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Ho fatto una torta

marzo 11, 2013

Dunque dunque, le cose sono andate così.

A parte che non vedo Bram da una vita, la settimana è stata molto tranquilla e produttiva. Un sacco di cose fatte sia durante il giorno che durante la sera, e nonostante ciò tutte le sere a letto accettabilmente presto e tutte le mattine in ufficio in orario. E mi sono persino struccata e idratata tutte le sere, e fatta la spremuta d’arancia fresca tutte le mattine! Certo non tr**bo da una vita, ma non si può avere tutto. E cmq non vi preoccupate, non sono diventata virtuosa improvvisamente, nel corso del weekend tutto questo armonioso processo è andato in vacca (il trucco di Venerdì è stato rimosso Domenica, per dire).

Dunque, da dove inizio? Dai, intanto la settimana. A parte il lavoro…

… Lunedì sera meeting con La Vita è Belga a casa di Yael, che è andata a vivere in mezzo a un bosco dove però per fortuna arriva il tram.

… Martedì c’era un sole fantastico, e dunque mercato in pausa pranzo con Edite e Elisa e i primi pisellini freschi dalla stagione, e poi giretto di shopping dopo il lavoro, e la sera tessuti.

… Mercoledì altro giro di shopping, poi allenamento, e poi sono andata a casa a fare la fatina delle sorprese. E cioè, siccome Bram aveva un periodo pienissimo al lavoro e neanche il tempo di respirare, gli ho preparato la colazione e il pranzo per un paio di giorni e mentre lui era fuori sono andata a casa sua e glieli ho lasciati sul tavolo, a sorpresa! Per colazione, plumcake di pere e noci. Per cena, ormai mi sono votata alle insalate di couscous. Stavolta l’ho fatta così:
– ho lessato 5 minuti mezzo broccolo romanesco
– ho saltato in padella con olio un paio di cipollotti (tutto, parte bianca e parte verde), un po’ di carote miste (arancioni, viola e gialle!) e un paio di topinambour
– ho salato e peperoncinato e ho buttato nella padella anche il broccolo
– ho preparato un pesto con le foglioline delle carote, un cipollotto piccolo, olio, sale, pinoli, coriandolo fresco e pecorino
– ho cotto il couscous e l’ho saltato nella padella, poi ho tolto dal fuoco e ho aggiunto il pesto, un paio di rapanelli sminuzzati, scagliette di pecorino, una manciata di pisellini freschi e un giro d’olio a crudo.
Questa non l’ho assaggiata visto che l’ho portata a Bram, ma apparentemente era buona!

… Giovedì a Uccle al wine bar di Valerie per fare la prova pizza – seguirà aneddoto.

… Venerdì pizza! Valeria ha un wine bar a Uccle e un Venerdì sì e uno no fanno la serata pizza a volontà, e stavolta in cucina c’ero io! E’ stato stancante, ma bello. Bello anche stare con Valeriedda, che non ci vedevamo da un po’. Sul fronte pizza ci sono margini di miglioramento, ma nel complesso direi che è andata bene. Fra due Venerdì probabilmente replichiamo! Attimo di dolore quando nel panico del momento di massima affluenza per pulire velocemente una teglia l’ho grattata con le unghie, e un pezzettino di impasto incrostato mi si è infilato sotto a un’unghia – ahi!

La storia della torta è andata così. Allora, Giovedì e Venerdì avevo un meeting e di conseguenza non ero in ufficio ma in centro. Giovedì in pausa pranzo sono andata a fare una passeggiata con una collega. Siamo passate davanti alla libreria inglese Waterstone. Io leggo solo in italiano quindi a me non interessava, ma ho pensato che magari potesse interessare a lei e così siamo entrate.
La libreria inglese Waterstone si è rivelata una ingegnosamente organizzata Trappola Per Piccine. Perché aveva la più fantastica sezione libri di cucina che io abbia mai visto! Mi ci sono persa per un’oretta abbondante e ne sono uscita con un regalo per Bram, un fantastico libro sulla cucina di Gerusalemme per me e un libro sulla cucina dei pub inglesi, sempre per me ma un po’ anche per la mia collega che non vede l’ora che organizzi una cena a tema! E anche un bel po’ di soldini in meno. Ragionpercui ho lasciato perdere il quarto libro che avevo puntato. Trattavasi di What Katie Ate di Katie Quinn Davies, una giovane blogger che nasce non come cuoca ma come food photographer. E le ricette infatti, salvo poche eccezioni, non mi esaltavano più di tanto. Le foto però…
Comunque, non l’ho comprato e sono uscita dalla libreria facendo il proposito di mangiare pane e cipolla per il mese successivo.
Epperò. Epperò non riuscivo a togliermelo dalla testa.

Il giorno successivo ero ancora in centro, e in pausa pranzo sono andata a fare un giretto con una sbuffolina, e gira che ti rigira dove siamo finite? Alla libreria inglese! Oh che coincidenza! Il libro mi faceva l’occhiolino, ma fedele ai buoni propositi non l’ho comprato. E tuttavia, mentre ci sbavavo e mi chiedevo se avrei magari potuto considerarlo un investimento in un’opera d’arte vista la bellezza delle foto, sento la commessa che dice a una cliente: “Eccoti la tessera fedeltà! Ogni 15 euro di spesa riceverai un bollino, e quando arriverai a 8 bollini avrai diritto a 15 euro di sconto!”.
Scusa?
Io ieri ho speso la bellezza di 120 euro qua.
120/15 = 8 bollini = sconto = libro di Katie Quinn Davies!
Solo che nessuno mi ha detto nulla e io la tessera non ce l’ho!
A passo di marcia mi dirigo verso la commessa in questione e le dico “I’m sorry, I couldn’t avoid to overhear the conversation. I spent 120 euro here yesterday, but I was not told about the card opportunity!”. Grazie al cielo la commessa è molto comprensiva, si scusa a nome del negozio e mi dice che se riesco a recuperare lo scontrino posso ancora avere la tessera (e quindi i bollini, e quindi lo sconto, e quindi il libro!! penso io). Evviva! Solo che io lo scontrino l’ho già buttato.

Rimuginando torno verso il meeting e mando un messaggio a KOK intimando di non buttare la spazzatura e di non gettarci niente. KOK non solo non la butta e non ci getta niente, ma è così solerte da prendere il sacchetto del pattume e mettermelo in camera. Peccato che in quel sacchetto io avessi gettato non solo lo scontrino, ma anche del Reblochon (un formaggio francese puzzolentissimo) andato a male…

Ed è così che Venerdì sera sono tornata a casa dopo aver pizzato e, davanti agli attoniti ospiti francesi di KOK, mi sono messa a rufolare nel pattume. La mia audacia è stata premiata, scontrino ritrovato!

E’ così che Sabato mattina, dopo essermi alzata relativamente presto ed essere finalmente andata a fare gli esami del sangue, mi sono presentata trionfante alla libreria inglese Waterstone dove ho presentato lo scontrino ed ho ricevuto in cambio i miei bollini. Ho potuto conseguentemente acquistare l’agognato volume e già che c’ero anche i pirottini per cupcakes più belli della storia (oddio anche quelli di Claudia non scherzano!), i quali mi hanno fruttato una nuova tessera che ha già un bollino – questa storia non finirà mai :-D

Trionfante, sono corsa a comprare gli ingredienti per il dolce che troneggia sulla copertina, che oltre a farina ecc. comprendevano anche una fantastica nuova alzatina dotata di campana ;-), poi ho mangiato qualcosa al volo e sono corsa a casa a fare il dolce!

Non poche difficoltà incontrò questa Piccolina nel mettere in atto l’ambizioso Progetto Torta. Tanto per cominciare, la ricetta prevede fra le varie l’utilizzo di 10 biscotti allo zenzero. Credeteci o no, al supermercato non c’erano biscotti allo zenzero, neanche uno piccolino! E quindi toccò farli, e già un’ora se ne andò così. Dopodiché si iniziò a preparare il dolce vero e proprio, ma ci si scontrò immediatamente con la conversione cup – gr (per non parlare degli stick of butter!). Inizialmente questa povera Piccolina pensò che l’unità di misura si riferisse al peso, e cioè che x cup = y gr qualunque sia l’ingrediente in questione. Fu quando si ritrovò con una palla briciolosa che iniziò a dubitare di essere nel giusto. E infatti l’unità di misura non è il peso ma il volume. Per fortuna questa Piccolina aveva previdentemente fatto scorta di burro, e quindi si poté ricominciare…

E alle 20 la torta era pronta. E mezz’ora dopo la festa in Vallonia dell’amico di Bram iniziava, e bisognava arrivarci già cenati. Peccato che all’ora di partire questa Piccolina dovesse ancora ripulire la cucina e farsi una doccia e lavarsi i capelli e cambiarsi e anche cenare!

Fu così che la festa dell’amico di Bram fu sacrificata a favore di una carbonara notturna in buona compagnia. Dopo cena KOK ed amici uscirono a folleggiare, ma io colta da abbiocco fulminante indecorosamente terminai la serata sul divano…

E venne la Domenica. Domenica che io credevo ingenuamente avrei trascorso con Bram, visto che KOK e amici dovevano andare a Gent. Quello che non sapevo era che A) Bram la sera aveva un concerto, e B) KOK aveva vilmente ingannato i suoi ospiti convincendoli che Gent si visita in mezz’ora e quindi ce li avrebbe portati solo la sera – dunque addio casa libera per la giornata, altroché, appena KOK&amici fossero usciti anche Bram se ne sarebbe andato! Colta dallo sconforto, mandai affanculo il mondo e uscii per un hamburger – seguirà aneddoto.

Dunque con Bram non ci vedemmo, e quando KOK&amici uscirono io mi ritrovai sul divano da sola. Di nuovo?!

Fu così che inviai un messaggio di soccorso agli sbuffoli, che solerti arrivarono, non so bene se per bontà d’animo o perché gli avevo promesso la cena ;-) Loro portarono una bottiglia di vino buono e io misi in tavola…

… del pan brioche tostato con una crema di pisellini freschi

… l’ennesima insalata di couscous, stavolta con:
– cipollotti, carote e l’altro mezzo broccolo romanesco saltati in padella con olio, sale e pepe
– pesto di foglie di carota, stavolta più standard e cioè con aglio e senza coriandolo
– rapanelli a fettine
– cipolla candita
– pomodorini arrostiti
– caprino fresco

… che altro? Ah, sì. Sorpresa sorpresa, una ricetta nuova per un sapore conosciuto, che mi ha riportato alla crostata di mele cotogne che faceva la mia nonna:

la torta decadente di Katie

torta

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2 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    marzo 11, 2013 1:06 pm

    Vabbe’ ma non ci qualificare come scrocconi scusa.. ammetto che il richiamo di una cena fatta con le tue manine possa essere un incentivo piu’ che valido, ma non siamo venuti per quello…
    Baciucci,
    Sbuffolina

  2. marzo 11, 2013 1:09 pm

    oh, ma non volevo dire quello, volevo dire che siete accorsi in mio soccorso… credevo si capisse! e grazie ancora!!

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