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Vietnam. Sul delta del fiume Mekong – parte 2

gennaio 16, 2017

Secondo e ultimo post sul delta del Mekong. Qua saranno più che altro le foto a parlare.

La nostra principale motivazione per venire in questa zona era costituita dai mercati galleggianti, che si tengono la mattina prestissimo. I nostri ospiti avevano organizzato per noi, su nostra richiesta, una cosa semplicissima: barchettina di legno piccina picciò e sopra noi quattro (io e Bram più le due ragazze), una guida (una ragazzina del posto che studia lingue e parlava inglese) e una ragazza che guidava la barca.

Sveglia alle 4:45 (ma io tanto non avevo dormito per la paura delle zanzare, infatti ero già sveglia), alle 5:15 partenza!

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Eravamo tutti mezzi addormentati e parecchio rincoglioniti e quando, dopo una mezz’ora, ci ha avvicinato una barca che vendeva caffè caldo volevo piangere dalla gioia!

Abbiamo proseguito e dopo un po’ ecco il primo mercato, un mercato di frutta e verdura che si svolge la mattina prestissimo, fra le 5 e le 7 se non erro (ma chi vende lì parte da casa molto prima). Molti mercanti vanno a rifornirsi lì per poi rivendere poco più tardi al mercato locale (su terra, anche questo inizia prestissimo). La nostra guida ci spiega che normalmente le donne si alzano presto e vanno al mercato, poi tornano a casa, preparano la colazione, portano i bimbi a scuola e vanno in ufficio. Ricordiamoci che qua la colazione è una zuppa con verdure e carne, mica un pezzo di pane e via!

Tutte le barche hanno un palo alto con sopra infilzato un frutto: un ananas, un cocomero, un cocco… segnala cosa vendono!

Tutte le barche hanno, inoltre, due occhi disegnati davanti. Servono, ci spiega la guida, a vederci bene di notte!

Con mia grande tristezza non c’è neanche una barca di cornetti al cioccolato.

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Proseguiamo. Tappa successiva: visita di una fabbrica di noodles di riso. Qua lascio parlare le foto (fatte da Bram).

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Torniamo alla barca e, sorpresa: colazione! Zuppa di noodles con maiale e grasso di maiale. Alle 6:30 del mattino.

Devo però dire una cosa. Mi sono resa conto che il mio blocco è più psicologico che fisico. Perché quando mi hanno messo in mano la zuppa volevo mori’, ma quando poi ho iniziato a mangiarla la mia pancia ha detto “Why not?”. E l’ho buttata giù tutta!

Il dessert e la frutta sono arrivati subito dopo. Una cialda sottile con incastonate delle banane caramellate e un ananas, comprato intero e abilmente affettato dalla nostra timoniera a colpi di sciabola!

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E avanti.

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E altro mercato, più piccolino questo. Nelle foto sotto: una Piccolina che valuta uno scambio di cappellini; e una barca-supermercato!

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Il cappello l’ho comprato alla fine. Per proteggersi dal sole e dalla pioggia (se poca) è uno spettacolo, da portarsi in giro è una bella rottura di palle. Non credo arriverà alla fine del viaggio!

Abbiamo continuato. La barca ha lasciato il fiume principale per infilarsi in dei canali. Meraviglia di verzura!

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E poi, altra sosta! Giardino di frutta questa volta. Campo di riso, cocco (oddio o era papaya?), e indovinate la terza pianta cos’è?

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Nel giardino della frutta la frutta si poteva anche assaggiare e tutti abbiamo ordinato dei bei succhi. Poi io e Bram abbiamo deciso di pranzare (perché dopo non ci sarebbe stato tempo) e abbiamo ordinato un pollo all’erba… come si dice lemongrass in italiano?? Tutto questo alle 9 del mattino!

Il viaggio di ritorno è stato un po’ bello e un po’ noiosino perché l’ultimo pezzo era di nuovo sul fiume in un’area con poco da vedere. In più tutti ci stavamo addormentando!

Abbiamo chiacchierato un po’ con la guida. È stata lei a spiegarci che il motivo per cui i campagnoli ridono quando ci vedono sono le nostre buffe facce. Ha anche aggiunto che però alcuni dei più anziani hanno paura di noi, perché ricordiamo loro la guerra. Ci ha anche spiegato che le persone che lavano vestiti e piatti nel fiume (ne abbiamo visti parecchi, no non quella nella foto sopra, quella stendeva le salsicce ad asciugare) lo fanno perché sono ignoranti, perché non sono potuti andare a scuola a causa della guerra.
Siamo poi finiti a parlare di religione. Le ho chiesto quale fosse il suo credo e mi ha risposto nessuno. Poi le ho chiesto “Mi togli una curiosità? Tutte quelle offerte di frutta e verdura che si vedono nei templi, davanti al Buddha, che fine fanno?”, e lei, guardandomi come se fossi un po’ tordella: “Li mangia il Buddha!”.
La conversazione ha preso una piega più lieve quando ci ha chiesto informazioni sulla cucina occidentale. L’ha presa alla larga e ci ha chiesto con cosa condiamo la pasta, se con la maionese o col ketchup. Ma alla fine si è capito che le piacciono tantissimo le patatine fritte in busta e che voleva delle ricette per delle salse in cui inzupparle! Le abbiamo passato quella del guacamole.

Dopo essersi alzata alle 4 per accompagnare noi questa passava il pomeriggio a dare ripetizioni di inglese ai ragazzetti della zona. E fa pure l’università. Le abbiamo lasciato una bella mancia.

Quando siamo tornati a “casa”, verso le 12, abbiamo avuto una spiacevole sorpresa: niente elettricità. Che sembra una cazzata, ma c’erano 40 gradi e niente elettricità vuol dire niente ventilatore e niente ventilatore in una zona fluviale vuol dire ZANZARE.

Non ho la fobia delle zanzare normalmente, ma qua portano malaria, dengue e altre simpatiche cose. Non avendo fatto profilassi avevo deciso che la mia strategia sarebbe stata non farsi pungere. Più facile a dirsi che a farsi in un posto così. Io così tante zanzare tutte insieme non le avevo mai viste! Il bungalow era pieno, ma tipo che Bram ha preso in mano il beauty case e come l’ha toccato ne è schizzato fuori uno sciame!

Io ho avuto un momento di scazzo, perché fuori c’erano i 40 gradi e dentro le zanzare e non trovavo poso. E sì, mi ero data l’Autan, diciamo pure che ci avevo fatto il bagno, ma alla fine un mozzico l’ho beccato lo stesso. Ci sono andata in paranoia e ho deciso di selezionare le prossime destinazioni sulla base della presenza di zanzare!

Se riesco quando ho wifi pubblico e vi metto anche il link al posto in cui siamo stati. Lo raccomando caldamente, è bellissimo e per tutti i due giorni ci hanno portato di continuo vassoi di frutta e succhi appena fatti, tutto con i prodotti del giardino e senza costo aggiuntivo. Solo, se ci andate portatevi l’Autan!!!

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INFO

Ecco adesso ho wifi! Allora, la città in cui siamo stati si chiama Cần Thơ (almeno qua provo a mettere gli accenti giusti!) e il posto è il Green Garden Homestay.

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6 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    gennaio 16, 2017 11:50 am

    Ricordi? anche le navi dei Fenici e dei Greci avevano gli occhi disegnati sulla prua delle navi. Ciao. Nilde

  2. gennaio 16, 2017 12:04 pm

    Questo reportage è davvero entusiasmante anche per me che, come ribadisco, sono una persona stanziale che fa viaggi comodi comodi e si accontenta di mete vicine. Me lo sto godendo un sacco. Mannaggia le zanzare! Ma la frutta deve essere sublime. Le mie ammaccature, grazie per essertene preoccupata, vanno decisamente meglio, sabato è stata forse la giornta peggiore perchè è uscita la botta alla schiena.
    un grande abbraccio

  3. Sere permalink
    gennaio 16, 2017 8:26 pm

    La barca col caffè… un sogno!
    Amica però ti devo dire che ti devi un po’ rilassare su questo fatto delle zanzare. Attenzione sì, paranoia no. Bacetti

  4. gennaio 17, 2017 1:15 am

    buondì (qua sono le 8)!

    zia: no, non me lo ricordavo!

    sandra: contenta di sentire che stai meglio, brutti gli scivoloni ghiacciati. la frutta è sublime, sì!

    sere: eh lo so, c’hai ragione!!

  5. Alessandrino permalink
    gennaio 17, 2017 6:59 pm

    I posti sono molto belli…ma temo che io sarei troppo schizzinoso per venire in un posto del genere! (soprattutto per il cibo :p) .
    Non farti ammazzare dalle zanzare! xD

  6. Anonimo permalink
    gennaio 18, 2017 5:18 am

    Ale: guarda che sono molto schizzinosa anch’io!! Però ci si abitua ^^.
    PS l’altra sera a cena:
    Bram: Tesorino, alza un attimo i piedini!
    Io: Perché?
    Bram: Perché sta passando un topo.

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