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Il blog serve anche per sfogarsi, e dopo essersi sfogate si sorride!

giugno 17, 2010

Non sto scrivendo tanto ultimamente.
Son giorni un po’ strani, uffa, vorrei scrivere le cose come stanno, ma essendo che il blog è pubblico e che potrebbe capitarci chiunque in genere mi limito… però mi sa che oggi me ne frego, altrimenti va a finire che non scrivo più.
Che poi non è che ci sia molto da dire, eh?
Avevo già iniziato a scrivere un post su “La Vita è Belga” e sul weekend di pizzica e mercatini bio appena trascorso, ma ci vorrebbe entusiasmo per scriverlo, e poi volevo corredarlo di foto e devo ancora scaricarle, e allora aspetterà.
Allora, in breve, sono un pochino scazzata in generale, e in questi giorni in particolare per il motivo che fra poco vi dirò, perché non c’è nulla che mi entusiasmi. Dio quanto è brutta questa frase, non è neanche del tutto vera fra l’altro, perché sono super-entusiasta delle mie amichette e mi diverto un sacco a partecipare alle attività dell’associazione…
Riformuliamo.
La mia vita mi piace e mi diverto, ma avverto un “vuoto” di fondo dovuto al fatto che mi sembra di non stare costruendo niente. Sì, vado in giro, mi diverto, però un ragazzo non ce l’ho, e non è che mi manchi, ma certo contribuisce alla sensazione di non stare andando da nessuno parte, e anche il lavoro, sì, faccio un bel lavoro, ma ho una borsa di studio che a Marzo 2011 scadrà e che non potrà essere rinnovata (le borse di studio non possono essere rinnovate più di 3 volte, era questo il motivo a cui alludevo più su, era una cosa che sapevo già ma me ne sono davvero resa conto solo qualche giorno fa, quando è circolato il programma di un evento che si terrà a Novembre 2011 ed ho notato che il mio nome non c’era… poi l’hanno aggiunto in realtà, ma questo vuol dire poco) e non so cosa farò dopo.
Ad essere onesta non dovrei lamentarmi, un lavoro lo trovo, non sono preoccupata di rimanere senza… è solo che non so se voglio continuare in questo campo o cercare qualcosa che mi piaccia di più, ma cosa? E dove? Resto in Belgio, torno in Italia, mi butto su un paese nuovo e ricomincio tutto da capo?
Ecco, diciamo che avverto un po’ di confusione e di instabilità. In linea di massima credo che preferirei rimanere a Bruxelles, anche se dal punto di vista lavorativo mi sa che l’Italia mi offre di più (sono l’unica al mondo che la pensa così, lo so), a fare cosa però non lo so di preciso, ci penso, ed inizierò a guardare dopo l’Estate.
Avrei voglia di fare qualcosa che mi entusiasmi, ed onestamente ho anche una gran voglia di innamorarmi, è una vita che non mi innamoro! Neanche tanta voglia di una storia fissa a dire il vero (questo è un altro discorso), però un po’ di farfalline in pancia le vorrei… Ecco, diciamo che più che di avere una storia ho voglia di iniziarla!
Son complicata, lo so, volevo scrivere un post per fare chiarezza e invece sta venendo fuori un casino, ma è esattamente così che mi sento, e quindi mi sa che questo post mi rilfette abbastanza!
Allora, poi bisogna dire che non è affatto tutto nero, ci sono dei momento in cui mi sento spersa e senza una meta, ma ci sono anche parecchi momenti in cui sono contenta.
Al di là dei miei fantastici coinquilini che mi su(o)pportano e mi tirano su quando sono scazzata, ma poi, di motivi per non lamentarmi ne ho tanti.
Bruxelles è bella, in questi giorni c’è il sole ma c’è anche un venticello fresco e si sta benissimo. Mi sono iscritta al prossimo semestre del corso di tessuti e non vedo l’ora di ricominciare. Ho delle fantastiche amiche (sembrerà una cavolata ma gli amici erano la cosa che mi mancava di più qua in Belgio), cucino, faccio cose interessanti, tipo ieri sera sono andata al festival dei documentari ed ho visto un gran bel film apri-occhi, fra l’altro questo post l’avevo iniziato con l’idea di parlarvi del festival! Io sto bene, la mia famiglia pure, e questa cosa da sola dovrebbe bastare. E poi, è vero che il fatto di non avere punti fissi mi destabilizza, però da un lato mi lascia libera di scegliere, se decidessi di tornare in Italia nessuno me lo impedirebbe, se volessi restare qui potrei farlo senza problemi, se mi andasse di spostarmi all’estero nessuno mi tratterebbe… voilà, l’ultima frase è croce e delizia al tempo stesso!
Che poi, io sono quella che non vuole legami, quella che si sente subito in gabbia, quella che non vuole fare scelte definitive… e allora di che cazzo mi lamento? Io questa vita bene o male l’ho scelta.
Sarà la crisi dei 30 (32) anni? Boh. Non mi piace come sta uscendo questo post, quasi quasi non lo pubblico.
Il quadro che esce è: non ho nessun motivo per lamentarmi, ma vivo comunque con un sottofondo di insoddisfazione. Però che non sto andando da nessuna parte è vero. Che confusione!
Questo discorso torna fuori di tanto in tanto, mi sa che l’avevo già fatto in qualche post precedente. Ma è normale che torni fuori, è così che vivo, contenta quando cammino nel sole, instabile quando mi sveglio di notte e vedo il mio futuro come un enorme punto interrogativo. A momenti prevale una sensazione a momenti l’altra, quando prevale la più negativa escono i post come questo. Poi spesso basta una serata fuori con le amiche e tutto sembra più rosa.
Devo cercare di capire cosa voglio e rimboccarmi le maniche per ottenerlo, vedete che scrivere è terapeutico? Già prendo delle risoluzioni! Scherzo. Un po’.
Che poi io sto qui e mi lamento del futuro incerto, ma magari domani finisco sotto un tram, e allora non era meglio se oggi mi godevo il sole???

Credo di aver detto tutto, in sintesi, in questi giorni scrivo poco perché sono un po’ scazzata, passerà, ma ci devo lavorare!

Un paio di cavolate per chiudere in allegria.

Oggi pranzo con Gloria, ho cucinato io, ho preparato un arrosto di vitello ripieno di funghi che credo sia venuto buono, e uno stoemp di patate, porro e cavolo-rapa che credo sia venuto una schifezza, vi saprò dire. Mi sono scordata il prezzemolo fresco da aggiungere all’ultimo! La ricetta dell’arrosto la trovate qui, io non ho utilizzato i porcini ma dei funghi che si chiamano girolles in francese, in italiano non so, sono buonissimi comunque.

Il mio nuovo cellulare è marca NGM, New Generation Mobile. All’inizio credevo che il nome si riferisse alla tecnologia innovativa, ma siccome funziona veramente male sono giunta alla conclusione che il “New Generation” si riferisca al fatto che il T9 conosce la parola “scazzato”.

Per chi abita a Bruxelles (nessuno), al cinema Vendôme c’è il festival Millenium, è il festival dei film documentario, registi sconosciuti provenienti da tutto il globo presentano film in cui parlano di realtà, spesso tragiche ed ignorate, dei loro paesi, la maggior parte sono film che nei loro paesi non possono essere proiettati. Ieri sera ho visto “Survival Song”, cinese, mi è piaciuto molto. Andateci!

3 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    giugno 18, 2010 10:38 am

    io quoto la crisi dei 30 anni…..e che pensare fa male! ma è costruttivo (pensare)e anche se non risolve, consola non sentirsi le sole "insoddisfatte", siamo un bel gruppetto!!! baci baby! sally

  2. utente anonimo permalink
    giugno 25, 2010 8:52 am

    Fra'.. ma Tu sei in crisi perpetua.. non sara' un po' il tuo modo di vivere?!? Magari ti occorre solo un fedele compagno di viaggio (ma non troppo appiccicoso)… mi sembra che pretendi gia' di arrivare alla meta, quando ancora non cominci a camminare. Non e' una critica, anzi.. solo un consiglio di prenderla con leggerezza.. le cose si aggiustano sempre da sole, quando noi le lasciamo andare… non stressarti!Baci (da Mol)

  3. giugno 25, 2010 9:19 am

    davide… mi sa che hai pienamente ragione!

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