollo

luglio 10, 2009

Allora, lo so che ultimamente parlo solo di cibo, ma sono a casa malata e la mia unica distrazione è cucinare.
Oggi per pranzo mi sono fatta i pici all’aglione. Pici fatti a mano, uno per uno… Bon, sono esaurita. Non posso farvi vedere la foto perché appena pronti me li sono mangiati!
Ma non è di questo che volevo parlarvi… Volevo raccontarvi la storia dei croissant.
Era da tanto che volevo provare a fare i croissant francesi, ma avevo sempre rimandato perché è una menata… impasta, metti in frigo, togli dal frigo, reimpasta, piega di 90°, rimetti in frigo, togli dal frigo, fai fare le capriole, rimetti in frigo… ci vuole una giornata intera. Un attimo, ma io una giornata intera oggi ce l’ho! Così ho preparato il primo impasto, ne ho fatto una bella pallina tonda e ho messo in frigo a lievitare avvolto nella pellicola. Ben avvolto nella pellicola. Strettamente avvolto nella pellicola. Scordandomi che doveva appunto lievitare…
Prima ho aperto il frigo per prendere i pomodori, e la prima cosa che ho pensato è stata “Cosa ci fa un pene in frigo?”. Giuro. Poi ho guardato meglio… era il povero impasto che, non trovando spazio per lievitare, spingi e pigia era riuscito a bucare la pellicola… quindi c’era ancora questa palla avvolta nella pellicola (le palle, appunto), da cui partiva questo pezzo di impasto che era riuscito a penetrare nel buco e che del buco aveva assunto la sezione circolare, lievitando… in lunghezza! Il pene, appunto.
… Che dite, butto tutto?

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4 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    luglio 10, 2009 1:42 pm

    urca:
    no, no, butta in forno così com’è e chiama qualche amica a mangiarlo!
    vedrai che risate!

  2. luglio 13, 2009 10:27 am

    poteva essere un’idea, ma invece ho insistito con i croissant… prossima volta provo, però!

  3. utente anonimo permalink
    luglio 13, 2009 11:50 am

    ma poi li hai fatti o no ‘sti croissant?

  4. luglio 13, 2009 12:02 pm

    sì! sono venuti buoni, ma certo il croissant della boulangerie sotto casa è un’altra cosa… riproverò!

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