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AMAZING

settembre 30, 2013

Sono indietrissimo col blog! Devo scrivere dell’Elba e degli ultimi weekend e di ciò che è successo nel mezzo. Ma tutto ciò aspetterà perché prima devo scrivere di Venerdì notte. Perché è stato FANTASTICO.

Dunque dunque, da dove inizio?

Da qua, vai: http://www.gouterbruxelles.be/

E’ ufficialmente partito l’anno “Bruxelles Slow Food” e la scorsa settimana e in particolare lo scorso weekend c’erano un sacco di eventi legati al movimento Slow Food. Come sempre di tutti i tipi e in tutti i diversi quartieri della città.

Essendo io appassionata di tutto ciò che è legato al cibo mi sono immediatamente procurata il programma e ho iniziato a spulciarlo. C’erano corsi di cucina, proposte di degustazione, elenchi di ristoranti aderenti al movimento… ma secondo voi cosa ha immediatamente attratto la mia attenzione? Se mi conoscete un minimo lo sapete: i mercati!

E fra i mercati elencati uno in particolare mi ha colpito: il Marché Matinal Mabru, Sabato 1-11 (cioè 1 del mattino – 11 del mattino) in zona canale.

Un mercato notturno! Mai ne avevo sentito parlare! Neanche sapevo che esistessero! E immediatamente ho iniziato a sfrantumare i coglioni inisistere dolcemente con Bram per andarci.

E così Venerdì sera siamo andati a un altro mercato, poi siamo andati a cena, poi siamo andati al cinema, poi siamo andati a bere qualcosa e poi finalmente era l’1 e ci siamo messi ad aspettare l’autobus notturno che ci avrebbe condotto lungo binari malfamati fino alla zona designata (a soli 3 km dal centro, ma a piedi di notte non me la farei neanche morta).

Non sapevamo bene cosa aspettarci. L’unica cosa che avevamo capito è che è un mercato all’ingrosso da cui i negozianti vanno a rifornirsi con i furgoni. Noi invece ci siamo andati con l’autobus e con l’idea di starci poco, un giretto e via in tempo per tornare con l’ultimo autobus notturno, alle 2:15.

E coda.

Quello che non sapevamo era che il mercato, costituito in poche parole da cinque grossi capannoni industriali, si era vestito a festa per l’occasione, e aveva fatto le cose veramente in grande.

Appena arrivati siamo stati accolti sotto una tenda. Ci hanno consegnato una mappa e un bicchiere di prosecco (ma c’erano anche dei succhi) e ci hanno offerto pancakes fatti sul momento, tempura di melanzane e pasta fredda. Abbiamo diligentemente assaggiato e poi ci siamo diretti verso il primo capannone.

Il mercato dentro era proprio un mercato industriale. Grandi spazi ma bisognava comunque far attenzione perché i muletti sfrecciavano, mercanti e compratori, quantità di frutta e verdura mai viste prima, comune e introvabile, di stagione e non. Persino fiori, per decorare. Credo che vari ristoranti si riforniscano lì.

Io sono andata subito in fibrillazione e volevo comprare tutto e ho cominciato a gironzolare come una trottola impazzita, o come una gallina senza testa secondo la gentile definizione di Bram. Ma! Casse di topinambour! Rapanelli di tutti i colori! Frutti di bosco di tutte le forme e le fragoline di bosco più belle che avessi mai visto, e io che credevo che non si trovassero a Bruxelles! Piselli freschi! Cassette di fichi! Finferli a 11 euro al kg, quando il prezzo normale è 29! Peccato che li vendessero solo a cassette di 3 kg (e comunque se tornassi indietro li comprerei). Mentre io saltellavo da uno stand all’altro e molestavo i pochi compratori come noi (e cioè privati) cercando di convincerli a comprare 5 kg di rapanelli e dividerseli Bram mi guardava perplesso e alla fine è riuscito a persuadermi che era meglio fare un giro prima e comprare solo alla fine. Quindi abbiamo iniziato a camminare (cioè lui camminava e io continuavo a voltarmi indietro per controllare che non mi rubassero tutti i finferli) e dopo un po’ mi sono resa conto che fra muletti e casse c’era un bel po’ di altro movimento.

I venditori si erano infatti organizzati per proporre assaggini e promuovere la propria merce.

C’era chi aveva allestito le proprie verdure in ordine cromatico aggiungendo cappelli di paglia e foglie secche e creando un pittoresco angolino autunnale. Chi proponeva assaggini semplici e legati al proprio prodotto, come la venditrice di frutti di bosco che aveva preparato dei semplicissimi spiedini di frutta (ma: non di mele e pere, bensì di more e fragole e mirtilli!) e li offriva in giro insieme al prosecco, e volendo si potevano passare sotto alla fontana del cioccolato caldo. Chi aveva assunto un cuoco per l’occasione, che cucinava sul momento e proponeva minuscole ciotoline di vellutata di zucca e insalata di rape. I venditori marocchini, immersi nel profumo di menta e coriandolo, offrivano the alla menta e squisiti datteri ripieni di noci. I contadini fiamminghi, meno avvezzi ma comunque desidori di partecipare all’iniziativa, avevano ordinato dei grossi pani privati della mollica e riempiti di minuscoli, soffici, deliziosi panini ripieni, e poi si erano procurati delle marmitte e in una c’era la zuppa di pollo e nell’altra la zuppa di pomodoro con le polpettine di carne, il tutto accompagnato, di nuovo, da prosecco. In mezzo al capannone una banda di ottoni suonava, gli Alimentation Générale, bravissimi!

E noi siamo andati in giro ballando e assaggiando, e abbiamo completamente perso il senso dell’ordine salato-dolce o anche il contrario e siamo passati con nonchalance dalla vellutata di zucca ai datteri ai panini ripieni agli spiedini di frutta al prosecco al the alla menta! E qualcosa abbiamo anche comprato, scelta limitata purtroppo per via delle quantità e del peso.

E abbiamo camminato e camminato, e spostandoci il panorama cambiava, un attimo prima eri in un bosco autunnale e un attimo dopo al mercato a Marrakech. E poi questo nasino ha sentito profumo di carne grigliata.

E seguendo il profumo, è di là, no aspetta, di qua è meno intenso, torna indietro, dicevo, seguendo il profumo ci siamo ritrovati nel capannone delle meraviglie: quello della carne, del pesce e dei negozi di alimentari. Qua non c’era una band ma c’era un deejay. Qua c’era un bbq su cui si grigliavano deliziose salsiccette e rosticciana (ma volendo si poteva anche assaggiare la carna cruda). Qua un cuoco belga preparava degli gnocchetti al pesce con pesto di alghe e olio al limone, uno giapponese faceva il sushi, uno rubicondo ti faceva provate il suo salmone affumicato, uno alto e allampanato elargiva ostriche con generosità. Qua ho trovato l’olio al pistacchio che cercavo da mesi invano, delle farine fantastiche e un sacco di semini da mettere sul pane.

E anche qua siamo stati un sacco di tempo, guardando e assaggiando e parlando con i mercanti. E comprando quel che si poteva, considerando che avremmo dovuto trasportare tutto a mano.

Verso le 4 siamo tornati lentamente verso il capannone della frutta e della verdura e finalmente ho potuto fare i miei acquisti e poi ci siamo messi a chiacchierare con una contadina fiamminga che ci ha offerto dei minuscoli croissants.

Terminati gli acquisti siamo tornati sotto al tendone per scaldarci un po’ (dentro ai capannoni faceva freddo, per mantenere il cibo suppongo) e poi ci siamo guardati. Sono le 4:30, il primo tram è alle 5:30, prendiamo un taxi o aspettiamo? Idea! Andiamo a visitare i capannoni dei fiori!

E questi erano più vuoti, e la banda stava suonando lì, e noi per 6 euro ci siamo comprati tantissimi girasoli e poi abbiamo ballato in mezzo al capannone con le braccia piene di girasoli, e sembrava che la band suonasse solo per noi.

E’ stato FANTASTICO!

Alla fine ci siamo accattati:
– un sacco di noci e pinoli (le prime nel pane i secondi nel pesto)
– svariati kg di farine miste e semini
– more, mirtilli, fragole, fragoline di bosco e lamponi (già andati in una crostata)
– pasta e olio di pistacchio
– tanti tanti rapanelli (con le foglie il pesto, con i frutti un’insalata stasera)
– tutti quei girasoli e un vaso e anche una rosa, che il rosa e il giallo insieme stanno bene.

E basta, mi pare. Alle 5:30 abbiamo preso il tram e alle 6 eravamo a casa. Abbiamo provato ad andare a comprare i croissants per colazione ma le boulangerie erano ancora chiuse e allora siamo andati a nanna, con gli occhi ancora pieni di stupore e la cucina piena di girasoli!

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2 commenti leave one →
  1. ava permalink
    settembre 30, 2013 2:04 pm

    Che bello! Leggere questa avventura è stato quasi come essere lì con voi…

  2. ottobre 1, 2013 8:44 am

    Grazie!

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