Skip to content

MERCOLEDÌ 22: balene, delfini e mezzanotte nel castello delle streghe

aprile 11, 2016

Colonna sonora: Marius Ziska* – One In The Masses
* Gli unici non-islandesi della playlist. Isole Fær Øer… quasi cugini!

Húsavík – Goðafoss – Akureyri – Hólmavík

22

Io e Bram ci siamo svegliati presto e abbiamo lasciato Dan e Ari a nanna. Perché? Per andare a fare whale watching! L’avevamo prenotato per tutti e quattro ma alla fine Dan e Ari hanno deciso di rinunciare (Dan sta meglio ma è bene non si strapazzi) e quindi andiamo io e Bram da soli. Il b&b è vicino al porto, l’avevo scelto apposta, andiamo quindi a piedi e in 10 minuti ci siamo.

Ci fanno indossare una tutona sexy molto simile a quella usata per fare il tour della laguna degli iceberg e poi ci dicono di aspettare. Mentre aspettiamo vediamo passare una ragazza con un sacchetto pieno di cinnamon rolls e siamo molto tentati di abbandonare il gruppo per seguirla! Sotto un reportage fotografico della scena.

22.1

22.2

22.3

:-)

Allora, se chiedete del whale watching a me e a Bram avrete due risposte molto diverse.
Bram: “Fantastico! Meraviglioso! L’esperienza più bella della vacanza!”
Francesca: “Brrrr… mai avuto così tanto freddo in tutta la mia vita..!”

Avevo scelto l’opzione completa, e cioè balene e puffini. Ovviamente né le une né gli altri sono garantiti, la differenza è che il tour più lungo passa anche dall’isola dei puffini. Li abbiamo visti ed erano tantissimi, ed è stato bello vederli in acqua, prospettiva completamente differente (goffi sono e goffi restano però)! Abbiamo poi visto un bel po’ di delfini che sono venuti a nuotare sotto alla nostra barca (noi facevamo whale watching e i delfini facevano human watching) e due o tre balene. Ora, le balene. Io mi aspettavo di vederle proprio bene: occhi, bocca, denti, tutto! In realtà le parti che si riescono a vedere sono il dorso e la coda (e lo spruzzo!). Da cui la delusione mia e la gioia di Bram, che aveva aspettative più realistiche. Ho patito tantissimo freddissimo e sono rientrata alla base che ero un cubetto di ghiaccio.

22.4

E quindi, per scaldarsi… zuppa di pesce! Abbiamo raccattato Dan e Ari e siamo tornati al ristorante buonerrimo, hurrà!

E poi siamo partiti. La bellezza di 427 km ci aspettavano! Ci stavamo infatti spostando verso la meta finale della vacanza, quella su cui io avevo più aspettative: i fiordi dell’Ovest!! E cioè la punta frastagliata a sinistra in alto sulla cartina. Non mi ero mai spinta fin lì e… beh, dire che non vedevo l’ora è riduttivo.

Il fascino di un posto lontano, difficile da raggiungere e un po’ magico.
Niente turisti, solo ghiaccio, uccelli e volpi artiche.
Saghe, musica e mistero.
Così me li immaginavo… e non ci sono andata tanto lontana.

In macchina dunque! Ci sono un po’ di tappe che si possono fare lungo la via, ma il tempo non è molto.

La prima è una… cascata! Goðafoss, o Waterfall of the Gods. È abbastanza di strada e quindi ci fermiamo.

22.5

Le altre possibili tappe che fanno parte della mia lista sono: una fertile vallata con un grazioso caffè; un’isola piena di puffini; una strada con viste spettacolari (off road, ça va sans dire); una birreria artigianale; una zona di cavalli selvaggi, paesaggi magnifici e turismo culinario; l’unica conceria dell’Islanda; una sala da tè; un’altra valle (questa senza grazioso caffè); e svariati punti da cui si possono vedere le foche.
Le altre possibili tappe che NON fanno parte della mia lista sono: la città di Akureyri.
Indovinate dove ci siamo fermati?

Akureyri era stata il tormentone della vacanza con Flanzo nel 2005. Per la precisione il tormentone era stato: “Ma quando diventa bellina Akureyri?”. Indizio: MAI.
Dunque io l’avevo democraticamente cassata. Ma la sciocca LP ha pensato bene di metterla tra le top destination 2015 (addirittura al numero 1 se non erro) e Bram l’aveva visto e ci voleva andare. Ci siamo dunque fermati ad Akureyri. In caso siate curiosi: no, nel corso di questi dieci anni non è diventata bellina!

E quella è stata l’unica altra tappa che abbiamo fatto, perché poi non c’era più tempo.

Abbiamo dunque guidato e guidato e guidato (cioè Bram ha guidato e guidato e guidato!) in direzione fiordi dell’Ovest, e nonostante non abbiamo fatto nessuno dei miei detour il viaggio è stato spettacolare: la parte di Route 1 fra Akureyri e i fiordi dell’Ovest attraversa vallate verdi piene di cavalli selvaggi e pecore ed è semplicemente, semplicemente magnifica. Più ci avviciniamo ai fiordi più il panorama diventa spettacolare.
Il cielo è un acquarello, e c’è una chiesa alla fine del mondo.

22.6

22.7

Tramite Airbnb avevo prenotato la prima notte a Hólmavík, all’inizio dei fiordi, per evitare di fare troppi km nello stesso giorno. Avremmo dormito a casa di Gunnar.

Adesso inizia la parte della vacanza in cui probabilmente ho riso di più.

Non l’abbiamo ancora visto, ma già Gunnar ci affascina: dalla foto del profilo sembra un cantante!
Ci siamo sentiti la sera prima via Airbnb e l’ultima sua email recita quanto segue:
Hi Francesca,
I´ll be waiting for you, so no worry.
Maybe send me a message of when you will arrive when you know more.
Have a nice day.
Gunnar
Notare cortesemente “I´ll be waiting for you” – ci servirà più avanti.
Dunque verso le 19 gli mando il seguente sms:
Hey! So just to give you an idea, we should be in Hólmavík between 21 and 22 (unless route 68 is very bad?). Hope that’s fine! Francesca
Nessuna risposta.

Verso l’ora prevista arriviamo a Hólmavík e troviamo casa di Gunnar. È un po’ appartata, all’inizio del villaggio, e ha un tantinello l’aspetto della casa delle streghe. Bussiamo, e a fare gli onori di casa non troviamo Gunnar. Troviamo un tale Benedikt.

Benedikt è di poche parole. Ci mostra la casa usando termini essenziali: “toilet”, e ci indica il bagno; “kitchen”, e ci indica la cucina; “video”, e ci indica un arcaico videoregistratore con l’aria di chi sta mostrando uno sconosciuto macchinario moderno. Poi Benedikt esce di casa e va a dormire in giardino. Gunnar non pervenuto.

Appena Benedikt esce noi esplodiamo. Dov’è Gunnar? Chi è Benedikt? E perché è andato a dormire in giardino? E soprattutto, rientrerà in casa nel mezzo della notte e ci ucciderà tutti? Come forse ha già fatto con Gunnar, che sembra sparito nel nulla??

Iniziamo a farci i film mentali più assurdi, tipo che Gunnar abbia il vizio delle scommesse sui cavalli e che a causa del poco intuito perda sempre e sia nei guai e costretto ad affittare la casa e andare a dormire fuori; o che Benedikt sia un serial killer, che abbia fatto fuori Gunnar e che adesso tocchi a noi; e altre amene storielle.

Non so come spiegarlo, ma un po’ la situazione è buffa, un po’ siamo spaventati davvero (OK, spaventatE), insomma ci piglia un attacco di riso isterico che va avanti tutta la sera!

Non riusciamo a connetterci alla rete, quindi qualcuno deve uscire e chiedere a Benedikt (che, ricordiamoci, sta dormendo in giardino, in una roulotte collegata alla casa con un filo elettrico che forse gli serve per avere la luce ma più probabilmente per fulminarci tutti) qual è la password. Tiriamo a sorte e tocca a Dan, che rientra piegato in due dal ridere (e non dovrebbe ridere, perché a ridere gli fanno ancora male le costole!) e ci comunica che non c’è WiFi. Siamo isolati! Non dovrebbe far ridere, ma ve l’ho detto che era un riso isterico!

La situazione peggiora quando io e Bram saliamo al piano di sopra e ci troviamo davanti un’alcova. Ci sono una cosa tipo 12 piccoli letti tutti appiccicati. Di certo i lettini delle vittime di Gunnar!
Nel frattempo Dan a Ari si sono accorti che la casa ha un terzo piano, sotterraneo, a cui non possiamo accedere. Deve essere il posto in cui Gunnar sotterra le sue vittime! O, in alternativa, il luogo in cui Benedikt ha nascosto il cadavere di Gunnar.

Tocca trovare una soluzione per dormire. Giù, accanto alla porta d’ingresso, c’è una camera matrimoniale. A me sembra la stanza più insicura (è da lì che Benedikt entrerà per ucciderci!), a Ari quella più sicura (è da lì che fuggiremo!). Non sono convinta, ma per amor di Ari accetto la sua proposta di dormire giù.
Perché ovviamente, secondo me e anche secondo Ari, in questa tragica situazione bisogna stare uniti! Dobbiamo quindi stringerci tutti e quattro nello stesso letto. Ovvio, no?
Non per Dan e Bram, che stranamente ci mandano a cagare. Non riusciamo a convincerli (incoscienti!), e allora Dan e Ari prendono la camera in basso e a me e Bram tocca l’alcova.

Ma la serata non è finita qui, eh. Dobbiamo ancora cenare, e giocare a carte, e trovare il corpo di Gunnar. Vicino alla porta c’è una colonna. La studiamo un po’ e ci rendiamo conto che dietro è cava, e che può ruotare. Chiamiamo Dan e gli diciamo “Ehy, abbiamo trovato il corpo di Gunnar!”, e nel dirlo facciamo ruotare la colonna con aria sinistra e Dan prima sbianca e poi si piega in due dal ridere tenendosi la pancia!

Insomma la serata è stata tutta così. Ci siamo fatti una pasta gorgonzola e Brennivín (l’orribile liquore islandese, che in questo modo siamo riusciti a finire – dovevamo pur imbriaarci per sopravvivere alla tensione!), abbiamo giocato a carte ma soprattutto abbiamo riso riso riso fino a non poterne più.

Ci saremo svegliati vivi o saremo finiti nella cantina di Gunnar dei fiordi dell’Ovest?
Lo scoprirete domani…
;-)

22.8

Nota di colore: se si mette l’indirizzo di casa di Gunnar su Google Maps quello che esce è “Museum of Icelandic Sorcery and Witchcraft”..!

***

LINKS

  • Io e Bram abbiamo fatto whale watching con loro.
  • Se volete andare a trovare Gunnar (o Benedikt) cliccate qui!

CONTENUTI EXTRA

Eccomi in tutta la mia folgorante bellezza pronta per andare a trovare le balene.

22.9

6 commenti leave one →
  1. aprile 11, 2016 6:14 pm

    quante avventure Francesca, certo che freddo pazzesco. E’ tutto molto molto wow e i tuoi disegni la classica ciliegina!

  2. Silvia permalink
    aprile 11, 2016 10:21 pm

    Prossima vacanza sulla luna! Hai anche già i vestiti adatti! :-D

  3. Anonimo permalink
    aprile 11, 2016 10:22 pm

    Ma perché dice che ho commentato alle 22,22 se sono le 00,22?! :-/

  4. aprile 12, 2016 7:40 am

    @ sandra: eh sì, sulla barca freddo un bel po’, non per niente si chiama mar GLACIALE artico (dando per scontato che il mar glaciale artico sia quello, cosa di cui in realtà non sono mica sicura)!

    @ silvia: certo, sono infatti scappata con quella bella tutona e me la sono portata a casa! mi rende così leggiadra… ;-)

  5. aprile 17, 2016 8:42 am

    Questo viaggio sta prendendo una piega inaspettata! Ma come fa Bram ad essere sempre così “perfetto” in ogni situazione? Hai tutto il mio appoggio Fra per le aspettative sulle balene! Anch’io mi sarei aspettata di vederle bene bene (come nei documentari tipo…senza calcolare che le inquadrature non vengono fatte da una postazione su una barca). Però nella serata a casa di Gunnar credo mi sarei trovata proprio bene con voi!

    (Ehi ma io devo ancora sapere della World Bank per Ari)

  6. aprile 19, 2016 8:10 am

    ma infatti… come quel bidone del treno da bruxelles a londra, che passa dal mare ma non si vede neanche un pesce! >:-(

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: