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Oggi vi racconto una storia

giugno 30, 2010
Oggi vi racconto una storia…
 
E’ una storia che si muove fra il virtuale, il reale e l’immaginario.
 
Che sembrerebbe terminata su una collinetta che domina Bruxelles, ma che in realtà non è ancora finita.
 
Da dove iniziamo?
 
Potremmo iniziare dalla piovosa Domenica di Novembre in cui ho deciso di aprire un blog. Ero in Belgio da circa 6 mesi, l’entusiasmo iniziale era passato, l’amore per questo paese non era ancora sbocciato, mi sentivo triste e stavo iniziando a chiedermi se non avessi fatto una gran cavolata a trasferirmi qui.
 
Il blog all’inizio è stato solo un modo per rimanere in contatto con i miei amici in Italia. Che erano decisamente la cosa che più mi mancava. A chi manca il cappuccino, a chi mancano le montagne, io volevo disperatamente i miei amici!
 
Poi, un giorno, una ragazza italiana emigrata pure lei a Bruxelles mi ha lasciato un messaggio, chiedendo informazioni sui corsi di francese. Le ho risposto, lei mi ha ri-risposto, ci siamo scritte, ci siamo state simpatiche… e alla fine c’è stato il passaggio dal virtuale al reale, ci siamo incontrate e siamo diventate amiche. Amiche!
 
Tramite Romina ho conosciuto Serena, Martina, Valeria, ed altre ragazze… e nel giro di poco, senza neanche rendermene conto, avevo un gruppo di amici che mi mancavano in Italia, ed un gruppo di amici vivi e presenti qui a Bruxelles!
 
Cosa c’entra tutto questo con lo stoemp, direte voi?
 
C’entra, c’entra… perché i progetti folli mica si mettono in atto da soli, servono dei complici!
 
Quando ho letto del concorso di cucina di Sigrid ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto partecipare. Perché io adoro il suo libro, ho già cucinato parecchie delle sue ricette e sempre bene mi sono venute, e alcune le ho pure fotografate.
 
Per quest’occasione, tuttavia, volevo creare qualcosa di speciale. Qualcosa di particolare, con un aspetto scenografico ed un sapore incredibile, da fare invidia ai migliori chef!
 
Solo che qui è entrato in gioco l’immaginario. Giocando con la macchina fotografica che mi ha lasciato il mio amico in viaggio mi sono ritrovata ad immaginare di cucinare il piatto prescelto per lui al suo ritorno.
 
Caso volle che mentre pensavo stessi leggendo “Il viaggio di un cuoco” di Anthony Bourdain. Nel libro Anthony intraprende un viaggio alla ricerca del cibo perfetto. Va in Vietnam, in Francia, in Giappone, in Spagna, in Messico, in Portogallo, in Marocco…
 
Ho letto tutto il libro chiedendomi quale fosse il cibo perfetto, e sotto sotto sperando che l’avesse trovato in Italia.
 
Ma la conclusione è che il cibo perfetto non esiste. Perché ci sono così tanti fattori che ruotano intorno a un piatto, le mani che l’hanno cucinato, il luogo in cui l’hai mangiato, la compagnia con cui lo hai diviso, la fame che avevi… che fanno sì che l’ultimo pasto che vorresti consumare prima di partire non sia il menù degustazione di Alain Ducasse, ma piuttosto le linguine al pomodoro che mangiavi da piccolo.
 
E dunque, cosa potrei cucinare per il mio amico olandese di ritorno da un viaggio di 6 mesi in Asia?
 
Ovvio… lo stoemp!
 
Mascherato, però. Ossia, volevo preparare qualcosa che a prima vista sembrasse complesso ed elaborato, ma che alla prima forchettata richiamasse alla memoria un sapore già noto.
 
Volevo giocare sull’italo-belga, ed è per questo che il mio stoemp non contiene burro ma olio d’oliva, per questo ha una base cremosa su cui si adagia una montagnetta più compatta, per questo contiene solo vetegali nordeuropei: patate, carote, ed indivia… belga!
 
Per la foto sono entrate in gioco le mie amiche… il brainstorming si è tenuto intorno ad un tavolo di legno all’aria aperta, davanti ad un pollo in salsa d’arachidi e a delle banane fritte.
Perché, lo stoemp è sì tanto buono, ma come si fa a renderlo pure bello?
Fra una risata e l’altra (“Fallo a forma di boccale di birra!” “A forma di nuvola!” “A forma di cartina del Belgio!” “A forma di Manneken Pis!”), il dado è stato tratto.
 
E così Sabato mattina presto ho fatto la spesa al mercatino biologico e verso le 10 ero già all’opera (i miei coinquilini hanno apprezzato molto poco lo “Stoemp! Stoemp!” di Sabato mattina, sono andati a dormire in camera mia sdegnati). Per l’ora di pranzo lo stoemp era pronto, Martina è passata a prendermi e ci siamo incamminate. Destinazione: Mont des Arts!
 
C’era il sole e faceva caldo, le nuvolette di Magritte si inseguivano nel cielo, due folli, poco dopo tre, impilavano cumuli di patate.
  
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E i turisti di passaggio si fermavano ad osservare, qualcuno più temerario anche ad assaggiare…
  
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Stoemp à l’italienne
 
Patate, 10
Carote, 3
Indivia belga, 2 cespi
Cipolle, 1 piccolina
Olio d’oliva, sale, pepe
Erba cipollina per decorare
 
Ho pelato le patate e le carote, le ho tagliate a cubetti e le ho lanciate in una pentola di acqua bollente insieme alla cipolla privata della buccia e del bulbo. Ho lasciato sobbollire per circa un’ora.
Nel frattempo ho tagliato i cespi di indivia a metà e li cotti per 10 minuti in padella con olio, sale e pepe. Una volta pronti li ho tagliati a striscioline.
Ho scolato le verdure, ho diviso le patate dalle carote e ho saltato brevemente le carote nella stessa padella in cui avevo brasato l’indivia, senza aggiungere niente.
Ho frullato una parte delle patate con la cipolla, metà dell’indivia, sale e pepe, ottenendo una crema che ho poi montato con l’olio d’oliva usando le fruste.
Ho messo in una ciotola le patate rimaste e le carote e le ho pestate per bene con un cucchiaio di legno. Ho condito con un filo d’olio, sale e pepe.
 
Ho disposto su un largo piatto un cerchio di crema di patate. Sopra al cerchio, una montagnetta di stoemp. Come decorazioni, l’indivia avanzata e l’erba cipollina sminuzzata.
 
Voilà… (per la foto con più alta risoluzione cliccate qui)
   
8 commenti leave one →
  1. utente anonimo permalink
    giugno 30, 2010 12:58 pm

    fantastico … mondi paralleli che si intersecano grazi ad un blog di cucina … questo post è stupendo, anche la foto in fondo, in bocca al lupo per la Festa del Cavolo !

  2. utente anonimo permalink
    giugno 30, 2010 2:32 pm

    bella storia, belle foto, incredibile delizia del palato lo stoemp à l'italienne!

  3. utente anonimo permalink
    luglio 1, 2010 7:01 am

    amica mia, ti adoro…te l'avevo mai detto?!?

  4. luglio 2, 2010 10:07 am

    Tesorooooo!!!!Questo post è meraviglioso!A parte la mia personalissima emozione, merita davvero!Incrocio le dita per il concorso, allora.(Ma tu sei proprio artista…)Baciotti!Romina

  5. utente anonimo permalink
    luglio 2, 2010 11:37 am

    oh bello forse questa volta riuscirò anch'io a fare una tua ricetta! (ovviamente senza decorazioni..) però ho bisogno di sapere due coe:1-con che altre verdure lo potrei fare lo stoemp?2-ma quando "lancio" i dadini di carote e patate nell'acqua, intendi dire che devo prendere la rincorsa, che li schiaccio tipo pallavolo o che ce li tiro da lontano?silvia

  6. luglio 2, 2010 11:45 am

    ciao silvia!ma vuoi fare lo stoemp vero o il mio rivisitato? comunque, per le verdure, di solito si fa con patate più altre verdure a scelta, sempre nell'ambito però di quelle che crescono qua, quindi carote, spinaci, broccoli, cavoli, cipolle… melanzane e zucchine no, per intenderci!io scendo il 15, ti trovo?

  7. utente anonimo permalink
    luglio 2, 2010 1:50 pm

    mi trovi…mi trovi…a meno che non ci sia qualche gita improvvisata (ma non credo) mi trovi fino a settembre.io voglio fare lo stoemp! mi mandi una ricetta del vero stoemp pionzolone?

  8. emptyout permalink
    luglio 7, 2010 10:31 am

    Sempre a magnaaaaaaaaaaaaa'!ehm..:)

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