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LUNEDÌ 20: zolfo, terme, oscuri castelli, pseudocrateri e relax!

aprile 6, 2016

Colonna sonora: My bubba – Island

Reykjahlíð – Hverir – Mývatn Nature Baths – Dimmuborgir – Skútustaðagígar – Reykjahlíð

20

E venne CHILL DAY.

Facciamo colazione al campeggio, ci facciamo una doccia, io mi incazzo mortalmente con una tizia che occupa per un’ora l’unica doccia disponibile (credo si sia fatta anche la manicure!), poi io e Bram passiamo a prendere Dan e Ari.
Il tempo è un po’ migliorato, non ci sono 30 gradi ma neanche piove e sta addirittura facendo capolino il sole!

20.1

Iniziamo con l’area geotermica di Hverir: un paesaggio lunare di calderoni di fango, venti di fumo, depositi di minerali e fumarole bollenti. L’atmosfera è irreale, ad ancorarci alla realtà pensa il delicato effluvio dello zolfo!

Sotto un po’ di foto. Sono piccoline perché si tratta di una foto panoramica di Bram che ho spezzettato!

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Piccolo aneddoto non su questa zona geotermica ma su un’altra vicina: in passato alcuni contadini avevano tentato di sfruttare la ricchezza del suolo per coltivare patate, ma avevano ben presto dovuto rinunciare perché saltavano fuori già bollite!

La seconda tappa della giornata è quella che Ari aspettava con più ansia, e devo dire un po’ anch’io.

Dunque, se siete mai andati o avete mai pensato di andare in Islanda avrete probabilmente sentito parlare della Blue Lagoon. In pratica si tratta di terme, ma terme naturali, enormi piscinone di acqua calda in mezzo alla natura… una cosa parecchio, parecchio spettacolare! Il concetto è lo stesso di Seljavallalaug, la vasca di acqua calda in cui ci eravamo lanciati il 14, ma la struttura non è paragonabile, la Blue Lagoon è cento (?) volte più grande e più organizzata, con spogliatoi seri, ponticelli in legno che collegano le varie piscine, eccetera eccetera. Durante Iceland Airwaves ci organizzano dei concerti, per dire!

Ecco, la Blue Lagoon nel nostro (mio) itinerario non c’era.
Perché per quanto bella sia è anche un baraccone turistico, costantemente piena di gente e carissima.
Epperò…

Epperò non tutti sanno che una struttura simile ma molto meno turistica esiste anche sulle sponde del lago Mývatn: si tratta dei Mývatn Nature Baths.

Ed è proprio lì che ci dirigiamo! Dribbliamo abilmente la trappola, e cioè il laghetto di invitante acqua azzurrissima e TOSSICA che sta proprio lì davanti, ed eccoci arrivati.

20.6

Fuori fa freddo e dentro fa caldo. Non vorrei essere ripetitiva ma devo per forza usare la parola che ho già usato per definire la sensazione quando ci si tuffa: orgasmica!!

Restiamo dentro un paio d’ore ed è bellissimo. Nuotiamo, ci rilassiamo, passiamo da una zona all’altra (la temperatura dell’acqua varia), facciamo le fusa sotto ai getti ad alta pressione. Passiamo anche dalla sauna, ma ne usciamo abbastanza velocemente perché c’è un tizio che sostiene di essere americano che ci attacca un pippone con forte accento russo e aggrava la situazione accavallando le gambe… passerà alle cronache col nome di “Boris e i suoi gioielli”. Scappiamo da Boris e ci tuffiamo di nuovo!

Verso le 15 la fame ci chiama. Ci facciamo una doccia e torniamo a Caffè Mucca per un altro pranzetto delizioso!

20.7

Dopo pranzo facciamo una sorta di bilancio dell’esperienza Mývatn Nature Baths.

Il bilancio è questo:
Dan e Bram -> zaino pieno e tasche vuote
Francesca e Ariana -> zaino vuoto (costume lasciato nello spogliatoio) e tasche piene (chiavetta dell’armadietto dello spogliatoio in tasca)!

Torniamo dunque indietro per recuprare i nostri averi e restituire i loro, e all’ingresso c’è una mega comitiva di francesi che sta facendo la coda per entrare. Meno male che noi siamo andati la mattina!

La prossima cosa da risolvere è il buco nella mano di Bram, che è abbastanza profondo e sta assumendo delle tonalità di colore inquietanti. Appurata l’inesistenza di farmacie, veniamo indirizzati verso una sorta di ambulatorio dove ci viene comunicata la buona novella che la mano non sta andando in cancrena. Pronti per nuove avventure!

Decidiamo di andare a visitare gli Oscuri Castelli. E cioè Dimmuborgir, un campo di lava verdeggiante in cui le formazioni rocciose creano sculture, sentieri e rocce! È un posto da fiaba, perfetto per vagare perdendosi nei pensieri. Mandiamo avanti Ari che è stanca, così può dare il ritmo, e seguendo il suo passo mi ritrovo ad osservare un sacco di piccole cose che col mio passo veloce non avrei notato. Bello!

20.8

Proseguiamo con il giro del lago. La luce è meravigliosa.

20.9

Ci fermiamo a Skútustaðagígar, una montagnetta con in cima uno pseudocratere che io e Bram ci divertiamo a scalare.

Infine torniamo a Reykjahlíð. Si è fatta l’ora di cena e stavolta optiamo per l’altro posto segnalato dalla LP (e anche dal nostro prezioso opuscolo!). Si chiama Gamli Bærinn e dalla descrizione sembrerebbe essere l’anima del villaggio, the place to be, il luogo in cui i giovani si ritrovano e i musicisti tengono banco! Entriamo, e l’atmosfera è effettivamente quella del pub del villaggio, ma la band che sta per suonare è la stessa che abbiamo sentito la sera prima nella chiesetta, quella che su di me ha avuto un effetto soporifero!

Così ci mettiamo in un angolino, ordiniamo e dopo cena la band suona e noi giochiamo a carte. Non ricordo a cosa stessimo giocando ma i giochi che ci hanno catturato in Islanda sono stati solo due: inizialmente Machiavelli, proposto da me, e poi Hearts, proposto da Dan a cui Machiavelli non piaceva e con cui tutti siamo andati in fissa!

È stata un’altra bella serata, interrottasi quando ad Ari è arrivata un’email della World Bank che la invitava a un colloquio a Washington! Ari e Dan sono corsi a casa per mettere insieme un’email di risposta che proponesse diplomaticamente uno spostamento di data (la data proposta era pochi giorni dopo, saremmo stati ancora in Islanda) e io e Bram siamo andati a nanna!

È stata una gran bella giornata di relax, e nonostante non l’avessi programmata devo ammettere che ci voleva!

***

LINKS

  • Le fantastiche terme naturali si trovano qui.
  • The place to be se passate da Reykjahlíð è questo qua.
3 commenti leave one →
  1. aprile 7, 2016 12:04 pm

    Una delle prossime mete :D

  2. aprile 17, 2016 8:14 am

    La foto con le mucche è bellissima!

    Però ora c’ho il pensiero di come si mette la storia di Ari con la World Bank.

  3. aprile 19, 2016 7:14 am

    ah beh, su quella ti posso aggiornare: è riuscita a farsi spostare il colloquio, alla fine non l’hanno presa ed è stata contenta così perché dopo tanto viaggiare la attirava più l’idea di sistemarsi a cardiff che di partire per una nuova avventura a washington!

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