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Varie, sparse, leggere

agosto 26, 2016

Pensiero mattutino: era più facile decidere cosa mettersi quando ero in Islanda!

Fa CALDO. Lo so che ci sono 1000 problemi più gravi al mondo. Fa un caldo boia e caldo a Bruxelles è come caldo in centro a Firenze, non ti muovi e sudi. Per LEGGE possiamo uscire dall’ufficio alle 15, ma intanto fino alle 15 ci sciogliamo (io non muovo più il collo a causa del ventilatore) e poi comunque usciamo dall’ufficio caldo per entrare nella metro calda e andare nella casa calda. La notte non si dorme, e quando finalmente, tipo verso le 5 del mattino, inizia a fare un po’ più fresco e magari ci si addormenta, 5 minuti e suona la sveglia. Se si dorme con la finestra chiusa si schianta, se aperta si viene mangiati dalle zanzare. E poi dopo quasi 9 anni in Belgio io non sono più abituata al caldo e non ho vestiti da caldo e non so cosa mettermi col caldo! Oh :-)

***

Ieri sono entrata in salumeria e ho iniziato a piangere. Piangeva anche il salumiere e piangeva anche la salumiera. Ci guardavamo e piangevamo.
È una salumeria che fa anche da gastronomia e avevano appena tagliato delle cipolle!

***

Questa piccola storiella è successa a Giugno quando sono andata a Berlino con KOK, PLP e Veronica. Spero di non averla già raccontata.
Allora, a parte Vero la mattina tutti ce la prendevamo parecchio con calma, e fra docce, brunch e tutto difficilmente si usciva prima delle 12.
Un giorno ci siamo imposti di uscire presto, e questo ha significato che tutti tranne Vero siamo usciti digiuni. L’idea era quella di cercare un posto carino dove fermarsi per un caffè al volo.
Posti carini non ne troviamo. Eravamo però passati davanti a un triste baracchino dal nome francesizzante, e al terzo giro senza successo io propongo di fermarci lì. C’è una lavagna fuori, e il menù scritto promette bagels e altre meraviglie. Il posto ha l’aria veramente squallida ma io mi convinco che sia l’ultimo avamposto della vera cucina francese a Berlino e convinco anche gli altri.
Entriamo, e il posto non sembra squallido, lo è. Dei bagels e delle altre meraviglie che ci erano state promesse dal menù non c’è traccia, ci sono giusto un paio di cornetti rinsecchiti e del caffè con filtro.
Ma il punto di forza è la cameriera. Parla solo turco e ci odia. Detesta il fatto che siamo entrati, odia darci i cornetti, prende i nostri soldi con rabbia. La situazione è così surreale che vira sul comico e iniziamo a ridere mentre lei ci guarda in cagnesco.
Ci sediamo e iniziamo a fare colazione, e dopo mezzo secondo PLP rovescia il caffè. Si alza per chiedere un cencio per pulire, io nel frattempo addento il mio cornetto e mentre sto pronunciando la frase “Via, dai, almeno il cornetto non è male” il cencio arriva, in volo.
È bagnato.
È sudicio.
E atterra sul mio cornetto.

***

Da Marzo a Bruxelles c’è pieno di polizia in tuta mimetica, io ormai ci sono abituata e non ci faccio più caso. Ma ieri passando davanti alla Bourse per andare a prendere la metro mi sono trovata circondata da QUATTORDICI poliziotti, 6 in normale tenuta da poliziotto e 8 in tuta mimetica e fucile!

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Venerdì scorso sono andata con Bram a vedere “La Pazza Gioia” di Virzì. Ci avrei dovuto pensare perché me lo fa sempre, invece non ci ho pensato ed è successo.
Fra la Toscana, e quella è proprio la mia Toscana, le mie zone e i miei accenti;
la storia;
e la canzone di Gino Paoli, ricordo d’infanzia visto che la ascoltavano i miei genitori;
ho pianto ININTERROTTAMENTE dall’inizio alla fine del film (e un po’ anche dopo)!

I film di Virzì hanno un impatto emotivo fortissimo su di me, per il primo dei 3 motivi che ho scritto principalmente. Ma il film è bello e ve lo consiglio!

2 commenti leave one →
  1. agosto 26, 2016 8:57 am

    No, dai ma il cencio sul cornetto è terrificante.

  2. agosto 26, 2016 8:58 am

    ma infatti lì per lì siamo usciti indignati (e lei ha fatto un gesto che sembrava significare “via, quante storie per un po’ di cattivo umore mattutino!”), ma col tempo è diventato un fantastico aneddoto di cui ridere!

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