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VENERDÌ 17: un’organizzazione non proprio perfetta, un trekking da incubo e un monte di puffini

marzo 31, 2016

Colonna sonora: Júníus Meyvant – Color Decay

Flatey – Fólksvangur Neskaupstaðar – Borgarfjörður Eystri – Húsey

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Inizio con un paio di link che ci hanno salvato la vita durante il viaggio.

Il primo è un sito che fornisce le coordinate (latitudine e longitudine) di qualsiasi posto al mondo. Visto che la maggior parte dei posti che volevamo raggiungere erano sconosciuti al GPS (come fai a dire al GPS “cascata in mezzo a una foresta”?) senza l’aiuto di questo sito probabilmente saremmo morti congelati in cima a un ghiacciaio.

Il secondo è il sito norvegese che abbiamo scoperto a Þórsmörk e che da lì abbiamo SEMPRE usato per le previsioni del tempo. Utilissimo e tristemente preciso. Eccolo qui. Funziona anche per l’Italia.

Il terzo eccolo qua! A voi lo do come sito, a noi si è presentato in veste di tre minuscoli libretti pieni di ottimi consigli su posti un po’ speciali. Trovati per caso al ristorante Lindin (che, con mia grande delizia visto che mi ci ero appena seduta, è menzionato!), non ce ne siamo più separati. Tre le categorie: eat&sleep, kids&culture, shop&play. Indovinate quale dei tre libretti abbiamo usato più spesso? ;-)

Allora la giornata di Venerdì 17 è stata di viaggio. 446 km in un giorno, il giorno con più km in assoluto. E che viaggio! I fiordi dell’Est!

È bello guidare in Islanda, perché il viaggio è un’esperienza di per sé. Nei fiordi è una meraviglia! Come lo spiego a parole? Spiagge nere, cieli infiniti di tutte le variazioni di blu e un incredibile senso di libertà, rende l’idea almeno un po’?

Il programma di oggi è un tantinello folle. Ci sono un po’ di motivi per cui l’ho messo in piedi così. Un motivo è che visto che abbiamo parecchio tempo non voglio fare solo il classico Golden Circle ma anche un po’ dell’Islanda interna, quella al di fuori dei classici circuiti turistici. Un altro motivo è che ho trovato un posto in cui voglio assolutamente dormire. L’ultimo (e il principale) motivo è che Sabato sera dobbiamo per forza essere a Seyðisfjörður, per una ragione che non ho ancora rivelato.

Allora la vedete la cartina? Lo vedete il pezzettino a est tutto frastagliato? Borgarfjörður Eystri è l’ultimo fiordo, sulla puntina. Seyðisfjörður viene prima. Dunque sarebbe ovvio andare prima a Seyðisfjörður e poi a Borgarfjörður Eystri, no?

No! Perché noi a Seyðisfjörður dobbiamo esserci Sabato sera e non Venerdì!

Ho dunque messo insieme questo diabolico piano.
Li vedete i due laghetti stretti e lunghi? Fra i due c’è Egilsstaðir, il centro principale di quella zona.
Ed ecco: Venerdì (oggi) faremo tutti i fiordi fino a Borgarfjörður Eystri, con varie possibili soste per trekking e sightseeing. Poi andremo a dormire a Egilsstaðir. Sabato faremo il giro del lago più in basso (again, trekking e sightseeing) e Sabato sera andremo a Seyðisfjörður!
Un po’ folle, lo so… ma la guida sono io e ho deciso così!

Ci mettiamo in viaggio. La prima sosta che ho previsto è l’unico caffè della zona, il Viking Café, nascosto in una zona selvaggia sotto a una montagna. È all’inizio di una meravigliosa baia, la baia di Lón, la cui parte nordovest è popolata da cigni. Manchiamo lo svincolo e subito dopo c’è un tunnel lunghissimo, quindi ce lo perdiamo.

La seconda è una semplice sosta sulla spiaggia, che viene fatta contro la mia volontà. Sono un po’ stressata all’idea di tutti i km che dobbiamo fare e accetto la proposta di fermarci facendo finta di essere disponibile e flessibile, in realtà dentro di me sto smadonnando (la figurina sulla sinistra nella prima foto sono giustappunto io che scendo smadonnando)!
La spiaggia è bella però, e col senno di poi abbiamo fatto bene a fermarci, bellissimo vedere i fiordi dal finestrino ma viverseli col vento sulla pelle e il mare salmastro nel naso è un’altra cosa! Restiamo un po’ a giocare sulla spiaggia e ripartiamo.

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La terza sosta è una deliziosissima locanda di mezza via nel mezzo del nulla. Ma proprio del nulla. Non sta su nessuna guida né sui nostri opuscoli, ci siamo fermati solo perché non c’era altro… e ci siamo trovati in un posto da fiaba. Tutta di legno, con un’atmosfera calda e accogliente, una vista spettacolare e un menù all’altezza: dalle bevande calde ai dolci ai piatti salati, tutto sembrava buonissimo!
E io ho obbligato tutti a saltare il pranzo. Ero talmente agitata all’idea dei km che ancora ci mancavano che ho costretto i miei disgraziati compagni di viaggio a buttare giù un caffè e al massimo una fetta di torta (io neanche quella, per dare il buon esempio), andare in bagno e risalire in macchina! È uno dei pochi rimpianti che ho. Falla organizzativa: per questa giornata non ho previsto pranzo!

Mentre tutti si ingozzavano di torta io ho esaudito uno dei desideri di Ari e ho preparato una playlist con canzoni scelte da lei (la playlist amorevolmente preparata da Bram comprende in effetti canzoni più da funerale che da road trip…). Ripartiamo e a suon di musica attraversiamo villaggetti deliziosi. C’è il sole, tutti sono fuori, i bambini giocano, ci sono negozietti e caffè, c’è il mare del Nord e io molto rimpiango di non aver previsto tempi morti per rilassarci e cazzeggiare.

La quarta sosta è tremenda. Allora, la Lonely Planet (il mio tesssoro!) dice:

Fólksvangur Neskaupstaðar NATURE RESERVE
At the eastern end of town, where the road runs out, is this lovely nature reserve perfect for short strolls. Various paths run over tiny wooden bridges and past boulders, peat pits, cliffs and the sea, with a soundtrack of crying seabirds. You might see whales offshore.

Io molto volevo fare delle piccole passeggiate nella lovely nature reserve, e molto volevo vedere le balene in lontananza! Quindi ci siamo messi a cercare questa riserva.

Solo che Fólksvangur Neskaupstaðar non si trovava. Il GPS non la conosceva e le cartine neanche. Alla fine abbiamo parcheggiato in un punto che sembrava potesse essere l’inizio del percorso, c’erano anche delle cartine nel parcheggio che mostravano l’itinerario. Ma il punto di partenza? Stavamo in un parcheggio su una strada rialzata, verde e mare sotto di noi ma parecchio più in giù, di sentieri neanche l’ombra.

Alla fine io e Bram ci siamo letteralmente buttati lungo un precipizio fatto di pietre rotolanti. Dan e Ari li abbiamo persi al primo pietrone, noi abbiamo continuato e ci siamo ritrovati su un tappeto di alghe mollicce e bagnate tipo sabbie mobili. Abbiamo camminato e camminato e camminato alla ricerca del sentiero e questo non si palesava, cambiava solo la consistenza delle alghe e di consistenza il grado di sprofondamento. Non so quanto siamo andati avanti ad arrancare su questo tappeto che chiaramente non era fatto per camminare, so solo che a un certo punto abbiamo deciso di tornare indetro… ma non sapevamo come! Abbiamo vagato almeno per un’ora senza traccia di sentiero né tantomeno di balene, e inoltre in mezzo a Campo Algone c’era un grosso masso su cui avevano nidificato degli uccelli e io non mi ci volevo avvicinare perché avevo paura che gli uccelli ci attaccassero, costringendo Bram ad assurdi detour nel nulla! Sono stata una Brava Piccina però, non mi sono lamentata neanche una volta.

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In un modo o nell’altro siamo riusciti a tornare al parcheggio, dove abbiamo trovato Dan e Ari in macchina che mangiavano allegramente patatine dopo aver fatto una piacevole passeggiata usando i gradini che partivano pochi metri più in là della discesa pietrona da cui ci eravamo buttati io e Bram, e io mi sono sentita molto cretina.

Tappa successiva: Borgarfjörður Eystri! Finalmente!

C’era un motivo ben preciso per cui volevo andare a Borgarfjörður Eystri: Hafnarhólmi, e cioè l’isola dei puffini! Si tratta di un’isoletta situata poco fuori dal paese, in corrispondenza di un piccolo porto, collegata alla terraferma da un ponte, su cui in Estate nidifica una grossa colonia di puffini. Avevo letto un po’ su Internet e mi ero fatta l’idea che non fosse semplice da raggiungere per via delle condizioni delle strade ma che ne valesse la pena. La propongo ai compagni di viaggio e approvano, e quindi si va!

OMG se è stata difficile raggiungerla.
Ma, OMG se ne è valsa la pena!

Era esattamente quello che ho descritto: una minuscola isola popolata da tantissimissimi puffini grandi e piccini che zampettavano, planavano goffamente e chiacchieravano facendo un gran fracasso! L’isoletta è tutta salite e discese, si cammina su scalette di legno e a separarci dall’erba dove i puffini nidificano (i loro nidi sono dei buchi nel terreno) c’è semplicemente un cordone. Ci si poteva avvicinare tantissimo (tipo un metro) per osservarli, così dolci e buffi. Uno aveva fatto il nido sotto a uno scalino e credo che se ne fosse pentito tantissimo, ogni volta che voleva uscire di casa si trovava davanti un piedone!

Siamo rimasti lì un bel po’ nonostante il freddo. Nella piccola baia nuotava una foca. Non ho fatto foto, ero troppo impegnata a godermi lo spettacolo. Abbiamo solo un atterraggio (sfuocato):

17.8

E si riparte, verso l’ultima destinazione della giornata e cioè l’ostello che ho prenotato per la notte: Húsey.

Copio dalla LP:

HÚSEY
Reaching Húsey involves a long but scenic drive, 30 km off the Ring Road along the rough, unsealed Routes 925 and 926 beside the Jökulsá á Dal river (all up, about 60 km from Egilsstaðir). The only reason to venture out to this isolated farm is a good one: to stay at the simple, rustic Egilsstaðir HI Hostel.

Cioè ma quanto è attraente l’idea di stare in un ostello isolato nel mezzo di una fattoria spersa nel niente nella parte priva di turisti dell’Islanda? Per me tantissimo!! E quindi avevo gioiosamente prenotato. E tuttavia.

E tuttavia, avete letto la descrizione della LP? L’avete letta con attenzione? Ecco, io no. Io ero convinta che l’ostello si trovasse a Egilsstaðir, da cui passa la Route 1. E invece no! L’ostello sta 60 km a nord di Egilsstaðir, praticamente in cima al secondo lago! E sembra vicino a Borgarfjörður Eystri, vero? Eh in linea d’aria sì. Ma se non si sa volare tocca tornare indietro un bel pezzettone prima di trovare la strada che porta a Húsey.

Insomma ho un tantinello scazzato (di nuovo).

Abbiamo dovuto guidare un sacco per arrivarci. Guida bella però, e panorami completamente diversi da quelli visti fino ad adesso: campi dorati, immensità e pecoroni. A un certo punto abbiamo trovato un cancello aperto con scritto “Húsey” e abbiamo pensato di essere finalmente arrivati, ma in realtà quello era solo l’inizio della tenuta, altri km e km ci separavano dalla magione principale!

Quando finalmente la magione si è paventata eravamo stanchi e infreddoliti. Nel frattempo si era messo a piovere e tirava un vento gelido furioso! Abbiamo fatto il check-in e poi Bram e Dan si sono messi nel salottino a bere e chiacchierare mentre io e Ari ci siamo rifugiate in cucina.

Ed è stata una gran bella serata! Io e Ari abbiamo messo insieme una bella cenetta, sbevucchiando e chiacchierando un sacco. Parlavamo anche dei rispettivi amati, finché gli amati in questione non sono venuti a dirci che dal salottino si sentiva tutto! A cena pronta ci siamo spostati nella sala comune. Eravamo tutti un po’ alticci ormai ed è stata una cena piena di risate! Vediamo se mi ricordo il menù: bruschette di melanzane, pasta con le zucchine e fragole e yogurt come dessert. La reciproca compagnia era talmente piacevole, in generale, che tutti gli scazzi del viaggio, che ovviamente ci sono stati, non hanno messo a repentaglio l’amicizia né inficiato i momenti insieme. Cosa rara!

Considerazioni conclusive sull’ostello. È gestito da una famiglia tedesco-islandese e l’attività principale è il trekking a cavallo. La LP consigliava di starci qualche giorno e col senno di poi ho capito il perché, è talmente in culo che se si arriva fin lì non ha molto senso stare una notte sola. Noi siamo stati una notte sola… e tuttavia ne è valsa la pena. Il perché lo scoprirete domani!

***

LINKS

  • La deliziosissima locanda di mezza via nel mezzo del nulla è la Guesthouse Café Margrét a Breiðdalsvík. Non hanno un sito.
  • L’isola dei puffini è Hafnarhólmi. Non è accessibile tutto l’anno quindi se ci volete andare controllate sul sito. I puffini nidificano in Primavera e volano via verso la fine di Agosto.
  • L’ostello è questo qua. 26 euro a testa a notte per sistemazione in sacco a pelo (loro forniscono solo il letto col materasso, niente lenzuola) in camerata senza colazione.
4 commenti leave one →
  1. marzo 31, 2016 5:56 pm

    Siete bravissimi in questo sodalizio amicale nonostante gli scazzi, noi siamo riusciti a far finire un’amicizia per una vacanza di 1 settimana comodissima in Versilia con un’altra coppia, ahahah naturalmente era tutta colpa degli altri! Bellissime foto, bellissime sensazioni che mi stai trasmettendo con questo reportage che mi piace un sacco. I fiordi che ho visto io in DK vale proprio la pena di starci dentro altro che automobile. bacioneeeee

  2. aprile 1, 2016 8:48 am

    in realtà non è che siamo stati particolarmente bravi, è che davvero i punti positivi erano dimolto superiori agli scazzi! :-)

  3. aprile 3, 2016 10:01 am

    Questa giornata me la sono letta in varie fasi…e solo letta! Figuriamoci se dovevo viverla…stanca io! eh eh eh Che poi, ho passato la giornata (si ok la lettura della giornata) a pensare “…è che Sabato sera dobbiamo per forza essere a Seyðisfjörður, per una ragione che non ho ancora rivelato” … insomma aspetto di scoprire questa ragione! Ho fatto delle ipotesi assurde (ovviamente anche perché in base a cosa posso farle che non ho elementi) ma le ho fatte. Come dico sempre “La curiosità uccise il gatto…e ucciderà anche me! Amen.”. ^^

    Che poi c’è un’altra cosa su cui i miei pensieri tornano ancora e ancora. Bombe! Sì. Che ci posso fare? E’ che quando hai svelato l’importanza dei “costumi”, precisando che MAI parteciperei a una cosa del genere, continuo a ipotizzare costumi “validi” per poter far colpo. Al momento in cima alla classifica ci sono: lottatore di sumo, goccia d’acqua e tenuta da bagno (telo, cuffia in testa e spazzolone in mano)…ma a tutti manca ancora qualcosa. Non lo so, sento che manca il guizzo che ti fa esclamare: Sì!

  4. aprile 4, 2016 7:28 am

    bellissimo sentirti così presa! a breve pubblico il 18, eheh :-) anche se sarei curiosa di sapere che ipotesi hai fatto!

    se ti iscrivi a bommetje fammelo sapere che vengo a fare il tifo!! lo spazzolone in mano secondo ti impaccerebbe (si dice??) un poco però ;-)

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