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Kafka sulla spiaggia

febbraio 15, 2010

Di questo libro ho sentito parlare per la prima volta da lei.
La sua descrizione mi ha incuriosito, e ho deciso di comprarlo.
L’ho regalato alla mia amica Ilaria per il suo compleanno, senza averlo letto. Ad invogliarmi sono stati la recensione ed il titolo.
A Natale me lo sono fatto regalare.
Sabato pomeriggio ho cominciato a leggerlo.

Devo dire che non mi ispirava eccessivamente, dalle prime pagine mi era parso un po’ pesante e neanche troppo il mio genere.
E invece.
E invece mi ha letteralmente catturato.
Mi ha trasportato in un mondo lontano, un mondo che non immaginavo e non mi aspettavo di trovare in un libro così.
Non l’ho ancora finito, sono 3 giorni che lo porto con me ovunque vada e leggo leggo leggo, ogni tanto alzo lo sguardo e torno all’improvviso in me e non mi capacito, siamo a Bruxelles?, ma se un attimo fa eravamo in un paese lontano lontano…

Nel corso del weekend questo libro è stato la mia rovina e la mia salvezza.

Spiego.

Sabato, dopo aver fatto i cenci, ho deciso di raggiungere il mio amico Davide che vive a Mol (un paesino belga al confine con l’Olanda) per andare insieme a vedere come festeggiano Carnevale i pazzi olandesi. Data la neve ho deciso di andare in treno e dormire da lui.
E così mi sono vestita tutta di nero e viola, ho preso una borsetta a tracolla, ho preparato uno zainetto con pigiama e spazzolino, cappello da strega in una mano, libro nell’altra, e sono uscita.
Sono andata alla stazione, mi sono comprata il biglietto e ho preso il treno.
Sono sprofondata nella lettura, mi sono lasciata assorbire dal libro, e improvvisamente eravamo a Mol.
Mi sono alzata di scatto, ho raccattato
zainetto
cappello da strega
libro
e sono scesa.
Manca nulla? Zaino c’è… cappello c’è… libro c’è… borsa manca!
Risalgo sul treno di corsa, mi guardo intorno e della borsa non c’è traccia, poi il treno sta per ripartire quindi desisto e scendo.
Trovo Davide, andiamo a parlare con l’impiegata della stazione ma a quanto pare per il momento non si può fare nulla, bisogna aspettare Lunedì.
Faccio 2 conti, e
il cellulare ce l’ho in tasca
ombrello e liquido lenti sono nella borsa… vabbè
il bancomat è nella borsa, ma senza codice non ci fanno nulla
i documenti sono nella borsa
le chiavi di casa sono nella borsa…
uhm…
chiavi e documenti insieme…
però sulla carta d’identità belga non vengono scritti i dati personali, i dati sono contenuti in un chip e serve l’apposito lettore per accedervi… non è impossibile, ma neanche così facile…

Ora, nella mia vita di piccola rincoglionita in giro per il mondo sono stata derubata tante di quelle volte che ho imparato a prenderla con filosofia…
Memore delle esperienze passate, decido di aspettare Lunedì per fare la denuncia e vado al Carnevale.
Passiamo una bella serata nonostante il rischio costante di morte per assideramento, dormo da Davide, il giorno dopo pranziamo insieme, poi lui deve andare in ufficio e quindi mi porta alla stazione.

Verso le 17 sono a Bruxelles.
La situazione è la seguente:
io sono senza chiavi e non posso entrare in casa
KOK e PLP sono in Norvegia e torneranno solo in serata
Gloria è in Italia
io e G ci siamo lasciati (e comunque lui è in Francia)
Niels è occupato
fa un freddo assurdo e nevica
sono senza ombrello
l’unico cappello che ho è da strega.

Però ho il mio libro!
Entro in un bar, ordino un caffè e mi metto a leggere.
Sprofondo nella lettura, ma dopo soli 30 secondi vengo abbordata con un originalissimo “Cosa ci fa una bella ragazza sola per San Valentino?”.
Nello stesso istante mi arriva il seguente sms dalla mia amica Valentina (che convive col suo ragazzo che però lavora in un bar e quindi spesso non è a casa): “Amica oggi è San Valentino, io sono a casa sola, in tuta sul divano con la coperta, che guardo un film d’amore alla tv… ti viene in mente qualcosa di più deprimente?”…
Dunque, vediamo… io sono bagnata fradicia, single, senza chiavi, senza soldi, senza documenti, e con un tristo individuo che per San Valentino va nei bar a cercare ragazze sole da rimorchiare… sì… direi che mi viene in mente qualcosa di più deprimente!!!

Comunque.
Alla fine KOK e PLP sono tornati e io ho avuto il permesso di entrare in casa, e i ladri non ci erano ancora arrivati.
La polizia di Anversa mi ha telefonato in serata e mi ha detto di aver ritrovato la mia borsa, mancano i contanti ma il resto sembrerebbe esserci, quindi dopo il lavoro se la situazione ferroviaria si normalizza vado in gita ad Anversa.

Nei prossimi episodi: luoghi e circostanze in cui hoperso/mihannorubato la borsa in passato, e, episodi surreali avvenuti attorno a me nei miei 32 anni di vita e di cui io non mi sono accorta perché stavo leggendo!

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4 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    febbraio 15, 2010 12:10 pm

    ma eri te vero quella dell’episodio in cui ti hanno rubato il portafogli che hai dimenticato nella cabina telefonica dopo aver chiamato una tipa…di cui avevi ritrovato il portafogli. L’onestà non paga.
    silvia

  2. febbraio 15, 2010 12:32 pm

    oddio… questa l’avevo rimossa!

  3. utente anonimo permalink
    febbraio 16, 2010 10:06 am

     urca:
    voglio dettagli in merito al commento n. 1

  4. utente anonimo permalink
    febbraio 18, 2010 11:24 am

    france visto che non rispondi te…racconto io (che non c’ero):
    francesca trova un portafoglio in terra o da qualche parte, e controllandolo trova un documento con l’indirizzo, e da li cerca in qualche bar l’elenco del telefono, e trova il numero del proprietario. quindi si sbatte un pò.
    siccome all’epoca i cellulari non c’erano, va a una cabina telefonica, mette le DUECENTO LIRE e chiama il proprietario, lo avverte che ha trovato il portafogli e si mettono d’accordo per la restituzione. sopraffatta dal senso di responsabilità, sta bene attenta a non perdere il portafogli che ha trovato, e lo mette in borsa. e se ne va ben soddisfatta di se, e con la coscienza pura.
    dopo pochi minuti si accorge che manca il SUO portafogli, si rinviene che per prendere le duecento lire lo ha tirato fuori ed appoggiato sul telefono…
    torna indietro sperando che il suo nobile gesto le garantisse una grazia divina ma….niente portafogli…e coscienza impura per i moccoli che la nostra onesta e premurosa francesca ha snocciolato in abbondanza!

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