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GIOVEDÌ 16: acqua, ghiaccio e foche (e una cena da leccarsi i baffi)

marzo 30, 2016

Colonna sonora: Sóley – Pretty Face

Svínafell – Fjallsárlón – Jökulsárlón – Flatey – Höfn – Flatey

16

… e ci svegliamo con il belare delle pecore.

Io e Bram, almeno! Perché gli altri due se la dormono della grossa. Facciamo lo doccia, mangiamo un muffin seduti sull’erba, poi li svegliamo e mentre loro si preparano noi andiamo a fare la spesa al distributore di benzina, unica possibilità in zona. Compriamo anche un mazzo di carte (Ari le puntava da un po’) e quando torniamo li incrociamo che stanno andando a fare colazione.

Io sono un poco stressatina (tanto per cambiare!) per un motivo ben preciso: siamo vicini a Höfn e a Höfn c’è un ristorante in cui voglio assolutamente cenare e che però non accetta prenotazioni, e quindi bisogna andarci presto. Partire a mezzogiorno non sarebbe un buon inizio…

Rompo dunque il c***o a tutti finché pungolandoli con degli stecchi non riesco a far salire Dan e Ari in macchina e finalmente si parte ^^

Il programma di oggi prevede quello che secondo me è il luogo più suggestivo di tutta l’Islanda: Jökulsárlón, la laguna degli iceberg.

La prima volta ci ero stata con Flanzo e me ne ero innamorata. E adesso voglio farla conoscere a Bram e agli altri. Non vedo l’ora di portarli lì e di esserci anch’io. Mi gusto il viaggio come una caramella, anzi, per rimanere in tema di cibo islandese, come un hamburger di quelli buoni!

In generale ho vissuto tutta la vacanza così. A volte mi capita di non godermi il presente perché sono già concentrata sul futuro. In Islanda no, in Islanda mi sono gustata ogni momento, ogni paesaggio, ogni esperienza in modo così intenso che mi sembrava di sentirne il sapore in bocca. È per questo che ho fatto poche foto, ero impegnata a riempirmi gli occhi e quella parte della mente in cui si mettono le cose belle.

Su consiglio di Flanzo (che è stato in Islanda l’anno prima con quella che è adesso è sua moglie… ma questa è un’altra storia e bisognerà raccontarla un’altra volta) andremo prima a Fjallsárlón, una laguna simile ma più piccola e meno turistica, e poi a Jökulsárlón.

Come si descrive una distesa di acqua e iceberg? È uno spettacolo indescrivibile.

Breiðamerkurjökull è il (finisce con -jökull, quindi è un…) ghiacciaio! che dà origine a entrambe le lagune. È un ramo del Vatnajökull, il ghiacciaio più largo d’Islanda. Oh, serve un po’ di spiegazione!

Allora, vedete la cartina?
L’enorme macchia verde è il Vatnajökulsþjóðgarð, e cioè il parco nazionale del Vatnajökull.
È un parco talmente grosso che (oltre a ritrovarcelo ogni tre per due in diverse sezioni della guida!) le diverse parti prendono nomi diversi.
La parte più a sud è il parco nazionale di Skaftafell, quello che abbiamo visitato ieri.
Anche il ghiacciaio che dà il nome al parco principale, e cioè il Vatnajökull, è bello grosso, e anche in questo caso diverse parti prendono nomi diversi.
La parte che dà origine alle lagune che visiteremo oggi si chiama Breiðamerkurjökull.
Chiaro?

Quindi! In buona sostanza dei grossi (ma grossi davvero) pezzettoni di ghiaccio si staccano dal Breiðamerkurjökull e finiscono in acqua, dando origine a un paesaggio di ghiaccio da fiaba. Sembra di essere nel regno degli elfi. Iceberg di tutte le dimensioni e di tutte le sfumature di azzurro fluttuano lentamente davanti ai nostri occhi spalancati.

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Questi in foto sono piccolini, ma ce n’erano di enormi. A forma di barca, di veliero dalla punta arricciata, ce n’era persino uno che sembrava un castello!

Iniziamo da Fjallsárlón, la laguna più piccola. Indossiamo delle enormi, pesantissime tute colorate e saliamo sulla barca che ci porterà in giro per la laguna. Siamo noi quattro più altri due passeggeri e la guida, un giovane vichingo dai lunghi capelli biondi e ricci i cui occhi si illuminano non appena menzioniamo il nostro amore per la musica islandese. Come il 99% degli islandesi suona in una band!

Il giro è un incanto. Un conto è ammirare la laguna dalla riva, un conto è navigare dolcemente fra i blocchi di ghiaccio ascoltando storie su di essa. Su come nascono gli iceberg, sul significato dei diversi colori (quelli azzurro intenso sono quelli di più recente formazione se ricordo bene), su ciò che succede quando due si incontrano.

È un regno di azzurro e celeste, silenzio e note, foche e volpi artiche.

16.2

A proposito delle foche. Io spero di incontrarle, ma niente. Poco male: le troveremo a Jökulsárlón!

Jökulsárlón la approcciamo da lontano. Parcheggiamo a qualche km dalla parte principale, quella con il centro visitatori e le barche, e ci arrampichiamo su rocce di lava per poi scendere su una battigia di sabbia nera. Qua gli iceberg sono molto più grossi e assumono forme psichedeliche: grotte, spirali e anelli ghiacciati invitano ad entrare in un reame silenzioso e scintillante. Nonostante il freddo restiamo sulla spiaggia una mezz’ora buona, poi risaliamo in macchina e guidiamo fino alla parte principale.

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Ed ecco le foche! Ce ne sono due, adulte, che nuotano fra i blocchi di ghiaccio. Ogni tanto si immergono, spariscono e riappaiono un po’ più in là. Belle!!!

Salutate la laguna e le foche ci dirigiamo verso la guesthouse che ho prenotato per la notte (a Flatey), con l’idea di cambiarci e poi andare a Höfn per giretto e cena. Questa è una zona super turistica e trovare un posto dove dormire non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta e con mia grande sorpresa la sistemazione si rivela pure pulita e carina. Stanza quadrupla di nuovo, che dobbiamo risparmiare per la cena!

Ari si mette subito al computer a cercare una sistemazione alternativa per quelle che secondo i miei piani dovrebbero essere le ultime due notti di campeggio, io mi metto un vestitino carino e degli stivaletti (anziché i soliti scarponi da trekking) e usciamo. Arriviamo a Höfn verso le 17, facciamo un giretto di tipo 5 minuti e poi andiamo a cena!

Il ristorante è molto bello: ricavato dai vecchi magazzini dei pescatori, è di legno e ha una bella vista sul porto. La specialità di Höfn sono gli scampi locali e il nostro ristorante non fa eccezione. Ari non mangia carne e fino ad ora è andata avanti più o meno a zuppe, quando vede il menù le si illuminano gli occhi! Per una volta ci concediamo una bella cena. Ordiniamo un po’ di tutto e tutto ci dividiamo: zuppa di scampi, scampi fritti, grigliata di scampi… solo davanti agli scampi sulla pizza ci tiriamo indietro! Ci concediamo persino una bottiglia di vino buono (in Islanda l’alcool è monopolio di stato e costa tantissimo, dunque di solito al ristorante lo evitiamo) e ordiniamo anche il dolce.

E la serata se ne va così, fra chiacchiere, buon cibo, risate e discorsi leggeri. Giretto in zona porto (non vorrei essere ripetitiva ma: foto sotto scattata alle 23!) e a nanna!

16.6

***

LINKS

  • Il vichingo biondo che ci ha portato in giro in barca si trova qui.
  • Abbiamo cenato da Pakkhús a Höfn.
  • Abbiamo dormito alla Heinaberg Guesthouse a Flatey. Stanza quadrupla 47 euro a testa con colazione. Non hanno un sito.

CONTENUTI EXTRA

L’orribile outfit che ci hanno costretto a indossare per fare il giro della laguna in barca e il livello di bruttezza (nonché di esplosione di capelli) che sono riuscita a raggiungere in soli 6 giorni di vacanza!

16.7

8 commenti leave one →
  1. marzo 30, 2016 3:45 pm

    Dovevo esseri io a far compagnia ad Ari! ahahahah

    2 rompicoglixxi ahahahah e il campeggio no e il trekking no ahahahah

    I paesaggi sempre più stupendi (comodamente ammirati su un pc…sì, sono irrecuperabile!).

  2. Nilde permalink
    marzo 30, 2016 3:57 pm

    Ma che brutta, sei bellissima anche spettinata!!!!

  3. Viola Emi permalink
    marzo 30, 2016 5:02 pm

    Assolutamente d’accordo con Nilde!

  4. marzo 31, 2016 7:26 am

    Sì anche per me sei davvero bella. Caspita ma quel ghiaccio è davvero azzurro, mi ha colpito un sacco, e anche la tua frase che spesso non ti godi il presente perchè pensi al futuro, è un male di molti dal quale occorre liberarsi!

  5. Stefy permalink
    marzo 31, 2016 8:41 am

    Bellissime foto! I tuoi capelli mi ricordano vagamente i miei :D! Mi sa che abbiamo lo stesso “problema”! :)

  6. marzo 31, 2016 9:44 am

    resto dell’idea che in quella foto sono un cesso ingorgato ma vi ringrazio caldamente per il supporto! :-)

  7. aprile 3, 2016 6:44 pm

    Io vi trovo bellissimi!

  8. aprile 4, 2016 7:41 am

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