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Aneddoti

agosto 23, 2016

Ripensando all’ultimo post scritto mi sono venute in mente un po’ di buffe cosine successe in qua e in là. Oddio in realtà non sono tutte buffe.

In Germania

(1)

Partiamo da Bruxelles, ce la prendiamo con calma e arriviamo nel paesino verso le 15.
Passando in macchina avevo visto un paio di negozietti carini e visto che era Sabato e ricordandomi che in Germania la Domenica è TUTTO chiuso inizio immediatamente a smaniare per entrarci.
Iniziamo a fare il check in in albergo e io friggo pensando che in Belgio i negozi chiudono alle 18.
Poi mi viene in mente con orrore che in Olanda chiudono alle 18 dal Lunedì al Venerdì ma il Sabato alle 17. Sarà mica così anche in Germania??
Usciamo e lo scopriamo.
In Germania il Sabato i negozi chiudono alle SEDICI!

(2)

Visto che la Domenica è tutto chiuso decidiamo di andare a fare un giro in bici. Il sole splende e io sono scollata, ma non abbiamo portato la crema solare e neanche la possiamo comprare perché è tutto chiuso (era chiuso anche il noleggio bici, abbiamo incontrato per caso il proprietario e l’abbiamo convinto ad aprire per noleggiarci una bici per me!). Vabbè si fa senza, alla fine stiamo andando in bici sul fiume, mica in spiaggia!
Sono scesa dalla bici che sembravo un’aragosta e per un paio di giorni ho aggredito verbalmente chiunque mi si avvicinasse, urlando “Non mi toccare!”.

(3)

L’ultima sera siamo andati a mangiare in un ristorante di cui avevamo sentito parlare. C’era una giovane cameriera che nonostante parlasse un ottimo tedesco mi pareva italiana, ho chiesto e infatti lo era. Quando ha scoperto che ero italiana anch’io si è esaltata tantissimo e mi ha detto che dovremmo diventare amiche del cuore e vederci spesso. Fra noi c’erano circa 15 anni, e vabbè, ma anche circa 300 km!

(4)

Incuriosita, le ho chiesto come fosse andata a finire in quel paesino sperduto della Germania, che potrei capire una roba tipo Berlino, ma quel posto è veramente sperso nel nulla.
Se ne è uscita bella sorridente con la storia più triste che io abbia mai sentito: “Eh, praticamente stavo in Italia con la mia famiglia, e il mio babbo non aveva lavoro, e la mia mamma non aveva lavoro, e il mio fratello neanche e io neppure. E poi il mio fratello è venuto qui e ha trovato lavoro, e allora dopo un po’ il mio babbo l’ha raggiunto e ha trovato lavoro anche lui, e allora anche la mia mamma è venuta, e per un anno io sono rimasta in Italia a casa da sola senza lavoro. E allora alla fine dopo un anno sono venuta anch’io, e all’inizio non parlavo tedesco e quindi potevo fare solo le pulizie, ma poi ho trovato questa vecchia signora su YouTube che spiega le regole della grammatica tedesca, e così ho imparato e adesso posso fare la cameriera!”.
Le ho lasciato la mancia più grande che avessi mai lasciato…
Le ho lasciato anche il numero di telefono. Non mi ha mai chiamato, però.
Sedotta e abbandonata!

In Olanda

(1)

Come ho scritto, il giardino di casa dei genitori di Bram è un luogo incantato. Ogni volta che ci entro mi sembra di entrare in un libro tipo “Le favole del bosco”.

Parentesi. Da piccolina-ina ho visto un paio di volte una sorta di cartone animato, ma non con disegni, con pupazzi animati. Il protagonista principale era un gufo che viveva in un bosco e raccontava delle storie.
Per anni ho ricercato quel programma, ma niente, non sono mai riuscita a ritrovarlo, e nessuno della mia generazione ne ha memoria.
Finché non ho scoperto che è un format olandese:
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_bosco_dei_perch%C3%A9

Tornando all’aneddoto. La mamma di Bram sosteneva che nel loro giardino vivesse un porcospino e che tutte le sere verso le 22 uscisse per farsi un giretto.
Emozionata all’idea, io ho passato 3 serate intere ferma immobile in giardino ad aspettare il porcospino.
Ma niente, non si faceva vedere, e la mamma di Bram probabilmente malediceva il porcospino per avere improvvisamente deciso di non mostrarsi più, e se stessa per avermene parlato.
Finché l’ultima sera…
Lo aspetto fino alle 23, poi mi arrendo e decido di andare a letto. Mi alzo dalla sedia, do la buonanotte, vado verso la porta… e mi si para davanti il porcospino! Che si fa un bel giretto proprio davanti ai miei occhi, a mezzo metro da me!

È stata una coincidenza talmente grossa che io e Bram ci siamo chiesti se non fosse un porcospino telecomandato a distanza dalla sua mamma, stufa di vedermi passare le serate in giardino in attesa!

(2)

Vicino a casa dei genitori di Bram c’è un grande et meraviglioso parco che si può girare con le bici (gratuite) e che contiene un bellissimo museo dedicato a Van Gogh (nota per la prossima volta, NON si può visitare in un’ora).

Io e Bram ci siamo andati e per una notte abbiamo dormito in una fattoria al limite del parco.

La fattoria era ovviamente piena di animali.

C’erano in particolare delle capre. Ecco, le capre adoravano farsi spazzolare da Bram. Ho delle foto di Bram circondato da capre che si prendono a testate per avvicinarsi a lui e alle sue spazzole! Le posterei se non fosse che in quelle foto Bram indossa dei pantaloni imbarazzanti. Cioè non sono dei pantaloni. È un costume. Ma lui è olandese, e io non sono riuscita a fargli capire che era un costume e a impedirgli di andarci in giro!

C’erano anche dei coniglietti neonati. Prima erano tanti, uno accanto all’altro. Poi è passato un gatto e all’improvviso sono diventati una pila accatastata e tremante!

C’erano anche dei volatili, in una grossa gabbia (stia?). Il gatto passava gran parte della giornata a sospirare davanti alla rete.

(3)

Una sera siamo andati a cena fuori. Bram ha ordinato il pollo in salsa di noccioline e io, per stare leggera, un’insalata.
A lui è arrivato del pollo grigliato con una ciotolina di salsa, un’insalatina fresca e due patatine fritte di numero.
A me è arrivata un’insalata enorme strapiena di verdure, semi, noci, nocciole, couscous, formaggio e probabilmente anche cinghiale grigliato. Era l’insalata più pesa della storia. Ma aspettate.
Ci servono, iniziamo a mangiare, e dopo un po’ la cameriera si ripresenta con un’ENORME porzione di patate fritte.
Era il mio contorno.

Fra parentesi, erano le patate fritte più deliziose della storia e non sono riuscita a non mangiarle. Peraltro ho passato la giornata successiva, nel parco, a cercare di convincere Bram a tornare a pranzo lì!

(4)

C’era un’esposizione dedicata a un famoso pittore olandese (Rien Poortvliet) in corso, e c’erano in giro dei volantini. Guardandoli mi sono resa conto che l’opera più famosa del pittore in questione era… David Gnomo amico mio!

(5)

In Olanda siamo stati in un Giardino dei Fiori. Praticamente entri e ti danno un cestino e un paio di forbici. Ti prendi i fiori che vuoi, paghi (poco) e te li porti a casa. Bram ha insistito per prenderne un mazzo per i suoi genitori, per ringraziarli dell’ospitalità. Io ero un po’ perplessa, per il semplice motivo che avevo visto il loro giardino.
E infatti una volta rientrati ci siamo resi conto di aver pagato per dei fiori che nel loro giardino crescono rigogliosi a volontà!

A Castiglioncello

(1)

Siamo andati a Castiglioncello io, Bram e la mia mamma, partendo da Lucca e fermandoci a cena a Livorno. Lucca e Castiglioncello non sono lontane ma neanche vicinissime, più o meno un’ora. Ceniamo, sbagliamo strada, la allunghiamo di mezz’ora almeno, poi finalmente ci ritroviamo e quando siamo a un minuto dalla casa di Castiglioncello, a quasi mezzanotte, la mia mamma fa “Uh! Toh! Ma guarda un po’ che buffo! Ho dimenticato le chiavi!”

(2)

Per fortuna io CASUALMENTE avevo la mia copia con me. Ci siamo quindi ritrovati in 3 con un mazzo di chiavi solo.
La prima sera va bene.
La seconda sera andiamo al Paese dei Balocchi, un festival di arti di strada a Rosignano. Si rientra tardi e si crolla sul letto.
La mattina dopo verso le 9 sto ronfando e sognando un picchio. Un picchio piuttosto insistente. Così insistente che mi sveglia. Mi alzo, vado sbadigliando verso la porta di casa e la apro.
Mi trovo davanti la mia mamma. Era andata a fare la spesa senza chiavi ed erano 20 minuti che bussava!

A Hasselt

(1)

Sono stata convinta per tutto il weekend di essere in Olanda. Sono abituata a Bruxelles, dove tutto è perfettamente bilingue francese-olandese, e non mi ero mai veramente resa conto che linguisticamente parlando Bruxelles è un’enclave.

(2)

Hasselt ha la puzza sotto il naso! Per dire, Domenica mattina verso le 11 siamo usciti per fare colazione.

Posto 1: “Spiacenti, non la serviamo più.”

Posto 2: “Avete prenotato?”

Posto 3: “Aspettate che chiedo allo chef.”

Ma… ma che serve uno chef per mettere insieme un caffè e un cornetto??

(3)

Fra i circensi c’era un artista particolarmente figo. L’ho visto una sera in uno spettacolo e ho passato parecchio tempo ad ammirarne gli addominali. La mattina dopo sono uscita di casa mezza addormentata e tutta spettinata e me lo sono trovato davanti. Stava facendo colazione al bar sotto casa mia!

Back to Brussels

Ci saranno sicuramente altre storie ma adesso non mi vengono in mente. Il weekend appena passato è trascorso fra circensi nel parco, cinema, bevute notturne, cene a sorpresa e concerti segreti su una terrazza che guarda tutta Bruxelles. È stato bello!

14 commenti leave one →
  1. agosto 23, 2016 11:44 am

    Devo ricordarmi di non leggere i tuoi post (esclusi quelli di cucina) in ufficio, sto ridacchiando come un’idiota tra me e me (il porcospino radiocomandato mauahahahahaha), e considera che è una giornata molto molto brutta.

  2. agosto 23, 2016 11:58 am

    ouh! contenta di averti fatto sorridere, ma mi dispiace tanto tanto per la brutta giornata! ♥

  3. agosto 23, 2016 12:03 pm

    Ma l’altro blog qual è?

  4. agosto 23, 2016 12:20 pm

    è di ricette, vuoi il link?

  5. agosto 23, 2016 12:38 pm

    Ahahahahah

  6. Sere permalink
    agosto 23, 2016 5:35 pm

    I tuoi aneddoti sono fantastici…mi è piaciuto tanto quello del picchio :))

  7. violaemi permalink
    agosto 24, 2016 11:09 am

    In Germania 4 – Non mi sembra una storia triste, ora lavorano tutti e lei ha anche imparato il Tedesco; una nuova opportunità e tutta la vita davanti. In fondo dovrebbe avere poco più di vent’anni da quello che scrivi. Solo una curiosità, le sue parole sono le sue o sei tu che le riporti? Nel senso era toscana pure lei?

  8. agosto 24, 2016 12:15 pm

    era toscana, sì.

  9. agosto 24, 2016 12:17 pm

    soprattutto mi sembra che tu stia molto meglio, le tue cronache sono sempre tanto folk e internescional, loooooveeee

  10. agosto 24, 2016 12:18 pm

    sandrina ho finito la prima lettura, appena ho un attimo ti scrivo! ♥

  11. agosto 24, 2016 1:08 pm

    e comunque il blog di ricetta lo voglio leggere pure io, tanto per rosicare.

  12. violaemi permalink
    agosto 24, 2016 6:51 pm

    L’uso di babbo (al posto di papà) mi fa sempre tanta tenerezza! Ho una cara amica Toscana che per farmi ridere mi manda messaggi vocali in “dialetto”! E il suo moroso mi ha portato in giro con il navigatore che parla Toscano! ADORO! <3

  13. agosto 25, 2016 11:33 am

    Sììì, lo voglio!

  14. agosto 25, 2016 11:42 am

    @ yeni & sandra:
    www PUNTO littleoneandbear PUNTO wordpress PUNTO com :-)
    attenzione, è una cronaca di quello che cucino qua a bruxelles, non vi spaventate se vedete ingredienti strani, è roba che qua io trovo facilmente (più facilmente di una bella pesca matura e succosa purtroppo)!

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