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Qualche aneddoto che mi è rimasto fuori dal racconto di Istanbul, e una piccola riflessione (molto piccina però)

giugno 18, 2013

Allora, la riflessione è molto semplice, ed è questa: non tutto il male viene per nuocere. E cioè, la brutta avventura con i malvagioni ha se non altro avuto un effetto positivo, e cioè quello di rendermi molto più attenta ed accorta.

Gli aneddoti.

Johannes che nel disperativo tentativo di calmarmi perché più ci si avvicina a Taksim e più io mi innervosisco mi indica un angolo da cui proviene una musichetta e mi dice “Vedi? Vedi loro? Ecco, finché ci sono loro, niente di male può succedere!”. “Loro” erano i suonatori di flauto peruviani.

Il ginecologo turco che mi vede tossire e si preoccupa tantissimo e inizia a darmi violente pacche sulla schiena, così all’improvviso non solo sto soffocando ma mi stanno pure percuotendo!

Il venditore ambulante che mi offre uno dei suoi prodotti gratis. Trattasi di orsetti gommosi Haribo sciolti e poi avvolti intorno a un bastoncino in modo da creare una sorta di lecca lecca. Io, che detesto ‘sta roba, per educazione me lo metto in bocca e immediatamente mi si incolla ai denti. Dopo circa mezz’ora riesco a staccarlo e sempre per educazione anziché buttarlo nel primo cestino lo nascondo in borsa. Lo tirerò fuori a fine serata. Insieme al cellulare, il portafoglio, la spazzola, i fazzoletti… tutto insieme in un allegro miscuglio gommoso e colorato!

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