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MARTEDÌ 14: caffè, da 0 a 40 in 1 secondo, i primi puffini della vacanza e un posto che profuma di casa

marzo 27, 2016

Colonna sonora: Tilbury – Tenderloin

Þórsmörk – Skógafoss – Seljavallalaug – Dyrhólaey – Reynisfjara – Hrífunes

14

Ci svegliamo presto e prendiamo l’autobus che ci riporta alla nostra macchinina abbandonata. Siamo un po’ preoccupati perché ha piovuto tanto e io nella mia ignoranza temo che i fiumi si siano ingrossati (dalla regia mi comunicano che non è la pioggia a far ingrossare i fiumi?), invece il ritorno va sorprendentemente via liscio come l’olio. Torniamo a Seljalandsfoss e ci mettiamo in cerca di un posto dove fare colazione.

14.1

E lo troviamo! Si tratta del Gamla fjósið (Old cowhouse). Un posto delizioso, delizioso, delizioso, accogliente, con dei dolci buonissimi (Ari è estasiata all’idea di avere “dessert for breakfast”!) e caffè a volontà servito in tazze da tè. Ci piace così tanto che decidiamo di tornarci per pranzo!

Il programma originale prevedeva di dedicare la giornata al Fimmvörðuháls, il trekking di cui ho parlato più sopra, 23 km one way. Tale trekking si divide in tre parti:

  • Waterfall Way (abbiate pazienza, ho la LP in inglese): cascata Skógafoss, facilmente accessibile dalla Ring Road, e da lì si sale seguendo il percorso del fiume che crea altre 22 cascate una più bella dell’altra!
  • The Ashtray, e cioè il portacenere: si cammina fra due ghiacciai, Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull, fino a raggiungere la zona dell’eruzione del vulcano che sta sotto all’Eyjafjallajökull e che è quello che nel 2010 ha bloccato il traffico aereo
  • Goðaland (Land of the Gods): fiori artici e cattedrali di pietra conducono a Þórsmörk (che è da dove veniamo noi)

[ Nota in caso non fosse chiaro: tutto quello che finisce con -foss è una cascata e tutto quello che finisce con -jökull è un ghiacciaio. ]

Ovviamente non avevo intenzione alcuna di fare tutto il trekking! La mia idea era di partire da Skógafoss e fare la Waterfall Way finché voglia ci porta, e poi tornare indietro.

Solo che ancora diluviava. E venivamo da una notte di campeggio sotto la pioggia.

Allora abbiamo fatto così. Siamo andati a Skógafoss e ce la siamo guardata ben bene. Io e Bram abbiamo anche fatto tipo i primi 50 metri della Waterfall Way, giusto per darle un’occhiata (bella). Poi siamo rimontati in macchina e siamo andati a cercare una piscina naturale di acqua calda!

14.2

14.3

14.4

Abbiamo trovato Seljavallalaug, una vasca bella grande piena di acqua calda naturale, all’aperto, sotto alle montagne, vicina a un fiume. Spettacolo, spettacolo, spettacolo! Ci siamo tolti la tuta da sci (scherzo, il piumino però ce l’avevamo), ci siamo infilati il costume e ci siamo buttati! GODURIA!!! Non so se l’avete mai fatto, io l’ho scoperto in Islanda, ma spogliarsi quando fa freddissimo e buttarsi nell’acqua calda provoca una sensazione che posso solo definire orgasmica. Con quella vista poi!

14.5

Ci siamo rimasti, boh, una mezz’ora forse? Ari non era entrata quindi Dan dopo un po’ è uscito quindi dopo un altro po’ anche io e Bram siamo usciti.

Ci siamo asciugati e siamo tornati a pranzo nello stesso posto della colazione dove abbiamo mangiato degli hamburger super deliziosi.

Saltato il trekking, a questo punto avevamo il pomeriggio libero. Bram nel frattempo si era messo a leggere la LP e aveva iniziato a uscirsene con “Ma qui non andiamo? E qui? E quiii?” mentre io pensavo “Grrr, mi ha fatto organizzare tutto da sola e adesso ha pure l’ardire di lamentarsi!”.

Ma avevamo tempo in effetti. E siamo andati, se mi ricordo bene, a Dyrhólaey, una riserva naturale, e a Reynisfjara, un’incredibile spiaggia di lava nera circondata da colonne di basalto (un video di Bon Iver è stato girato in parte qui… e, ora che me ne accorgo, anche in un sacco di altri posti in cui siamo stati!). E abbiamo visto i primi puffini della vacanza! Buffi, sgraziati e dolcissimi!

14.6

14.7

La giornata si è conclusa in un posto spettacolare che dopo tutta la pioggia presa ci ha rimesso al mondo. Allora in pratica sulla LP avevo letto di questo posto chiamato Hrífunes. Copio dalla LP:

WORTH A TRIP: HRÍFUNES HOSPITALITY
Hrífunes is a tiny hamlet perfectly placed between Kirkjubæjarklaustur and Vík, in the peaceful and impossibly green surrounds of Skaftártunga. Here, you’ll find two warm, hospitable guesthouses that are well worth the detour (tip: take up the memorable dinner option, there are no guest kitchen facilities).

E anche se era un pochino (ma non troppo) fuori strada, io molto ci volevo andare, e molto volevo prendere la memorable dinner option. E visto che organizzavo io… ^^

Non conoscendo il bugdet di Dan e Ari avevo cercato di tenermi bassa. Questo posto era caro e allora anziché prenotare due doppie ho prenotato una quadrupla! Siamo stati un poco stretti ma ne è super valsa la pena.

Da dove inizio? Posto spettacolare, spettacolare, spettacolare, in una zona rigogliosa e bellissima e con vista ghiacciaio.
Padrona di casa super mega gentile e ospitale!
Ci ha lavato i vestiti e ce li ha restituiti dopo poche ore caldi, profumati e asciutti.
Ci ha lasciato stendere le tende da campeggio fuori ad asciugare.
Ci ha prestato l’asciugacapelli.
Ci ha coccolato con una cena divina, tutto fatto in casa, anche il pane, e che pane..!
Le avevo detto che Ari non mangia carne e ha organizzato per tutti una cena a base di pesce e verdure.
Ci ha dato tutte le ricette che le abbiamo chiesto.
Ci ha nuovamente coccolato al mattino, con una colazione fantastica con di nuovo tutto fatto in casa.

Worth every penny. Mamma mia, vorrei tornarci adesso!!

14.8

Abbiamo cenato al tavolo con gli altri ospiti, eravamo una decina in totale. Simpatici (tranne i francesi, che infestavano l’Islanda parlando solo francese e guardandoti con occhi terrorizzati se ti azzardavi a rivolgere loro una domanda in una lingua che non fosse il francese, ma questa è un’altra storia), è stata una cena piacevole per la compagnia oltre che buona! Due ragazzi al nostro tavolo avevano fatto tutto il Fimmvörðuháls trek (cascate, portacenere e terra degli dei) e ci hanno detto che solo la prima parte era bella… non ci siamo persi nulla, hurrà!

Dopo cena io e Bram abbiamo fatto un giretto sotto le stelle, e poi nanna!

***

LINKS

  • Abbiamo fatto colazione e pranzato al Gamla fjósið.
  • Abbiamo cenato e dormito (e fatto colazione il giorno dopo!) alla Glacier View Guesthouse. Stanza quadrupla 97 euro a testa incluse cena e colazione. È stata la sistemazione più cara di tutta la vacanza ma ne è valsa la pena!
4 commenti leave one →
  1. marzo 28, 2016 10:05 am

    Continua a piacermi questo viaggio, sempre di più! (soprattutto perché mi sono evitata il trekking massacrante…che tanto sarei morta prima e AMEN – e non è un modo fi dire-).E poi ho scoperto l’esistenza dei puffini!!! Che cariniiiiii! Ho googlato dopo aver letto tutto il post anche se già dal titolo ero curiosissima di scoprire cos’è un puffino (ok ok lo ammetto…avevo pensato fossero dei dolcetti tipo muffin o qualcosa del genere…ehm ehm).

  2. marzo 28, 2016 11:38 am

    Non so se l’avete mai fatto, io l’ho scoperto in Islanda, ma spogliarsi quando fa freddissimo e buttarsi nell’acqua calda provoca una sensazione che posso solo definire orgasmica…
    Figurati se Miss Stanzialità per cui il massimo del trasgressivo e nuotare nel Trasimeno :D può aver fatto un’esperienza simile! Non dubito sia goduriosa.
    Diario Islanda molto molto ok for me!

  3. marzo 28, 2016 11:42 am

    beh direi che siamo pari con i miei pensieri impuri su cosa mai potesse essere il curling :-D
    GRAZIE again, sono così contenta che il viaggio ti piaccia! il trekking alla fine non l’abbiamo fatto neanche noi e di puffini ne verranno ancora!
    cmq ora che ci penso coi muffin non ci eri andata poi così lontana: in islanda i puffini li mangiano…

  4. marzo 28, 2016 11:53 am

    ciao sandra! guarda a me ci sono volute un bel po’ di volte in cui bram nuotava e io lo guardavo per trovare il coraggio di tuffarmi quindi ti capisco benissimo… ma da quando l’ho provato, mai più senza!

    per dire, e per sfatare il mito della mia presunta inclinazione alla felicità: la prima volta che siamo stati a giro in islanda era inverno e alle tre faceva buio; dopo le tre bram si spogliava nudo, attraversava il campo della fattoria in cui stavamo di corsa (nudo con meno venti!!), si buttava nella piscina naturale di acqua calda con una birra e stava a mollo strillando “è bellissimo qui!”; io nel frattempo ero in casa tutta vestita e col piumino che guardavo per terra pensando “la vita non vale la pena di essere vissuta”..!

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