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Alla faccia delle 2 righe…

gennaio 14, 2010

Vediamo se riesco a scrivere 2 righe, che qua si rimane spaventosamente indietro…
Italia!

Arrivata il 24. Botta di culo perché i miei coinquilini partiti il 18 hanno trovato neve e sono finiti a Genova (anziché Pisa), io partita il 24 tutto perfetto!
Il 24 mi sono un po’ fatta fregare, nel senso che essendo appena arrivata e completamente piena di sensi di colpa perché vivo lontano e non vedo mai la mia famiglia ecc… dopo pranzo mi sono offerta di andare a fare le ultime commissioni. Beh, non fatelo mai… Andare in giro il 24 Dicembre, in macchina, sotto il diluvio per inciso, è un delirio… I negozi sono pieni, le strade sono trafficate, i vostri familiari vi telefoneranno ogni 5 minuti aggiungendo ulteriori cose alla lista. Adesso capisco come si sente la mia mamma quando le dico “Già che esci mi prendi questo, questo, e anche questo?”..! Va beh, comunque, sono uscita insieme a mio fratello, e credo che il clou della giornata l’abbiamo toccato verso le 17, quando siamo andati al cimitero a portare i fiori sulla tomba del nonno Raffaele e non è che al cimitero io ci vada proprio tutti i giorni e quello di Sant’Anna è enorme, e insomma a un certo punto, mentre ancora stavamo cercando la tomba, una voce ha detto “Avvisiamo i gentili visitatori che il cimitero sta per chiudere”, e noi siamo corsi verso l’uscita ma non siamo arrivati in tempo… ed è così che ci siamo ritrovati al buio, sotto il diluvio, chiusi in un cimitero, la vigilia di Natale!
Beh. La sera poi c’è stata la cena della vigilia, con la famiglia divisa, il tavolo dei grandi e quello dei piccoli (e io ero fra i piccoli!), Nina che ha preparato una marmitta di specialità ucraine buonissime ma… troppe!, e il mio babbo che a metà cena ha litigato con la mia zia e se ne è andato (al piano di sopra, non chissà dove)…
Tutto come da tradizione :-)

Poi che ho fatto? Adesso che ho iniziato col 24 mi viene da andare in ordine, giorno per giorno…

Il 25 abbiamo allegramente aperto i regali tutti insieme. Io avevo chiesto libri, la mia lista è stata bellamente ignorata (ma confido nel compleanno ;-)) e ho ricevuto invece un bel po’ di vestiti, fra cui una felpa bianca col cappuccio e la scritta di brillantini “St. Tropez”. Poi un po’ di altre cosine, il termometro da pasticceria che volevo da una vita, una sciarpa a righe azzurre e blu, una fashionissima piastra per i capelli da borsetta…
Pranzo di Natale in solitario, nel senso che ha piovuto tanto che il Serchio ha rotto gli argini e gli altri zii, che vivono dall’altra parte del fiume, sono rimasti bloccati a casa loro!
Pomeriggio dalla mia amica Vale! Puro cazzeggio, chiacchiere sul divano, interrogativi esistenziali (“Ma secondo te il fatto che abbia sollevato la tazzina del caffè con la mano sinistra anziché con la destra vuol dire che mi ama???”), poi aperitivo e cenetta con Ilaria e Silvia da Vino&Kino, il nostro pub preferito che finalmente ha riaperto.

Il 26 altro pranzo di Natale, con gli zii (che stavolta sono riusciti a passare il ponte). La sera cena amichine in Versilia per il compleanno di Irene, fra una chiacchiera e una bevuta siamo tornate a casa alle 4… siamo proprio gggiovani!

Il 27 ennesimo pranzo, non se ne poteva più! E la sera tradizionale cena di Natale a casa di Luigi con i miei amici storici, KOK e PLP inclusi. Prepariamo ogni anno le stesse identiche cose (pinzimonio, bourguignonne, pandoro a stella con crema o cioccolato) e poi ci scambiamo i regali… è sempre bello ma quest’anno lo è stato particolarmente, ci siamo divertiti un sacco e fra una cosa e l’altra abbiamo fatto le 5!

Il 28 cena di Natale con Vale e Alessia, abbiamo mangiato il couscous e poi abbiamo progettato e portato a termine una missione segreta…

Il 29 è arrivato G, ed è stato bello rivederlo! Sono andata a prenderlo a Pisa e siamo andati a pranzo al ristorante sardo, abbiamo mangiato e bevuto un sacco e dopo non eravamo in condizioni di risalire in macchina, così ne abbiamo approfittato per visitare la chiesetta della Spina e la mostra di Chagall, bella. La sera cena a casa (Nina ci ha riempito da scoppiare) e poi bevuta da Vino&Kino, ci tenevo a farglielo vedere!

Il 30 siamo partiti per l’Alto Adige, in macchina insieme ai miei amici Chiara, Luisa, Veronica (che ha viaggiato appiccicata a un cactus spelacchione), Luigi e Federico. Aneddoto di viaggio, noi eravamo in macchina con Chiara e Luisa, ma quello che conosce la strada è Federico, che era nell’altra macchina… A un certo punto ci è arrivato un suo sms con scritto “Uscite a Egna – Ora dopo Rovereto”. Noi abbiamo interpretato “Uscite a Egna, che è ora dopo Rovereto”, e visto che dopo Rovereto di Egna non c’era traccia abbiamo iniziato a perplimerci… in realtà il messaggio significava “Uscite all’uscita denominata Egna/Ora, che è situata non prima di Rovereto”! Comunque, alla fine ce l’abbiamo fatta… siamo arrivati abbastanza tardi, quindi cena e a nanna!

Il 31 abbiamo optato per qualcosa di tranquillo visto che non volevamo arrivare alla sera distrutti, così siamo andati a fare un giretto a Merano. G è impazzito davanti al mercatino di Natale… non davanti alle palline ed alle decorazioni ovviamente, ma davanti al cibo… ogni tanto non lo vedevamo più, e all’improvviso ricompariva con un panino in mano!
Siamo tornati a casa prestino per farci una doccia e prepararci per la serata, io in realtà mi sono giusto cambiata di volata e ho usato il resto del tempo per lavorare, dovevo mandare un lavoro e volevo assolutamente farlo il 31 per evitare di iniziare il 2010 lavorando! Ce l’ho fatta, un po’ in extremis ma ce l’ho fatta, c’è stato solo un attimo di panico quando ho acceso il pc di Federico, che era l’unico Internet munito, per inviare il lavoro, e il pc si è rifiutato di aprire il file perché le versioni di Windows non corrispondevano, e io ho guardato Federico incazzatissima e ho sbraitato “Ma non hai Vista???” come se fosse un peccato mortale… Vabbè, comunque, alla fine ho inviato l’e-mail come allegato e siamo partiti.
Siamo andati a cena a casa di una signora e devo dire che la cena mi ha un po’ deluso, è vero che l’ultimo dell’anno non si mangia mai benissimo, ma in questo caso i tavoli erano solo 2… e quindi secondo me si sarebbe pure potuta impegnare un pochino di più! Non che si sia mangiato male, ma sono abituata a cene molto più faraoniche in Alto Adige :-(
A mezzanotte siamo usciti e abbiamo stappato lo champagne sulla neve, guardando i fuochi d’artificio in lontananza. Volete la versione per il pubblico? E’ stato bellissimo iniziare l’anno nuovo con i miei amici e il mio ragazzo sulla neve e sono tanto felice e ho fatto tanti buoni propositi per il 2010 e li manterrò tutti. Volete la versione vera? Ho iniziato l’anno nuovo con molta perplessità, guardando delusa il cellulare belga che si è illuminato una-volta-una (grazie Gloria!), non ho fatto manco mezzo proposito per il 2010 e non so cosa cazzo voglio dalla mia vita. Ah, però c’è anche stata una cosa divertente: Patty, la mia amichetta che è andata a vivere a Dubai e mi ha abbandonato, mi ha mandato un sms con scritto “A lot of sex for 2010”… sms che è stato letto da G, che ha preso il mio cellulare e le ha risposto “I promise I’ll do my best” :-D
Dopo questo allegro inizio d’anno siamo scesi a Bolzano, non so come Chiara sia riuscita a portarci giù sani e salvi, la strada era in discesa, piena di curve, e completamente nascosta dalla nebbia… A Bolzano c’era la festa in piazza, un gruppo stava suonando e secondo me erano veramente bravi, io sarei voluta rimanere lì a ballare ma gli altri, G in testa, vuoi per il freddo vuoi per la confusione, hanno optato per un tranquillo pub… io li ho seguiti un po’ immusonita, e alla fine sono tornata alla festa da sola! Finale di serata movimentato (perso il bigliettino del parcheggio, conseguente entrata trionfale alle 4 del mattino, ubriachelli e vestiti da neve, in un albergo elegantissimo, per chiedere aiuto…), e alle 5 a nanna… e spero che non sia vero che quello che fai il primo dell’anno lo fai tutto l’anno, perché qua si partirebbe proprio male! E lo dice una che ha iniziato il millennio vomitando…

E venne il 1° Gennaio! Ci siamo alzati mostruosamente tardi e siamo andati a fare un giro a Innsbruck. Passeggiatina, patate con speck e panna acida (olé), puntata al caffè di Sissi per una fetta di Sacher (olé)… e mentre mangio la torta ho la brillantissima idea di chiedere a G di lasciarmi controllare la posta elettronica dal suo cellulare. Trovo un’e-mail del mio capo che in sostanza dice “Bellino il lavoro ma l’hai mandato troppo tardi, ormai per questo meeting non facciamo un tempo, è un peccato e anche un po’ una vergogna.”. Rispetto a qualche anno fa sono migliorata, quindi non sono svenuta come feci a Firenze la prima volta che il mio capo di allora mi disse qualcosa di poco carino, ma mi sono comunque girati parecchio i coglioni, e lo spiritello paranoico che vive sulla mia spalla sinistra mi ha detto “Appena torni ti licenziano!”. Ora, in realtà non ero neanche tanto d’accordo con l’e-mail per tutta una serie di motivi (quando ho torto lo riconosco, e stavolta non ce l’avevo!), ma sapevo che se avessi risposto spiegando le mie ragioni avrei dato il via a un confronto epistolare (si può dire epistolare parlando di posta elettronica?) infinito, così ho lasciato perdere e ho deciso di parlarci non appena rientrata a Bruxelles… però certo ‘sta cosa non mi ha aiutato a godermi gli ultimi giorni di vacanza…

Il 2, al contrario, è stata una gran bella giornata. L’ho iniziata incazzata nera con G che aveva letto l’e-mail, aveva visto che ero in crisi, e non si era mai degnato di chiedermi se stessi bene, però poi ci ho parlato ed è venuto fuori che proprio perché si era reso conto che stavo male aveva cercato di lasciarmi in pace… Abbiamo chiarito, e siamo partiti insieme agli altri, destinazione montagna!
Abbiamo lasciato le macchine ai piedi del monte e siamo saliti fino al rifugio, un paio d’ore di camminata in mezzo alla neve, bello… abbiamo mangiato al rifugio, e siamo tornati giù in slitta, spettacolo! Io non ero mai andata in slitta (ma una volta avevo obbligato il mio povero ex fidanzato a guidarne una con me dietro appollaiata tipo avvoltoio che gridavo “Attento! Vai piano! Frena!”), avevo un po’ di timore ma poi ho scoperto che è divertentissimo… G pure, si divertiva a slittare sul margine del precipizio spaventomi a morte… e Luisa anche, anzi, lei era quella che aveva più paura di tutti, ma è anche stata quella che ci ha preso più gusto di tutti, si è lanciata a tutta velocità… e in fondo alla discesa non è riuscita a frenare ed è finita urlando nel bel mezzo del mucchio di slitte tirölesi ördinatamente accatastate, con un bell’effetto domino e con enorme sdegno dell’unica signöra tirölese presente… Io ero dietro e rimpiango tuttora di non averla vista!
Dopo la slittata siamo andati a Brunico per un giro al mercatino ed un aperitivo (Ugo o Hugo?), poi a cena, e dopo cena non contenti pure a prendere uno di quei fantastici yogurt altoatesini pieni di frutta fresca! Come potete vedere fra i miei non-propositi per il 2010 c’è anche la dieta ^^

Il 3 era il giorno della partenza, e ovviamente è spuntato un sole meraviglioso… Siamo andati a Oberbozen in macchina, abbiamo mangiato qualcosa, siamo andati verso i boschi col trenino di legno che attraversa pacificamente la foresta, e abbiamo fatto una bella passeggiata nel bosco… Tornati indietro (sempre col trenino) ci siamo concessi un’ultima fetta di torta di grano saraceno prima di tornare verso Bolzano, con la funicolare (teleferica?) stavolta, per goderci il panorama…

Il 4 G è ripartito, io invece sono rimasta ancora qualche giorno. La mattina l’ho accompagnato all’aeroporto con la macchina di mio fratello Roberto (la mia è in Belgio). Visto che non era la prima volta che me la prestava, ho pensato di essere gentile e mettere 20 euro di benzina. Brava, eh? Peccato che andasse a gasolio.
Io ovviamente non mi sono resa conto di nulla e dopo aver messo benzina sono allegramente ripartita, solo che a un certo punto la macchina ha iniziato a saltellare e io ho avvertito una fastidiosa sensazione di déjà vu… questo rumore l’ho già sentito… ma quando… ah, sì… quando, a 18 anni, ho messo il gasolio al posto della benzina nella macchina… oh, cazzo!!!
Ebbene sì, l’ho rifatto. Al contrario, però: a 18 anni avevo messo del gasolio in una macchina a benzina, stavolta ho messo la benzina in una macchina a gasolio. Ma perché non le fanno tutte uguali??? Il danno si è fortunatamente rivelato meno grave di quel che temevo: una volta svuotato il serbatoio e ripuliti i filtri la macchina era di nuovo a posto. Nonostante ciò, il mio babbo non è stato per niente felice.
Il 4 sera sono stata a casa perché non avevo il coraggio di chiedere in prestito un’altra macchina…

Il 5 l’ho passato a cucinare, la sera sarebbe venuta a cena la ragazza di mio fratello Alessandro (che ha 19 anni, e che fino a ieri gattonava, e ancora non mi spiego come sia possibile che oggi abbia una patente e una ragazza!) con tutta la sua famiglia (wow) e visto che io non ci sarei stata ho quantomeno cucinato. Ho preparato delle bruschette, dei maccheroncini con carciofi, cacio di Pienza e lardo di Colonnata, un arrosto di vitello alle noci con patatine novelle al forno, e la crostata di mele di Adriano.
Non so come sia andata la cena perché io sono uscita, aperitivo e cena con le mie amiche Vale e Paola, non vedevo Paola da una vita, ma veramente da una vita, e mi ha fatto piacere passare una serata con lei! Cena non male, ma continuo a pensare che I Santi sia enormemente sopravvalutato.

Il 6 era l’ultimo giorno, nonché Befana… la mattina sono andata con i miei genitori a Casiglioncello, il pomeriggio ho fatto la torta di grano saraceno (se il mio più grosso rimpianto montano era non aver visto l’arrivo trionfale di Luisa in slitta, quello di Vero era non aver assaggiato la torta di grano saraceno), sono andata insieme alla mia mamma a bere un caffè dalla sua amica Daniela che volevo e mi voleva conoscere, ho rifinito il taglio di capelli di mio fratello Claudio. Sera bevuta da Vino&Kino (ma va’) con Silvia e Vero, e pure Vale che è passata a salutare.

Il 7 partenza… ho provato ad andare in cantina a cercare un paio di cose che avrei voluto portare a Bruxelles e ho trovato la porta dell’armadio bloccata da un quadro, un tavolo e una scala di ferro, così ho rinunciato… ho fatto e sfatto la valigia un paio di volte (con Nina che ogni volta veniva a leggere il peso!), e alla fine sono riuscita a partire.

A Bruxelles mi aspettavano un freddo tremendo, delle strade coperte di neve e un po’ di piccole novità, ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta…

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