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AWESOME

dicembre 4, 2012

E si giunse a Reykjavík, per il festival più fantastico a cui sia mai stata.

Preso posto all’Hilton, bestemmiato perché la colazione su cui tanto avevamo contato per sfamarci è solo fino alle 10, fatto un romantico bagno insieme in una vasca piena di bolle… e poi, 3 sciarpe, 2 cappotti, 1 paio di guanti, fuori!

Cena veloce in un posto che non abbiamo capito se era turco o bulgaro o rumeno ma insomma era buono, e poi via al KEX, un ostello così tanto fantastico… che abbiamo già prenotato lì per il festival dell’anno prossimo! Carino, accogliente, pieno di gente, cibo buono, birra, concerti (live broadcast on KEXP.org!) e persino il mercatino dei cd! Favoloso!
Al KEX abbiamo sentito (ma non visto perché era troppo pieno) gli islandesi FM Belfast. E a dire il vero poco importa se li abbiamo visti o no, perché l’atmosfera che creano è fantastica comunque!
Dal KEX ci siamo spostati verso l’IĐNÓ dove suonava l’islandese Sóley, ma non siamo riusciti a vederla perché c’era un’infinita coda all’aperto che io mi sono rifiutata di fare con 0° e ancora vento abbestia.
Così siamo corsi al ÞÝSKI BARINN dove abbiamo visto i norvegesi Highahsakite che ci sono piaciuti.
Corsa nella notte (e nel vento) fino all’HARPA, che è immediatamente diventato il mio posto preferito: grande e pieno di bagni senza fila! Volevamo vedere una band che ci aveva consigliato l’elfo ma non avevano ancora iniziato e quindi ci siamo visti quelli prima, gli islandesi Sykur, che non conoscevamo e che ci hanno fatto ballare un bel po’! Thank you, thank you, thank youuuuu!!! Quando i Sykur hanno finito questa piccolina era stanca per il tanto saltellare. Allora si è stesa per terra con la testa sulle ginocchia di Bram e in mezzo al casino e alle luci ha fatto una bella nanna! E quando gli islandesi-pure-loro Retro Stefson sono arrivati era fresca come una rosa e ha ballato, ballato, ballato fino alle 2!

La mattina dopo sveglia all’alba delle 9 e mega-colazione forzatissima allo scopo di riempirsi per tutta la giornata. E io che di solito la mattina non mangio! Dopo colazione io mi sono ritirata nei miei appartamenti (ossia sono andata a fare una grossa cacca) mentre Bram si è creato un angolo ufficio e si è messo a organizzare la giornata. Eh sì, perché il festival non prevede solo i concerti ufficiali a cui si accede col pass, ma anche tutta una seria di concerti “off” che vanno in scena nei luoghi più impensati… e visto che tutto accade contemporaneamente, riuscire a beccare tutti i gruppi che vuoi vedere richiede un’attenta pianificazione!
Fatto il programma siamo usciti. Abbiamo iniziato di nuovo col KEX dove suonava off program l’islandese Ólafur Arnalds, stavolta siamo riusciti ad aggiudicarci un posto in prima fila ed è stato fantastico, non riesco ad immaginare un modo migliore di iniziare la giornata!
Dopo il KEX c’è stata una piccola discussione perché il serrato programma stilato da Bram non prevedeva pause fra le 13 e le 2 del mattino mentre questa piccolina voleva anche fare un po’ di shopping e prima o poi cenare! E così ci siamo guardati un po’ in cagnesco e alla fine ci siamo divisi, e quando ci siamo ritrovati all’HARPA eravamo di nuovo felici (e la piccolina, che ancora tentava di combattere contro quel ventaccio cattivo, si era comprata un passamontagna con le orecchie!). All’HARPA abbiamo visto un concerto bellissimo, quello degli islandesi Steindór Anderson & Hilmar Örn che cantano le antiche saghe e che mi sono piaciuti tanto che ho comprato il cd per regalarlo a quegli sbuffoli…
Dopo il concerto cena islandese in un posto scelto a caso e che si è rivelato troppo buono. E dove si è verificata la seguente scenetta davanti agli increduli occhi di Bram.
Io: “Cameriera! Ma questa balena, sul menù… ma è veramente una balena-balena?!”, e per farmi capire meglio faccio il gesto di sbattere le ali.
Cameriera: “Sì. E’ una balena-balena. E non è un uccello!”
Io: “No, no… lo so che è un pesce!”

Dopo cena Leaves, islandesi, al GAMLI GAUKURINN, e poi siamo tornati all’HARPA (evviva) per il concerto dell’inglese Jamie N Commons, non male, non male. E visto che all’HARPA avrebbero suonato anche altri gruppi che volevamo vedere, con mia grande gioia siamo rimasti lì. Abbiamo visto gli islandesi Dikta che si sono rivelati una piacevolissima sorpresa, poi i sempre-islandesi Bloodgroup che ci hanno fatto decisamente caa’, poi io ho fatto una nanna e mi sono risvegliata per gli islandesi-anche-loro Of Monsters and Men. Che mi sono piaciuti abbestia! La loro musica non è il mio genere, ma live mettono su uno show veramente fantastico! Show che ho abbandonato poco prima della fine perché volevo vedere gli estoni Ewert and The Two Dragons, ma avevano già finito, ma suonano fra qualche settimana in Belgio e me li vedrò lì!
Al ritorno stesso copione della sera prima: km controvento per tornare all’albergo e verso le 2 a nanna!

E il giorno dopo stesso copione della mattina precedente con simpatici aneddoti tipo Bram che può dedurre a che punto di cottura siano i blinis dalle mie facce, e poi di nuovo fuori! Nonostante il vento oggi sia veramente fortissimo (83 km/h, non so se avete presenti quanti siano, sono TANTI!) noi ci bardiamo abbestia (io mi sono messa il cappotto sopra al piumino, non solo per proteggermi dal freddo, ma anche e soprattutto per accumulare peso nella speranza di non volare via!) e ci avviamo a piedi. Idioti. Il vento è così forte che non solo ci impedisce di avanzare, ci respinge proprio indietro, non solo me ma anche Bram che pure è più pesante (ma anche più alto). Procediamo piano piano, fermandoci ed aspettando tenendoci ai lampioni per non volare via (non scherzo) quando ci sono le folate più violente e procedendo piegati a testa bassa quando ci sono quelle meno forti, ma tale protezione non basta. Perché con un vento tale non voli solo te, volano anche le cose. E le cose, è noto, non guardano dove vanno. Ed è stato così che qualcosa di ignoto si è scontrato con l’unica parte del mio corpo che non era sepolta sotto strati di vestiti, e cioè l’occhio. Che male! La palpebra (e per fortuna non l’occhio) ha sanguinato un pochino, poi è diventata tutta nera. Abbiamo proseguito con Bram che mi tirava e io che camminavo piegata in due coprendomi gli occhi con la mano (guantata of course), e in queste belle condizioni abbiamo attraversato un ponte senza ringhiere su un lago sferzato dal vento! Ma insomma, ci mancava solo il cerchio di fuoco!!
Un orso provato e una piccolina di pessimo umore e con un occhio nero hanno raggiunto la Norræna húsið (una sorta di monumento alla Scandinavia) dove hanno suonato, nell’ordine e con gli stessi musicisti (come avrete forse avuto modo di intuire in Islanda ci sono tantissimi cantanti, ma non altrettanti musicisti), la figlia del pescatore (come cavolo si definisce una che proviene dalle isole Fær Øer?) Guðrìð Hansdóttir (canzoni carine ma presenza scenica zero), l’islandese Lára Rúnars (presenza scenica ma canzoni del c***o) e le islandesi (ma va’) My Bubba & Mi che ci sono piaciute un bel po’!
Dopo la Norræna húsið c’è stato quello che forse è stato il momento peggiore delle vacanza, e cioè il momento in cui bisognava di nuovo uscire in quel ventaccio per raggiungere il posto successivo e io non ne volevo sapere perché ormai ero terrorizzata. Alla fine Bram è riuscito a convincermi a patto di farmi da cane-guida, e cioè io cammivano tenendo gli occhi chiusi e proteggendomi le palpebre con la mano guantata (tutto il resto era protetto perché oltre a 3 sciarpe, 2 giacche e 3 cappelli indossavo anche il passamontagna!) e lui mi tirava.
Io speravo che mi stesse portando a nanna con una cioccolata calda, invece quel malvagione mi ha portato a un concerto in un negozio, che per fortuna era di design ed esponeva dei puff di design su cui io mi sono accasciata e sono morta. Salvata dal puff! Al Netagerðin (il negozio) abbiamo casualmente visto la fine del concerto degli islandesi Jónas Sig, bravi bravi, una bella energia, e poi il canadese Woodpigeon, un po’ più tranquillo e infatti è lì che io sono morta. Non fosse stato che c’erano dei gruppi che mi interessavano in serata sarei tornata in albergo…
Tappa successiva l’AMSTERDAM per un concerto che non abbiamo visto perché c’era troppo casino ma io mi sono finalmente presa una cioccolata calda, e poi KEX.
Il KEX mi ha definitivamente resuscitato. Perché abbiamo trovato posto seduti in prima fila proprio davanti al palco, perché ci siamo mangiati una cosa buonissima che mi ha restituito le energie e mi ha abbioccato e perché gli islandesi Sin Fang si sono presentati, unici in tutto il festival, con ben mezz’ora di ritardo non annunciato e non giustificato, che è uno scandalo per un broadcast live ma che mi ha permesso di fare una bella nanna che mi ha rimesso al mondo! E i Fan Sing sono un po’ stronzi ma bravi.
A quel punto avevo recuperato tutte le energie e quindi ho convinto Bram a correre verso la FRÍ-KIRKJAN, che è una chiesa, dove stava suonando l’inglese Patrick Wolf in acustico. A me Patrick Wolf piace, ma in acustico non mi ispirava per niente. E invece è stato fantastico! Uno dei concerti più belli di tutto il festival! Acustico sì, ma con un violino, un flauto, una seconda voce, un pianoforte e altri strumenti, il tutto in una cornice intima e suggestiva… favoloso, davvero!
Dopo Patrick Wolf altra corsa nel ventaccio malefico, ma io ormai ero di nuovo in forma: Moss, olandesi, al GAMLI GAUKURINN (siamo arrivati che avevano quasi finito e ho beccato proprio la canzone che mi piace!), e poi via al mio adorato HARPA! Dove mi sono innamorata.
Mi sono innamorata dei canadesi Half Moon Run. Giovanissimi (circa 15 anni meno di me, ehm ehm), bravi e pieni di entusiasmo, hanno coinvolto tutto il pubblico con la loro energia, e la cosa bella era che non lo facevano di proposito, è solo che che si divertivano così tanto loro che tutto il pubblico ballava di conseguenza! Era il loro primo concerto davanti a un pubblico così vasto e non ci potevano credere, anziché fare le star e ringraziare il pubblico l’unica cosa che riuscivano a fare era guardarsi l’un l’altro ripetendosi a vicenda “AWESOME!”..! Se non si perdono per strada diventeranno grandi.
Dopo di loro abbiamo visto gli americani Exitmusic, che fanno una musica molto suggestiva, e poi finalmente la band che stavo aspettando, sempre dagli Stati Uniti gli Sherwater! Piaciuti un bel po’, e infatti Sabato suonano di nuovo qua a Bruxelles e io ci torno!
Dopo gli Sherwater in teoria ci sarebbero stati gli FM Belfast, ma era stata una lunga giornata piena di emozioni e allora ci siamo concessi un taxi e siamo andati a nanna…

E venne il Sabato, che era l’ultimo giorno del festival vero e proprio. Sveglia particolarmente all’ultimo secondo e di conseguenza colazione ingoiata particolarmente in fretta con i camerieri che ci sparecchiavano intorno… finché non ci siamo accorti che c’era un piccolo frigo nascosto sotto al tavolo in cui mettevano tutto il cibo avanzato, e allora abbiamo iniziato a fantasticare di organizzare un Mercato Nero della colazione dopo le 10, che tutti quelli che volevano svegliarsi più tardi potevano venire da noi e noi gli rivendevamo le banane a prezzo raddoppiato :-) Poi però siamo dovuti andare :-)
Prima tappa della giornata il KEX, dove suonavano di nuovo gli Half Moon Run, e visto che io ormai mi ero innamorata ci siamo dovuti tornare per forza, ed è stato fantastico. Dopo volevo andare a dirgli che sono bravi ma mi vergognavo e alla fine non ci sono andata! Dopo il KEX io e Bram ci siamo separati per un po’, lui ancora per concerti e io giro di shopping, e ci siamo ritrovati al Restaurant Reykjavík dove suonava l’islandese Ásgeir Trausti che non mi è piaciuto molto, ma forse anche perché il ristorante era così pieno (di islandesi) che si soffocava! Il resto del pomeriggio è trascorso tra giretti per librerie, negozi e… posti fantastici. Il vento soffiava ancora forte, faceva freddo e stare fuori non era così piacevole, e allora a un certo punto Bram mi ha detto “Dai, do un’occhiata a questo negozio di cd e poi andiamo a cena.”. Siamo entrati… e non volevamo più uscire. Al piano di sopra negozio, con un sacco di cd e Steindór Anderson & Hilmar Örn on air, e solo per quello ci sarei potuta rimanere per ore. Ma poi siamo scesi al piano di sotto… e abbiamo trovato un divano, delle cuffie per ascoltare tutti i cd che volevamo e una tenda che nescondeva una piccola cucina nella quale si preparava caffè da offrire agli ospiti! Che posto meraviglioso! Ci siamo rimasti un paio di orette buone e poi abbiamo deciso di andare a cena. Ma nel frattempo si era fatto tardi e il ristorante islandese purtroppo era pieno, e allora abbiamo ripiegato su un pakistano. Ordiniamo, il cibo arriva e sto per mettermi in bocca la prima forchettata quando Bram mi dice “Ehy, al tavolo dietro di noi ci sono gli Half Moon Run!”. E io rimango lì, impalata, con la bocca aperta e la forchetta in mano. Eh già, la cosa carina di questo festival è che Reykjavík è piccolina e quindi si continuano a re-incontrare gli artisti ovunque. Però incontrare proprio quelli di cui mi sono innamorata! E quindi, Bram, “Ma non mangi?”, e io “Dopo…”, e lui “Ma dai, vacci a parlare!”, e io “No, mi vergogno…”. Insomma, alla fine mi aveva quasi convinto, ma proprio nel momento in cui mi stavo alzando anche loro si sono alzati e sono andati via! Cuore infranto, ma finalmente libera di mangiare.
Dopo cena abbiamo fatto un salto veloce all’IĐNÓ dove ci siamo visti di nuovo My Bubba & Mi e dove io ho provato ad andare in bagno ma c’era una sorta di party al femminile in corso e quindi niente, e poi Bram mi ha portato a sentire una morta che suonava in una catacomba. Cioè, siamo tornati alla FRÍ-KIRKJAN dove suonava l’inglese Daughter, e prima di loro suonavano delle mani. Ossia la chiesa era così strapiena che della prima band abbiamo solo visto le mani e della seconda abbiamo solo sentito la voce. Ci siamo un po’ innervositi entrambi, e poi io dovevo fare la pipì e volevo andare all’HARPA dove ci sono quei bei bagni. Invece dopo la cripta Bram mi ha trascinato nel vento di nuovo all’IĐNÓ per vedere l’islandese Ólöf Arnalds che non ci è piaciuta proprio per niente, e pure il mio tentativo di andare di nuovo in bagno è andato a vuoto perché c’era una coda infinita. Ma le femmine non fanno altro che andare in bagno?? Ma perché in quello dei maschi la coda non c’è mai?! E perché io sono l’unica che se vede la coda viene via e riprova più tardi?! Comunque, credevo che la tappa successiva sarebbe stata il mio amato HARPA, e invece no, il REYKJAVÍK ART MUSEUM, dove, neanche a dirlo, la coda per il bagno femminile girava 3 volte intorno al museo e finiva sul tetto!
Sono entrata nella sala in cui si teneva il concerto che Bram voleva tanto vedere con un diavolo per capello e aspettandomi un’altra sorta di morta nella cripta (Bram ha la tendenza a prediligere le cantanti che cantano come un gatto a cui è stata pestata la coda)… e invece mi sono trovata davanti questo gruppo di folli travestiti che cantavano, saltavano e urlavano sul palco! E’ stato veramente surreale, ed era così ovvio che Bram aveva sentito solo un paio di canzoni loro e per puro caso aveva beccato quella più melodiche, che ho iniziato a ridere e non riuscivo più a smettere… e così l’atmosfera si è un po’ sciolta e abbiamo ballato con gli americani Friends. Dopo di loro gli americani Dirty Projectors, che non mi piacevano tanto ma invece da che li ho visto live mi piacciono tantissimo, e poi sono finalmente riuscita ad andare in bagno e sono stata di nuovo felice!
Quando siamo usciti dal museo erano già quasi le 2 e faceva freddo, quindi di andare troppo lontano a piedi non ci andava. Proprio davanti al museo però c’era l’AMSTERDAM, e abbiamo guardato il programma e abbiamo visto che ci suonava una band che faceva musica balcanica e allora siamo corsi lì. Ed è stato surreale e favoloso, abbiamo ballato al suono degli islandesi Croisztans che sono completamente folli e parlano poco inglese perché credo vengano proprio dalla campagna islandese e sembrano usciti da un film di Kusturika e in quel contesto è stato proprio surreale! E poi sul palco è salito l’islandese Sindri Eldon & The Ways, assurdo anche lui seppur in altro modo, sembrava uno di quegli adolescenti sfigatelli che per farsi coraggio mettono su una band! E contestualmente nel bar è arrivata Björk.
Cosa dicevo prima? Che Reykjavík è così piccola che continui ad incontrare gli artisti ovunque? Ecco, appunto. E non c’è stato quell’assalto che ci si potrebbe immaginare. Chi la conosceva, tipo Ólöf Arnalds che era lì anche lei, è andato a salutarla, chi non la conosceva non si è permesso di disturbarla, e lei si è messa a ballare tutta felice questa musica discutibile, saltellando col suo fare da folletto e bevendo allegramente. Che io poi mi sia rifiutata di andare a letto finché lei non se ne è andata perché speravo che facesse un concerto a sorpresa, questa è un’altra storia!

Domenica in teoria il festival era finito, ma qualche concerto off c’era ancora. E il vento si era finalmente placato. E allora siamo usciti con molta calma e siamo andati al KEX dopo suonava la band islandese Benni Hemm Hemm (anche no) e poi a mangiare qualcosa. E poi siamo andati al concerto dei Sigur Rós. Che sono islandesi lo devo dire? E, beh, non c’è bisogno di descriverli, no? Fanno un tipo di musica non facilissimo, a Bram che li conosce bene sono piaciuti tantissimo, io, beh, io ho approfittato di una parte del concerto per farmi una bella nanna sdraiata sul pavimento del LAUGARDAGSHÖLLIN. E poi a nanna…

… e la mattina dopo sveglia prestissimo, panino arraffato al volo e poi aeroporto. Ma le avventure non sono finite. Primo, perché all’aeroporto c’erano gli Half Moon Run, e finalmente sono riuscita a trovare il coraggio di avvicinare il cantante (anche se io sono innamorata del tastierista, ma non era in zona!) e dirgli che sono bravi. E secondo, perché l’anno prossimo ci torniamo!

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