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Profumo d’Inverno

settembre 12, 2012

Allora. E’ il 12 Settembre e io non scrivo dal 30 Agosto e nel frattempo qua a Bruxelles è arrivato l’Inverno. Ne ho sentito il profumo stamattina e non è stata una brutta sensazione, è stato un po’ come ritrovare un vecchio amico che non si vede da così tanto tempo che tutti i bisticci sono dimenticati e resta solo un po’ di commozione nel rivedersi. Di tempo per odiarlo ce ne sarà, c’è tutto l’Inverno! Per festeggiarlo sfoglio un croissant, che quando fa freddo ci vuole.

Ci sarebbero un sacco di cose da cui parlare ma come al solito il tempo è tiranno. Provo a fare il punto mentre batto sui tasti con il dito medio della mano sinistra e il dito medio della mano destra (voi che dita usate?).

Giovedì 30: casetta
Venerdì 31: Italia
Sabato 1: Italia
Domenica 2: Italia
Lunedì 3: Italia
Martedì 4: da Patrizia
Mercoledì 5: arrivati Gigi e Fede
Giovedì 6: casetta (con Bram)
Venerdì 7: Flagey con Maria
Sabato 8: in giro con Fede
Domenica 9: in giro con Bram
Lunedì 10: bbq
Martedì 11: casetta

Il weekend in Italia è stato intenso. Ci sono andata per il matrimonio di mio fratello Roberto con Ilaria (e Sofia nella pancia di Ilaria!) ed è venuto anche Bram. Siamo atterrati Venerdì a mezzanotte e ripartiti Lunedì sera.
Io non ho un rapporto idiallico con la mia famiglia, penso si sia un po’ capito, o no? Diciamo, molto in breve, che la mia famiglia è trascinata da una figura di padre molto dominante che ha influenzato tutti gli altri equilibri. Parlarne qua sarebbe troppo lunga. Dico solo che io questa cosa l’ho sempre vissuta molto male, alternando rabbia nei suoi confronti a frustrazione nei miei per non riuscire ad essere più distante e a fregarmene. Questa cosa mi ha influenzato al punto dal ripercuotersi, come forse è normale, su tutte le mie relazioni di coppia. E alla fine, prima dell’Estate, insieme a Bram si è deciso che era l’ora di affrontarla questa cosa, e così ho provato ad andare da una psicologa. Ed ho avuto un gran colpo di fortuna, perché ne ho scelta una abbastanza a caso e mi ci sono trovata benissimo. Semplicemente parlando con lei sono arrivata a capire che se le cose stanno come stanno non è colpa mia. E che quindi posso anche smettere di vivere con ansia e senso di colpa, perché io non c’entro nulla. Raggiungere questa consapevolezza mi ha permesso di imparare a prendere le cose col giusto distacco e a separare la mia vita da quella altrui. Suona un po’ contorto, quello che intendo dire è che se prima ogni volta che il mio babbo era nervoso io la prendevo come una cosa personale e ci stavo male e cercavo disperatamente un dialogo accumulando rabbia e frustrazione, adesso ho capito che se lui è nervoso io non c’entro proprio nulla e neanche posso fare nulla. Di conseguenza cose che prima mi si appiccicavano addosso adesso scivolano. Questo ha comportato anche un atteggiamento diverso nei suoi confronti. Un alzare la testa, senza rendersene conto, e accorgersi all’improvviso di non essere più disposta a tollerare certi atteggiamenti (vedi il lancio di pomodori la scorsa Estate). E poi una sorpresa: il fatto di avere, dopo 34 anni, smesso di cercare un dialogo, rinunciato a cambiare una cosa che tanto non cambia, deciso di prendermi cura della mia vita e solo di quella, ha comportato la scoperta che se lo accetto per quello che è posso anche volergli bene. In altre parole: il weekend in Italia è stato un delirio ma io ne sono uscita bene. Ho parlato anche con la mia mamma e con i miei fratelli. Ho voglia di trovare degli spazi per me e la mia mamma, nostri, e per nostri intendo senza il mio babbo, perché a volte ho l’impressione che io e lei non siamo mai riuscite a conoscerci bene. Ho passato del tempo con mio fratello Claudio, e vorrei passarcene di più! E mi sono accorta di quanto è cresciuto mio fratello Alessandro, che ha 13 anni meno di me, e quanto è diventato bello! E ho parlato un po’ con Roberto, che diventa babbo, e se mentre diventa babbo riuscisse ad essere un po’ meno figlio secondo me le cose sarebbero più facili. La distanza (non quella fisica) aiuta a capire e ad accettare le cose, e accettare le cose permette di riavvicinarcisi, quindi alla fine la distanza avvicina, questo è quello che ho capito!
Visto che ho affrontato il tema psicologa, le altre cose su cui mi sta aiutando (ci sto ancora andando, ma non credo sarà ancora per molto) sono il rapporto con Bram e quello con gli amici. Per quanto riguarda Bram, mi ha semplicemente fatto capire che se a volte fa delle cose che non mi piacciono ho tutto il diritto di rimanerci male, il che ha comportato che anziché far finta che vada tutto bene e poi passare una settimana chiusa in casa a preparare polpette avvelenate lo mando direttamente a quel paese e subito dopo amici come prima! O anche un po’ di più ;-) E questo discorso vale anche per gli amici, nel senso che mi sto rendendo conto che se c’è qualcosa che non va è meglio parlarne piuttosto che far finta di niente, perché facendo finta di niente alla lunga il rapporto si logora, mentre se si parla magari si discute, ma poi ci si sente più leggeri, il che a un rapporto d’amicizia non può fare altro che bene.
Insomma, viva la mia psicologa! Adesso aspettiamo solo che mi trovi un lavoro nuovo che abbia a che fare con la cucina e poi tutto sarà perfetto ;-)

Quindi, veniamo alle cose belle del weekend in Italia!
Al matrimonio sono stata testimone di Roberto insieme a Claudio e ad Alessandro, ho ballato con Bram e mi sono divertita. Ho anche riscoperto una canzone che avevo dimenticato e che adoro, Amore Disperato. La bambina di Ilaria (Ilaria ha già una bambina di 9 anni) le ha cantato Arriverà dei Modà e io mi sono commossa molto e ho pianto un po’!
Domenica mi sono alzata presto, ho lasciato Bram a nanna e io sono andata a fare una bella e lunga colazione con Veronica, e ci voleva proprio! Questa soluzione di lasciare Bram dormire più a lungo per poter passare un po’ di tempo da sola con i miei amici quando andiamo in Italia insieme è perfetta e dovrei farlo più spesso!
Nel pomeriggio sarei dovuta andare a Livorno con Bram ed i miei genitori ma non è stato possibile (peccato!), e allora giretto in città con Bram e un po’ di chiacchiere con Silvia! E poi la sera solo io e Bram a cena da Motorino a Livorno, e ne è uscita una serata perfetta, non solo abbiamo mangiato benissimo, ma abbiamo pure fatto amicizia con proprietari e personale del locale (che poi son le stesse persone visto che è a conduzione familiare) e a fine serata festeggiavano un compleanno e ci hanno invitato ad unirci!
Lunedì giretti sul fiume e in città, e discussione con Bram che da bravo olandese insiste a voler andare in bici ovunque e non si rende conto che se a casa sua in Olanda è “prendo la bici ed esco” a casa mia in Italia è:
– cerca le chiavi della cantina
– scova le bici sotto cumuli di macerie
– trova le bici
– sono sgonfie
– dov’è la pompa?
– cerca la pompa ovunque
– gonfia le ruote
– dov’è una catena?
– cerca una catena
– usciamo?
– la serranda del garage è chiusa
– come si apre?
– serve un apriserranda
– cerca un apriserranda
– esci dal garage
– usciamo?
– il cancello è chiuso
– come si apre?
– serve un apricancello
– cercalo!
– eccolo!
– finalmente fuori!
– sì ma ormai è ora di cena…

Poi siamo tornati a Bruxelles e questa settimana a Bruxelles c’erano i miei amici Luigi e Federico. E’ stato bello vederli e passare del tempo con loro, ripartono stasera e mi mancheranno. Anche il weekend è stato carino, un po’ con loro e un po’ con Bram. Fra le cose belle, c’era les Marolles in festa, con tanto di festival di arti di strada e banchetti ovunque. Io ho scoperto un posto fantastico per colazione, dove fanno i bagels più buoni del mondo, e poi non contenta ho comprato ad un banchetto una fetta di dolce arabo buonerrimo, credo di esserne diventata dipendente e non so più dove trovarlo!

Sto leggendo tanto ultimamente, vorrei scrivere un po’ di titoli ma non mi ricordo più cosa ho letto. Né cosa ho cucinato! Beh, di sicuro ho letto La Banda dei Brocchi (e adesso sto leggendo Circolo Chiuso, che è il seguito) di Jonathan Coe, piacenti abbestia. Poi Le Memorie di Papà Mumin di Tove Jansson, tutto un altro genere ma anche questo mi è piaciuto tanto. Il Giardino di Mezzanotte di Philippa Pearce, per la millesima volta circa, sempre bello. Julie and Julia, cazzatina, ma scorre. Un Amore di Zitella, delizioso. Altri, ma adesso non mi ricordo. Ah sì, L’Ossessione di Brenda, carino abbastanza, io amo la surreale famiglia di Alice. E poi mi sono arrivati alcuni libri che avevo ordinato su Internet: Terre Senza Promesse e Il Regno di Op, e a breve dovrebbe arrivarmi anche Il Codice di Hodgkin. E beh, di sicuro ho cucinato dei buonissimi occhi di bue (i biscotti), delle paste fredde (buona quella con crema di ceci, cipolla rossa, rosmarino, pancetta e pezzi di dito – me ne sono affettato uno insieme alla pancetta!), dei mini-muffin salati (ieri sera), e varie altre cose che non riporto qua perché già citate in passato.

La ricerca casa dove vivere con Bram procede ma molto, molto a rilento. Nel frattempo qualche settimana fa abbiamo avuto la seguente, surreale conversazione.
Bram: “Che palle questa vita! Io vorrei viaggiare! Ho ancora 7 mesi sabbatici, partiamo?”
Io: “Magari! Ma io non ho diritto ai mesi sabbatici! Forse se vuoi davvero prenderli ti conviene viaggiare senza di me…”
Bram: “Ma io vorrei viaggiare con te!”
Io: “Eh, ma io per ora non posso, da contratto. Devo aspettare ancora qualche anno.”
Bram: “Beh, ma non devo per forza partire subito, posso aspettare anche 2 o 3 anni!”
Io un po’ scocciata dalla sua mancanza di senso pratico: “Sì, ma fra 3 anni io ne avrò 37. Se per caso un giorno volessimo avere figli non si può mica aspettare così tanto!”
Bram stupitissimo e in caduta libera da un pero: “Cosa? Te hai 34 anni?!”
E vabbè. Nessuno di noi sa bene cosa vuole fare (cioè, in realtà lo sappiamo: vogliamo avere 18 anni e tanti soldi e viaggiare, ma pare che non sia possibile!) ma quantomeno sappiamo che vogliamo stare insieme, quindi con una notevole mancanza di lungimiranza continuiamo a cercare casa, e poi chissà (non è un chissà “lo sappiamo ma non ve lo diciamo”, è un chissà “siamo curiosi quanto voi di vedere questa vita dove ci porterà”)!

Infine, ieri dopo il lavoro sono passata da place Jourdan per comprare il regalo di compleanno per Bram (surprise, surprise!), e mi sono infilata nel negozietto cinese e la musica calma e rilassante mi ha ipnotizzato. Ne sono uscita dopo un’ora con una mollettina per i capelli a forma di girasole, una tazza con dei cuori e degli stivali da pioggia rosa a pois gialli!

Ci saranno altre cose, ma forse quelle più importanti le ho scritte! Ah, a casa dei miei genitori c’è l’ortooooo!!!

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One Comment leave one →
  1. sally permalink
    settembre 14, 2012 1:37 pm

    :))
    sally

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