Skip to content

Equilibri e Disequilibri

febbraio 17, 2016

Non so se sono preda degli ormoni o cosa, o forse è perché fuori c’è il sole, ma nonostante un po’ di debolezza dovuta a una cura medica che sto facendo (niente di grave, ma devo fare un esame domani e il giorno prima devo stare digiuna ARGH!) questa è una di quelle mattine in cui mi sembra di poter spaccare il mondo. In cui ho un sacco di idee e mi sembra di poter fare tutto.

Fra i vari pensieri volanti che ho avuto questa mattina, leggendo un vecchio post di Lucy pensavo a quello che amo e a quello che non amo dell’Italia. In parole povere si tratta della faciloneria. Di quanto da un lato apprezzi il modo in cui gli italiani sono accoglienti, irrispettosi delle regole (a volte ci vuole!) e flessibili, e dall’altro quanto questo mi faccia incazzare quando si traduce nel far passare avanti al candidato più qualificato il cugino. Qua c’è molto più rispetto delle regole, ma anche molta meno flessibilità. Tutto sommato e nonostante tutto mi sa che preferisco la mentalità italiana.

Ho radici, sapete? Me ne sono resa conto col tempo. Per un po’ ho pensato di averle perse fra i vari spostamenti, ma col tempo mi sono resa conto che ci sono, sono forti e profonde e sono in Toscana. È una sensazione bella, quella di sapere che per quante volte tu possa perderti ci sarà sempre un posto che profuma di casa.

Ho fatto un po’ di cose carine a Bruxelles lo scorso weekend: una perfomance Venerdì (ci sono andata da sola!), festival cinema animazione Sabato con una gran bel film giapponese, e concerto Domenica, Shearwater. E a dire il vero c’era stato il cinema anche Mercoledì e Giovedì, stesso festival, e un altro concerto c’è stato Lunedì, Villagers, bellissimo!

Ho ritrovato un vecchio post che avevo iniziato a Dicembre 2014, continuato a Agosto 2015, mai finito e mai pubblicato! Eccolo qua.

***

Questo post sotto l’avevo scritto a Dicembre 2014, su un quadernino, sull’aereo che mi portava a casa in Italia per Natale. Ero convinta di averlo pubblicato, invece mi sono accorta di no. In parte è ancora attuale in parte forse no, quindi lo copio e poi ci aggiungo le mie riflessioni recenti. Eccolo qua!

***

Ho voglia di un nuovo tatuaggio, sulla pelle

Viaggio, viaggio e non mi basta mai. Ho voglia di cambiamento. Non di un weekend, una settimana o un mese via. Ho voglia di un nuovo posto da chiamare casa. Che non sia l’Italia, né il Belgio, né l’Olanda. Ho voglia di nuove facce, nuovi paesaggi, nuovi costumi da scoprire. Nuovi colori. Nuovi odori. Nuove abitudini. Abitudine è la parola chiave. Perché non è di nomadismo che ho voglia ma di stanzialità, solo, di una nuova stanzialità.
Con Orso, certo. Ma siamo diversi in questo. Quanto io prenderei e partirei prendendone atto solo a cose fatte tanto lui prenderebbe e partirebbe solo dopo aver dato i 6 mesi di preavviso, aver scongelato il freezer e avere installato un sistema di irrigazione per le piante.
Per lungo tempo ho temuto che questo meccanismo facesse sì che ci bloccassimo a vicenda. Io con un piede già fuori dalla porta, lui che mi dice “Aspetta, c’è da fare l’assicurazione di viaggio”. Lui che si siede davanti al PC e comincia a spulciarle tutte creando un file Excel che usa per paragonare le tariffe, io che nel frattempo, messa davanti alla realtà, ho sfatto le valigie perché l’attimo è passato.
Tante volte abbiamo litigato per cazzate e tante volte mi sono resa conto dopo che quando urlavo “Perché cazzo non metti un tovagliolino sotto al macinino del pepe che poi ci ritroviamo pepe ovunque?!” in realtà stavo urlando “Perché non sei come ti vorrei io?”. Forse è lo stesso anche per lui, chissà. E non ha senso, perché mica siamo obbligati a stare insieme.
Ci vogliamo stare, però. E allora si cercano soluzioni, vie di mezzo, percorsi delineati che portino a un bivio dove bisogna saper cogliere l’attimo.
Io un’idea ce l’ho. È una buona idea, secondo me. Se resterà lì, se saremo capaci di metterla in atto, chissà.
È una strana sensazione questa che ho. Io di natura non sono uno spirito nomade, sono stanziale. Ho un forte spirito di sopravvivenza quindi se una situazione mi fa stare male scappo, cambio le carte in tavola, la modifico… ma se una situazione non è perfetta ma tutto sommato ci sto bene potrei tenerla così per sempre.
Adesso sto bene, ma ho voglia di cambiare. E questa è una novità. Forse è anche il momento, chissà? Intorno a noi tutti si sposano, fanno figli, l’età è quella. A noi non va. La voglia di qualcosa di nuovo ce l’abbiamo anche noi però, e per me si incanala proprio lì. Più ci penso e più me ne rendo conto. Ci giriamo intorno, valutiamo alternative, e alla fine torniamo sempre lì. Chissà se lo faremo davvero? Chissà se troverò il coraggio di lasciare la mia comfort zone per imbarcarmi in una nuova avventura?
Per iniziare vorrei tatuarmelo sulla pelle.

***

E quindi? E quindi eravamo a Dicembre e adesso siamo a Agosto, quasi un anno è passato e il tatuaggio è l’unica cosa che ho fatto davvero. Eccolo qua (quella sullo sfondo è Sofia).

tatuaggio

Per il resto siamo sempre noi, sempre più spersi. Vorremmo fare tante cose e almeno per adesso non ne abbiamo fatta nessuna. Ma sto facendo confusione. Andiamo in ordine.

Allora… Quello che ho scritto a Dicembre unito al fatto di aver passato la Primavera 2014 in gran parte a Bruxelles ed essere diventata verde per la mancanza di sole mi ha portato a prendere, a inizio 2015, in una mano il calendario e nell’altra la carta di credito.

E, beh lo sapete no?

A Gennaio siamo andati in Olanda.
E a Febbraio pure… 3 volte in 3 posti diversi.
A Marzo io sono stata a Londra, e poi insieme in Marocco.
A Aprile c’è stata Amsterdam per Pasqua, casa Lucca insieme poco dopo, Venezia a cavallo fra Aprile e Maggio.
Quindi a Maggio Venezia, e poi Amburgo e Copenhagen.
A Giugno Tolosa il Salento Barcellona Berlino.
A Luglio 2 settimane e qualcosa in giro per l’Islanda.

Insomma sono arrivata a inizio Agosto che (complice una bella Estate) Bruxelles mi sembrava il posto più fantastico del mondo e l’unica cosa che volevo era fare la mia vita normale e andare al lavoro e al mercato e cucinare e guardare film sul divano!

***

Quello che volevo dire, e che dà il titolo al posto, era: e se per essere in equilibrio con me stessa avessi bisogno di una vita in disequilibrio? Di alternare momenti di viaggi pazzi a periodi a casa sul divano, finché una cosa non mi stufa e passo all’altra, e poi l’altra mi stanca e torno alla prima? Che sia questo il mio equlibrio?

Adesso è Febbraio 2016 (mamma mia, un post in 3 anni!) e mi sento meno spersa. Io e Bram abbiamo lavorato su di noi come coppia, ci accettiamo meglio, abbiamo imparato a comunicare e siamo più felici. Abbiamo idee più chiare sul nostro futuro, non so cosa faremo, ma credo che qualcosa faremo. Ci sitamo venendo incontro e stiamo cercando di incanalare insieme le energie in qualcosa di concreto, metà a modo mio metà a modo suo. Insomma nel complesso è un gran bel periodo!

E oggi è una gran bella giornata :-)

6 commenti leave one →
  1. febbraio 17, 2016 10:50 am

    Qui diluvia da giorni. E’ che venirsi incontro è davvero la chiave per stare bene in coppia, ovvio che debba esserci una bella base comune, ma poi le avversità della vita, le asperità, la quotidianità fagocita tutto occorre ritrovarsi e farlo senza che poi sia una rinuncia continua. Voi mi sembrate messi bene, ecco. Ed è bello il tuo discorso sulla Toscana.Questo post mi è piaciuto un sacco.

  2. febbraio 17, 2016 12:20 pm

    eh era un bel po’ che non riuscivo a scrivere un posto decente. grazie!!

  3. sairamanna permalink
    febbraio 17, 2016 4:44 pm

    E’ davvero bello questo vostro desiderio di venirvi incontro! E importante per il vostro futuro. Auguri!

  4. febbraio 18, 2016 7:28 am

    France, questo post è bellissimo, e io che ho una vita così diversa e lontana dalla tua, e che tante volte leggo le tue parole sognando di essere più libera (ovviamente i miei “legami” sono bellissimi e fortemente voluti, ma il desiderio di prendere e partire ce l’hai nel sangue, credo) vorrei proprio abbracciarti, per come ti sento vicina. Un bacio grande, e che tutto vada come desideri.

  5. febbraio 19, 2016 10:58 am

    mamma grazie :-)

    cristina ♥ chissà che prima o poi non riusciamo a incontrarci? paradossalmente te sei la più vicina ma quella più difficile da incontrare, perché ogni volta che scendo vengo inglobata da amici e parenti e non riesco a fare altro!

  6. Nilde permalink
    febbraio 19, 2016 11:04 am

    Auguri! Finalmente ti sento molto saggia. Starai invecchiando? Ma ti consiglio di non fermarti mai,viaggiare è la cosa più libera del mondo. Anch’io viaggerei senza prenotazione e senza meta, Giovanni invece non si muove se non è più che sicuro di dove andrà a dormire la sera. Non sa cosa perde in quell’avventura! Ciao. A presto. Nilde

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: