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La partenza per l’Islanda

ottobre 28, 2016

Voilà, siamo a Reykjavik, vediamo se riesco a scrivere due righe prima che Bram si sfavi che non lo cao!

Giornata frenetica, in ufficio super presto (anche se non quanto avrei voluto), fuori presto e aereo. Volo OK, come da tradizione ci siamo guardati un film islandese deprimente di quelli che piacciono a noi, e alle 15 ora locale siamo atterrati.

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Facciamo la spesa alcoolica al Duty Free (in Islanda l’alcool è monopolio di stato e ha prezzi proibitivi), recuperiamo le valigie, noleggiamo la macchina e siamo pronti.
Noi sì, ma la nostra accommodation no. Abbiamo un’ora da uccidere. Sono le 18 ora locale e sta iniziando a fare buio.

Staremo da Edite e Luis, amici che vivono in un sobborgo di Reykjavik. Andare fino a Reykjavik non ha senso, è fuori strada. Che si fa? Cerchiamo qualcosa da fare nel sobborgo. Illusi..!

Il sobborgo è fatto di sparute case e nient’altro. Cerchiamo un bar, un lago, qualcosa. Niente.

Dopo un po’ le nostre conversazioni diventano di questo genere.

Io: “Siamo vicini all’acqua. Andiamo verso l’acqua!”
Bram: “E una volta raggiunta l’acqua che facciamo?”
Io: “…”
Io:”… la guardiamo?”

Oppure:

“Una luce! Che cos’è?”
“È il garage di casa di qualcuno.”
“Entriamoci!”

Siamo andati sull’acqua alla fine. Però non vi dovete immaginare il pontile di Viareggio, con le luci e le barchette e i bar dove mangiare la pasta con le arselle. Immaginatevi piuttosto un angolo di mar Glaciale Artico al buio, al freddo e senza niente. Ecco era così!

Abbiamo guardato l’acqua per un po’, tipo 5 minuti, poi ci si è congelato il sedere e siamo rimontati in macchina. Mancava ancora mezz’ora.

Presi dalla disperazione (ma anche dalla ridarella) siamo andati al centro commerciale. Dicesi centro commerciale in un sobborgo islandese una strada con 5 negozi in croce: uno di vestiti (chiuso), tre ristoranti etnici e poi Bonus, la catena di supermercati islandese il cui simbolo è un porcello gioioso.

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Parcheggiamo e Bram litiga con un tizio, il tizio entra da Bonus e allora io da Bonus non voglio più entrare e costringo Bram a saltellare davanti alle vetrine dei ristoranti etnici aspettando che il tizio esca. Alla fine il tizio se ne va e Bonus è finalmente nostro!

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A cena siamo stati da Edite e Luis, abbiamo trovato la casa seguendo il profumo di arrosto. Domani la vacanza comincia, adesso vado a letto che oggi la giornata ha avuto due ore in più! Buonanotte!

4 commenti leave one →
  1. violaemi permalink
    ottobre 29, 2016 5:55 am

    Il porcellino più che gioioso mi sembra ubriaco o comunque non propriamente tutto in se: c’ha un’espressione inquietante! :D
    Braaaammmm visto che la tua ragazza fa la vaga, mi dici perché hai litigato con il tizio?

  2. violaemi permalink
    ottobre 29, 2016 5:56 am

    Mi sorge un dubbio: gli Islandesi gioiosi hanno quell’espressione lì?

  3. ottobre 29, 2016 8:28 am

    per il parcheggio! e sul porcello, sai che subito dopo aver scritto il post ho riguardato la foto e ho pensato “mmmh, avrei dovuto scrivere strafatto”..?!

  4. ottobre 29, 2016 9:15 am

    Foto euforica post molto divertente. Enjoy!

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