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Di giornate perfette ed anima divisa

aprile 12, 2010

Questo post avevo iniziato a scriverlo Giovedì scorso, sono riuscita a finirlo solo oggi.
Nel frattempo il sole ed il caldo sono arrivati e se ne sono andati, poi è tornato il sole ma non il caldo e io ho ritirato fuori il piumino e stamattina avrei voluto avere anche i guanti… nel frattemo c’è stato un bel weekend e tanti bei progetti e dei voli prenotati e dei gattini nati…
Ma di tutto questo si parlerà in post futuri. Nel frattempo, beccatevi la cronaca dell’Italia.
E grazie a chi ha commentato nel post sul blog che langue!

Tornata! Anzi, tornata :-( Oggi qua il tempo è una cosa improponibile, grigio, freddo e pure umido. Ma non si vergognano?

Son tornata con tante cose da raccontare e un po’ di considerazioni che mi son venute in mente e che vorrei fissare su carta (rete), quindi questo post sarà lunghetto, e visto che ho un sacco da lavorare lo scriverò un po’ alla volta.

Da cosa inizio? E’ buffo, questa volta non avevo voglia di partire.

Avevo prenotato il volo sostanzialmente perché i miei avevano un pochino insistito.
Cosa che mi aveva pure stupito, io per Pasqua non vado mai, l’anno scorso ero in Texas, quello prima in Belgio, quelli prima in Italia ma mai a casa, sempre in giro, isola d’Elba o altro…
Solo che a un certo punto il mio “Ma per Pasqua non vengo mai…” si è trasformato in un “Non sei mai venuta per Pasqua!” (l’avevo già raccontato forse, che qua l’arterosclerosi galoppa…), e allora ho pensato “Ma sì, alla fine è Aprile, il tempo sarà bello, i miei amici saranno là…” e, visto che i voli erano fattibili, ho prenotato.
Poi ho scoperto che 2 dei miei 3 fratelli sarebbero stati a Londra in quei giorni, ed ecco svelato l’arcano.

Insomma, ho prenotato, e poi qua si stava bene, c’erano un sacco di cose da fare, la nostra amica ValePicchi era venuta a trovarci… ed è stato così che Venerdì sera mi sono ritrovata all’aeroporto di Charleroi un po’ scazzata, con poca voglia di partire, un volo in ritardo e la segreta speranza che l’annullassero…
Invece l’aereo poi è arrivato, io l’ho preso, e sono partita per quello che si è rivelato uno dei best weekend ever!

Intanto la Vale è venuta a prendermi all’aeroporto… e già si parte bene… chiacchiere, birra, e tante risate… non so perché, ma lei ha questa fantastica attitudine positiva, e quando parlo con lei tutte le cose, anche quelle brutte, non sembrano così tremende, al massimo buffe… e dopo torno a casa carica di adrenalina e di aspettative meravigliose per il futuro… se poi non si traducono in realtà non importa, basta andare a fare un’altra bevuta ed il mondo si colora di nuovo!

Il Sabato pure è stato carino, dovevo un po’ lavorare e questa cosa, per quanto lavorare in ferie non sia il massimo, mi ha obbligato a stare a casa tranquilla anziché correre di qua e di là come faccio di solito, e così per una volta mi sono goduta per bene la mia famiglia! Mamma, papà, Alessandro (Roberto e Claudio erano a Londra), la nonna, e Tsunami, su cui c’è una novità… i miei fratelli dovevano portarla dal veterinario per farla sterilizzare… ma a domanda “Avete portato la gatta dal veterinario?” ho ricevuto risposta “Sì… i gattini nasceranno fra 10 giorni!”… Too late!
Ho anche cucinicchiato un po’, ma non tanto, abituata alla cucina di Bruxelles non mi ritrovavo più in quella di Lucca, e inoltre non sono riuscita a trovare degli ingredienti con cui ormai sono abituata a cucinare, tipo l’avocado…
Comunque, qualcosa ho messo insieme, e la sera sono andata a cena da Silvia. C’erano Ilaria, Irene e Veronica, ed alla fine abbiamo fatto serata lì, e di nuovo è stato tranquillissimo ma bellissimo, niente corse ma chiacchiere rilassate con le amiche di sempre… che mi hanno pure aiutato a mettere insieme quella che è stata definita “La Strategia della Caciotta”… tanto si sa che se nelle cose non sbatto la testa non sono contenta, ed è stato bello vedere che per una volta tutte le mie amiche, anche le più scettiche, si sono messe d’impegno a sostenermi anziché a dissuadermi!
Sono tornata a casa prestino perché Domenica mattina dovevo lavorare, e va bene così.

Quindi, Domenica lavoro dall’1 alle 3 (di notte) e poi dalle 9 alle 11 (di mattina), e poi preparazione dell’arrosto agli agrumi, potenzialmente buono ma il sughetto era un po’ troppo liquido, bisognerà riprovare.
Pranzo con i parenti, lavoro pomeridiano ma neanche tanto causa mega-abbiocco, e via da Vino&Kino!
Io e Vale siamo arrivate presto, avevano appena aperto e c’erano solo i proprietari, Serena si è messa al tavolo con noi e l’ho resa partecipe della Strategia mentre Vale ammorbava tutto il locale con Renato Zero ;-) Che bello Vino&Kino, mi ci sento proprio a casa!
Verso le 21 ci hanno raggiunto anche Ilaria e Annalisa, e così ho visto quasi tutte le amichine (Micheee???).

Pasquetta! Verso le 11 mi è passato a prendere Francesco, che è il mio ex ragazzo, quello con cui ho vissuto 3 anni, quello per cui sono venuta a vivere in Belgio, quello con cui c’è stato un periodo di burrasca ma con cui ora sono in ottimi rapporti, e siamo partiti. Destinazione: la casa di Luigi a Vitiana, in Garfagnana.
Il tempo aveva virato sul bello ed era venuta fuori una di quelle giornate incredibili che solo il cielo italiano ti sa regalare, quelle giornate che ti fanno sentire felice e grato solo per il fatto di essere vivo, quelle giornate che ti fanno pensare “Ma che cazzo ci faccio in Belgio?”… basta, mi commuovo solo a ripensarci, vorrei essere lì.
Abbiamo attraversato la via Lodovica piano piano passando i paesini, il ponte del Diavolo, la pasticceria di Pino il Lurido che si pulisce il naso e poi infila le caccole nella colomba facendole passare per canditi… questa storia non è vera, ma Luca e Fabio la adorerebbero, può darsi Romi’?
Alla fine la colomba non l’abbiamo comprata da Pino il Lurido ma dai Ladroni, che ce l’hanno fatta pagare l’entusiasmante cifra di 18 euro e non era nemmeno buona.
I nostri amici nel frattempo erano già arrivati e stavano dando aria alla casa nonché dedicandosi all’importantissimo compito di andare da Ida a comprare i formaggi, gli affettati e la carne da cuocere sul fuoco.
Noi li abbiamo raggiunti verso le 12, c’erano Federico, Luigi, Francesco, Vittorio, e Davide, che con mia grande gioia aveva portato la focaccia ^^
Mentre chiacchieravamo abbiamo fatto fuori il prosciutto crudo, il pecorino e tutta la focaccia, accompagnandoli con un bel rosso schietto… poi è arrivato il momento di dedicarsi alle cose serie e ci siamo messi a tavola, carne cotta sul fuoco e patate al forno, io non amo la carne né le patate ma era tutto così buono che ho ceduto!
Ed è venuta fuori un’altra giornata perfetta nella sua semplicità, loro sono i miei amici di sempre (qualcuno più qualcuno meno, sto parlando di tempo, ma anche il meno è comunque un bel po’) e ridere con loro, passeggiando nel paesino sotto il sole, con i sensi un po’ annebbiati dal rosso schietto e l’anima serena, è la felicità.
Siamo tornati a casa verso le 17, io ho lavorato un paio d’ore mentre loro andavano in giro o si rilassavano, ed è andata a finire che alle 20 eravamo ancora lì, e a quel punto abbiamo deciso di rimanere per cena. Pasta alla salsiccia di Ida, discorsi e risate, quando Federico e Francesco hanno raccontato della volta in cui si sono tuffati sulle cozze di traverso ho rischiato di finire nel caminetto col fuoco acceso dal ridere!
Io e Francesco siamo venuti via verso mezzanotte, abbiamo rifatto la stessa strada dell’andata con la musica in sottofondo e le nostre voci in soprafondo (qual è il contrario di sottofondo???), e io mi sono nuovamente trovata a cercare di ricordare la ragione per cui vivo in Belgio…

Il Martedì mattina è iniziato in maniera, diciamo vivace…
Avevo appuntamento dal dentista e stavo per uscire quando mia nonna ha deciso di chiudere gli occhi e rifiutare tassativamente di riaprirli. Lei è vecchiarella (92 anni) e già da un po’ si è arresa alla vita, nonostante sia ancora completamente lucida e si diverta a farci prendere dei begli spaventi di Martedì mattina…
Agli stimoli (“Apri la bocca” “Muovi il braccio sinistro”) rispondeva, ma non parlava, non apriva gli occhi e non si muoveva spontaneamente… così nel dubbio abbiamo chiamato un’ambulanza.
Ed è così che anziché nella sala d’aspetto del dentista mi sono trovata per strada, in un perfetto mattino di sole, ad aspettare l’ambulanza per segnalare quale fosse la casa giusta, ed a pensare alla vita, a quando davvero non possiamo sapere come sarà il futuro, a quanto tutto possa cambiare in un attimo, a quanto sia stupido non godersela finché ne abbiamo la possibilità…
Dopo un tempo infinito l’ambulanza è arrivata, e qua la giornata si è riavvicinata a quella prevista, nel senso che in una sala d’aspetto mi ci sono ritrovata, che poi fosse non quella del dentista ma quella del pronto soccorso è un altro discorso.
Con me c’erano la mia mamma, Nina e dopo un po’ è arrivata anche la mia zia, non avendo di meglio da fare nell’attesa io ho tirato fuori il pc ed ho lavorato, aggiungendo un ulteriore elemento alla mia poco invidiabile lista di posti da cui fare analisi statistiche.
Insomma, via la suspence, alla fine tutto si è risolto bene, gli esami non hanno mostrato niente di preoccupante e la vegliarda è stata riportata a casa con un mezzo d’eccezione, cioè l’ambulanza.
Adesso sta bene. Si pensa che ci sia stato un problema a livello gastrico, ha continuato a rifiutare il cibo per qualche giorno… e siccome è anziana e sa di esserlo, appena avverte qualcosa che non va pensa che il momento sia arrivato e si abbandona, e visto in passato ha effettivamente avuto un’embolia noi ci caschiamo!

Tornata a casa ho controllato la posta ed ho trovato un’e-mail inaspettata che mi ha fatto molto piacere, buffo, tutto nello stesso giorno…

Nel pomeriggio non ho fatto niente di particolare, lavorato un po’, aiutato Ale con la matematica, fatto sognini, riflettuto sul mio futuro (conclusione: “Boooh!”) poi la sera sono passata a salutare la Vale che mi ha aiutato a rifinire la Strategia mentre Iacopo preparava le lasagnette di verdure e Gino seminava pallottole di cacca ovunque… son bei momenti :-)

Son bei momenti davvero, scherzi a parte, belli nella loro normalità che per me normalità non è, un Martedì sera di chiacchiere sul divano della mia amica, una passeggiata per le vie medievali della mia bellissima città, un breve tragitto in macchina guardando le mura e ascoltando musica… è stupido, ma guidare è un’altra delle cose che a Bruxelles non faccio mai e che mi manca!

Mercoledì mattina sono ripartita… Mi sono alzata presto e ho fatto colazione con calma, godendomi gli ultimi momenti nella mia terra con la mia famiglia…
Poi la mia mamma mi ha portato alla stazione, e da lì ho preso il treno per l’aeroporto di Pisa.

Era una giornata meravigliosa, calda e soleggiata, il treno si è fermato per un po’ nel mezzo della campagna pisana e io mi sono ritrovata a desiderare che il tempo si fermasse.

Invece è ripartito, io sono atterrata a Bruxelles e un tempaccio di merda mi ha accolto!

Le considerazioni, bah, avevo iniziato a scrivere questo post Giovedì sull’onda di emozioni fresche, adesso è Lunedì e le emozioni così fresche non sono più (e oltre a ciò ho trovato 5 plichi sulla scrivania e su ognuno c’era scritto “Priority”).

In sostanza volevo parlare del fatto che a vivere un po’ d’anni all’estero si diventa dei disadattati, e nessuno me l’aveva detto!
Io non so cosa voglio fare, una parte di me vorrebbe tornare in Italia (e mi sto sempre più rendendo conto che Italia per me significa Toscana, casa…)… un’altra parte sta bene qua con delle persone speciali che in Italia non ci sono (vabbè, vale anche al contrario… più o meno), con un governo non perfetto ma sicuramente migliore, con delle condizioni contrattuali che in Italia sono un sogno, con un ambiente vivace e multiculturale che sorprende ogni giorno… con un tempo schifoso… e una terza parte non si sente pronta a tornare prima di aver fatto altre esperienze all’estero, altri paesi, altro clima, altre persone…

L’unica conclusione possibile per questo post è la seguente: “Boh”!

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2 commenti leave one →
  1. aprile 12, 2010 11:05 am

    Più che un weekend è stata un'avventura.Ci vediamo presto.Baciotti,Andrea

  2. utente anonimo permalink
    aprile 12, 2010 4:01 pm

    urca: che bello sentirti parlare di chiacchiere e risate fatte con calma!sono felice che per una volta tu non abbia corso troppo!

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