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Come abbiamo trascorso questi giorni + insalata di finocchi e pistacchi tostati

novembre 24, 2015

Venerdì sera, prima che venisse dichiarato il livello di allerta 4, siamo andati a un concerto. Avevamo preso i biglietti tempo fa, prima di Parigi. Poi è successo di Parigi e io non ci volevo più andare. Ma Bram sì. E io non volevo che lui ci andasse senza di me. E lui non voleva non andarci. E insomma alla fine ci siamo andati insieme, io con un muso lungo fino a terra e presagi funesti in tutte le tasche.
Sul sito si parlava di “grandi controlli di sicurezza”. All’ingresso una ragazzetta mi ha tocchicciato con le mani col piumino addosso. Sarebbe questo il controllo di sicurezza? Il muso ha scavato un buco nel pavimento.
Entriamo, e la band ha un’idea geniale. Fa il suo ingresso nel seguente modo: tutte le luci spente, una voce che dallo stereo grida roba tipo “Mother fuckers we will kill you all” e gente che dalle quinte arriva sul palco, nel buio. Io inizio a scandagliare le uscite di sicurezza.
Poi ovviamente i misteriosi sconosciuti sul palco erano i membri della band. E il concerto è stato bellissimo. E KOK e PLP mi hanno fatto notare che di solito i terroristi non sono così scenografici. Ma che paura mi sono presa!

Sabato ci svegliamo verso le 10, Bram doveva uscire alle 10:30 per andare a giocare a calcio. Accendo il cellulare e leggo che la metro è chiusa. Glielo dico, e lui si mette d’accordo con un amico per andare in macchina. Dopo poco arriva comunicazione che la partita è annullata.
Confesso che la mia prima reazione è stata “Hurrà, un intero weekend insieme!”. Ancora non mi ero ben resa conto della situazione. Ho fatto i pancakes per colazione, ho invitato Flanzo e Selena a cena, ho buttato giù il menù.
Pian piano però le notizie hanno cominciato ad arrivare, e io mi sono progressivamente incupita e ho lentamente ma sicuramente iniziato a sentirmi condannata. Una morta che cammina.
Poi io volevo andare al supermercato e Bram voleva andarsi a comprare un CD e allora ci siamo salutati come se fosse l’ultima volta che ci vedevamo (o meglio, io ho salutato lui come se fosse stata l’ultima volta che lo vedevo – lui, più razionale e dunque in assenza di bazooka piantato in faccia non spaventato, mi ha riso in faccia). Sono andata al supermercato e ho fatto la spesa supervelocissimamente e attaccando bottone con tutti i commessi arabi pensando che se eravamo amici magari mi avrebbero protetto. Avevo quasi finito quando ho visto gli assorbenti. Non mi servivano, ma mi sono ritrovata a metterli nel cestino in previsione delle lunghe settimane in cui non saremmo potuti uscire di casa! Dite che sono paranoica?
Sono rientrata e dopo un po’ è rientrato anche Bram e io l’ho accolto con dei festeggiamenti imperiali. Ci siamo fatti una pasta al volo guardando “How I Met Your Mother” e poi io mi sono dedicata alla preparazione della cena. Avevo optato per un menù multietnico, eccolo qua!

Aperitivo:

  • taralli, salamino e formaggi con marmellata (Italia)

Antipasto:

  • mini beef & guinnes pies (UK)
  • chili con carne (Mexico)
  • caviale di melanzane (Marocco)

Con:

  • pane fatto in casa con farina di farro e succo di mela (Polonia)

Primo:

  • ravioli fatti in casa ripieni di noci, zucca e formaggio (Australia)

Secondo e contorni:

  • sticky chicken (Asia)
  • insalata di finocchi e pistacchi (Israele)
  • slow cooked cavolo rosso (Irlanda)

Dolce:

  • torta con pasta sfoglia fatta in casa, pere e cioccolato (Belgio)

Ho passato il pomeriggio in cucina con un avvoltoio appollaiato su una spalla. Nonostante uscendo e vedendo gente in giro mi fossi un po’ tranquillizzata, dopo un po’ il senso di oppressione ha iniziato a farsi sentire. Chiudete la metro. Chiudete i negozi. Chiudete i ristoranti. I bar. Non uscite di casa. Alla fine ho chiamato Flanzo e Selena e ho detto loro che per ragioni di sicurezza era meglio che non venissero. Sono stati d’accordo.

Quindi alla fine ci siamo ritrovati a cena io e Bram. Ancora non ho avevo cucinato tutto, dunque ironicamente, noi che di solito mangiamo pochissima carne, ci siamo trovati davanti a un menù che comprendeva tre piatti (quelli pronti): le beef pies, il chili con carne e il pollo!

Ho fatto uno sforzo e mi sono vestita carina, poi ho detto a Bram “Non tutti i ristoranti sono chiusi!” e l’ho portato in cucina, che avevo addobbato con candele e lucine. L’idea era carina ma l’angoscia era troppo forte per riuscire a godersi la serata. Eccoci qua mentre ci proviamo (sì ho dei begli incisivi!) (avvoltoio preso qui):

IMG_20151124_134745

Dopo cena ci siamo buttati sul divano con “How I Met Your Mother” e quello ha funzionato meglio del cibo per staccare un po’.

Domenica miracolosamente l’avvoltoio è volato via e io mi sono svegliata tranquilla. Ho pensato “E vabbè, ci sono dei terroristi in giro per Bruxelles, che probabilità c’è che li incontri io?” e il senso di pesantezza si è alleviato.

KOK e PLP sono venuti a pranzo e visto che come rido con loro non rido con nessuno hanno contribuito ad alleviare la tensione. Sono rimasti un bel po’ e il pomeriggio se ne è andato fra cucina, lavatrici e ordine in camera (non si fa mai perché la camera è su ed è buia e non è piacevole starci!).

In serata è arrivata la notizia che la nostra strada sarebbe stata chiusa e che dovevamo stare lontani dalle finestre che danno sulla strada. Tragedia visto che tali finestre sono in cucina!!! Abbiamo agguantato al volo un pacchetto di taralli, un salamino e una bottiglia di prosecco e ci siamo buttati sul divano con un film, “Drinking Buddies”. Film che era abbastanza una cagata e che comunque non siamo riusciti a guardare perché ogni tre secondi ci telefonava / messaggiava / whatsappava qualcuno per sapere se stessimo bene. ♥
In realtà eravamo abbastanza tranquilli. Abbiamo anche scherzato sulla chiusura della nostra strada. In un angolo c’è un ristorantino asiatico, Asia Grill, e Bram regolarmente si incazza con la polizia perché parcheggiano in mezzo alla strada per andarsi a prendere i noodles. Immaginavamo dunque che la polizia avesse chiuso la via per potersi andare a prendere i noodles da Asia Grill in santa pace!

Ieri abbiamo lavorato da casa, sia io che Bram, e ne abbiamo approfittato per fare un po’ di lavoretti tipo appendere quadri. Abbiamo anche litigato, che tre giorni consecutivi appiccicati metterebbero alla prova anche coppie meno litigarelle della nostra, figuriamoci noi. La sera sono venuti a cena Neil e Florence e io ho fatto una scappata al supermercato per comprare carne (ho fatto una sorta di arrosto di maiale ripieno) e uova, che tenetemi chiusa in casa quanto volete ma non levatemi la possibilità di fare dolci!

Oggi siamo in ufficio invece. Non ne parliamo che mi incazzo. La metro è chiusa e quindi abbiamo preso due autobus, tremando.

Cosa ho imparato? Ho imparato come ci si sente ad avere la sensazione che la leggerezza se ne sia andata per sempre, a uscire con la paura di non rientrare, a non essere più in grado di pensare al futuro perché sembra che il futuro non esista. Se mi sono sentita così io per un paio di giorni chiusa in casa non oso pensare a come si sentano milioni di rifugiati tutti i giorni.

Finiamo con qualcosa di allegro, va’.

3 finocchi
mezzo limone
fior di sale
olio xv
un cucchiaino di miele bono
un peperoncino di quelli grossi un po’ piccanti ma non troppo
una manciata di pistacchi sgusciati (non salati!)

Privare i finocchi delle foglie esterne (io in genere le do in pasto a PLP) e affettare sottilmente la parte interna più morbida. Metterli per mezz’ora in una ciotola di acqua freddissima.
Prelevare la polpa del limone. Io faccio così: taglio il limone a metà e con un coltellino a punta taglio i lati e la parte attaccata alla buccia di ogni spicchio.
Tostare i pistacchi. Attenzione che bruciano subito! Tritarli molto grossolanamente con la mezzaluna.
Affettare il peperoncino. La ricetta diceva verde, io ce l’avevo rosso.
Scolare i finocchi e condirli con gli spicchietti di limone, il sale, l’olio, il miele, il peperoncino e i pistacchi.
Servire immediatamente perché non dura: il limone e il sale cuociono i finocchi e i pistacchi si ammollano. Se si vuole preparare in anticipo tenere tutti gli ingredienti separati e condire solo all’ultimo minuto.
È solo un’insalata e pure parecchio semplice ma, provare per credere, è deliziosa!

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3 commenti leave one →
  1. novembre 25, 2015 6:59 am

    Non so da dove cominciare, vorrei dirti tante cose (non so perché). Te le scrivo un po’ così come mi vengono. Mi piace il tuo modo di raccontare e raccontarti. Dagli altri post che ho letto non ti facevo “così paranoica” ma davvero non posso capire cosa stai/state provando/vivendo. Mi sembrate una bella coppia (e non dico solo per quello che si vede nella foto – che anche l’avvoltoio fa la sua figura :D) e due belle persone. Sui commessi arabi aprirei un discorso troppo lungo e soprattutto inutile e facilmente fraintendibile. Mi sento stanca solo a leggere tutto quello che fai! E ora veniamo al punto (perché s’, alla fine diciamolo, il punto saliente è il finale): insalata di finocchi, yummy! Mi piacciono molto molto i finocchi, cotti e crudi. Di più in purezza ma poi dipende. Questa insalata mi ispira. Comunque, la mia preparazione preferita dei finocchi è semplicemente sale, un filo d’olio e abbondante pepe nero; con i finocchi tagliati a cubetti di circa 1 cm. (Data l’ora, ti auguro una buona giornata).^^

  2. novembre 25, 2015 8:02 am

    Grazie per il tuo resoconto che mi ha davvero dato un’idea precisa della situazione. Ti abbraccio ancora

  3. novembre 25, 2015 9:36 am

    @ viola emi: grazie! se siamo una bella coppia proprio non lo so, a volte mi sembra di sì, a volte di no (intanto venerdì sono 5 anni!). per la paranoia, il fatto è che ho un’immaginazione fervida e parecchio veloce: mi dicono che cucino bene mi vedo già cuoca in un ristorante, c’è minaccia di attentati a bruxelles mi vedo già morta! e infine e soprattutto, i finocchi! ;-) a me crudi non piacciono tanto, per questo cerco ricette un pochettino elaborate che li facciano sapere meno di finocchio! mi piacciono tanto cotti però, come li fa la mia mamma: in padella con olio, una punta di dado, uno spicchio d’aglio e latte, e lasciati andare finché non sono morbidi.

    @ sandra: sei sempre carina! un abbraccio anche a te!

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