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Ma mi è toccato un modello difettoso o sono tutti così?

marzo 10, 2015

Si parlava con la mia amica Rossella di un fenomeno che abbiamo scoperto essere comune ai nostri fidanzati: l’incapacità di prendere in tempi brevi decisioni in apparenza semplicissime, ma che evidentemente nascondono un peso enorme a noi sconosciuto (fortunatamente, aggiungerei).

Esempio numero 1

In tavola c’è una bottiglia di vino aperta e sia io che Bram abbiamo il bicchiere vuoto. Prendo la bottiglia, riempio il mio bicchiere e poi, ancora con la bottiglia in mano, chiedo a Bram “Would you like some wine?”.

Silenzio.

Sopraffatto dal peso di questa importantissima decisione Bram mi guarda e non favella. E io sto lì con la bottiglia in mano.

Esempio numero 2

In tavola c’è la padella di ghisa, che pesa 50 tonnellate vuota, con dentro le tagliatelle al ragù. Sollevo la padella slogandomi un polso, mi servo una seconda porzione di tagliatelle e poi, col polso che trema sotto il peso dell’utensile, chiedo a Bram se ne vuole ancora anche lui.

Silenzio e sguardo vacuo.

Colpa mia ovviamente! Mangiare o no un altro po’ di tagliatelle è una scelta apparentemente semplice ma che in realtà ha degli importantissimi risvolti di politica internazionale! Come ho potuto non rendermene conto, e cos’è il mio polso che si spezza di fronte alle conseguenze di una decisione di tale portata!

Esempio numero 3

Io e Bram stiamo chattando di cazzate, botta e risposta. Finché non faccio l’errore di chiedergli “La barca costa così e l’aereo cosà, quale vuoi prendere?”.

Nessuna risposta. Sparito, non risulta più su Whatsapp, probabilmente ha buttato il telefono e si è rifugiato in cima a una montagna a meditare.

Io in mezz’ora ho controllato i voli, calcolato le tariffe per la barca, chiamato il centralino della Siremar e preparato un foglio Excel con tutte le opzioni. Lui deve solo scegliere una cazzo di possibilità! Ma niente, non ce la può fare. Forse sta calcolando il costo delle emissioni di CO2 per la barca e per l’aereo? È senz’altro colpa mia, sono un’irresponsabile, non ci avevo pensato!

Potrei andare avanti per ore, con numerosi esempi che riguardano sacchetti della spazzatura (tenuti aperti e sollevati per mezz’ora in attesa che lui decida se vuole buttarci lo stuzzicadenti oppure no), porte (socchiuse e con le chiavi infilate dentro mentre lui e Obama decidono tramite teleconferenza se sia il caso di chiudere a chiave o no – poveracci, c’è anche il fuso!) e saliere (i diritti umani cambierebbero tantissimo se Bram mettesse il sale sull’insalata, e chi dice che cambierebbero in meglio, eh, eh??), ma invece mi fermerò qui. Aggiungo però una riflessione e una domanda.

La riflessione è questa: su alcune cose, tipo il caffè e il burro di noccioline, invece è velocissimo. Quindi forse è un problema di neuroni? Tipo che il Neurone del Burro di Noccioline è sveltissimo e invece il Neurone delle Tagliatelle al Ragù è lento e pigro, e senti la domanda, e svegliati, e stirati, e trascinati fino al Neurone delle Decisioni sulle Tagliatelle al Ragù, e quello pure dormiva, e si deve svegliare, e processare l’informazione e prendere la decisione, e non è finita, perché una volta presa la decisione va anche comunicata e quindi bisogna trasmettere i dati al Neurone dell’Aprire la Bocca e Parlare che è taaaaaaanto lontano, Zzzzzzzz…

E la domanda è questa: ma solo i nostri sono così?!

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9 commenti leave one →
  1. Ilaria permalink
    marzo 10, 2015 3:31 pm

    Il mio è peggio! Risponde con un “te che dici?” 😫

  2. Ilaria permalink
    marzo 10, 2015 3:33 pm

    il peggiore spregio che gli posso fare, che infatti mi tengo proprio quando sono incazzata nera è rispondere con un “oh ste decidi te!!!”

  3. marzo 10, 2015 3:34 pm

    ahah, ma non so se è peggio, almeno qualcosa risponde… bram si limita a fissarmi con lo sguardo perso nel vuoto!

  4. Stefy permalink
    marzo 10, 2015 5:24 pm

    Il mio invece ha trovato la soluzione, ovvero “decidi te, per me va bene tutto”. Che per alcune cose è un vantaggio, per altre è un pacco!
    Stefy

  5. marzo 10, 2015 6:47 pm

    Mah vedi, Francesca, ho letto da qualche parte che il cervello femminile, dato che possiede in eguale misura connessioni tra emisfero destro e sinistro, è più capace di pensare, riflettere, decidere, controllare e soprattutto FARE tante cose contemporaneamente.
    Il cervello maschile invece o fa lavorare solo l’emisfero sinistro (la razionalità o il calcolo) o solo il destro (la fantasia, l’arte)per volta.
    Quindi, quando chiedo a Giovanni che sta facendo qualcosa al computer se vuole dirmi cosa gli piacerebbe mangiare a cena, reagisce esattamente come Bram.E se insisto si arrabbia.
    NON E’ POSSIBILE FARE O PENSARE PIU’ DI UNA COSA PER VOLTA
    Ciao Nilde

  6. marzo 11, 2015 9:07 am

    stefy: ma “decidi te per me va bene tutto” anche se gli chiedi se vuole un altro piatto di pasta? :-O anch’io a volte considero un vantaggio il fatto di poter decidere tutto io, ma ogni tanto mi sento anche in colpa perché decido veramente TUTTO io :-D

    zia: ok, ma se gli chiedo cosa se vuole altre tagliatelle mentre sta mangiando le tagliatelle non dovrebbe essere lo stesso emisfero in teoria? quantomeno i neuroni non dovrebbero essere troppo lontani! ;-)

  7. Stefy permalink
    marzo 11, 2015 11:22 am

    Se si tratta di fare il bis a cena la risposta arriva velocemente, ahahah! Però per i viaggi mi trovo molto in quello che scrivi. Io mi attivo proponendo mille opzioni e alla fine decido comunque io! Troppa responsabilità dire “preferirei questo o quello” evidentemente.
    Ps: a proposito di viaggi un tempo avevi promesso il resoconto del viaggio in Albania! :)
    Stefy

  8. marzo 11, 2015 11:42 am

    ahah, io invece tendo a proporre solo l’opzione che voglio io, poi lui mi dice che gli va bene tutto e io prenoto! ;-)
    sull’albania hai straragione, e magari fosse l’unico viaggio di cui non ho ancora scritto! è sulla mia to do list, spero di riuscire a scriverne presto!!

  9. aprile 1, 2015 1:21 pm

    tu non sai per quanti anni ho sempre bevuto té perché la domanda: vuoi un caffè o preferisci un té mi mandava nel pallone. Quindi mi ero automaticamente addestrata a rispondere té grazie prima di mettermi a pensare. Poi è arrivata la gente che mi chiedeva se preferivo il te verde, o il rooibos, o l’ earl gray o che. Per fortuna odio il rooibos, quindi questa è facile.

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