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Di sit-in di fronte al banco del check-in…

novembre 14, 2012

E così, Mercoledì 23 Ottobre partii per Budapest, dove trascorsi 4 bellissimi e produttivissimi giorni prima di dirigermi, Domenica 28 Ottobre, verso il gelido Nord.

Partiamo dall’inizio. E cioè dalla mia ultima serata a Budapest. E’ successo che sono andata a cena con i miei colleghi austriaci, e fin qui tutto bene. E’ successo che nel tragitto dal ristorante verso l’albergo io e Johannes ci siamo messi a chiacchierare, e anche fin qui tutto bene. E’ successo che quando siamo arrivati davanti all’albergo io e Johannes non avevamo ancora terminato la conversazione, e questo va un po’ meno bene. Perché per finire il discorso siamo andati a bere qualcosa, e quel qualcosa si è rivelato una bottiglia di vino rosso in due, e io sono andata a nanna alle 2 completamente ubriaca. Il che ci potrebbe anche stare, se non fosse che alle 4 suonava la sveglia.

E alle 4 la sveglia suonò. E io mi alzai e tosto realizzi di essere vittima-complice della seguente, inedita combinazione: completamente ubriaca e terribilmente in preda a postumi al tempo stesso. In altre parole, ero ancora ubriaca ma mi veniva anche da vomitare.

In questo bello stato ho fatto la valigia, ho preso il taxi e sono andata all’aeroporto, il tutto cercando di tenere gli occhi chiusi il più possibile e di muovere la testa il meno possibile per non vomitare.

Giunsi all’aeroporto di Budapest, dove mi attendeva un aereo per Amsterdam. Barcollando, iniziai a cercare il gate. Non pervenuto. Nonostante tutto oscillasse e traballasse, riuscii dopo un po’ ad inviduare dei cartelli che parevano indicare il gate, e li seguii. I cartelli mi portarono in un corridoio oscuro. Lo seguii perplessa ed ondeggiante, e mi ritrovai in un luogo angusto. I cartelli indicavano il magazzino delle scope.

Tornai indietro, scorsi fra i passeggeri in attesa un bambino piangente e ne approfittai per scoppiare in lacrime anch’io. Un po’ per empatia e un po’ perché mi sentivo tanto poverina!

Alla fine riuscii a passare il controllo di sicurezza e a passare dall’altro lato dell’aeroporto. Come prima cosa mi comprai un panino, ben sapendo che se fossi riuscita a mangaire qualcosa poi sarei stata meglio… ma non ce la potevo proprio fare. Allora feci delle nanne. Dormii sdraiata sulla sedia mentre aspettavo l’aereo, dormii in piedi in coda per salire sull’aereo, dormii accucciata sul sedile dell’aereo.

E quando giunsi ad Amsterdam stavo meglio!

Per sicurezza mangiai un panino e bevvi un succo, poi trascorsi tipo 5 ore a fare shopping, leggere e farmi di caffè mentre aspettavo Bram che doveva arrivare all’ora di pranzo col mio bagaglio da imbarcare.

Adesso seguite bene perché la storia è un po’ complicata.

Il mio programma di viaggio era il seguente.

Mercoledì 24 Ottobre: treno da Bruxelles ad Amsterdam e poi aereo da Amsterdam a Budapest (bagaglio a mano consentito 12 kg)

Domenica 28 Ottobre: aereo da Budapest ad Amsterdam (bagaglio a mano consentito 12 kg). Ad Amsterdam mi sarei incontrata con Bram, che arrivava a sua volta in treno da Bruxelles, e poi insieme avremmo preso l’aereo da Amsterdam a Reykjavik (bagaglio a mano consentito 6 kg).

Tutto chiaro fin qui?

Problema. Il 24, pur prendendo il primo treno della mattina da Bruxelles ad Amsterdam, sarei comunque arrivata ad Amsterdam solo un’ora e mezzo prima della partenza dell’aereo. E l’aeroporto di Amsterdam è enorme e trafficatissimo. Dalla mia il fatto che, essendo il treno che avrei preso il primo della mattinata, era poco probabile che facesse ritardo. Ma comunque, un’ora e mezzo prima del decollo è poca.

Un sacco di discussioni ed ipotesi (vado in Olanda la sera prima e dormo da tua sorella, vado ad Amsterdam in macchina…) con Bram avevano portato alla soluzione che riporto sotto.

Per non perdere tempo a fare il check-in, vado ad Amsterdam (e di conseguenza a Budapest) col solo bagaglio a mano (12 kg).

Però per l’Islanda mi servirà anche il bagaglio da stiva! Anche perché il peso consentito per il bagaglio a mano sul volo per Reykjavik è di soli 6 kg, e dove li metto gli altri 6?

Si fa così. Preparo il bagaglio da stiva lasciandolo mezzo vuoto, e lo consegno a Bram. Quando Bram mi raggiungerà ad Amsterdam col treno mi porterà il mio bagaglio da stiva. Io lo aprirò, ci infilerò i 6 kg supplementari e lo imbarcherò.

Tutto chiaro?

Ora, sorvoliamo sul fatto che quando, il Mercoledì mattina, sono arrivata ad Amsterdam col primo treno giusto a pelo per prendere l’aereo, si è verificata la seguente conversazione con uno sfigatissimo impiegato indiano dell’aeroporto addetto ad indicare ai passeggeri la fila giusta.
Io: “Buongiorno! Mi scusi, ho preso il primo treno disponibile ma nonostante ciò il mio volo parte fra poco, non è che posso passare?”
Lui: “No. La prossima volta ti alzi prima.”
Io: “Mi alzo prima per fare cosa scusa? Non ci sono treni prima!”
Lui: “Non è un problema mio.”
Io: “Uhm. Questo forse no. Il fatto di essere un pezzo di merda però sì!”
Per fortuna gli altri passeggeri erano un po’ più comprensivi dell’impiegato sfigato e mi hanno lasciato passare… e così non ho perso l’aereo per Budapest.

Ora, il mio intelligentissimo fidanzato cosa fa, a mia insaputa, la Domenica in cui ci dobbiamo incontrare ad Amsterdam?

Pur dovendo essere ad Amsterdam all’ora di pranzo e avendo quindi tutti i treni del mondo a disposizione, e pur avendo con sé i bagagli da imbarcare, si è prenotato un treno che arrivava all’aeroporto solo un’ora e mezzo prima del decollo dell’aereo!!!

Ma si può essere più deficienti?

Ovviamente il suo treno, che NON era il primo della mattinata, ha fatto un’ora di ritardo. Conseguentemente, io mi sono dovuta incatenare davanti al banco del check-in implorandoli di non chiudere.

Nell’attesa, ho estratto dal bagaglio a mano i 6 kg supplementari che dovevo spostare nel mio bagaglio da stiva e li ho messi da parte.

Il piano era:
Bram arriva di corsa, mi lancia al volo la mia valigia che io avevo lasciato mezza vuota, io la apro, ci butto i 6 kg supplementari e la imbarco.

La realtà è stata:
Bram arriva di corsa, mi lancia al volo la mia valigia che io avevo lasciato mezza vuota, io la apro e la trovo completamente piena di roba. Da maglie sue, a pasta, a vino, alle sue scarpe.

Voi non vi sareste incazzate?

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2 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    novembre 14, 2012 4:40 pm

    Ahahahahahahahaha
    mi sarei incazzata si’,ma mai quanto te :)
    serenuz

  2. sally permalink
    novembre 15, 2012 10:54 am

    ahahahahah
    posso seguirvi con una telecamera e montare la sit-com + divertente del mondo????
    sally

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