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Cosa ho fatto non lo so

gennaio 8, 2014

Parto con un breve riassunto delle ultime due settimane belghe prima delle feste e poi racconto delle vacanze. Ci ho messo una giornata a ricostruire quello che ho fatto fra il 10 e il 23 Dicembre ma credo di avercela fatta… credo!

Martedì 10 Dicembre

Secondo i miei calcoli sono andata a casa mia vecchia e ho cenato con KOK e famiglia: Michele e Angela e i loro fantastici figli Michelangelo e Leonardo. Leonardo è celiaco e io avevo preparato una crostata senza glutine con crema pasticcera e frutta fresca che secondo me sapeva di purè ma che a lui è piaciuta!

Mercoledì 11 Dicembre

Sempre se la mia ricostruzione è giusta questo dovrebbe essere il giorno in cui dopo aver fatto un po’ di shopping di Natale sono stata a casa con Bram e abbiamo finito di guardare “Nuovo Cinema Paradiso”.

Giovedì 12 Dicembre

Io e Gigi a Sablon per festeggiare il compleanno di Valeria, serata carina!

Venerdì 13 Dicembre – prima parte

Questo è il giorno in cui sono iniziate le mie disavventure burocratiche. Vi tedio? Vi tedio.

La storia è questa. In Belgio o perlomeno a Bruxelles il cambio di indirizzo funziona così:

  1. io cambio casa
  2. io vado in comune (rigorosamente in orario lavorativo), faccio 27 ore di coda e quando finalmente tocca a me comunico che ho cambiato casa
  3. il comune lo comunica alla polizia
  4. la polizia manda l’ispettore di quartiere, che non è un corpo ma una singola persona, una sola per quartiere, a controllare che io abiti davvero lì
  5. l’ispettore di quartiere mi manda una lettera che mi invita a presentarmi alla polizia
  6. io prendo appuntamento (rigorosamente in orario lavorativo) e vado alla polizia
  7. l’ispettore di quartiere mi fa firmare un foglio e lo invia al comune
  8. entro due settimane (muahahah) il comune mi manda una lettera in cui mi invita a presentarmi in comune
  9. io vado in comune (rigorosamente in orario lavorativo), faccio 27 ore di coda e quando finalmente tocca a me il cambio di indirizzo viene ufficializzato
  10. a questo punto posso finalmente recarmi dalle risorse umane della mia compagnia e avere il giorno di ferie a cui avrei avuto diritto per il trasloco che ovviamente a quel punto ho già fatto.

Ecco.

La mia procedura si era arenata tra il punto 7 e il punto 8. Cioè l’ispettore era venuto ma il comune non mi aveva chiamato maimaimaimaimai. Non dopo due settimane, ma neanche dopo un mese e neanche dopo due mesi o tre. Nel frattempo io avevo provato sia a chiamare (lasciano squillare per mezz’ora senza rispondere e poi attaccano, a volte addirittura rispondono e mentre parli misteriosamente cade la linea) che ad andarci. Frustrazione a diecimila!

Finché non arriva Venerdì 13 Dicembre.

Venerdì 13 Dicembre io sono arrivata a casa dal lavoro e ho trovato una lettera del comune.
“Finalmente!”, ho pensato.
L’ho aperta.

La lettera diceva così:
Gentile Francesca,
L’ispettore di quartiere ha scoperto che lei non abita più al suo NUOVO indirizzo.
Di conseguenza, o lei fa riempire all’ispettore di quartiere il formulario allegato in cui l’ispettore dice di essersi sbagliato e ce lo rimanda entro una settimana, oppure noi la RADIAMO dal Belgio.
Distinti saluti,
Il Comune di Bruxelles.

Venerdì 13 Dicembre – seconda parte

Indovinate un po’, ho avuto una crisi isterica e sono uscita di casa incazzata nera e con la lettera in mano e ho marciato fino alla polizia. Fortuna volle che in quel momento il mio ispettore di quartiere (che per la cronaca si chiama Ludo) non ci fosse, perché incazzata com’ero l’avrei sbranato peggiorando la mia già precaria situazione di immigrata semi-illegale. Non mi è quindi rimasta altra possibilità che tornare a casa e passare la serata a giocare a punching ball con la mia palla di rabbia che in mancanza di Ludo non sapevo a chi tirare…

Sabato 14 Dicembre

Mi sono alzata presto e nell’attesa di andare da Ludo che, mi era stato comunicato, il Sabato riceve fra le 11 e le 13, mi sono messa a cucinare per il brunch con amici che avevo programmato per il giorno dopo. E mentre cucinavo riflettevo. Riflettevo così:

  • Devo vendicarmi di Ludo.
  • Come posso fare?
  • Lo scopo di Ludo è chiaramente quello di farmi incazzare il più possibile e rendere la mia vita un inferno.
  • Dunque la migliore vendetta è mostrarmi imperturbabile e sorridente e continuare a sorridere e cantellare qualunque cosa accada!

Fatto questo ragionamento, alle 11 mi sono recata così com’ero, e cioè tutta infarinata e con grembiule addosso e pezzuola in testa, alla polizia. In mano avevo un dolcetto appena sfornato, incartato e chiuso da un fiocco. Se non puoi batterli fatteli amici!
E meno male. Perché Ludo si è indignato quanto me e ha detto che quelli del comune sono delle teste di minchia e che lui non ha mai detto che io non abito più lì e che anzi ha inviato mesi fa la lettera con scritto che io abito proprio lì e che loro avrebbero dovuto chiamarmi per ufficializzare la cosa da mo’ e che adesso li sistemava lui! Evviva evviva, il mio vendicatore!
E gli ho lasciato il dolcetto e quando ero appena rientrata mi è arrivato un messaggino con scritto “Très bon. Merci!”.
:-)
Intanto però in comune a portare il formulario riempito dovevo andarci io…

Sul resto della giornata nessuna nota, l’ho passata a cucinare, ma tipo che Luigi è rientrato alle 3 di notte e mi ha trovato che sbucciavo manghi per la macedonia!

Domenica 15 Dicembre, ovvero IL giorno del brunch

Questo era il giorno fissato per il brunch di Natale de “La Vita è Belga”. E cioè da me ci sarebbero (sono) stati, vediamo… esclusi me e Bram, 15 adulti e 7 bambini. Più Youssef, che trovandosi proprio in mezzo alle due categorie ha assunto il ruolo di baby sitter.
Non essendo abituata ai bimbi piccoli ho commesso un errore di valutazione. C’erano 3 maschietti fra i 3 e i 7 (credo!!) anni, fratelli fra loro. E 4 bambine, non imparentate fra loro, tutte di 2 anni. Io credevo che i maschi sarebbero stati indiavolati e la bambine dolci e tranquille. Col cavolo! Si è verificato esattamente il contrario: essendo i maschietti più grandi ed abituati a giocare fra loro era possibile coinvolgerli in giochi organizzati e tenerli buoni. Le bambine invece… beh, a quell’età sono già perfettamente in grado di correre e saltare, ma ancora non hanno il senso del pericolo! :-D
E’ stata una giornata carinissima, almeno per me. Mi sono divertita un sacco sia con gli adulti che con i bambini, anche se alla fine ovviamente non sono stata con tutti. Abbiamo chiacchierato, giocato, fatto l’albero, fatto i biscotti (ossia mangiato le decorazioni di zucchero a manate piene) e chiacchierato ancora. Non vedo l’ora di rifarlo!
E quando tutti se ne sono andati io e Bram abbiamo fatto team e in un’ora avevamo pulito tutto! E a quel punto siamo morti sul divano con un film, “New York New York” se ricordo giusto.

Come al solito, ecco il menù!

Il salato:

  • pane fatto in casa con semini e noci, e burro salato per accompagnarlo
  • panini morbidi da buffet, sempre fatti in casa, con affettati e formaggi
  • vari tipi di focaccia: bianca, al rosmarino, con i pomodorini, con olive e fiori di lavanda
  • maialini porcellini: paninelli a forma di porcello con dentro un mini-würstel
  • muffin salati con zucchine e scamorza affumicata
  • polpettine di verdure con salsa piccantina
  • insalata mista con tahini

Il dolce:

  • pan brioche
  • plumcake vaniglia e cioccolato bianco
  • quattro quarti di pomi
  • muffin dolci con more e crema “come un cheesecake”
  • panettone (fatto da me!)
  • macedonia di frutta molto mista con yogurt a parte

Da bere tantissimi succhi e poi caffè, the e tisane.

Mi pare tutto qui… c’erano anche delle uova sode da guarnire e della pasta frolla per fare i biscotti, ma erano più che altro per far giocare i bambini… avrei voluto fare anche i necci ma con la farina di castagne comprata qua sono usciti una mmerda… ah, avevo preparato anche una schiabardata di pomodorini cotti in in forno nel caso il cibo non bastasse e occorresse improvvisare una spaghettata al volo… che invece tutti se ne sono andati con un pacchettino in mano e che anche noi abbiamo mangiato avanzi per giorni lo devo scrivere o non importa??

Lunedì 16 Dicembre

Era di nuovo la serata mia e di Bram e mi pare che siamo andati a cena al ristorante peruviano.

Martedì 17 Dicembre

E’ stata una serata troppo carina! Bram non c’era e io e Gigi ci siamo rosolati un po’ nell’indecisione. Cuciniamo? Prendiamo qualcosa? Guardiamo un film? Lo noleggiamo? Alla fine mi pare avessimo deciso di prendere del cibo da asporto ed eravamo già intabarrati e con la mano sulla maniglia quando nello stesso istante ci siamo girati, abbiamo aperto bocca e pronunciato la frase “O se invece ci s’andasse a imbriaa’?”…
E così è stato :-)

Mercoledì 18 Dicembre

Ho ufficialmente inaugurato la SETTIMANA DELLA BUROCRAZIA e ho preso il pomeriggio di ferie per andare in comune a fare il cambio di indirizzo da mostrare al lavoro per avere diritto a un giorno di ferie. No comment.
Ho tuttavia scoperto che dato il girone dantesco che è il comune di 1000 Bruxelles hanno pensato bene di aprire delle succursali dislocate. E’ presso una di queste che mi sono recata e in mezz’ora avevo fatto tutto! Dopo ciò giro di shopping, che, indovinate indovinate, si è risolto nell’andare al mercato e comperare un sacco di frutta e verdura per poi correre a casa a cucinarla. Quindi in serata vin brulé al mercatino di Natale con Bram e Gigi (sarà il caso di trovare un nome in codice per questo terzo pinguino?) e poi cenetta a casa ove ho messo in tavola… ehm… uova sode con maionese (ovviamente avanzate dal brunch) e mini quiche prosciutto cotto e funghi… risotto ai funghi per Luigi e ravioli ai funghi più pasta avanzata gratinata per me e Bram… insalatina di portulaca e pomodorini più mozzarella di bufala… uva… e boh, non mi ricordo se c’era anche altro!

Giovedì 19 Dicembre

Serata molto carina pure questa: aperitivo insieme a Serena a Sablon e poi cenetta da lei, andata così bene che non me ne volevo più andare e ho dormito lì! Non mi ricordo tutto il menù ma mi ricordo di aver mangiato un crumble di mele spettacolare.

Venerdì 20 Dicembre

La SETTIMANA DELLA BUROCRAZIA è continuata con, udite udite, la mia iscrizione all’AIRE, dopo soli 6 anni dal mio arrivo in Belgio!

La sera Bram non c’era e io mi sentivo un po’ malatina così ho deciso di optare per una rilassante serata in casa. La posta del Venerdì riserva tuttavia piacevoli sorprese (cogliere l’ironia). Trattavasi in questo caso di una lettera della solerte polizia belga, una multa per eccesso di velocità stavolta, presa da KOK o PLP e ovviamente arrivata a ME visto che la macchina che guidano è la mia. Era la TERZA cosa brutta in una settimana che riguardava la macchina. Ne è conseguita la seconda crisi isterica nel giro di pochi giorni che ha stavolta mietuto una vittima e cioè il mio cellulare, scagliato virtualmente dietro a Bram (eravamo al telefono) che alle mie lamentele “E quelle merdacce, e trattano la mia povera macchina malissimo, e tutto ricade su di me, e mi fa male la gola, e o come sono disgraziata” anziché rispondere come un qualunque uomo di buon senso avrebbe fatto e cioè “Poverina!” ha risposto “Quale tipo di contratto scritto avete stipulato quando hai concesso ai tuoi ex coinquilini l’uso del veicolo a te intestato?”.

Della mancanza di empatia di Bram avremo modo di riparlare più avanti. Nel frattempo termino la cronaca del Venerdì dicendo che alla fine mi sono presa un trio di mini hamburgers da asporto e per placare i sensi di colpa anche un’insalata e mi sono piazzata sul divano con un film. “Before Midnight”, che non mi è piaciuto perché, ahimè, troppo realistico è, e io preferisco le favole!

Sabato 21 Dicembre

Dunque dunque, essendo tutti gli italiani già partiti per l’Italia in vista delle festività imminenti ed essendo io invece ancora in Belgio questo doveva essere il weekend del “siamo solo io e Bram e stiamo tutto il giorno in casa e ci coccoliamo tanto”.
La cosa non si è verificata per svariati motivi. Gli amici di Bram che essendo belgi non erano andati da nessuna parte, gli ultimi regali da comprare, le verdure da salvare in vista dell’assenza…
Alla fine il Sabato è trascorso fra sveglia tardi, brunch, acquisti, cena e Litigata del Secolo. La Litigata del Secolo ha fatto sì che Bram andasse da solo alla festa del suo amico Wim a Leuven lasciando me in lacrime sul divano. Che succede nelle migliori famiglie, per carità, e non è certo la fine del mondo. Ma…

Domenica 22 Dicembre

… ma alle 6:30 io mi sono svegliata e Bram non c’era. Sapevo che a Leuven era andato in treno e che il primo treno per tornare indietro era alle 5 del mattino, ma Leuven è a una mezz’oretta da Bruxelles quindi per le 5:30 massimo sarebbe dovuto rientrare. E invece niente, e nessun messaggio sul cellulare.
Essendo io una personcina sensata ho messo il panettone in corso d’opera a fare la seconda lievitazione prima di farmi venire la terza crisi isterica nel giro di dieci giorni. Una volta fatto ciò ho lasciato libero sfogo ai sentimenti e ho ripreso da dov’ero rimasta la sera prima, e cioè ho ricominciato a singhiozzare. Non ero preoccupata (non è nella mia natura) e non volevo mandargli un sms per non passarci da fia rompicoglioni mentre era con i suoi amici, però boh, mi era preso un senso di abbandono e desolazione tremendo, ed è tremante ed ululante che Bram mi ha trovato quando alle 7 è finalmente rientrato stanco, ubriaco ed incazzato perché il treno delle 5 era stato cancellato e avevano dovuto aspettare quello dopo (ma avvisarmi no??).
La scena è stata la seguente. Bram è rientrato distrutto con l’idea di fare pianissimo ed infilarsi nel letto senza svegliarmi e finalmente DORMIRE. Si è tuttavia trovato davanti una fidanzata in pigiama a quadrettoni che singhiozzava ululando “Mi hai abbandonatoooooooooooooouuuuhhhhhhh! Senza neanche mandarmi un messaggioooooooooooooooooouuuuuhhhhh!!!”. Ha fatto uno sforzo mentale per trovare un modo di arginare il fiume di lacrime e poter finalmente DORMIRE. Solo che il mio era uno stato emotivo e siccome lui è una persona razionale semplicemente non poteva capirlo. Si è quandi attaccato all’unica evidenza che per lui avesse senso. E ha pronunciato la seguente frase:
“Ma non hai visto che i miei vestiti erano ancora nell’armadio? Come avrei potuto abbandonarti senza prendere i miei vestiti?”.
Fiero della trovata, è collassato e non ha più dato segni di vita fino alle 13 del mattino dopo.

Il pomeriggio è passato fra chiarimenti, verdure da pulire e surgelare e puntate di Næturvaktin. E poi…

Lunedì 23 Dicembre

… e poi il Lunedì sono andata in ferie e da lì in poi è andato tutto bene!

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