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Bruxelles ma Belle

marzo 23, 2016

L’idea era, una volta iniziata a pubblicare la cronaca dell’Islanda, di non pubblicare altro fino alla fine, per tenere tutti i post consecutivi.

Ma mica ce la faccio a non scrivere.

Ho passato una nottataccia. Sono andata a letto a mezzanotte, alle 2 mi sono svegliata e non sono più riuscita a riaddormentarmi. Avevo nausea, crampi, difficoltà a respirare e immagini di sfascio, feriti e morti che continuavano ad attraversarmi la mente senza sosta.
Mi sono alzata alle 3 per andare in bagno, sperando che la causa degli incubi ad occhi aperti fosse la cena. Mi sono alzata di nuovo alle 5 e sono stata un’oretta sul divano a guardare una serie sperando di riuscire ad addormentarmi così. Ma niente. Alla fine sono tornata a letto e le ho provate tutte, pecore e respirazione, mindfulness e yoga… niente.
Mal di pancia e nausea ancora ancora erano sopportabili, ma la sensazione di non riuscire a respirare e le immagini che continuavano a passare erano proprio brutte. Ho accolto la sveglia come una liberazione.

Poi stamattina mi sono fatta un bel pianto, che mi ha aiutato a liberarmi un po’, e sono andata dal medico, che ha detto che probabilmente si è trattato di un leggero attacco d’ansia (cosa che avevo pensato anch’io) e mi ha dato delle erbette per dormire. Voleva darmi anche un giorno di riposo ma non l’ho voluto e quindi ora sono in ufficio. Sono venuta in macchina con Bram.

Notare che sono in ufficio, ma non dovrei essere in ufficio. Dovrei essere a casa in Italia. Avevo il volo stamattina alle 7 da Charleroi.
Ci saremmo alzati alle 4:30, alle 5 saremmo usciti e Bram mi avrebbe portato a Charleroi. Per le 6 saremmo stati lì, alle 7 l’aereo sarebbe partito (è partito… ma senza di me!), alle 9 sarei stata a Pisa. Sarebbe venuto a prendermi all’aeroporto mio fratello Roberto e avremmo fatto colazione insieme chiacchierando. Poi saremmo andati a Lucca e avremmo fatto una sorpresa alla mia nipotina Sofia andandola a prendere all’asilo. Sofia che adesso chiede “Allora quando viene se non viene domani?”. Poi saremmo andati a casa e io avrei conosciuto il mio nipotino nuovo di zecca Francesco. Oh cazzo sto ricominciando a piangere!

Poi è successo quel che è successo, e l’aeroporto di Charleroi ha iniziato a diramare avvisi di presentarsi quattro ore prima del volo (per noi questo avrebbe significato sveglia all’1:30, in macchina alle 2 e a Charleroi alle 3 del mattino!) e io non avevo neanche la forza di fare la valigia, e i miei erano preoccupatissimi e continuava a dirmi nonvenire nonvenire nonvenire e alla fine non sono andata e sono qua. Certo che se avessi saputo che dalle 2 in poi non avrei più dormito forse avrei fatto un ragionamento diverso! Almeno Bram così ha dormito, però.

Ma insomma non sono andata e sono triste, ci tenevo tanto. E se da un lato penso di aver fatto bene dall’altro mi sento una fava lessa.

Nella mia nottata pulp una cosa mi tirava su, e era il pensiero che oggi ne avrei scritto sul blog. Non so come mai, alla fine è un blog piccolino con pochi lettori, ma quei pochi sono buoni, perché lo sento veramente come casa! E non sapete quanto è importante, specialmente ora che un gran pezzo del mio cuore non è più a Bruxelles (Sbuffoliiiii!!!). Ecco che riapro le cateratte >:-(

Non credo che i morti di Bruxelles siano più importanti di altri, assolutamente.

Ma credo sia normale che quello che è successo qui mi tocchi di più.

Saremmo potuti essere noi. Saremmo potuti benissimo essere noi.
Io l’anno scorso ho preso 45 aerei, la stragrande maggioranza da Zaventem.
E la metro. La metro è quella che prendiamo tutti i giorni intorno a quell’ora per andare al lavoro, a meno che Bram non sia in macchina e allora a volte mi dà un passaggio visto che lavoriamo vicini. Tutti i miei colleghi prendono quella metro.
Ieri Bram non doveva prendere la macchina. L’ha presa perché l’aveva parcheggiata in zona pedonale e alle 8 del mattino avrebbe comunque dovuto spostarla, e allora tanto valeva andarci al lavoro. Benedetta la zona pedonale.
Io mi sono alzata un po’ più tardi di lui. Mentre lui era già vestito io ero ancora in pigiama che mi lavavo i denti. Stavo pensando al fatto che mio fratello mi aveva chiesto i pain au chocolat, e la mattina dopo saremmo partiti troppo presto per poterli comprare, la boulangerie sarebbe stata ancora chiusa. E allora pensavo, magari li prendo oggi dopo il lavoro, ma dopo il lavoro spesso sono finiti. E allora ho pensato, prendo le briochine al cioccolato, che sono morbide e durano di più. E ho detto a Bram Non vengo con te, prendo la metro così passo dalla boulangerie. E poi all’ultimo secondo, per caso o perché il mio angelo custode ha spalancato bene le ali, ci ho ripensato e sono andata con lui.
KOK stava aspettando la metro a De Brouckere quando la bomba è esplosa sulla metro che aveva appena perso. Benedetti quei pochi minuti di ritardo.
Il mio capo aveva un volo la mattina presto, da Zaventem. Il taxista che doveva portarlo all’aeroporto si è perso e hanno accumulato un po’ di ritardo. Giusto giusto la quantità di ritardo giusta. A 300 metri dall’aeroporto la polizia li ha fermati, c’è stato un attentato.

Sono tutte casualità. Neanche coincidenze o colpi di fortuna, proprio casualità. Se io avessi comprato le brioches. Se KOK avesse corso per acchiappare la metro. Se il taxista non si fosse perso.
E per la stessa casualità più di 30 persone come noi sono morte.

Ieri siamo rimasti a cena nella zona in cui lavoriamo, per evitare il grande traffico delle 18, e siamo rientrati in centro verso le 22. Siamo passati dalla Bourse, è a 3 minuti a piedi da casa nostra.

Vi è mai capitato di leggere nei libri di storia frasi del tipo “La piazza era il centro della vita cittadina: vi si svolgevano il mercato e anche le proteste, i festeggiamenti, le esecuzioni”?

Ecco, a Bruxelles un posto così c’è ancora (esecuzioni a parte!!) ed è la Bourse. Ci pensavo Sabato, mentre ci passavo davanti ed era tutta rossa dei tifosi dello Standard Liège.

L’ho vista farsi rosa e addobbarsi di brillantini sotto Natale. L’ho vista bianca quando c’era la manifestazione delle femmes sans papiers, le donne senza documenti. L’ho vista di volta in volta vestire il colore di una diversa bandiera, a seconda del motivo della protesta; ma l’ho vista anche addobbarsi di bandiere, ogni sera una diversa, durante i mondiali. Se la tua squadra vince è sugli scalini della Bourse che vai a festeggiare. L’ho vista anche farsi palco a cielo aperto la scorsa settimana, durante la biennale di circo.

Ieri si è fatta luogo di commemorazione. Scritte di pace, candele e fiori. Si era visto per Parigi e si sperava di non doverlo rivedere. E invece anche noi abbiamo avuto la nostra bella candela da accendere.

IMG_20160323_123643

Di una cosa mi sono resa conto. Avevo sempre pensato Bruxelles casa NI. Né casa NO né casa SÌ. Ecco ieri mi sono resa conto che non è vero.

Quatta quatta, piano piano, in questi 8 anni Bruxelles è diventata casa eccome. La conosco. La amo. È qui che vivo, è qui che lavoro, è qui che esco, che vado dal medico, che mangio, che dormo.

Ho trovato un post che esprime perfettamente quello che sento, meglio di come riesca a farlo io. Sta su questo blog: http://mysecretbrussels.com/index.html e si intitola 22 March 2016: Down but not out.

21 commenti leave one →
  1. sally permalink
    marzo 23, 2016 12:56 pm

    Io sono tanto tanto arrabbiata, per tutte le cose brutte che stanno succedendo, per la mancanza di rispetto nei confronti della vita, per l’inevitabile non dico paura ma quanto meno timore che questi esseri indegni di qualsiasi appellativo stanno riuscendo a diffondere, per il mondo nel quale senza nessuna colpa si ritrovano i nostri cuccioli, e quelli costretti a scappare dalle loro terre…. Meno male che esistono gli angeli custodi, o il fato, o quello che è!!! un abbraccio forte piccolina! spero che riuscirai a coccolare presto sofia e francesco!

  2. marzo 23, 2016 12:57 pm

    mi hai fatto piangere anche te. mi sa che sono un po’ di lacrima facile oggi! :-D ♥

  3. sally permalink
    marzo 23, 2016 12:57 pm

    PS fantastica Islanda, soprattutto raccontata da te!!! ♥

  4. marzo 23, 2016 12:58 pm

    grazieeeeee!!! questo non mi fa piangere, questo mi fa felice! :-)

  5. sally permalink
    marzo 23, 2016 12:58 pm

    eh vabbè….siamo umane noi. Lacrima non è debolezza! ♥

  6. sally permalink
    marzo 23, 2016 12:59 pm

    Prima o poi ci andrò, mi autorizzi ad usare i tuoi post come guida?? :P

  7. marzo 23, 2016 12:59 pm

    cara son lì apposta!

  8. marzo 23, 2016 1:37 pm

    è strano ritrovarti proprio ora.
    ti avevo cercata tempo fa, ma senza trovarti. poi ieri, sentendo parlare di bruxelles mi sono chiesta “chissà se è ancora là?” e ti ho trovato al primo tentativo.
    ed è strano, a distanza di qualche anno, trovare gli stessi nomi nei tuoi post.
    sono felice che tu stia bene e sono felice di leggerti di nuovo.
    avevo un blog sul cannocchiale, anni fa.
    mi firmavo urca…

  9. marzo 23, 2016 1:44 pm

    Hai fatto piangere anche me e sono in ufficio a fingere un attacco di starnuti misti a sbadigli. Ecco, ho sentito di Bruxelles e ho pensato a te, perciò se anche il tuo blog è piccolino, io ti leggo sempre e ci sono e ti leggo da tanti anni e mi emoziono e mi sento un po’ parte di questa famiglia. Se vuoi piangere piangere, mi dispiace solo non essere sufficientemente vicina per offrirti la spalla e darti un fazzolettino profumato all’eucalipto, e coccolarti un po’!

  10. marzo 23, 2016 1:51 pm

    Anch’io ti leggo e piango perchè in questi mesi ho imparato a conoscerti e a sentirti un’amica, dal tuo primo commento da me quando mi leggevi da tempo e non ti eri ancora palesata, e sei partita subito con un invito! E per il resto che insomma abbiamo fatto insieme. Linkerò questo tuo post da me sta sera, rimandando il post che avevo in testa. Il mondo piange, ma Bruxelles è un po’ più addolorata ammesso di poter quantificare il dolore e la tragedia, è inutile, le cose che accadono vicino a noi le sentiamo aplificate, è ovvio, cazzo potresti essere sta tra le vittime, tu, Kok, il tuo capo. E poi tu viaggi davvero tanto per lavoro, o diletto o venire in Italia. Madonna posso solo immaginare cos’abbiano passato i tuoi! Ci sarà altra Toscana, Francesca, ti abbraccio fortissimo.

  11. marzo 23, 2016 2:13 pm

    fazzolettini per tutte!

    @ fuliggine: avevo immaginato fossi tu!! e ho dato un’occhiata veloce al tuo blog e mi sono resa conto di almeno una grossa novità… quando ho tempo lo leggo con calma! felice di averti ritrovata!!

    @ cri: grazie per la spalla! è bello sentirti vicina :-)

    @ sandra: sandra nooo, che i tuoi post sono fra le cose che ci servono per andare avanti e continuare a pensare che il mondo sia un bel posto nonostante tutto! ♥

  12. marzo 23, 2016 2:21 pm

    ecco, proprio grossa visto che è nata di 4 chili abbondanti! è una bimba grande e simpatica, ora ha quasi un anno e mezzo e adora sua sorella.

  13. marzo 23, 2016 2:22 pm

    4 kg abbondanti??? OMG!!!

  14. marzo 23, 2016 2:27 pm

    eh, mio marito è tornato da me chiedendomi se avevo una tutina più grande che in quella che gli avevo dato non ci stava… in pratica era una bambina di un mese!!!

  15. marzo 23, 2016 2:35 pm

    Non ce l’ho fatta a inviare il commento che avevo scritto. Tutto mi sembra inadeguato.
    Solo <3 …

  16. marzo 23, 2016 2:36 pm

    ♥ anche a te, non sai quanto calore mi dà sentirvi vicine!

  17. marzo 23, 2016 3:33 pm

    @ va bene, faccio un post mix col tuo e il mio!

  18. roberto permalink
    marzo 24, 2016 7:51 am

    fazzolettini anche per me grazie. per tanti motivi, non riesco ancora a realizzare ne a scriverlo. fiero del modo in cui affronti le cose, lo sai

  19. marzo 24, 2016 8:36 am

    a me scriverlo ha fatto bene. te potresti farci una canzone! cmq ho avuto un’idea bellissima, appena mi cai (cioè mi rispondi al telefono) te la espongo!

  20. roberto permalink
    marzo 24, 2016 12:10 pm

    ecco la canzone: ma xxxxx xxxxxxx e xxx xxxx poi il xxxxxxx di xxxxxx ecc ecc.
    cmq grande idea.

Trackbacks

  1. La nostra voce e le nostre lacrime a Bruxelles | ilibridisandra

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