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Mole Poblano: NO, you shouldn’t!

ottobre 9, 2014

Avevo in mente svariati possibili titoli diversi per questo post.

Uno era: “NON habemus menù finale”.

Ma procediamo con ordine.

Allora, il menù finale, definitivo che avevo scelto per la cena di Sabato doveva toccare i Cinque Continenti. Una profusione di colori e sapori che Bram avrebbe identificato ad occhi chiusi (perché lo benderò!). Ecco i piatti che avevo scelto:

Avremmo iniziato con l’ASIA. Sapori puliti, non contaminati, quanto di più semplice c’è: sashimi. Pesce crudo, that’s it.

Ci saremmo poi spostati nel Nord EUROPA. Ancora pesce, ma già meno delicato, che al Nord fa freddo e ci vogliono piatti corposi: zuppa di pesce all’islandese. Capesante, panna e profumo di curry.

La nota speziata portata dal curry ci avrebbe trascinato verso altre storie e altri continenti. Rullo di tamburi e AFRICA, Etiopia per la precisione! Dove si mangiano dei deliziosi stufati di carne o verdure senza posate ma usando l’injera, una sorta di piadina spugnosa che si strappa e si usa per portarsi alla bocca il cibo. Stufato di lenticchie rosse e di spinaci piccanti per l’Africa dunque!

Tempo del piatto di carne: saremmo volati fino in Messico per un mole poblano, una salsa che si prepara con peperoncini messicani e cioccolato e si serve con pollo o tacchino. Sapori noti, combinazione meno nota per una terra ricca di fascino e di mistero… l’AMERICA!

E per chiudere l’OCEANIA, con un fresco ed esotico budino di mango con lime e latte di cocco proveniente da Samoa!

Visto che alcuni dei piatti non li avevo mai preparati prima nei giorni scorsi ho approfittato delle sere in cui Bram non c’era per sperimentare.

La sera in cui c’era Daniele a cena è stata dedicata all’Oceania: ho preparato due diverse mousse di banana e una di mango e ha vinto all’unanimità quella di mango (anche perché una di quelle di banana rimbalzava!).

Nei giorni successivi ho approfittato di ogni momento in cui Bram era girato per dedicarmi all’Africa. Ho cucinato due tipi diversi di injera e quattro o cinque stufati di carne e verdure, per poi scegliere quello di lenticchie e quello di spinaci.

Interesting enough, nei giorni successivi mi sono trovata a dovermi liberare degli avanzi visto che per Bram i sapori devono essere una sorpresa. Ho dunque fissato appuntamenti segreti e dato via Tupperware pieni di cibo. Caso ha voluto che proprio in quei giorni Bram, che di solito non fa troppo caso a quel che combino in cucina, si sia trasformato in un agente segreto della CIA. Abbiamo dunque avuto conversazioni di questo tenore:

[1]

Bram: “SNIFF… SNIFF… Sento odore di spinaci! Dove sono gli spinaci?”
Io (pensando: che cazzo sei, un cane da tartufo?!): “Ehm… sogni! Non ho cucinato spinaci!”
Bram: “Ma c’è la busta nella spazzatura.”
Io (pensando: che cazzo rufoli nella spazzatura?!): “Uh, è vero! ALLORA li ho mangiati tutti!”

[2]

Bram: “Eravate in due a cena e nel lavandino ci sono sei bicchieri sporchi. Perché?”
Io (pensando: ma cazzi tuoi mai?): “Eeehm, abbiamo bevuto l’acqua e il vino e anche il succo!”

[3]

Bram: “Uh, che buon profumino, cosa hai cucinato?”
Io (pensando: cazzooooo, è il tuo compleanno fra pochi giorni, smetti di fare domande!): “Un esperimento che è venuto uno schifo e quindi lo porto a Flanzo che tanto butta giù tutto.”
Bram: “Ma magari a me piace. Fammelo assaggiare!”
Io (pensando: brutto tirchiaccio, se ti dico che fa schifo fidati no?!): “No! Fa schifo ti ho detto!”
Bram: “E questo pacchettino in frigo legato con un nastro?”
Io (pensando: ma che sei la Gestapo?): “Fa schifoschifoschifo, non lo toccare! Cacca!”

Ecco, insomma, riflettendo sull’ultima parola direi che forse me la sono tirata.

Quindi, dicevamo: piatto per l’Ocenia testato, per l’Africa anche, per l’Asia è pesce crudo e non c’è niente da testare, per l’Europa mi fido di Serena che ha già cucinato la zuppa una volta ed era buona. Manca l’America. Il mole poblano.

Il mole poblano è una ricetta abbastanza lunga che prevede una lista di ingredienti pressoché infinita. Volevo prepararlo da anni e giuro che da anni stavo raccogliendo gli ingredienti: i peperoncini secchi messicani, le varie spezie, il cioccolato adatto… no, non roba che va a male ovviamente!

Martedì ho avuto la mia occasione. Bram è uscito a bere qualcosa con degli amici e io ho saltato tessuti e sono rimasta a casa a preparare il mole poblano. Ci ho messo tutta la sera.

Il risultato? Sembra merda, che sarebbe pure poco male visto che tanto Bram sarà bendato, ma SA anche di merda! Sul serio. E’ la cosa più disgustosa che io abbia mai assaggiato!

Sono tornata sul blog da cui ho preso la ricetta. A parte che il post si intitola “Mole Poblano: yes, you can!”, e già su questo avrei qualcosa da ridire, ma poi sotto ci sono un sacco di commenti entusiastici di gente che l’ha fatto e l’ha trovato buonissimo! Che cazzo ho sbagliato io? Ho seguito tutti i passaggi e mi sono ritrovata con una sbobba veramente improponibile… ma davvero, non è falsa modestia, l’ho assaggiato sia Martedì che ieri (sia mai che col tempo migliori) ed entrambe le volte volevo vomitare. Secondo me qualcuno è passato e ha caato nella padella mentre non guardavo (infatti un altro possibile titolo per questo post era: “Chi mi ha caato nella padella?”)!

Insomma, cari i miei quattro lettori, vogliate perdonare l’alto contenuto di parolacce presenti in questo post, ma al momento la situazione è questa: mancano due giorni alla cena e non abbiamo un piatto per l’America!

Ovviamente ho già iniziato a cercare un’alternativa al cazzodimolepoblano. Sono molto indecisa fra l’impegnarmi con una ricetta elaborata come lo era il mole o mandare tutto a quel paese e buttarmi su qualcosa di più semplice. Adesso vi elenco le alternative che mi sono venute in mente. Recapitoliamo il menù e cerchiamo qualcosa da mettere al posto del punto interrogativo:

  • Sashimi (Asia, Giappone)
  • Zuppa di pesce (Europa, Islanda)
  • Injera con stufato di lenticchie rosse e di spinaci piccanti (Africa, Etiopia)
  • ??? (America, ???)
  • Mousse di mango (Oceania, Samoa)

Allora, per il ??? per il momento ho avuto le seguenti idee.

Se si rimane in Messico:
chili con carne (ma non mi convince)
guacamole (ma è una salsa)

Se ci si sposta in Brasile:
crocchette di baccalà (ma io odiooo friggere)
xinxim di gallina nella versione complicata di Jorge e Paloma Amado (ma dovrei trovare tantissimi ingredienti e se poi non è buono ho perso un sacco di tempo per niente!)
xinxim di gallina nella versione semplificata del libro di cucina brasiliana moderna che mi ha regalato la mia amica brasiliana (ma non è barare??)

Se si va in Perù o in Jamaica:
pollo marinato e grigliato, ricette diverse ma simili (ma boh… sarà un sapore abbastanza particolare?)

Se ci si facilita la vita e si va sul TexMex, che da un lato mi piace come idea perché alla fine è una cucina anche quella e riunisce il Nord e il Sud America (insomma via, il Messico non è proprio Sud!):
mole poblano super semplificato (sottotitolo: voglio davvero riprovarci?)
peperoni ripieni di pollo, bietole e cheddar (buoni e veloci di sicuro ma boh…)

Insomma, che mi dite? Avete altre idee? Ovviamente il piatto deve essere in armonia con gli altri, rappresentare un paese americano e possibilmente prendere il posto indicato nella lista. Non posso fare una pastasciutta insomma!

Come dite, sono malata? Aspettate di sentire cos’altro ho fatto…

Ho deciso che sarebbe stato carino augurare a Bram un buon compleanno in tante lingue diverse. E’ una settimana che vado in giro con lo smartphone e dei cartelli con scritto “Buon compleanno” in tutte le lingue e rompo i coglioni a tutti quelli che incontro (familiari, amici, colleghi, perfetti sconosciuti dai tratti vagamente orientali…) perché mi facciano registrare un piccolo video per Bram. Ne ho già 48! Ne fate uno anche voi e me lo mandate via e-mail??? Se mi scrivete vi mando il mio così capite cosa intendo!

:-)

One Comment leave one →
  1. Anonimo permalink
    ottobre 9, 2014 2:01 pm

    Gia’ fatto!!!! :-)
    Bellissima idea, ribadisco!!

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