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MARTEDÌ 21: imprevisti; canyon, foreste e cascate; e la zuppa di pesce più buona del mondo

aprile 8, 2016

Colonna sonora: Arstidir – Nú gleymist ég

Reykjahlíð – Húsavík – Ásbyrgi – Hljóðaklettar – Hólmatungur – Dettifoss – Húsavík

21

Questa è stata una giornata molto, molto interessante!

Allora, ecco cosa prevedeva il mio brillante programma. Erano un po’ di giorni che non sentivate parlare di cascate, vero che vi mancavano?

Ecco, il mio programma per la giornata prevedeva di andare da Reykjahlíð a Húsavík (costa nord) attraversando la parte nord del Vatnajökulsþjóðgarð.
Del Vatnajökulsþjóðgarð avevamo già parlato, vi ricordate? Ma come, non vi ricordate? È quell’enorme parco che prende mezza Islanda e che è talmente grande che assume nomi diversi a seconda della zona! Qua si chiama Jökulsárgljúfur.
Dunque, da Reykjahlíð a Húsavík attraverso Jökulsárgljúfur con le seguenti tappe:

  • la cascata Dettifoss
  • la bucolica oasi di Hólmatungur
  • il canyon Ásbyrgi

Sono parecchi km, è tutto off road (e nei giorni scorsi ha piovuto un sacco!) e tutte le tappe che ho menzionato sono trekking; è dunque fondamentale partire presto. Dan e Ari, che hanno tenuto la macchina e quindi devono passarci a prendere, sono un po’ in ritardo.

Finalmente arrivano… e ci comunicano che Dan sta male. Ha una fitta che gli impedisce di respirare. Ma questo io l’ho capito solo dopo, sul momento ho pensato che avesse un po’ di raffreddore e che Ari stesse esagerando (Ari è un tantinello ipocondriaca) e mi sono semplicemente irritata al pensiero del ritardo che avremmo accumulato!

E così anziché metterci in viaggio siamo tornati a far visita all’ambulatorio da cui eravamo passati il giorno prima per la mano di Bram. All’ambulatorio ci hanno detto di non poter far nulla e che se volevamo una visita completa dovevamo andare all’ospedale, a Húsavík.
Siamo dunque andati a Húsavík. Lungo la strada io ho chiamato il b&b che avevo prenotato per spiegare che uno di noi quattro aveva il raffreddore e chiedere se fosse possibile fare il check-in in anticipo (gli hanno preparato un tè caldo!).
Arrivati a Húsavík siamo andati all’ospedale e Dan è stato rivoltato ben bene. Appurato che non si trattava di niente di grave io e Bram abbiamo accompagnato lui e Ari al b&b; loro sono rimasti lì e noi abbiamo proseguito (cioè siamo tornati indietro).

Eravamo molto dispiaciuti per Dan, ma confesso che eravamo anche un po’ contenti di avere una giornata tutta per noi… una giornata che comprendeva parecchi trekking, oltretutto!

Fuori dal b&b c’era un negozio di articoli sportivi, e io mi sono comprata una giacchetta azzurra, leggera ma impermeabile, da mettere sopra alla mia giacca verde pisello, calda ma non completamente impermeabile. Poi ci siamo comprati dei panini. E poi siamo partiti!

Húsavík è sulla costa, Bram si ferma per fare delle foto e io smanio.

21.1

Abbiamo fatto l’itinerario che avevo previsto, solo in direzione opposta.

Prima tappa: il centro visitatori. Sono ancora un po’ preoccupata per le possibili condizioni della strada dopo i giorni di pioggia (la strada che dobbiamo fare non è la stessa che abbiamo appena fatto), ma vengo tranquillizzata e quindi si va!

Vicino al centro visitatori c’è Ásbyrgi, un enorme, lussureggiante canyon lungo 3 km e mezzo e largo 1 (profondo boh, 100 m?). Al centro cresce una foresta di betulle. Le pareti rocciose le proteggono dal vento e dalle pecore affamate e per questo le piante riescono a crescere fino a 8 m!

21.2

Ásbyrgi è a forma di ferro di cavallo e ci sono due leggende riguardo alla sua formazione: la prima sostiene si tratti di un’impronta della zampa del cavallo di Óðinn (Odino); la seconda fa riferimento a una potente eruzione della caldera del Grímsvötn, un vulcano che giace sotto alla calotta glaciale del Vatnajökull.

Ve lo ricordate? -jökull = ghiacciaio. Il Vatnajökull è quell’immenso ghiacciaio che dà origine (fra le varie) alla laguna degli iceberg che avevamo visitato uno dei primi giorni di viaggio. Ora, cosa si ha se un vulcano che sta sotto a un ghiacciaio erutta? Un jökulhlaup, ovviamente! E cioè un’eruzione di ghiaccio.

La seconda tappa della giornata è l’area di Vesturdalur, che comprende fra le varie le bizzarre formazioni rocciose di Hljóðaklettar e la bucolica oasi di Hólmatungur.

Partiamo da Hljóðaklettar, che visitiamo tramite un breve (3 km) percorso circolare che parte dal parcheggio. Troviamo le formazioni rocciose ma non riusciamo a percepire gli effetti acustici di cui parla la guida.

Le rocce sono di basalto e formano vortici, spirali, fiocchi e altre forme bizzarre! Sotto, delle formazioni a nido d’ape e una Piccolina.

21.3

Proseguiamo e raggiungiamo Hólmatungur. La bucolica oasi è bucolica davvero!

Seguiamo un sentierino che sembra messo lì per noi…

21.4

… e poi il corso di un ruscello. È un’esplosione di fiori! Nonostante il tempaccio facciamo un bel giro e il paesaggio ci incanta.

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21.7

Siamo soli ed è ancora, di nuovo, magia.

21.8

Finiamo il giro e ci rimettiamo in macchina, alla volta di Dettifoss questa volta. Dettifoss è la cascata col volume d’acqua maggiore d’Europa ed è abbastanza spettacolare. Si raggiunge con una camminata (su pietrone!) di 1 km circa dal parcheggio.

21.9

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Le cascate da vedere sarebbero in realtà due, Dettifoss e Selfoss. Ma una Piccolina è stanca, bagnata fradicia e infreddolita, e allora ci si limita alla prima. Ascoltiamo una testimonianza. Sì, quella sono io!

La giornata volge al termine. Torniamo a Húsavík, stavolta facendo la strada normale e non quella off road, e mentre Bram guida fra prati e cavalli io leggo la guida e trovo un posto che mi ispira per cena. Lo proponiamo a Dan e Ari e scopriamo che ci sono stati per pranzo e che gli è piaciuto così tanto che sono disposti a tornarci. E allora si va!

Il posto è carinissimo, proprio al porto: atmosfera familiare, pareti di legno e pesce fresco. La zuppa di pesce è una delle cose più deliziose che io abbia mai assaggiato. Dan sta meglio. Ne esce un’altra serata spettacolare!

21.11

21.12

21.13

***

LINKS

  • Il libro delle camminate comprende vari itinerari in questa zona: il numero 25 a Ásbyrgi (non l’abbiamo fatto); il 27 a Hljóðaklettar (fatto in parte); il 28 a Hólmatungur (fatto tutto); e il 29 fra Dettifoss e un paio di altre cascate (fatto solo fino a Dettifoss).
  • Abbiamo cenato qui. Delizioso! Sta sulla LP e pure sui magici opuscoli.
  • Abbiamo dormito qui. Molto, molto carino, location buona e colazione anche. Stanza quadrupla per 56 euro a testa con colazione.
6 commenti leave one →
  1. aprile 8, 2016 10:57 am

    mi commento da sola: avrei tanto voluto mettere un fumetto alla pecora con scritto “uffa ma io volevo mangiare le betulle!” :-)

  2. aprile 10, 2016 10:43 am

    il video è fighissimo, vi siete avvicinati tantissimo alla cascata! Pazzesco, tipo non c’erano barriere?

  3. aprile 11, 2016 7:56 am

    ma sai che non mi ricordo? forse qualcosina-ina, ma più che altro mi sa che era lasciata al buon senso!

  4. aprile 11, 2016 7:58 am

    ah sì c’era un cordino, si vede alla fine del video!

  5. aprile 17, 2016 8:29 am

    Ma questa è la tappa che mi è piaciuta di più! Non so spiegare di preciso ma l’ho percepita così. Forse perché mi è più affine! E poi c’è la pecora. E vederti nelle foto con la giacchetta azzurra sopra quella verde, non so. Mi è sembrato tutto così “vicino”. E bello “conoscere” anche la tua voce…anche se mi aspettavo di sentirti parlare in Italiano (con chi? con Bram? vabbè son scema non ci avevo pensato).

  6. aprile 19, 2016 8:06 am

    cara un giorno mi dovrai spiegare che tipo di vacanza ti piace, perché mi sembrava di aver capito non ti piacesse il trekking, e invece alla fine la tua tappa preferita è quella con più trekking di tutte? :-D

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