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Che si dice?

dicembre 11, 2009

E’ un po’ che scrivo cazzate, ed è tanto che non scrivo qualcosa di me.
Che ho fatto ultimamente? Vediamo un po’…
Lo scorso weekend è stato abbastanza tranquillo. Venerdì festa di inaugurazione casa di collega, Sabato litigata con G perché non c’era verso di schiodarlo dal divano (era di umore eremitico, alla fine il compromesso è stato andare a bere un paio – ove paio leggasi “4 a testa a stomaco vuoto” – di mojito in St. Gery… ma attenzione… non dentro al locale dove c’era tutta la gente sana di mente, no, fuori sotto l’acqua!), Domenica giretto a Aachen e la sera a cena in un posto sperduto fra i monti, un club sommozzatori (fra i monti, sì) che il weekend diventa ristorante, mangiato carne (contento, Emptyout?) portata cruda su una pietra rovente in modo che ognuno se la potesse cuocere a proprio gusto… buona!
Poi… Lunedì sono andata con KOK a fare la spesa per la festa di inaugurazione casa, che faremo finalmente domani. Abbiamo comprato tanta di quella roba, fra cibo e alcoolici, che per portare in casa tutto ci sono voluti 15 viaggi su e giù per le scale! Alla fine eravamo distrutti, KOK ha mormorato “La macchina la sposto domattina” ed è collassato sul divano… si è poi scoperto che aveva lasciato la macchina non solo parcheggiata male, ma pure con le frecce lampeggianti… per fortuna la mia collega Chantal è casualmente passata sotto casa mia e ha riconosciuto la macchina e mi ha telefonato (con tono a metà fra il divertito e il perplesso) per avvisarmi!
Martedì sono andata da G, abbiamo fatto l’aperitivo con le pizzette di carta buonissime e decorato l’albero.
Mercoledì non me lo ricordo! Ah sì, giro in Châtelain e poi cena da Gilles, serata completamente francofona, divertita tanto (e mangiato la tartiflette) ma che fatica! Sono tornata a casa verso le 23 e ho trovato KOK e PLP ancora svegli e completamente stonati dalla stanchezza, mi hanno chiesto di fare un dolce perché ieri sarebbero dovuti andare a trovare un amico all’ospedale, già ne dovevo fare uno da portare da Romina per il tè… e così mi sono messa all’opera. Romina ha 2 bimbi, così ho pensato di fare un dolce colorato e natalizio, che facesse allegria… pensa pensa, ho formato un albero di Natale con una stella in cima con la pasta frolla. Poi ho ritagliato tante palline, sempre di pasta frolla, e le ho appiccicate ai lati, in modo da creare una specie di bordo. Ho messo in forno, a metà cottura ho tirato fuori e ho appiccicato Smarties gialli sulla stella, marroni sul tronco, rossi e verdi sulle palline, e poi ho rimesso in forno per portare a termine la cottura e far appiccicare gli Smarties. Nel frattempo ho preparato la crema pasticcera (2 volte, la prima col sale la seconda con lo zucchero… ehm…) e ho tagliato le fragole e i kiwi. Una volta raffreddato l’albero ho riempito l’interno di crema pasticcera e ho disposto le fragole e i kiwi alternando una riga rossa a una verde. Infine ho spolverato di zucchero a velo, per creare l’effetto neve. E’ venuto un dolce molto carino da vedere (appena scarico le foto ne posto una), ma così a idea non così buono da mangiare… non so perché, ma non mi convinceva… per il tè, poi, forse avrei preferito un dolce più morbido, da inzuppare… e così ho fatto anche una classicissima torta di mele! KOK e PLP nel frattempo giacevano sui divani privi di vita, ogni tanto mi urlavano qualcosa (tipo “Ti prego passaci i fazzoletti che sono a mezzo metro da noi perché non abbiamo la forza di allungare il braccio”) e io non capivo perché in cucina c’era rumore, la cosa ha dato luogo ha dei siparietti esilaranti… tipo quando PLP mi ha detto “Passami lo scottex”, che era vicinissimo a lui, e io gli risposto “No!”, e lui “Ti prego”, e io indignata “Troia a chi???”… oppure, al contrario, quando ci ha riprovato ottenendo un ulteriore diniego, e a questo punto ha abbandonato le buone maniere e mi ha chiamato “Budello” (siamo toscani, l’uso di questi termini significa solo che ci vogliamo tanto bene), solo che io ho capito “Bella” e gli ho risposto tutta felice “Come le rose!”… o anche quando ho guardato PLP e ho pensato che assomiglia proprio a Braccio di Ferro, e gli ho chiesto “Sai chi sembri?”, e lui mi ha risposto “Braccio di Ferro?”..!
Insomma, alla fine ieri sono andata al lavoro con la torta di mele sottobraccio, e dopo il lavoro sono andata da Romina per il tè. Ero un po’ emozionata all’idea di conoscere i suoi gemellini, con i bimbi piccoli non si sa mai, a volte sono timidi e non gradiscono gli estranei… ma credo di poter dire tranquillamente che non è questo il caso! Stavo ancora salendo le scale e già mi si erano parati davanti chiedendo “Hai portato la torta???”… e io me ne sono istantaneamente innamorata, amo cucinare e conseguentemente chi ama il cibo mi conquista! Potrei dire che io e Romina abbiamo sorseggiato il tè e chiacchierato amabilmente, ma la verità è che ho chiacchierato quasi più con i bimbi che con lei… mi sento un po’ in colpa a ripensarci adesso, ma non ci posso far niente, mi hanno travolto con la loro allegria e le loro storie di pesci, pinguini e pirati! Hanno bevuto il tè, hanno cantato la canzone della torta e quella di San Nicola, mi hanno fatto vedere la loro camera e tutti i loro giochi, si sono trasformati in dolci gattini e in temibilissimi pesci carnivori, hanno parlato di aerei dimostrando di essere già dei mini-viaggiatori… non si sono fermati un attimo, sono 2 forze della natura! Son belli proprio, sia presi singolarmente sia insieme, uno moro ricciolino l’altro biondino, formano un bel contrasto. A fine serata è arrivato anche Massy (non è che siamo così in confidenza da usare diminutivi a dire il vero, ma mi sono resa conto che non so se si chiami Massimo o Massimiliano…), che bello il suo accento toscano! Lei, per quel poco che siamo riuscite a parlare, sta bene ed è entusiasta dei suoi nuovi lavori. Sono venuta via verso le 18, e uscendo da casa Bonasorte il silenzio che c’era per strada mi è parso innaturale… G mi aveva telefonato mentre bevevamo il tè, e mi aveva chiesto con tono perplesso cosa ci facessi in un asilo! Ci siamo trovati sulla metro e siamo andati a fare un giro al mercatino di Natale, dove più tardi mi ha raggiunto anche Niels, con cui ho condiviso una roba fritta proveniente dalla Mongolia, un mojito, e dei dolcissimi coni di zucchero ripieni di zucchero che farebbero la gioia di qualunque dentista… Sono tornata a casa abbastanza presto, e quando ho suonato alla porta KOK, che come dicevamo è un po’ esaurito, ha risposto dicendo “Allô, Monte Paschi”..! Ah, abbiamo assaggiato l’albero di frutta, come temevo era più carino che buono, direi che ho fatto bene a non portarlo.
Ecco. Volevo raccontarvi cosa penso, oltre a quello che faccio, ma ho già scritto tanto e ora non ne ho più voglia… vabbè, ci provo…
Io niente di nuovo in realtà, però forse è proprio questo il punto. Nel senso che in teoria va tutto bene e non dovrei lamentarmi, ho un lavoro, un ragazzo, sto bene, vivo in una città fica, e dovrei essere felice e basta. Però in realtà non è così… non è che sia infelice, ma sono insoddisfatta, mi sembra di non stare andando da nessuna parte, e intanto il tempo passa, e io mi sveglio sempre più spesso la mattina di cattivo umore. Mi mancano i miei amici in Italia, Vale, le amichine, Gigi e Fede, e sto facendo un veloce elenco random quindi chi manca non si senta offeso, mi mancate tutti. Mi mancano tanti luoghi, le viuzze piccole di Lucca, l’avere il “mio” ristorante, il “mio” posto per l’aperitivo… Che poi è una cosa cretina, perché sono sicura che tanti posti a Bruxelles che adesso do per scontati, quando la lascerò mi mancheranno. Mi mancano le mie fughe con Vale, quando io abitavo a Firenze e lei a Milano ogni tanto ci trovavamo nel mezzo, e anche se la mia vita era un gran casino e la sua pure, il fatto di essere in 2 ci faceva sembrare tutti i nostri casini divertenti. Ma non è solo queso, comunque. E’ anche che ho un po’ l’impressione di non stare costruendo nulla, al lavoro ho una borsa di studio, che mi va benissimo per carità, ma non mi dà stabilità o prospettive di carriera, almeno per ora. E con G, boh, stiamo bene, ma basta? Di andare a vivere insieme non abbiamo voglia (siamo troppo diversi, io incasinata e impulsiva lui calmo e riflessivo, vivere insieme sarebbe un suicidio… o forse un equilibrio perfetto?), progetti reali per il futuro non ne abbiamo, e allora che stiamo insieme a fare? Perché è quello che vogliamo, o per non stare da soli? E se così ci bruciamo altre opportunità? E se chi troppo vuole nulla stringe? Boh… Io continuo a correre, ma a volte penso che il mio correre sia voluto perché se mi fermo penso, e se penso… bidu.

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2 commenti leave one →
  1. emptyout permalink
    dicembre 11, 2009 12:29 pm

    Era ora!
    Era ora….la ciccia e’ sempre la cicciaaaa!

  2. dicembre 11, 2009 12:43 pm

    e io che pensavo di averti traumatizzata per sempre e di averti fatto passare la voglia di fare figli per i prossimi mille anni.
    Sappi che comunque è stato amore a prima vista per te da parte di Luca e Fabio e stamattina si sono svegliati chiedendo della torta della zia Francesca…
    massi si chiama massimiliano, ma non glielo diciamo che ti è stato simpatico, sennò si monta la testa.
    Comunque non è colpa tua se non siamo riuscite  a finire neanche un discorso, è che i pupi tendono ad essere parecchio accentratori, ma devo dire che tu hai retto decisamente bene la prova…e insomma hai ragione tu la mia casa è sempre allegra ma anche parecchio rumorosa! ci credo che uscita di qui il silenzio ti sia sembrato innaturale…
    comunque ci dobbiamo rivedere assolutamente prima delle vacanze di natale, ti vado bene lo stesso se vengo senza pupi?

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