Skip to content

Summer days in Brussels

giugno 25, 2010

Mi sono un po’ persa con le cose da raccontare, cioè, sono rimasta così indietro che non mi ricordo neanche più cosa volevo scrivere…

Sicuramente devo ancora parlare del weekend con Francesco e de “La Vita è Belga”.

Intanto però vi dico che sono successe un po’ di cose in questi ultimi giorni, cose che, unite ad una frase letta da Sally, mi hanno fatto pensare.

E allora vi racconto la giornata di ieri, che nella sua semplicità è stata bella. E questa è una delle cose che vorrei fare, imparare a godermi le piccole cose nel momento stesso in cui succedono. E liberarmi del costante senso di insoddisfazione che mi porto dietro, che alla fine non ha proprio motivo di esistere, e che influenza tutte le mie azioni.

Non avete capito nulla, vero? Vabbè…

Dunque, ieri alle 8 ero in ufficio, prima volta in 3 anni credo, perché volevo uscire presto per vedere la partita.

E così è stato. Alle 16 in punto ero seduta in un bar con i vecchietti in chaussée de Wavre. Ho visto la partita con Nadia, Serena e Martina, e porca miseria quanto abbiamo sofferto! Mi è dispiaciuto perdere, ma certo non si può pensare di vincere un mondiale giocando bene solo gli ultimi 10 minuti.
E per il 2010 è andata, se ne riparla fra 4 anni…

Qua in Belgio è arrivata l’Estate, quella vera. Non durerà, ma al momento ci sono un bel po’ di gradi ed io sono in gonnellina ed infradito.

E così ieri, dopo la partita, siamo andate a Matonge e ci siamo sedute ad un tavolino al sole per mangiare qualcosa. Matonge è il quartiere congolese, e rappresenta uno degli aspetti che amo di più di Bruxelles: le mille città in una. A Matonge non sei in un angolo di Bruxelles con qualche ristorante di cucina africana, a Matonge sei in Africa. I suoni, i colori, i profumi, le donne con i vestiti coloratissimi e le treccine, i bambini che giocano per strada… peccato non aver avuto la macchina fotografica dietro, avrei voluto immortalare tutto.
A Matonge si mangia a tutte le ore, che sia mattina, sera, o notte. E così il cameriere è arrivato, ha scritto su un foglietto il numero del tavolo (“4 fille”, 4 ragazze) ed ha preso gli ordini… e noi abbiamo cenato, nonostante non fossero ancora le 18. Pollo in salsa d’arachidi con riso e banane fritte, che bontà… Francesco, la prossima volta che vieni ti ci porto!
Siamo rimaste un po’ a chiacchierare e a fare brainstorming su un progetto di cui vi parlerò la prossima settimana, poi io e Serena abbiamo deciso di andare al cinema e ci siamo portate dietro Nadia, che era già sull’orlo del suicidio per l’uscita dai mondiali e che credo dopo il film sia andata direttamente a casa a suicidarsi.

Il film era in realtà un cartone animato, “L’illusionista”, stesso filone di “Appuntamento a Belleville”. Che dire? Era molto triste, ma le atmosfere mi sono entrate dentro… il clown, il ventriloquo, il prestigiatore… il negozio di cose usate… le vie e le strade di Edimburgo, il tempo variabile, il mare tempestoso… indovinate quale potrebbe essere il mio prossimo viaggio?

Dopo il film Serena e Nadia sono andate a casa ed avevo una mezza idea di andarci anch’io, ma ho deciso di passare a salutare Niels che non vedevo da un bel po’ e che stava guardando la partita dell’Olanda in un bar vicino a casa mia. E dopo un giro nel Congo multicolore, dopo una passeggiata nelle strade malinconiche della Scozia, mi sono trovata in piena festa nella pazza Olanda! Niels mi ha detto “Gli olandesi sono persone semplici, bastano della musica e della birra per farli felici”, e mi sa che non ha torto…
A dire il vero ero andata a vedere la partita come inviata speciale. Avevo il compito di scoprire se è vero che gli olandesi emettono uno strano suono quando segnano: pare infatti che, anziché gridare “Goool” come tutte le popolazioni civili, esprimano la propria gioia con un più scimmiesco “Uuuh”!
Io sono arrivata all’inizio del secondo tempo ed ho dunque assistito ad un gol solo, magari non basta… comunque, ecco qua la mia testimonianza: prima urlano “Goool”; poi mettono una musica e ci cantano sopra, ma tipo un po’ mugolando; e infine mettono “Go West” dei Pet Shop Boys in olandese.
La cosa bella però è che prendono i mondiali (e probabilmente qualsiasi altra cosa) come occasione per festeggiare. Durante la fase preliminare io al massimo mi buttavo vestita nella fontana sotto le mura e poi andavo a casa a cambiarmi, loro sfoggiano parrucche arancioni e trombette, cantano e ballano come fossero stati punti da una tarantola, e non si buttano nelle fontane ma fanno scorrere fiumi di birra… Italia fuori per fuori, a ‘sto punto ho imparato a dire “Hup Holland!” e mi sono buttata nella mischia anch’io. Sono andata a letto verso le 2 e i pazzi olandesi stavano ancora festeggiando, a ‘sto punto spero che vincano i mondiali giusto per partecipare alla festa!

2 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    giugno 29, 2010 3:31 pm

    VENERDI TUTTI A TIFARE OLANDA ALLORA :))) se mi ricordo metto in valigia qualcosa di arancione :)).mi viene da ridere a pensare ke mio moroso quando gli ho detto ke venivamo a trovarti era preoccupato di dove e se avremmo visto la partita dell'italia AHAHAHAHAHAHAHsally

  2. utente anonimo permalink
    giugno 29, 2010 3:32 pm

    ps bisogna pure buttarla in ridere sta figuraccia che abbiamo fatto….

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: