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Partenza!

gennaio 9, 2017

Scrivo dall’aereo, volo da Abu Dhabi a Ho Chi Minh. Si direbbe che ce l’abbiamo fatta!

Il primo volo è stato tranquillo. Siamo partiti alle 20:30 da Bruxelles e siamo atterrati ad Abu Dhabi verso le 6 ora locale (le 3 in Italia).
All’aeroporto di Bruxelles due scene carine che avrei voluto fotografare.
Una nonna thailandese con i capelli grigi, seduta su un carrello di quelli per trasportare i bagagli, che dava placidamente il biberon alla nipotina unenne, in mezzo al caos. Erano in un mondo tutto loro.
Poco più in là, stesso tipo di carrello, un uomo spingeva e una vecchia dall’aria millenaria in abiti tradizionali stava seduta a gambe incrociate e con gli occhi chiusi, e così si lasciava trasportare. Sembrava un Buddha sacro!

Il primo volo è andato bene, dicevo, tranne che per Bambina Urlante. Era un’aquila. Non piangeva del normale pianto dei neonati, urlava a pieni polmoni come se la stessero sgozzando! Ha urlato così per buona parte del volo, e a noi non ha eccessivamente rotto i coglioni perché eravamo seduti due file indietro e comunque avevamo le cuffie per guardare i film… ma non avrei voluto essere nei panni del ragazzo che si è trovato lei da un lato e un neonato dall’altro (che ha pianto molto meno, ma ovviamente essendo un neonato un paio di piantini se li è fatti anche lui). E naturalmente, per la legge del contrappasso ed essendo un volo notturno, mentre noi guardavamo film lui voleva dormire. Aveva uno sguardo fra il disperato e l’omicida e a fine volo non si vedeva più perché nel disperato tentativo di riuscire a dormire aveva raccattato tutte le coperte trovate in giro per l’aereo e se le era messe in testa!

Abu Dhabi uno se la immagina come un’esplosione di lusso, a noi l’aeroporto ha fatto un’impressione diversa. Un’espressione di miseria più che di lusso, letta nei volti dei dipendenti che alle 6 del mattino dovevano interagire con clienti (i negozi erano tutti aperti) e passeggeri senza parlare bene l’inglese (con conseguente frustrazione da ambo i lati, a me dispiaceva più che altro per loro e mi chiedevo chi sia il genio che mette al controllo di sicurezza dei poveracci che non parlano inglese… è come tirarli nella fossa dei leoni!). Vabbè, fine pippone, che negli Emirati i diritti umani siano cosa abbastanza sconosciuta lo sapevo, solo non mi aspettavo di notarlo già all’aeroporto!

Passando dalla miseria al lusso, al momento dell’imbarco io sono andata dalla signorina di sinistra e Bram da quella di destra. Il mio biglietto ha fatto BIIIP, l’hostess l’ha guardato male e me ne ha stampato uno nuovo. La stessa strana cosa è successa a Bram. Usciti dall’aeroporto e mentre camminavamo verso l’aereo abbiamo avuto la seguente conversazione.

Bram: “Ci hanno cambiato i posti.”
Io: “Oh! Siamo ancora seduti accanto? Io ho 7F, te?”
Bram: “7E.”
Io: “Dai, allora va bene! Il posto F è il mio preferito, quello col finestrino a destra! Nelle prime file avremo magari un po’ freddo (pensavo a Ryanair), ma quantomeno dovremmo essere a distanza di sicurezza da figlioli urlanti.”
Bram: “Guarda che questa non è Ryanair, è un aereo più grosso. I posti E ed F sono quelli centrali.”
Io: “Ah. Vabbè.”
Bram: “No! Non va bene! Ce li hanno cambiati senza consultarci e senza comunicarcelo! Io protesto!”
Io: “Ma poveracci, ma l’hai visto in che condizioni lavorano?”
Bram: “È uno scandalo! È un’indecenza! Cosa lo faccio a fare il check in on line se poi questi cambiano i posti a loro piacimento!”
Io: “Che palla che sei. Se proprio ti dà fastidio vai a reclamare.”
Bram: “Signorina! Io protesto! Io nel mezzo non ci voglio stare!”
Hostess: “Non siete in mezzo. Siete in business.”

Ebbene sì. Per qualche motivo che non sappiamo ci hanno messo in business! Io in business non avevo mai volato, e devo dire che è una gran figata, soprattutto per un volo così lungo e quando si è già stanchi da un altro volo lungo. Non tanto per champagne e lazzi e frizzi quanto perché c’è un sacco di spazio e i sedili si allungano fino a diventare dei letti! E hanno pure la funzione massaggio! Figata!!

E poi siamo arrivati, ma delle prime impressioni scriverò in un altro momento perché adesso sto crollando. Metto solo una foto, io che aspetto del cibo (strano che io aspetti del cibo, non capita mai) a un tavolino per la strada. Era delizioso!

img-20170109-wa0005

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4 commenti leave one →
  1. fuliggine permalink
    gennaio 9, 2017 9:57 pm

    Le mie figlie non hanno mai pianto.
    Hanno sempre e solo urlato.

  2. gennaio 10, 2017 4:35 am

    Che strano pensare che ci siamo “conosciute” (tramite blog) quando Bram non mi voleva e te ancora studiavi, e adesso io ci vivo insieme e te hai due figlie! :-*

  3. eclementel permalink
    gennaio 12, 2017 9:25 am

    Per il mio primo lavoro dovevo prendere almeno due aerei alla settimana. In 18 mesi ero nel club Freccia Alata Plus di Alitalia. Non mi hanno mai upgradato nemmeno quando ho chiesto.
    Un po’ ti odio :P

  4. gennaio 12, 2017 12:35 pm

    E un po’ c’hai ragione a odiarmi! Però guarda, anch’io viaggio spesso, e la business non mi era MAI toccata!

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