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New Orleans!

ottobre 29, 2009

Il post sotto l’avevo scritto ieri ma non ero riuscita a pubblicarlo. Ci sarebbe da aggiungerci una bella e illuminante serata a base di Margarita, ma lo farò appena mi sarà passato il mal di testa.

Buongiorno! Sono a New Orleans, il sole splende, l’aria è tiepida, ed io ho già iniziato a far danni :-S

Partiamo da ieri?
Sono arrivata all’aeroporto di Atlanta (affamatissima, sull’aereo ci hanno dato da mangiare alle 9 e poi di nuovo alle 17!) e mi sono avviata serena e fiduciosa verso la zona bagagli. Ho passato immune il controllo di sicurezza completo di foto segnaletica (addetto: “Are your eyes real?”), ho dribblato l’impiegato solerte che voleva darmi informazioni in una lingua che assomigliava molto di più al cinese che all’inglese, poi sono andata incontro al simpatico cagnolino antidroga. Il quale mi ha guardato in cagnesco (ah ah), ha dato una zampata al mio bagaglio a mano e ha detto “Bau!”, che credo significasse “Attenzione, questa fa finta di essere rincoglionita dal jet lag, ma in realtà è una sveglia e pericolosissima terrorista che programma di far saltare il paese!”. Il poliziotto deve avergli creduto, perché mi ha consegnato un Marchio Di Infamia grazie al quale sono finita alla dogana a farmi controllare anche i calzini. E alla fine si è scoperto l’arcano. Sapete cos’era il pericolosissimo ordigno che stavo tentando di introdurre illegalmente negli Stati Uniti?
… Un mandarino.

Bah.
Una volta distrutto (fatto brillare, credo) l’ordigno (uffa) sono stata libera di avvicinarmi al gate e mettermi buona buona ad aspettare l’aereo per New Orleans. Avrei dovuto incontrare lì la mia collega Chantal che arrivava da Parigi e che possiede l’unica carta di credito del team ma ovviamente non ci siamo trovate, il che significa che mi sono presentata all’albergo da sola e senza carta di credito e che per evitare di dormire sotto un ponte ho dovuto prelevare 1000 dollari in contanti… ma vabbè, questi son dettagli.
La cosa carina invece è che sul mio aereo c’era un chimico americano diretto al mio stesso convegno, e abbiamo deciso di andare a cena insieme. Ed è stata una bella idea, perché ho visto posti che non credo avrei visto altrimenti ed ho conosciuto una persona molto interessante (il doppio dei miei anni, sposato e con figli, non pensate male!). Abbiamo preso il tram, chiedendo informazioni abbiamo fatto amicizia con praticamente tutti i passeggeri, e siamo finiti a cena in un ristorante genuinamente louisiano. Una stanza grande con tanti tavoli, bottiglia di ketchup pronta su ogni tavolo, cameriera non tanto giovane ed estremamente amichevole (certo, voleva la mancia, mica le stavamo simpatici noi!), menù locale, dalla zuppa di tartaruga al pollo fritto… e c’era anche un angolo italiano che proponeva un discutibile “pollo parmigiano” (se si trattasse di pollo al parmigiano o alla parmigiana non ve lo so dire perché nonostante i consigli mi sono rifiutata di ordinarlo, sono andata su un’insalata di gamberi grigliati, buona ma veramente enorme, impossibile finirla… anche perché il jet lag stava iniziando a farsi sentire e mi stavo addormentando con la testa nel piatto)! L’atmosfera era familiare, c’erano colleghi usciti dal lavoro e andati a mangiare qualcosa insieme e famigliole con bimbi piccoli che festeggiavano il compleanno (abbiamo cantato “Eppi beddai tu iuuu” tutti insieme!). Dopo cena gelato, il mio amico chimico ha preso anche un cannolo siciliano e si è riempito di zucchero a velo… Era buffissimo, tutto serio e impettito, ha lavorato al National Cancer Institute, ha un dottorato, scrive articoli… e al tempo stesso si spalma lo zucchero a velo addosso ed è il segretario dell’Associazione Coltivatori Ortensie! Che belle queste persone dalle mille sfaccettature.
Sono rientrata in albergo barcollando dal sonno… ho rapidamente (troppo rapidamente…) controllato la posizione del meeting su Internet, e sono collassata.

Stamattina mi sono svegliata presto, il meeting iniziava alle 9 e prima volevo farmi una doccia, cercare di capire che fine avesse fatto Chantal, ritirare il badge…
Alle 8 sono uscita dall’albergo e mi sono avviata. Il Convention Centre non è vicinissimo all’albergo, ma c’era il sole e a me piace camminare, così ho deciso di andare a piedi. Ho preso la strada che costeggia il fiume, ho guardato il cielo azzurro, e mi sono sentita felice… perché non c’è niente che ami quanto scoprire una città nuova, la mattina presto, da sola. Ho iniziato a pensare che forse io non sono fatta per stare in uno stesso posto per sempre, e neanche con una stessa persona per sempre. Ho pensato a quante città diverse ci sono al mondo, e a come sarebbe bello poterle visitare tutte. Ho pensato che magari potrei fare la scrittrice di guide turistiche, così sarei pagata per viaggiare! Ho pensato un sacco di altre cose, tipo che mi piace partire da sola ma che alla fine incontro sempre qualcuno con cui condividere il viaggio, o che una mattina sarebbe bello alzarsi presto e fare colazione all’aperto sul fiume, ma nel bel mezzo dei miei pensieri mi sono trovata davanti un cancello verde sbarrato che mi ha costretto a pensare a dove cavolo stessi andando!
Sono tornata indietro un pezzo, ho chiesto informazioni circa 20 volte (troppo fico essere italiana qua) e finalmente ho raggiunto il Convention Centre. Solo che il Convention Centre era enorme, e io non avevo idea di dove fosse esattamente il mio meeting. Ho chiesto ma nessuno sapeva niente, ho guardato i volantini e del mio meeting non si parlava, e dopo un po’ un orribile dubbio ha iniziato a farsi strada nella mia mente: che il meeting fosse da un’altra parte? Individuato un signore intento a lavorare col suo portatile, l’ho supplicato di lasciarmi controllare su Internet la giusta locazione… ed è così che ho scoperto che il meeting si teneva nell’albergo accanto al mio.
Sono tornata indietro di corsa (si stava facendo tardi, e poi ovviamente queste cose succedono solo quando ho i tacchi!) imprecando contro me stessa… perché è uno dei miei più grandi difetti, siccome sono sempre di corsa io non controllo le cose, io le assumo, ne faccio una ma sto già pensando a quella dopo, e non sapete quante volte mi sono ritrovata all’aeroporto 2 ore prima del necessario perché non mi ero presa la briga di controllare l’orario, o nel posto sbagliato perché avevo letto il nome frettolosamente, e finisco ovviamente col perdere molto più tempo nel tentativo di risparmiarne di quando ne perderei se spendessi 2 minuti a leggere le informazioni… e non sapete quante volte mi sono ripromessa di stare più calma, di respirare, di pensare a quello che sto facendo nel momento in cui lo sto facendo… ma niente, oh, non c’è verso, sembra al di sopra delle mie possibilità. E lì per lì mi è presa una gran rabbia verso me stessa… Poi però ho pensato che alla fin fine se sono fatta così ci posso far poco, sono rincoglionita, e allora? Ci sono mali peggiori al mondo… e quantomeno ho fatto una bella passeggiata sul fiume e conosciuto tanta gente simpatica (tutti quelli a cui ho chiesto informazioni).
E al meeting sono pure arrivata in orario!

Adesso sto seguendo un workshop, a stomaco vuoto perché ovviamente non ho fatto in tempo a fare colazione. Anzi, a stomaco vuoto non è esatto, qua c’è il caffè gratis. Ma a me il caffè americano non piace, e così ho tentato di creare un caffellatte. Risultato: un bel bicchierone di caffè (caldo) e panna fresca (fredda). C’è anche una cosa impacchettata che fa finta di essere un biscottino, l’ho scartata pensando di rifarmi la bocca ma si è rivelata una caramella alla menta di proporzioni inaudite…

Bon! Vado… A presto con le prossime avventure :-D

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5 commenti leave one →
  1. ottobre 30, 2009 8:54 am

    mitica francesca!
    mi fai troppo ridere!
    e adesso che ti ho conosciuta, ti riconosco ancora di più nelle tue parole
    e guarda che è legittimo chiedersi se i tuoi occhi siano veri (sono straordinari!)
    e ti piace camminare, è vero me lo hai detto
    Senti per favore rimani come sei, rincoglionita e simpaticissima!
    Attendo nuove cronache dall’altra parte del mondo.
    Ah, e solo per farti un po’ di invidia. qui a Bruxelles c’è un sole che non si era mai visto (ihihi!)
    Romì

  2. emptyout permalink
    ottobre 31, 2009 4:15 pm
  3. utente anonimo permalink
    novembre 2, 2009 9:41 am

    un pò sono contenta di vedere che in fondo a questa Nuova Francesca che gira il mondo da sola in tutti gli aeroporti e le grandi metropoli, è rimasta un pò della Vecchia Francesca che non si rinveniva mai sulle strade da fare!!
    silvia

  4. novembre 4, 2009 10:51 am

    @ romina: temo non ci sia scelta, sono destinata a rimanedere rincoglionita, che mi piaccia o no…

    @ silvia: ma quale nuova francesca??? ti assicuro che c’è sempre e solo quella vecchia. comunque, non dimentichiamo che nella vita l’importante è essere eleganti!

  5. utente anonimo permalink
    novembre 6, 2009 11:52 am

    verissimo! la nuova-vecchia francesca si sperde per le città di tutto il mondo, ma coi tacchi!!!!
    silvia

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