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SABATO 25: storie, barche e cene deliziose

aprile 15, 2016

Colonna sonora: Slowblow – Phantom Of My Organ

Breiðavík – Brjánslækur – Reykjavík

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Facciamo le valigie e ci prepariamo per l’ultimo giorno di vacanza: stasera dobbiamo essere di ritorno a Reykjavík, domattina presto io e Bram abbiamo l’aereo. Il tempo è così bello che quasi mi dispiace non aver campeggiato. Ho detto quasi!

Io e Bram abbiamo in serbo un’ultima sorpresa per Dan e Ari: una barca. Anziché farci un sacco di km guidando prenderemo un traghetto che porterà sia noi che la macchina a Stykkishólmur. 160 km anziché più di 400!

Ci sono un po’ di soste che potremmo fare, ma per una volta decidiamo di prendercela comoda e andare direttamente a Brjánslækur da dove partirà la nave per Stykkishólmur. Nella nostra testa Brjánslækur è un grazioso villaggio; pensiamo dunque, se arriviamo in anticipo poco male, facciamo un giretto e mangiamo qualcosa.

Ad accoglierci troviamo una realtà ben diversa: Brjánslækur è il punto da cui parte la nave, e basta. C’è solo un piccolo edificio dove si possono comprare i biglietti e mangiare una zuppa. Entriamo, e dopo un po’ arriviamo alla conclusione che segue.
Quella doveva essere la casa di due vecchietti che dopo aver lavorato tutta la vita si erano ritirati lì per godersi gli anni restanti in pace in riva al mare. Un giorno, però, un malvagio imprenditore ha messo su il business del traghetto e ha detto ai vecchietti: “OK, qui ci siete solo voi. Quindi da oggi dovete vendere biglietti, zuppe e panini!”.
Non si spiegherebbe altrimenti l’aria scazzata e incarognita (nonché la lentezza esasperante) con cui stampano biglietti e servono panini completamente insapori!

Ridiamo molto costruendo questa storia, e in attesa della barca ci mettiamo fuori con i panini insapori, una finta cioccolata calda (Ari) e il lavoro a maglia (io). Che è una giornata di quelle che ti fanno sentire felice di essere al mondo l’ho già detto?

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Ed ecco la barca. Partiamo, e io sono un po’ triste all’idea che il tempo sia così bello e che noi ce ne stiamo andando. Per fortuna quando arriviamo a Reykjavík piove!

La via del ritorno pure attraversa varie possibili tappe, ma decidiamo di saltarle in favore di un giretto a Reykjavík dove Dan e Ari hanno ancora un giorno intero ma io e Bram no. Arriviamo dunque, e io stresso tutti per uscire di casa il prima possibile e prima che i negozi chiudano. Alla fine Ari e Dan non sono pronti ma io e Bram sì e decidiamo di avviarci… ma proprio mentre stiamo per uscire Ari mi chiama.

La raggiungo sbuffando apertamente, e lei e Dan mi danno dei regali che mi hanno comprato per ringraziarmi di aver organizzato il viaggio. Dire che mi sono sentita una merda è dir poco…

Due parole devo spenderle anche sulla casetta in cui siamo stati l’ultima notte. A parte che ci ha aperto una signora-elfo bellissima, ma poi, la casa era immacolata e ci hanno fatto trovare della frutta in frigo e una bottiglia di vino sul tavolo!!

Io e Bram andiamo a fare il nostro giretto. Andiamo in tutti i nostri posti preferiti (Reykjavík è piccina picciò, mi ci oriento persino io!) e poi a bere una birra al Laundromat Cafe (dove devo fare uno sforzo uno sforzo di volontà gigante per non ordinare le loro deliziose patate a spicchi mezz’ora prima di cena!). Lì ci ritroviamo col resto della ghenga: Dan e Ari, ma anche la mia ex collega Edite (lettone) e il suo compagno Luis (spagnolo) che da qualche mese, in parte grazie a me / per colpa mia, si sono trasferiti in Islanda!

Tutti insieme andiamo a cena nel ristorante preferito sia mio che di Bram: Fiskmarkaðurinn (Fish Market). È un salasso ma ne vale la pena!

Ed è fra vino, cibo orgasmico (davvero), chiacchiere e risate che l’ultima serata se ne va. Accompagnamo a casa Edite e Luis e poi ce ne andiamo a casa anche a noi, la mattina dopo la sveglia per me e Bram è prima dell’alba.

La vacanza è finita, ma le avventure no: abbiamo rivisto Dan e Ari di recente a Londra e li rivedremo a Maggio a Cardiff, e anche in Islanda torneremo.

Sicuro come l’oro, proprio così!

***

LINKS

  • Potete comprare i biglietti per la barca qui.
  • Abbiamo bevuto la birra (e resistito alle patate) qui.
  • Abbiamo cenato qua.
  • Abbiamo dormito a casa di Thorgils Helgason. 27 euro a testa a notte senza colazione (ma ci aveva lasciato l’uva in frigo!).

 

6 commenti leave one →
  1. Dagmara permalink
    aprile 15, 2016 7:54 am

    I love these Iceland photos, although they are always better with your fluffy hair ;-)

  2. aprile 15, 2016 7:56 am

    ahahahahah!

  3. aprile 15, 2016 5:07 pm

    E’ tutto una meraviglia, che colori, e il sito con le lavatrici? Spettacolo di viaggio e di reportage, che bello i regali per ringraziarti, mi sono goduta un sacco queste storie avventurose. Un bacione

  4. aprile 17, 2016 9:08 am

    “Per fortuna quando arriviamo a Reykjavík piove!” applauso

    “Sicuro come l’oro, proprio così!” E’ la prima volta che lo sento (ma ho capito il senso!).

    E alla fine di questo post ho sospirato come quando arrivo alla fine di un bel libro.

    Grazie.

    Grazie davvero per aver condiviso questa esperienza. Per i consigli. Per le informazioni. Per cosa hai scritto e per come lo hai scritto.

  5. aprile 17, 2016 9:10 am

    (Ora torno ai miei impegni…a quello che mi ha tenuto impegnata anche in questi giorni: il mio costume per Bombe!) :D

  6. aprile 19, 2016 8:21 am

    ecco e con questo commento mi metto in pari io! grazie a te viola emi di essere stata con me in questa avventura, mi ha fatto tantissimissimo piacere!

    la frase non è mia, viene da una scrittrice ma non mi ricordo quale, forse astrid lindgren.

    ma veniamo alle cose importanti: come va la preparazione del costume? quando mandi foto??? ^^

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