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Un (bel) po’ di cose arretrate

febbraio 5, 2010

Allora! E’ un po’ che non scrivo, ma non credo abbiate sentito la mia mancanza.

Avrei tante cose da dire, che faccio, tanti post separati o uno solo lungo? Boh… Intanto inizio a scrivere, poi si vedrà.

Iniziamo con una piccola nota polemica: al Signore del Meteo vorrei dire che svegliarmi almeno una mattina col sole non è che mi farebbe proprio schifo, anzi!

Allora, cerchiamo di andare in ordine cronologico.

Dovrei partire da Tsunami, ma servirebbero dei disegni e non ho la macchina fotografica… quindi Tsunami dovrà aspettare. Intanto però ve la faccio vedere:

HA079

Poi, devo ancora raccontarvi della cena di compleanno con G. Era il..? Il 20 Gennaio, il mio compleanno è il 21 ma il 21 sarei partita per l’Italia, così abbiamo anticipato. Siamo però andati a cena sul tardi (alle 21… per il Belgio è tardizzimo!), l’idea era di cenare con calma in modo da essere ancora insieme a mezzanotte e festeggiare.
G però non sa aspettare, e così alle 21 ci siamo seduti e alle 21:10 mi ha dato il regalo! Nella sua smania bambinesca l’ha tirato fuori senza valutare se fosse il momento giusto o no… ed è stato così che io mi sono trovata davanti antipasto caldo (a sinistra) e regalo (a destra) nello stesso preciso istante. Il troll che alberga in me è andato nel panico più totale: la parte sinistra del trollesco cervello gioiva “Nourriture!”, la parte destra si esntusiasmava “Cadeau!”, la sinistra gridava “Nourriture!”, la destra urlava “Cadeau!”, “Nourriture!”, “Cadeau!”, “Nourriture!”, “Cadeau!”… Alla fine la buona educazione ha prevalso e prima di gettarmi sul cibo ho aperto il regalo. Di cosa si trattasse già lo sapete, del bigliettino meraviglioso che lo accompagnava non lo sapete ancora, però non ce l’ho dietro e quindi vi toccherà aspettare, questo post è destinato a rimanere incompiuto…
La cena è stata carina, il ristorante però non è worthwhile secondo me, nel senso che abbiamo speso un sacco (dovrei evitare il plurale visto che io non ho tirato fuori una lira…) per mangiare bene sì, ma non così bene da giustificare la spesa. Son contenta di averlo provato ma non ci tornerò. Per la categoria recensioni, il ristorante era Jaloa, in place Sainte-Catherine. Ho mangiato un antipasto/aperitivo consistente in una zuppetta di zucca, un mini-bignè con i gamberetti grigi, ed un soufflé di parmigiano… buoni. Anche se la cosa migliore era il companatico: una focaccia meravigliosa accompagnata da olio di quello buono (avrei detto italiano e invece era greco) e fior di sale… Vabbuò, per i ristoranti chic forse sono sprecata, datemi pane e olio e sarò felice! Antipasto vero, scampi: uno cotto sulla pietra rovente (intorno al pietrone c’era dell’azoto liquido, io da bravo troll l’ho scambiato per una salsina golosa e stavo per mangiarmelo, per fortuna G mi ha fermato!) e uno in carpaccio. Buoni davvero, ogni singolo morso era sublime, c’erano alcune spezie di accompagnamento e si distinguevano tutti i singoli sapori… però… 2 scampi in tutto! Vabbè. Piatto principale. Aragosta al cacao. Questo era più abbondante, ma in compenso meno buono: di cacao non c’era traccia (tranne un grissino un po’ marroncino, forse il cacao era lì?), l’aragosta era un pochino stopposetta (ma mi dicono che l’aragosta è così… bah…), alcune delle verdure di accompagnamento erano buonissime (asparagi), altre non mi hanno entusiasmato (carciofi). Dolce infine, me lo sono gustato poco perché stavo esplodendo, e me lo ricordo pure poco perché a fine cena ero ubriaca fradicia… era cioccolatosissimo comunque, non cattivo ma un po’ stucchevole… Infine, il vino: qua ho fatto la cazzata del secolo, e qua la colpa è tutta mia, G mi ha lasciato fare giusto perché era il mio compleanno ma non era d’accordo… In poche parole, io preferisco il vino rosso al vino bianco. Il vino bianco mi piace, lo bevo, ce ne sono alcuni che amo molto… ma sono dell’idea che il migliore dei vini bianchi non potrà mai equiparare il migliore dei vini rossi. D’Estate ancora ancora, ma d’Inverno voglio il rosso. Ed era un periodo che per un motivo o per l’altro (pesce, cibo speziato, foie gras…) mi toccavano sempre, sempre, vini bianchi o al massimo rosé. Ed è così che stavolta mi sono impuntata e ho detto “Lo so che sto ordinando pesce e ci vorrebbe un vino bianco, ma non mi interessa, è il mio compleanno, ho voglia di rosso, e rosso sarà!”. Beh. Non ci diceva una sega. Ma proprio nulla nulla nulla. E non posso arrabbiarmi con nessuno perché l’ho scelto io…
A fine cena, nonostante l’accostamento non azzeccato, eravamo ubriachi fradici. E si è verificato un simpatico episodio che secondo me è un classico esempio delle differenze fra me e G. Allora, finiamo di mangiare, e G mi dice “Vado in bagno”. Bene. Aspetto, aspetto, non torna più. Dopo un quarto d’ora arriva con l’aria un po’ perplessa e mi dice “Non sono riuscito ad aprire la porta del bagno… Ho provato in tutti i modi ma non c’è stato verso… Provi te?”. Io vado, faccio la pipì e torno. Cos’era successo? In pratica, per aprire la porta del bagno bisognava pigiare un bottone. G si è trovato davanti alla porta chiusa, ha provato ad aprirla e non ci è riuscito, ha provato a spingerla, a tirarla, a spostarla verso l’alto, a spostarla verso il basso… niente. Ha visto il bottone, ha pensato “Mah, chissà cos’è, è capace se lo pigio tolgo la luce a tutto il ristorante… io non lo tocco!”, ed è tornato al suo posto sconsolato. Io non ho neanche visto la porta, ho visto un bottone, ed ho pensato “Uh ganzo un bottone, proviamo a pigiarlo, chissà che succede!”… e la porta mi si è aperta davanti :-)
Del dopo cena mi ricordo veramente poco, so solo che siamo usciti dal ristorante verso le 23:30 ed io ho cercato di costringere G a rimanere in giro (al freddo e al gelo) fino a mezzanotte perché volevo festeggiare il mio compleanno fuori… ricordo vagamente di averlo fatto correre in cerchio in una piazza per scaldarsi… alla fine ha inziato a ribellarsi però, così alle 23:55 eravamo a casa :-(
Alle 00:00:01 hanno iniziato ad arrivare i primi sms di compleanno, ed ero così brilla che quando non so più chi mi ha scritto “Tanti auguri, 100 di questi giorni” io mi sono convinta che fosse il primo dell’anno ed ho risposto “Grazie, tanti auguri anche a te”!!!

Poi… del weekend in Italia ve l’ho già raccontato… e quindi suppongo siamo al dopo… oddio, già al dopo???

Non mi ricordo bene cosa ho fatto quando sono tornata a Bruxelles. Però so bene cosa non ho fatto: non ho visto G.
Non l’ho visto perché avevo bisogno di staccare, perché non so cosa fare, perché non avrei saputo cosa dirgli… e allora per un paio di giorni l’ho semplicemente evitato.
Poi Venerdì sera ci sono uscita e gli ho detto che non so cosa voglio fare e che forse sarebbe bene non vedersi un po’. La classica “pausa”, insomma. Che mi è sempre sembrata una gran cazzata, ma al momento non so che altro fare.
Adesso, prima di iniziare a dire “Ma come?” “Ma quando?” “Ma sembrava tutto perfetto!”, tornate indietro di un anno, andate a leggere i post di quando stavo iniziando a uscire con G, e vedete che io che ci saremmo sposati non l’ho mai scritto.
Qual è il problema? E che ne so? Il problema principale credo sia che io con lui sto bene, ma non credo di esserne innamorata.
E’ difficile scrivere in modo coerente su una cosa che è così confusa…
Anche se in realtà, da un certo punto di vista, è semplicissima: io non credo di essere innamorata di lui.
Ci sono dei problemi oggettivi, certo, ma se fossi innamorata potrei passarci sopra… il punto è semmai quanto questi problemi oggettivi contribuiscano al mio non sentirmi innamorata.
Gradirei non sentirmi dire cose del tipo “Sui rapporti bisogna lavorarci, le cose non sono facili per nessuno, un vero rapporto si costruisce insieme”… perché tutte queste cose le so bene e le penso anch’io, ma qui è proprio la base che manca.
I problemi oggettivi sono un po’ minchiate e un po’ no. Abbiamo caratteri molto diversi, lui è calmo è tranquillo, non ha spirito d’iniziativo, sta bene com’è… e quest’ultima cosa gliela invidio pure, solo che purtroppo io non sono così. Io ho bisogno di muovermi, di andare, di fare, non sono mai tranquilla, vivo con la costante sensazione che al mondo stiano succedendo un sacco di cose ganze e di stare perdendomele tutte. Potremmo completarci, ma il fatto è che quando siamo a casa insieme, a mezzanotte, il Sabato sera, io non penso “Che bello”, penso “Che palle” (non che palle lui, eh… che palle il fatto di essere già a casa!). E anche qui magari sbaglio io, magari dovrei semplicemente godermi le cose che ho anzichè bramare quelle che non ho e che non so neanche bene cosa siano… e però… e però, se stessi davvero bene con lui, non dovrebbe venire spontaneo il fatto di stare bene insieme, e basta?
G è una persona fantastica davvero da tanti punti di vista e certe volte mi sento una cretina se penso che probabilmente sto mandando tutto a puttane… ma certe volte penso a delle piccole cose che, per quanto piccole, mi fanno pensare che non sia la persona adatta a me.
G ha 34 anni e non ha la patente. G vive in Belgio da 7 anni e non è mai stato a Gent né a Brugge (sono cittadine meravigliose, rispettivamente a mezz’ora e a un’ora da Bruxelles). G è cresciuto in Sudamerica e da sempre sogna di tornarci, ma non ha neanche un passaporto. Va bene, sono cavolate, l’avevo detto che lo erano, però secondo me sono anche indici di mancanza di quello che secondo me è il motore di tutto: la curiosità.
E comunque non è neanche questo il punto, il punto è che se fossi innamorata tutte queste cose probabilmente mi sembrerebbero stronzate quali sono… e invece non è così.
Il discorso, spero si sia capito, non è “Forse è bene chiudere perché te non sei mai stato a Gent”, il discorso è “Forse è bene chiudere perché non mi sento felice e soddisfatta ma irrequieta e incompleta”.
E qua si passa all’altro punto, non si parla più di G ma solo di me…
Io mi sono sempre sentita irrequieta e incompleta, e forse non c’entra niente lui, forse è un problema mio che non riesco ad adagiarmi in una situazione tranquilla, che ho questo cazzo di spirito autodistruttivo che mi fa sempre pensare che quello che ho non sia quello che voglio. Ho 32 anni, di storie ne ho avute un bel po’ e 4 o 5 anche lunghe… non ho mai trovato quello giusto o semplicemente non sono fatta per stare in coppia? Tante, tantissime ragazze della mia età sono sposate e hanno figli, e sono soddisfattissime così. Hanno avuto culo, o sapevano quello che volevano e si sono accontentate? E con accontentate non intendo dire che vivono una mezza vita, intendo dire che uno dei loro obiettivi era sposarsi e avere figli, che hanno trovato una persona giusta con cui farlo, che l’hanno fatto e sono felici… E allora perché io solo all’idea mi sento in gabbia? Non ho ancora incontrato qualcuno che mi abbia fatto cambiare idea, o semplicemente sono fatta così?
Prima che tutte quelle sposate e con figli mi saltino addosso… non sto dicendo “Povere sfigate”, sto dicendo “Buon per loro, solo che non credo che io sarei felice così”. Poi per carità, se non ci provi non lo sai, ma non mi sembrerebbe ‘sta grande idea provarci con una persona che non mi convince, se poi non funziona che si fa?
Sta venendo un post un po’ pesantino… vabbè, concludo e poi torno alle cazzate.
Fin qui credo di aver dato l’impressione di pensare che la vita debba per forza andare come da copione e di essere frustrata perché io nel copione non riesco ad infilarmici.
In relatà non è così, io vorrei solo capire cosa voglio fare. Capire che in realtà sono pazzamente innamorata di G ed ho solo paura, capire che sono capacissima di avere una vita come da copione ma semplicemente G non è la persona giusta, capire che non tutti siamo fatti per stare in coppia e io sono fatta per stare da sola… capire qualsiasi cosa, ma capirla!
Non sono disperata come sembra da questa righe, eh. Sono solo confusa, e un po’ frustrata dal fatto di non avere un software decisionale.
E mi sento un po’ una merda pensando a G che è buono, e fra l’altro molto intelligente, e io lo faccio stare male. Però è proprio per questo che devo cercare di fare chiarezza, non solo per me ma anche per lui.
Bon. Questo weekend forse prendo la macchina e vado via 2 giorni, da sola, magari serve a pensare… nel casino di Bruxelles è praticamente impossibile.

Torniamo alle cazzate!

Allora, intanto non vi ho detto che Venerdì scorso (sì, tutto Venerdì…) i miei colleghi mi hanno dato il loro regalo di compleanno (a cui ha partecipato anche G, nonostante me l’avesse già fatto…): la gelatiera! Ho già iniziato ad usarla ed è una figata, è stato proprio un regalo gradito!

In tutto questo, loro Venerdì mi hanno dato il regalo, e io ancora non avevo portato i dolci di compleanno. Perché qua usa che per il tuo compleanno porti dei dolcetti per tutti (e siamo 180)… Ovviamente c’è chi compra un paio di pacchi di biscotti al supermercato e via, ma a me piace cucinare, e quindi ogni anno colgo la palla al balzo per divertirmi in cucina…
L’anno scorso avevo preparato 200 tartellette piccoline (con KOK e PLP che mi saltellavano intorno sperando che almeno una si rompesse, così sarebbe toccata a loro… ed è successo, indeed), quest’anno ho deciso di preparare 12 torte grandi (con KOK e PLP che mi saltellavano intorno sperando che almeno una si rompesse, così sarebbe toccata a loro… ed è successo, indeed). Dove lavoro io ci sono 3 piani, fatti un paio di conti ho deciso di preparare 12 dolci, 4 per piano, tutti diversi fra loro, tutti uguali fra i piani.
Ho preparato:

  • torta di mele
  • crostata al limone
  • crostata con frolla alle nocciole, crema pasticcera e macedonia di fragole
  • torta al cioccolato fondente e peperoncino (del mio amico Federico!)

Sabato mattina ho preparato la lista della spesa (3 kg di farina… 2 kg di burro… 56 uova…), sono andata al supermercato, ho cercato per tutta Bruxelles dei piatti grossi e piatti (non cavi… che se metti un dolce in un piatto cavo si rompe, cazzo!) senza trovarli, e nel primo pomeriggio mi sono messa all’opera. Ho preparato le torte di mele, la pasta frolla alle nocciole e una prima dose di crema pasticcera, poi ho sospeso e sono uscita con Gloria. Siamo tornate verso l’1 e lei è salita da me, mentre chiacchieravamo ho preparato anche la pasta frolla classica, e poi sono andata a letto.
Domenica mattina mi sono alzata presto, fra l’altro era una giornata meravigliosa, fredda ma luminosissima, e sono tornata a cercare i piatti, di nuovo senza trovarli… sono tornata a casa con un diavolo per capello, dove le metti le torte se non hai i piatti?? E soprattutto, come le trasporti? Vabbè, intanto le preparo e poi ci penserò… Mentre cucinavo mi ha chiamato Cecilia per avere ragguagli sulla serata pugliese a cui lei non aveva potuto partecipare, l’ho resa partecipe del mio problema esistenziale e dopo mezz’ora mi ha richiamato dicendomi che aveva trovato i piatti e chiedendomi quanti ne volessi… grande Cecy, li ha comprati e me li ha pure portati a casa! Grazie!!! Il resto del pomeriggio è trascorso fra i fornelli, con KOK e PLP che gufavano (KOK: “Bisogna sempre sperare nelle disgrazie!”). Ho finito di cucinare verso mezzanotte e mi sono alzata alle 5 per guarnire la crostata alle fragole, se l’avessi guarnita troppo presto la pasta frolla si sarebbe bagnata, troppo tardi sarebbe rimasta secca…
E a questo punto, con tutte e 12 le torte pronte (non ho pensato a fotografarle :-(), si è posto il problema: e mo’ come le trasporto? Fortuna vuole che io sia notoriamente shopaholic… e che, conseguentemente a ciò, possieda un numero non pervenuto di scatole di stivali… e quindi ho fatto così: ho impellicolato ben bene ogni singola torta (a un certo punto PLP ha iniziato a temere che impellicolassi anche lui!), ho messo 6 torte in altrettante scatole di stivali e ho suddiviso le scatole in 2 sacchettoni dell’IKEA. Poi sono andata a piedi (con i tacchi sulla neve) a prendere la macchina (che era parcheggiata al confine con la Francia…), l’ho portata sotto casa, ho portato giù le 6 scatole, le ho svuotate, sono tornata in casa, ho messo nelle scatole le rimanenti 6 torte, e ho infilato tutto in macchina. Sono andata al lavoro, ho parcheggiato al confine con l’Olanda, ho scaricato le prime 6 torte, sono andata in ufficio (con i tacchi sul ghiaccio), ho depositato le 6 torte sulla scrivania (con i miei colleghi che mi guardavano sconvolti), sono tornata alla macchina ed ho trasportato anche le altre 6 (facendo frequanti pause, perché cazzo quanto pesavano!). A questo punto ho tirato fuori zucchero a velo, cacao in polvere e peperoncino ed ho guarnito le 12 torte… sempre sulla scrivania, ovvio. Poi ho ingaggiato un paio di colleghe ed abbiamo distribuito le torte nelle cucine dei vari piani…
Tutto questo processo si è concluso alle 9:30, e alle 11 mi sono tornati indietro i piatti vuoti!!!
In tutto questo mio bel ragionamento (“Faccio tante torte così bastano per tutti”) non ho tenuto conto di una cosa: se fai 4 torte diverse, tutti le vogliono assaggiare tutte e 4… e infatti a G è toccata solo quella di mele, e mi è dispiaciuto, anche perché quelle più belle le avevo messe al piano a cui lavora lui!
Ho ricevuto un sacco di complimenti e anche un bel po’ di richieste di ricette, il che ha implicato la trduzione delle ricette stesse in inglese e francese…
Insomma, Lunedì sera ero distrutta, ma ne è valsa la pena!

Bon. Altre cose… direi di no.

Ho lavorato un bel po’ questa settimana, Martedì sono rimasta a casa perché stavo poco bene, ma ho finito col lavorare ininterrottamente dalle 9 del mattino alle 2 di notte…

Stasera vado da Romina e discutiamo del progetto segreto ^^

La mia mammina sta facendo degli accertamenti medici, solo per prudenza, dovrebbe essere tutto a posto ma la sto comunque pensando tanto…

Buon weekend! Vi farò sapere se me ne vado nel sud del Belgio a meditare o no.

Ah… ma… considerando che la vita è breve, non dovrei forse approfittare del fatto che sto bene e godermela senza farmi tante menate???

Grumpf.

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2 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    febbraio 5, 2010 11:11 pm

     urca:
    è da un po’ che non commento, ma ho sempre letto.
    in quanto sposata mi sento chiamata in causa: no, il mio obiettivo non era affatto quello di sposarmi nè di rimanere a udine. non avevo un vero e proprio obiettivo, ma a 22 anni non si hanno le idee molto chiare. sapevo solo di non sentirmi affatto portata per la vita di coppia e di non volere una storia. 
    ora ne ho 30, sto con carlo da quando ne avevo 22 (si, le ultime parole famose…), ho rinunciato a qualsiasi ambizione lavorativa (ma questo non c’entra molto con carlo, questioni mie più che altro), mi "accontento" di un lavoro da impiegata part time ("accontento" è ironico perchè ne sono ben felice!), sono felice di stare a udine, spero di aumentare la famiglia.
    si, insomma, tutto il contrario. le mie ambizioni non erano affatto queste, speravo di trovare un lavoro che mi facesse sentire viva e invece mi sono resa conto che mi sento molto più viva così, che il lavoro più entusiasmante (e ne ho cambiati tanti, tutti diversi) non mi dà nemmeno un millesimo di quello di cui ho bisogno per stare bene.
    non mi sono ridimensionata, anzi, ho semplicemente trovato la dimensione giusta per me, che non è affatto quella che credevo. come è successo? una gran botta di culo, per quanto mi riguarda. la persona giusta, al momento giusto, nel modo giusto, soprattutto. 
    e non sono rimasta affatto stupita nel leggere della vostra "pausa", comprendo perfettamente.

    sto dormendo in piedi. vado a nanna, ciao. 

  2. febbraio 7, 2010 4:27 pm

    Comprendo più di quanto possa immaginare. Se stai così non avevi altra scelta, hai fatto la cosa giusta. Non si può far andare bene un storia se non ci sono le basi. Già farsela andare bene è sbagliato. Io l’ho fatto per un pò di tempo quest’errore e non solo ora ho rimpianti ma ho ferito un persona molto più di quanto non avrebbe sofferto se avessei preso una decisione prima.
    E’ vero ci si compensa quando si è così, ma non si condividono passioni e sogni. Quindi o uno dei due si adatta, oppure meglio lasciar andare.

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