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DOMENICA 19: the highlands, stratovulcani, torte e Sagge Decisioni

aprile 5, 2016

Colonna sonora: Mammút – Blóðberg

Seyðisfjörður – Möðrudalur – Reykjahlíð – Skútustaðir – Reykjahlíð

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Sveglia relativamente presto considerando l’ora a cui siamo andati a letto, colazione e via di nuovo! Data un’occhiata alle previsioni, prima di uscire faccio un tentativo disperato e telefono al campeggio dove avevo pensato di stare per chiedere se per caso abbiano ancora delle camere. La zona verso cui siamo diretti è quella del lago Mývatn, zona parecchio frequentata dai turisti, anche locali, perché normalmente baciata da un clima particolarmente favorevole (oggi no). Non sono dunque molto speranzosa. Invece ho fortuna, e mi aggiudico l’ultima stanza rimasta! Un po’ mi dispiace non campeggiare ma il tempo è veramente troppo brutto. Ari e Dan hanno trovato due stanze (nel senso che dopo la prima notte dovranno spostarsi) in un campeggio vicino e quindi tutti sistemati.

Il mio brillante programma prevede di stare due giorni sul lago. Dovremmo usarne uno per le varie attività che si possono fare intorno al lago (ce n’è una in particolare che mi interessa!) e l’altro per l’escursione verso Askja.

Askja è il motivo principale per cui abbiamo noleggiato un 4X4. Si tratta di un vulcano (uno stratovulcano, mi dice Wikipedia) situato nella parte interna. Si può visitare e si può fare il bagno in uno dei suoi crateri pieni di acqua turchese. È un’esperienza unica. Nel 2005 me l’ero perso perché non avevamo una macchina adatta e le escursioni non partivano a causa del maltempo (sì sono un po’ sfigata con quella zona!), stavolta sono determinata ad andarci. Dal lago Mývatn si può andare e tornare in giornata partendo di buon mattino, e bisogna portarsi dietro tutto perché lungo la strada non si trovano generi alimentari né distributori di benzina. Non so come si faccia per la pipì, presumo al fresco!

Ari però non è molto propensa a andarci, perché la strada che porta ad Askja passa vari fiumi che bisogna attraversare con la macchina e l’esperienza di Þórsmörk le è bastata. Tira fuori il contratto, lo legge (è avvocato) e scopre che, nonostante il tizio che ci ha noleggiato la macchina ci abbia assicurato il contrario, sul contratto c’è scritto che su non siamo autorizzati ad andare su certe strade.

Cioè fammi capire bene. Abbiamo speso 1800 euro di macchina apposta, il tizio che ce l’ha noleggiata ci aveva assicurato che ci saremmo potuti andare ovunque e ora viene fuori che ci ha mentito?! Ma non esiste proprio!! Mi imbizzarrisco e dico che io Askja lo voglio assolutamente vedere e che piuttosto che perdermelo ci vado da sola con un’escursione organizzata.

I giorni sul lago Mývatn, nonostante i momenti belli siano stati più di quelli brutti, credo siano stati quelli che hanno messo più a dura prova il viaggio in quattro. Per me è difficile perché ho organizzato tutto io e questo comporta la fantastica possibilità di scegliere l’itinerario che vuoi ma al tempo stesso la responsabilità di essere il capogruppo, quella che ha scelto cose che magari agli altri non piacciono e soprattutto quella che deve stare sempre a dire “Spicciateviii!!!”..! Tutto ciò ha tuttavia un risvolto positivo inaspettato però, e cioè quello che Bram capisce ed è molto più carino del solito nei miei confronti. Credo che non ci siamo mai sentiti così felici e innamorati come durante il viaggio in Islanda!!

Partiamo e dopo un paio d’ore di guida lo stomaco brontola. Io ho letto sulla LP di un posto che fa una buona zuppa di agnello e lo propongo. Si trova a Möðrudalur, nella parte interna, 8 km off the Ring Road. Mi attrae non solo per la zuppa ma anche perché ci permetterebbe di dare una prima occhiata a quelle che in inglese si chiamano highlands, le zone interne montagnose e vulcanose da cui gli islandesi si tenevano bene alla larga perché leggenda narra fossero il rifugio di fuorilegge, briganti e assassini. Non per niente una buona parte delle saghe locali ha origine qui.

La proposta viene approvata e quindi si va!, nonostante sia off road. Tremo un po’ ma grazie al cielo non incontriamo neanche un fiume e riusciamo ad arrivare a quello che è… un rifugio. Né più né meno. Non c’è servizio, sul menù ci sono pochi piatti e pure cattivelli. Per fermarsi un attimo (e far riposare i cavalli?) va bene eh, ma è proprio super basic. E in più è infestato da orde di comitive francesi che fanno escursioni nella parte interna. Noi siamo molto più ganzi, noi niente gite organizzate, noi ci andremo con le nostre forze! Così mi illudo, e riparto un po’ delusa dal cibo ma comunque super felice di aver visto le highlands.

Arriviamo a Reykjahlíð. Non Reykjavík, eh… in Islanda un sacco di posti hanno nomi (oltre che impronunciabili) simili se non addirittura uguali! Reykjahlíð è il centro abitato principale del lago Mývatn. Si trova a nord del lago ed è un villaggio di ben 300 abitanti! È lì che alloggeremo.

Lasciamo Dan e Ari al loro campeggio e andiamo a cercare il nostro. Lo troviamo ed è molto, molto carino, proprio sulla riva del lago! Il servizio però è pessimo e il proprietario un tipo assurdo che accetta solo contanti (mai visto in Islanda, per evadere le tasse suppongo, non c’è altra spiegazione!) e che vorrebbe farci pagare extra per qualunque cosa. E quando dico qualunque intendo proprio qualunque: c’è persino una tariffa per ricaricare il cellulare per i disgraziati che campeggiano! E le stranezze non si fermano qui: al ritorno ho letto la recensione di un tizio che è stato svegliato nel cuore della notte e obbligato a smontare e rimontare la tenda un po’ più in là perché a detta del proprietario l’aveva piantata sulla casa di un elfo!!

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La nostra stanza è piccola ma pulita, non abbiamo bisogno di molto quindi va bene. E inoltre dopo varie notti in quadrupla è proprio bello avere una stanzetta tutta per noi! Rinunciamo a lavare i vestiti (è possibile, ma dovremmo pagare una cifra esorbitante!) e andiamo al centro visitatori a chiedere notizie su Askja, il famoso vulcano che mi sono persa nel 2005 e che stavolta non voglio mancare!

Il quadro che ne esce non è dei migliori. Askja è sotto la neve. Si può provare a raggiungerlo in macchina, guadando fiumi e scarpinando nella neve per il pezzo finale. Oppure ci si può andare con un’escursione, sempre scarpinando nella neve (in salita) per fare gli ultimi km. O ancora si può scegliere l’opzione escursione + gatto delle nevi + piccola scarpinata finale (quella non si scampa!). Non mi ricordo esattamente i prezzi delle escursioni ma erano alti, almeno 100 euro a persona, moltiplicato per 4 fanno 400 euro e devo ricordarvi quanti ne abbiamo pagati di macchina apposta per poter andare da Askjia? Ultima cosa, bagno nel cratere col laghetto di acqua turchese ‘sticazzi, perché le pareti per scendere sono scivolose a causa della pioggia e sarebbe pericoloso.

Nel frattempo sul lago Mývatn diluvia. Quindi non solo è un casino andare a Askja, ma è un casino anche fare le varie attività normalmente possibili sul lago. Ho uno scambio di sms con il tizio che ci ospiterà l’ultima notte a Reykjavík e che al momento si trova nella nostra stessa zona per pescare salmoni (pare che tutti gli islandesi in questo periodo vadano a pescare salmoni, Dan ha un amico qua e non è riuscito a vederlo perché era a pesca di salmoni pure lui!) e vi copio il testo di uno dei suoi messaggi:

Mývatn is so pretty but the weather right now sucks. Usually this time of year it is about 15-25 degrees and sunny but now it is rainy, windy and cold.
I am also in Mývatnssveit fishing for the next 5 days, really hoping the weather will change.

Quindi che si fa? Andiamo a recuperare Dan e Ari e cerchiamo un caffè dove sedersi e discutere il da farsi.

E ne troviamo uno spettacolare!!! Si tratta di una fattoria con un’area caffè/ristorante, un piccolo negozietto e una zona… mucche! A separare la stalla dal bar c’è solamente una parete di vetro. Decisamente lunch (o dinner, o quel che è stato) with a view!

Il che ci pone di fronte a un dilemma etico. La zuppa non ci ha riempito molto e il menù è così invitante che nonostante siano tipo le 16 abbiamo tutti voglia di… un hamburger! E alla fine ce lo prendiamo (ed è veramente buonissimo devo dire), e Ari che non mangia carne si prende un’insalata e se la mangia guardandoci perplessa. A un certo punto ci chiede “Ma non vi fa impressione mangiare un hamburger circondati da mucche?” (in effetti un po’ sì), e Dan le risponde, scherzando, che in Islanda gli animali vengono mangiati solo una volta morti di morte naturale. La conversazione parte per la tangente e ad Ari che non si spiega i tanti piatti a base di agnello viene risposto che deve esserci qualche malattia misteriosa che li fa morire giovani, e le aragoste, eh, le aragoste lo sentono quando è arrivato il momento, e allora escono dall’acqua, bussano alla porta del più vicino ristorante e sussurrano “Please make a nice soup out of me!” prima di esalare l’ultimo respiro sullo zerbino. Era ovviamente uno scherzo, ma a fine vacanza è venuto fuori che Ari ci aveva creduto e aveva scritto a tutti i suoi amici e parenti a proposito delle innovative politiche islandesi. Abbiamo dovuto dirle che non era vero, e a quel punto ovviamente siamo diventati le merde che si erano prese gioco di lei per tutto il viaggio!

Finiamo col trascorrere varie ore a Caffè Mucca, tanto fuori piove, qua si sta bene e il cibo e l’ambiente sono deliziosi. Mangiamo, facciamo un po’ di shopping, poi io e Ari decidiamo di andare a dare un’occhiata ai dolci e un Increscioso Incidente si verifica: presa dall’ingordigia io mi avvicino alle torte per studiarle meglio ma non noto la vetrina trasparente che le protegge e mi ci pianto! Alla fine io e Bram prendiamo solo un caffè mentre Ari e Dan si dividono un dolce delizioso che tuttora rimpiango di non aver preso.

Mangiato, fatto shopping, preso il dolce, bevuto il caffè, giocato a carte, andati in bagno, arriva il momento che tutti stavamo cercando di rimandare: il momento della Decisione. Si va a Askja o non si va? E se non si va che cavolo si fa un giorno intero sul lago sotto al diluvio?

Discutiamo un po’ e alla fine prendiamo una saggia decisione: CHILL DAY.
E cioè giorno di cazzeggio! Alla fin fine abbiamo passato tutta la vacanza ad alzarci presto e trottare, un giorno di relax male di certo non ci farà!
E quindi niente Askja. D’altronde se non posso vederlo in condizioni ottimali non voglio andarci neanch’io. Mi consolo pensando allo scorcio di highlands che ho visto quando siamo andati al rifugio. E adesso posso rivelarvi cosa c’è nelle highlands: un cazzo. :-)

Lasciamo Caffè Mucca a malincuore, ma quando usciamo una bella sorpresa ci accoglie: ha smesso di piovere! E il lago con la luce di inizio serata è veramente magico.

Troviamo un negozietto dove io e Bram ci compriamo dei cappelli un poco elfici fatti a mano. Troviamo anche il volantino di un concerto nella chiesetta di Skútustaðir, sul lato sud del lago, e decidiamo di andarci. È ancora presto però, e allora ci fermiamo per un caffè e un paio di partite a carte nell’unico posto che troviamo: un distributore di benzina.

L’ora arriva e la chiesetta è deliziosamente pittoresca come quasi tutte le chiesette islandesi (fa eccezione quella a forma di organo a Reykjavík) e il concerto è abbastanza tranquillo e c’è chi se lo gode proprio (Ari) e chi quasi si addormenta (io).

Dopo il concerto giro turistico del lago in macchina e poi nanna. Niente sveglia per domani, giornata relax ci aspetta e nonostante non fosse inizialmente prevista non vedo l’ora!

***

LINKS

  • Il rifugio nelle highlands dove abbiamo mangiato la zuppa di agnello è questo.
  • A Reykjahlíð io e Bram siamo stati al campeggio Bjarg. Non mi ricordo quanto abbiamo pagato e non hanno un sito!
  • Il Caffè Mucca è questo.
  • La chiesetta non ha un sito ma era proprio carina, so let me Google that for you! Mi scuso per il “Was that so hard?”, non so come toglierlo!
6 commenti leave one →
  1. aprile 5, 2016 10:58 am

    Molto interessante! Quanto ti capisco quando dici che sei colei che organizza tutto e gli altri non si muovono. Lo stesso accade per me :”D non voglio essere esagerata ma purtroppo quando il programma è fitto.. Bellissimo questo viaggio, chissà magari un giorno riuscirò a vedere questi bellissimi posti.

  2. aprile 5, 2016 11:05 am

    brava a te, che viaggi e organizzi alla tenera età di 19 anni (esattamente la metà dei miei ARGH :-D)!

  3. aprile 5, 2016 12:20 pm

    WOW che super giro questo! E la storia di spostare la tenda perchè piazzata sulla casa si un elfo? Ahaha. Comunque che vacanza straordinaria, davvero.

  4. aprile 5, 2016 12:25 pm

    sì beh, fa ridere perché è successo a un altro, non voglio pensare a quante bestemmie in olandese avrei imparato se fosse successo a noi!

  5. aprile 17, 2016 8:05 am

    Ma guardi che è l’elfo che mi ha invitato ad accomodarmi qui! Vero sig. Elfo? Vero? Vero? ah ah ah ah

    Con un viaggio così pieno un chill day ci sta, soprattutto se è segno di flessibilità e adattamento alle situazioni impreviste. E le soste ai distributori di benzina me le immagino come nei film!

    Però un appunto cara signorina organizzatrice del viaggio bisogna che io lo faccia: cioè ci porta in Islanda in un villaggio di ben 300 abitanti??? Se si voleva stare in mezzo alla folla si andava a Roma! :D

  6. aprile 18, 2016 10:41 am

    ahahahahah!!!

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