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Yes, weekend!

ottobre 6, 2009

Buongiorno! Io oggi ho un sonno assurdo, non so perché… non riesco neanche a scrivere!
Il weekend è stato bello.
Venerdì ho lavorato fino alle 2 di notte, faticoso ma direi che ne è valsa la pena… almeno poi mi sono potuta godere il resto del fine settimana senza sensi di colpa!
Sabato ho dormito (ci mancherebbe) e poi mi sono trovata con G. Colazione alla boulangerie più buona del mondo, e via in giro per Bruxelles.
C’era la manifestazione “3 days & 1 night”, 3 giorni (e 1 notte) di esposizioni, concerti, teatro, cinema, manifestazioni, e chi ne ha più ne metta… posto che giusto in Belgio possono organizzare una cosa del genere a Ottobre (faceva un freddo assurdo!), è stata un’esperienza molto molto carina, e anche un’occasione per visitare quartieri di Bruxelles in cui normalmente non andiamo… chissà perché, poi.
Abbiamo iniziato con Molenbeek, il quartiere arabo, che fra l’altro è a una sola fermata di metropolitana dal mio quartiere fighetto… questo per dire che è incredibile di quanto poco basti spostarsi a Bruxelles per cambiare completamente ambiente. Alla Maison des Cultures c’erano un’esposizione fotografica e uno spettacolo chiamato “la Table Cuisine”, realizzato in collaborazione col centro d’accoglienza. Si trattava di una grossa tavola rotante, al centro della tavola stavano gli ospiti del centro d’accoglienza che cucinavano piatti dei loro paesi d’origine (cioè di tutto il mondo!) mentre cantavano e raccontavano le loro storie, attorno alla tavola stavamo noi. La tavola di tanto ruotava, permettendoci così di parlare con persone diverse e assaggiare piatti diversi… bello! E buono ;-)
Poi siamo tornati verso Bruxelles, quartiere Marolles, e abbiamo scoperto la Maison des Musiques, un bel posto in cui si tengono concerti folk rock… non c’ero mai stata, da tenere d’occhio!
Tappa a Monts des Arts per dare un’occhiata ai disegni esposti in una galleria fatta di tessuti, pausa rigenerante (caffè e torta di mele, oh, faceva tanto freddo!), e via verso la notte bianca!
Siamo subito stati catturati dalle “Chorégraphies Collectives” in place du Musée… musica, un palco al centro, un libretto in mano a chiunque passasse (giovani, vecchi, bambini…), una voce che diceva quale pagina del libretto leggere, istruzioni scritte in olandese, francese e inglese: pagina 6, cammina lentamente quando la musica è lenta, a grandi passi quando è veloce; pagina 7, osserva i ballerini sul palco e ripeti i loro movimenti; pagina 8, stai fermo e poi girati di scatto; e così via, dando vita ad un’enorme coreografia collettiva, con gran divertimento dei bambini… e mio!
Risalendo verso place Royale ci siamo fermati ad ascoltare la musica e a guardare l’immensa nuvola artificiale che avvolgeva la piazza… G ci si è proprio tuffato, io mi sono rifiutata, sia mai che l’umidità mi arricciasse i capelli!
Siamo scesi in rue Ravenstein, “la Rue vous appartient”, anche lì concerti e musica un po’ ovunque…
Abbiamo raggiunto place des Palais, la maggior parte delle manifestazioni si tenevano lì, e c’erano anche vari stand con cibo e bibite… con un mojito in una mano, degli stuzzichini brasiliani nell’altra, e il cappuccio in testa (pioveva!) abbiamo visto Homorattus (dei tarponi a grandezza umana… secondo me uno di loro era Boh!) frugare nella spazzatura mentre distinti signori ballavano il tango.
Zuppa di cipolle per scaldarci, poi parc Royal, al centro del parco proiettavano un film che mi ha fatto scappare (era dell’orrore!), nell’anfiteatro naturale si ballava musica elettronica, la fontana in fondo ospitava delle linee di luce che ondeggiavano a ritmo di musica… in un angolo ci si poteva sedere per terra, scrivere i proprio pensieri ed appenderli ad un filo insieme alla biancheria…
Il freddo e la pioggerella lieve ma insistente ci hanno spinto verso il museo di belle arti, Bozar, abbiamo visto l’esposizione “Sextiest” dedicata al fumetto erotico, carina, c’era anche una sezione in italiano su Valentina di Crepax.
Siamo usciti e finalmente aveva smesso di piovere e non faceva neanche più così freddo, stufi della zona reale abbiamo iniziato a cercare le “bouboules” (delle grosse palle luminose che segnalavano le iniziative della notte bianca) più nascoste, nelle zone di Bruxelles meno centrali…
Siamo così finiti nel giardino del conservatorio, era buio pesto ma per l’occasione il giardino era adornato con fiori fluorescenti, avvicinando l’orecchio ai fiori si poteva sentire una musica lieve…
Da lì abbiamo proseguito verso il palais de Justice e ci siamo trovati nel parc d’Egmont, un parco che non avevo mai visto prima… seguendo la luce della bouboule siamo finiti al centro del parco, dei ragazzi con strumenti inusuali stavano suonando una musica che faceva venire voglia di ballare… e così abbiamo ballato, continuando a chiedere un’ultima canzone dopo un’altra… fino a che, per l’ultimissimo motivo, non ci hanno chiesto di disporci in cerchio intorno a loro, formando un cerchio interno più piccolo e uno esterno più grande, e di fare il girotondo in senso inverso, un cerchio in senso orario l’altro in senso antiorario, con loro che suonavano al centro di tutto… essendo tardi ed essendo, chi più chi meno, tutti un po’ ubriachelli, potete immaginare cosa è venuto fuori… alla fine neanche sapevo più chi stessi tenendo per mano!
Siamo tornati verso Monts des Arts e abbiamo ballicchiato la musica elettronica guardando l’erba del prato che per l’occasione era di tutti i colori, ci siamo fermati per bere qualcosa e siamo ripartiti…
Marolles, uno dei miei quartiere preferiti, una bouboule ci ha attirato in rue des Renards per assistere ad una rappresentazione veramente surreale. Rue des Renards è una via piccolina piccolina, la conosco giusto perché c’è un ristorante dove a volte vado a cena. La bouboule parlava di contrasti e di punti di vista inediti, e in effetti… In fondo alla strada alcuni ragazzi, una bottiglia di vino, uno spiedo su cui si stava arrostendo della carne di pecora. Vicino a loro delle scale di legno posizionate per consentire allo spettatore di scalarle e avere così una vista inedita. Su cosa? Mi sono arrampicata nel buio della notte, arrivata in alto mi sono affacciata… e mi sono trovata ad osservare un giardino pieno di pecore, perplesse nel buio, ognuna con una palla luminescente al collo! Il contrasto c’era, non c’è che dire…
Siamo scesi verso il centro con l’idea di cercare altre bouboules e avvicinarsi al tempo stesso a casa ma in centro non c’era un granché, doveva esserci una festa al Belgica che è un locale gay ma ci siamo andati e ci siamo semplicemente trovati circondati da maschioni che bevevano birra e guardavano G con l’occhio da triglia…
… e così siamo andati a casa, e la nostra notte bianca è finita lì :-)
Domenica cazzeggio totale, sveglia tardi, colazione, divano, film, divano… così fino alle 19, poi mi sono imposta di farmi una doccia ed uscire perché avevo appuntamento col mio amico Niels. Siamo andati a bere qualcosa e poi a cena, non ci vedevamo da una vita e mi ha fatto piacere chiacchierare un po’ con lui!
Bel weekend, ci voleva proprio, vista la settimana lavorativa che mi aspetta…
Buona settimana a tutti!

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2 commenti leave one →
  1. ottobre 7, 2009 9:06 am

    Ah ecco cos’erano quei fili sparsi su mont des arts…e tutti quei mezzi bicchieri di mohito lasciati in giro…Io c’ero la domenica mattina.
    Romì

  2. ottobre 7, 2009 10:36 am

    ti ho pensato mentre scrivevo questo post, perché abbiamo fatto i post complementari! ah, se ti va e se hai tempo l’invito per un caffè è sempre aperto!

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