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Torta cruda a colazione

maggio 17, 2010

Buondì! Le cose da raccontare sarebbero tante e il tempo poco, come al solito mi limiterò ai fatti…

Allora, partiamo dalla mia serata sfigata, Martedì scorso, dopo il corso di tessuti aerei (domani c’è l’ultima lezione, sob!!!) sarei dovuta andare ad un concerto… copio ed incollo sotto la mail che ho scritto alla mia amica Valeria la mattina dopo:

adesso ti racconto del concerto di ieri sera, così ridi un po’ sulle mie disgrazie.
la premessa che bisogna fare è che avevo la giacca primaverile e gli stivali della camper, che lasciano passare l’acqua a un punto tale che quando piove andare in giro con quelli o scalza è esattamente la stessa cosa.
allora, serena era stanca, martina infreddolita, te malata.
pensando se andare da sola o no sono arrivata in place coq, da cui avrei dovuto prendere il 71
– in direzione delta per andare al concerto, oppure
– in direzione de brouckere per andare a casa.
nell’indecisione mi sono piazzata in mezzo alla strada mangiando un panino ed ho deciso di prendere il primo autobus di passaggio.
è passato quello direzione delta, e quindi concerto.
salgo sempre mangiando il mio paninello, scendo alla fermata giusta, inizio a cercare il bar. dopo un po’ mi accorgo di essere nella via sbagliata, quindi recupero quella giusta (finendo quasi sotto al tram, ma questa è un’altra storia – l’autista mi ha riso dietro) e riprendo la mia ricerca.
nel frattempo sono già bagnata fradicia, e inoltre il vento continua a ribaltarmi l’ombrello, tant’è che a un certo punto un passante impietosito si ferma e si mette insieme a me a rigirare tutte le stecche!
alla fine trovo il bar, ed è abbastanza pieno. il cantante sta suonando davanti alla porta d’ingresso, di spalle, quindi tutto il pubblico è disposto a semicerchio attorno in lui, in faccia alla porta d’ingresso… il che significa che io dovrei fare un’entrata trionfale tipo one-man-show… mentre valuto se entrare o no vedo dentro al bar delle ragazzette che seguono dei corsi all’espace catastrophe, in effetti era stata una di loro a segnalarmi il concerto. solo che non la conosco, semplicemente ci eravamo trovate per caso a leggere il volantino nello stesso momento e lei mi aveva detto che erano bravi. la ragazzetta si sta girando verso di me e io penso “oddio, adesso penserà che io sia una povera sfigata che va ai concerti da sola, o, peggio ancora, penserà che io l’abbia seguita!”, e a quel punto mi inibisco del tutto, mi butto il cappuccio sulla testa e scappo goffamente finendo in una pozzanghera colma d’acqua.
e vabbè… il 71 mi porta diretta a casa, inizio a cercare la fermata, la trovo e dopo 1 minuto arriva l’autobus.
solo che il numero 71 è barrato e anziché “de brouckere” c’è scritto “gare centrale”, allora chiedo all’autista “ma non vai a de brouckere?” e lui mi dice “no”, penso velocemente e decido che piove e fa freddo e che non ho voglia di prendere la metro, quindi non salgo e decido di aspettare l’autobus successivo.
me ne pento istantaneamente, primo, l’autobus successivo è dopo 20 minuti, e secondo, guardando il tabellone mi accorgo che tutti i 71 hanno vicino una “a” che significa “si ferma a gare centrale”. certo che l’autista avrebbe pure potuto dirmelo… no?
comunque, a quel punto decido di salire sul primo mezzo di locomozione che si presenterà. arriva il tram 94 e ci salgo, pensando di scendere a parc e prendere la metro lì. solo che è buio e non ci vedo una sega e mi sbaglio e scendo a palais, e a quel punto mi arrendo e vado a casa a piedi, e quando arrivo filippo mi prende per la testa e tommaso per i piedi e mi strizzano ben bene formando un bel laghetto :-)
ecco… questa è stata la mia serata sfigoz… ogni tanto capitano! adesso sentitevi in colpa anche se non c’entrate niente, e la prossima volta che suonano promettetemi che mi ci portate! ;-)

Dunque, Mercoledì sera, nonostante il giorno dopo qua in Belgio fosse festivo, sono stata a casetta al caldo e all’asciutto… pizza con Martina e poi copertina, divano e film, teoricamente insieme a PLP, in pratica da sola perché PLP dopo 1 minuto dormiva… Il film era “Le concert”, che, vi dirò, mi è piaciuto ma non tanto quanto mi sarei aspettata…

Giovedì non ho fatto un cavolo, credo di essere uscita solo per andare a comprare un croissant da Charli. Per il resto, ho preparato la pasta sfoglia e l’ho surgelata, ho studiato un po’ la Cina in vista del viaggio, ho pranzato (spaghetti all’arrabbiata) e cenato (orecchiette con spinaci e pecorino) con PLP, ho visto un po’ di puntate di Friends… puro cazzeggio, insomma. Ogni tanto ci vuole. Più spesso ci vorrebbe.

Venerdì ero sola in ufficio, avevano fatto tutti ponte! Bello, mi sono messa in pari con un po’ di cose arretrate.
La sera sono andata all’Ex Cantina con Martina, c’era il concerto dei Modena City Ramblers. Sono arrivata un pochino in ritardo causa tram che non passava e quando sono entrata il cibo era tutto finito e c’erano rimasti solo gli alcolici… Il concerto è stato bello bello bello (mi sono innamorata del violinista gitano) ma credo che da sobria non ce l’avrei fatta a seguirlo tutto, faceva un caldo assurdo, ne sono uscita con un’acconciatura tutta cotonata stile anni 80… Dopo il concerto la festa è continuata, io ero molto ubriaca e mi sono divertita molto, alle 9 del mattino era ancora a Saint-Gilles…
Sono tornata a casa a piedi, c’era il sole, non faceva freddo e Bruxelles si stava svegliando, alcuni negozi erano ancora chiusi, altri stavano mettendo fuori la merce, il mercato era già in piena attività… ho comprato un croissant ed ho camminato piano sbocconcellandolo e guardandomi intorno… Saint-Gilles ancora addormentato… le Marolles in pieno risveglio, con place du Jeu de Balle invasa dai suoni e dai colori del mercato e i negozi di rue des Renards ancora chiusi… rue Haute e place Poelaert… la Chapelle… e verso le 11 Sainte-Catherine, sveglia da ore e in movimento… ho comprato un cestino di fragole e una baguette ai cereali appena sfornata e sono andata a casa ascoltando Elliott Smith. Seconda colazione, visto che dalla prima erano passate ore, e doccia infinita per togliermi di dosso le ultime tracce della nottata…

The gentleman’s in the lane
Spinning his hat on a cane
Stepping out, out for a change
Good morning all, it’s a beautiful day
The generals are winning the war
Seemed suicidal before you came along
Now, now
I’ll protect you, long as you’ll stay
LA
Morning had to come, I’d be walking in the sun
Living in the day
But last night I was about to throw it all away
If patience started a band
I’d be her biggest fan
Look at me, I’m talking to you
I don’t want the lead in your play
The star’s just a part of the scene
The gentleman in green
Paying off, out on the street
I can’t go home, it’s not on my way
LA
Things I’ve never done, cars parked in the sun
Living in the day
But last night I was about to throw it all away
Last night I was about to throw it all away
Last night I was about to throw it all away
Last night I was about to throw it all away

Nel pomeriggio è venuta Gloria (Santa subito!) da me (ha attraversato tutto il Gay Pride col catafalco in braccio!) ed abbiamo cucinato, la sera ci sarebbe stata la festa di compleanno di alcuni amici e mi erano stati richiesti 3 dolci, uno alla frutta, uno al cioccolato, ed uno a scelta mia.
Per la frutta sono andata sulla classica crostata di pasta frolla con crema pasticcera e cerchi di frutta, fragole per cominciare, poi fettine di kiwi, alchechengi, mirtilli, fettine di pesca, di nuovo kiwi, ed una bella fragola rossa al centro.
Per il cioccolato ho optato per la torta tartufata di Adrenalina, era già un po’ che meditavo di provarla ed ho colto la palla al balzo. Gloria l’ha definita “buona bomba” e direi che ha azzeccato la definizione, i primi morsi ti portavano in paradiso, gli ultimi ti facevano pensare “Ma quando finisce..?”. Ho aumentato le dosi del 50% rispetto alla ricetta originale perché la mia tortiera era più grande, credo che la prossima volta che la farò aumenterò la dose della parte tortosa ma non quella della parte cioccolatosa.
Per la scelta mia sono andata sul semplice (ma buono!), quattro/quarti agli agrumi e vaniglia.
Oltre alle torte abbiamo preparato la focaccia alle erbe aromatiche di Adriano, Gloria doveva insegnarmi ad usare il katafalko ed il risultato è stato ottimo! La focaccia era morbidissima e perfettamente lievitata. Aveva inoltre un lieve retrogusto di pollo arrosto dovuto al fatto che PLP ha avuto la bella idea di infornare un pollo mentre la focaccia cuoceva… meno male che non l’ha fatto con le torte!!!
La sera sono andata alla festa, il tema erano gli anni 70 e PLP ha avuto la (altra) bella idea di dirmelo all’ultimo minuto, non avendo molto tempo per pensare sono andata su vestitino rosa con fiori viola dipinti, calze e ballerine viola scuro, golfino viola chiaro, collane rosa e viola, e infine boa rosa al collo… ero più stravagante che anni 70, ma vabbè. La festa era carina e le torte hanno avuto un gran successo, ma io ero stanca morta e sono venuta via abbastanza presto. Sono tornata a casa a piedi con boa rosa al collo e piattoni delle torte in mano e mentre percorrevo rue du Midi ho pensato “Beh, se qualcuno mi aggredisce gli tiro una piattata…”!

Domenica mattina ho dormito, non quanto avrei voluto però perché avevo appuntamento con Gloria ed Alessandro per un brunch. Ci siamo trovati alla Chapelle e, visto che il posto che avevo etichettato come “caffè letterario” si è rivelato un vero e proprio ristorante, abbiamo proseguito fino a Jeu de Balle. C’era il sole e rue des Renards era viva come non mai, ci siamo seduti ad un tavolino all’aperto ed abbiamo fatto colazione/pranzo (io ho ordinato un caffellatte e un bicchiere di vino) godendoci l’atmosfera e la musica, un gruppetto composto da batteria, sax e chitarra suonava proprio davanti a noi, il batterista era troppo carino ma ho il sospetto che fosse minorenne…
Il sole è sempre il sole ma il Belgio è sempre il Belgio, dopo un paio d’ore eravamo congelati, Ale e Gloria sono andati a casa e io sono rimasta in giro, mi ha raggiunto Serena e siamo andate alla brasserie in piazza per un piatto caldo e tante chiacchiere.
Sono tornata a casa verso le 17, è passato Carlo per una birra e quando se ne è andato mi era rimasta giusto l’energia per preparare una torta per la colazione… sono andata su questa, solo che l’ho cotta meno del previsto perché volevo che l’interno restasse umido, ed ho ottenuto un risultato strano: apparentemente è cotta, ma quando la metti in bocca si scioglie, ed è buona, ma lascia sul palato un lieve retrogusto di impasto crudo… da rifare, insomma ;-)

One Comment leave one →
  1. utente anonimo permalink
    maggio 18, 2010 9:54 am

    A me la torta della zia graziella é piaciuta senza se e senza ma..

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