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Stanca.

aprile 23, 2013

Scrivo piano, con una musica lenta nelle orecchie (My Bubba & Mi) e un caffellatte fra le mani perché il caffè è troppo forte e io ho bisogno di cose calme. Tante cose stanno succedendo in questi giorni e sono cose belle, ma stanno succedendo tutte insieme ed è un delirio.

Allora, partiamo dalla cronaca degli ultimi giorni.

Martedì sono andata a tessuti e poi casetta. Facile.

Mercoledì allenamento di tessuti e poi concerto degli Half Moon Run a Botanique. Gli Half Moon Run sono questa band canadese che io e Bram abbiamo scoperto in Islanda e aspettavamo il loro concerto con entusiasmo. Il concerto non è stato così fantastico come ci aspettavamo, ma è stato carino comunque. Ma noi eravamo in serata un po’ no e io stavo poco bene e quindi dopo siamo andati a casa.

Poi, Giovedì a Uccle a preparare l’impasto per la pizza e poi a casa. E’ venuto KOK a cena da me ed è stata una bella serata! Abbiamo sgrufolato

  • crostini misti (ho un po’ di dip da smaltire!)
  • pasta ai funghi
  • verdure spadellate con mozzarella di bufala

Poi abbiamo giocato a scopa e briscola e abbiamo chiacchierato e riso molto ed è stato bello. Poi lui ha deciso di fare l’imitazione di una persona con una gamba di legno e ha cominciato a dare pestoni sul pavimento ossia sul soffitto della camera da letto della vicina e io l’ho scacciato!
Mi sto dando alle verdure locali, complice il fatto che ha fatto la spesa Bram. Per dire, le verdure spadellate erano carote, cavolfiori, peperoni e topinambour.

Venerdì serata pizza a Uccle. Ho sfornato e mangiato molta pizza e anche un babà! E sono tornata a casa distrutta.
Verso l’ora di pranzo, però, Bram mi aveva inviato un sms che diceva “Pink or blue?”. E, non avendo idea di cosa stesse parlando, io avevo scelto blu.
La sera torno a casa giustappunto distrutta e trovo un bigliettino sulla porta che dice:
“Pink or blue? Welcome home baby!”.
Entro, e ce n’è un altro.
Proseguo, un altro ancora.
E ognuno portava in una stanza diversa della casa.
Insomma, una vera e propria caccia al tesoro.
Che avrei apprezzato di più se non fossi stata così stanca, ma che ho comunque eseguito.
Fino a trovare il tesoro.
Che era un computer azzurro, piccolo e leggerissimo.
Sono rimasta abbastanza scioccata. Insomma, che ci facciamo regalini senza motivo capita, ma non un computer! E’ vero che ne aveva comprato anche uno per sé e probabilmente a prenderne un altro ha avuto uno sconto, but still..!
E poi mi ha detto che era un regalo per incoraggiarmi ad intraprendere la mia nuova attività di cuoca.
Eh già, perché l’altra cosa che ho fatto Venerdì è stata inviare il curriculum all’Istituto Italiano di Cultura che cerca un cuoco italiano per la preparazione di sporadici catering legati agli eventi. Non un posto fisso quindi, ma una cosa occasionale. E io non ho certo un curriculum standard, ma qualcosa ho fatto, e insomma ci vogliamo provare prima o poi? E quindi ho scritto quel che so e ho inviato. Vedremo!

Poi, Sabato ho fatto una veloce colazione con Bram (una fetta sola di pane, con sopra spalmato un barattolo di burro di noccioline però!) e poi sono uscita per pranzo con amichette di Serena all’Atelier en Ville, uno dei miei posti preferiti. Il pranzo è stato molto carino e poi ho fatto un po’ delle mie cose preferite tipo dei giretti nella rue Haute, un salto al mercatino biologico in rue des Tanneurs e varie altre cosette. Ho riportato indietro l’alzatina difettosa, ho comprato le fragole e la vaniglia perché avevo un progetto, son passata da casa a lasciare tutta la spesa e poi sono uscita con Elisa.
Abbiamo fatto quattro passi (c’era il sole) e tante chiacchiere, poi una bevuta a La Fleur en Papier Doré che volevo provare da un sacco di tempo e poi cena in un posto troppo carino in place du Jeu de Balle che non conoscevo… sempre detto che les Marolles rules!
E infine concerto di Goran Bregovic. Posti seduti numerati, ma ancora non aveva iniziato a suonare che tutti erano in prima fila a saltare a ballare! E così è stato per tutte le due ore di concerto, ed è proprio per questo che a me i suoi concerti piacciono così tanto, perché sono una festa!

Domenica mi sono svegliata verso le 10, mentre Bram, che era rientrato alla mia stessa ora ma con molto più alcool in corpo, ha continuato a dormire fino alle 11:30.
Ne ho approfittato per mettere in atto il mio progetto e quando si è svegliato ha trovato (quasi) pronto un brunch primaverile:

  • uova strapazzate con tartufo nero
  • pan brioche tostato con crema di pisellini freschi
  • caciottina di pecora
  • caffè e succo di frutta
  • macedonia di fragole
  • tortine al limone, vaniglia e fragole

Ce la siamo presa comoda, anche troppo visto che alle 13 eravamo ancora a tavola… ma era tutto buonissimo!
Poi però è scattata la tragedietta, nel senso che sarebbe stato il momento ideale per rilassarsi, cazzeggiare un po’ e poi rimettersi ad aprire scatoloni. Ma invece dovevamo uscire.
Eh già, perché gli stoltarelli avevano avuto la brillante idea di iscriversi ad un corso di cucina sulle verdure dimenticate che si sarebbe tenuto al mulino d’Evere dalle 14:30 alle 17:30!
Quando l’avevamo deciso ci era sembrata un’idea bellissima. Ma quando poi ci siamo trovati ancora in pigiama e con voglia di uscire zero e con l’unico pomeriggio che avevamo per sistemare un po’ casa Scatoloni occupato, l’idea ci è sembrata molto meno bella.
Ma tant’è, il corso era a numero chiuso e se ci iscrive si va, e quindi siamo usciti (io praticamente in pigiama) smoccolando.
La metro ha avuto la bella idea di fermarsi ad Arts-Loi e dirci “Sorpresa! Scendete e prendete l’autobus!”, ma ce l’avremmo comunque fatta per le 14:30… solo che, mentre eravamo sull’autobus, Serena mi ha chiamato e mi ha detto “Ciao, dove siete? Il corso iniziava alle 14!”. Ooouh…
Insomma, sono arrivata al mulino con un diavolo per capello, e inoltre appena entrata ho scoperto che il fantomatico corso sulle verdure dimenticate era in realtà un corso di cucina italiana: pizza (con mezza pastinaca sopra e quelle erano le verdure dimenticate) e ravioli (alla zucca).
Quindi mi sono seduta incazzata nera e con tutti dei piccoli diavoletti che schizzavano da un capello all’altro.
Caso volle però che mi ritrovassi a lavorare con una fiammingona incompetente e ciò cambiò la giornata, perché potei passare dalla veste di allieva a quella di maestra e questo sì che ci piace!
Cambiò la giornata, e non solo la mia, perché vedendo me felice anche Bram si ravvivò.
Più tardi, a casa, me l’ha proprio detto: “Se tu sei felice io sono felice, se tu sei triste io sono triste.”. Che detta così potrebbe pure sembrare una cosa carina. Poi, però, ha proseguito: “Tu hai una personalità forte e non è che se sei triste lo fai passare inosservato. Se sei arrabbiata urli, se c’è qualcosa che non va ne vuoi parlare, se sei allegra ridi, se sei felice saltelli. Questo per forza ha un impatto su di me.”.
Su questo discorso tornerò più avanti.
Intanto, il pomeriggio al mulino alla fine è stato una vera bruxellata ed è stato troppo carino! A fine corso abbiamo mangiato i ravioli e la pizza e poi siamo andati a fare una passeggiata nell’orto. Era uscito il sole e un gatto se lo stava godendo, Evere è un quartiere periferico e lontano dal caos del centro e nel silenzio della Domenica era fantastico… e noi abbiamo passeggiato piano e poi abbiamo rubato la salvia per condire i ravioli che ci avevano dato da portare a casa e poi siamo tornati ad aprire scatoloni :-)
Ah, la cena! A fine apertura scatoloni, e cioè verso, le 23:30, ho messo in tavola:

  • trio di antipasti: bocconcini di bufala, crostino con dip di piselli freschi e singolo raviolone alla zucca con salvia fritta
  • tajarin al tartufo
  • insalata mista
  • macedonia di fragole (sì, vabbè, era quella avanzata dal brunch!)

E venne, troppo presto, il Lunedì. E una ventata di novità portò con sé. Vi ricordate del curriculum che avevo mandato solo Venerdì all’Istituto Italiano di Cultura? La mia idea era la seguente. Uno, visto che il progetto a cui sto lavorando è in fase meno impegnativa, se un po’ di attività culinarie vanno in porto potrei chiedere il part-time e dedicare la metà del tempo alla cucina. E due, siccome troppe volte ho detto di no a proposte culinarie perché non posso fatturare, è venuto il momento di parlare con un commercialista e vedere se è il caso di aprirsi una partita IVA.

Insomma, in tutto questo ieri la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura mi ha chiamato e abbiamo parlato. Quello di cui hanno bisogno loro io non lo posso fare, perché loro hanno bisogno di qualcuno che sia disponibile in un qualsiasi momento quando hanno bisogno, mattina o pomeriggio, settimana o weekend. E questo richiede una flessiblità al 100% che io non potrei avere nemmeno con un part-time. Potrei però essere disponibile in maniera più sporadica, per esempio per i buffet del Lunedì sera che c’è la serata cinema.
Insomma, questo Giovedì vado a fare un impasto e Venerdì vado a cucinarlo e vediamo come va!

Allora, tutto ciò è molto bello e tutto ciò forse andrà in porto o forse no. Ma il dato di fatto è che al momento io sto provando a cucinare, ma ci sto provando avendo al tempo stesso un lavoro a tempo pieno, e questo è un DELIRIO.

Per dire che ieri sera Serena è venuta da me e mentre mangiavamo zuppa di carote lemon sticky chicken e insalata lei mi insegnava a usare Kitchen Aid e Robottone e io la ascoltavo e cucinavo e aprivo scatoloni. Poi lei si lavava i capelli e io riordinavo e poi a mezzanotte e mezzo sono collassata sul letto pensando oddio cosa cucino Giovedì e oddio la spesa quando la faccio e oddio l’impasto quanto lievito vuole a seconda dei tempi e oddio quando vado dal commercialista e oddio dovrei anche andare dal medico e a tessuti e scegliere il menù e se prendo il part-time mi saltano tutte le ferie e se voglio uscire presto devo essere in ufficio presto e devo alzarmi alle 6 e sono le 2 e ancora non sto dormendo, e alla fine mi sono addormentata ma mi sono svegliata tipo trentotto volte con questi pensieri e poi stamattina quando è suonata la sveglia avevo già il mal di pancia.

Ora, lo so che in un momento come questo tutte queste cose sono normalissime e per carità è tutto grasso che cola, però mamma mia che stanchezza!

E in tutto ciò, Bram non pervenuto. Siamo stanchi, io in particolare ma anche lui, e tutto il tempo libero che abbiamo lo passiamo ad aprire scatoloni, e non abbiamo ancora fatto l’amore una volta da quando viviamo insieme, e la sera io sono così stanca che non ho neanche la forza di abbracciarlo ma voglio solo leggere mezza pagina del mio libro e dormire. E lui mi incoraggia, e quando i suoi genitori gli hanno chiesto cosa volevamo come regalo per il nuovo appartamento ha scelto il Kitchen Aid che alla fine è una cosa per me, e mi ha regalato un computer per organizzare tutte le mie attività, e mi dispiace non saperlo ringraziare di più, ma in questo momento non ce la faccio!

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4 commenti leave one →
  1. sally permalink
    aprile 24, 2013 9:05 am

    quando invento l’amplificatore del tempo ne mando uno anche a te!!!! ;)
    però che bello che stai realizzando un sacco di cose che ti piacciono ;)
    il buon liga dice “ci riposiamo solo dopo morti!”
    baciuuuu

  2. aprile 24, 2013 10:03 am

    il liga è un saggio, però io spererei di riuscire a riposarmi un po’ anche prima ;-)
    un bacio, la prima che inventa l’amplificatore lo manda all’altra!

  3. aprile 24, 2013 2:35 pm

    Dài, in bocca al lupo! Capisco la stanchezza, ma può essere una stanchezza bella, positiva. Altra cosa è la stanchezza di chi non sa che pesci pigliare (e non è carina e talentuosa come te)… Io faccio il tifo da Roma, sappilo.

  4. aprile 25, 2013 2:42 pm

    D’accordo con te che è molto meglio la stanchezza dovuta al fare che quella dovuta al non fare :-)

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