Skip to content

Vientam. 2 giorni a Dalat.

gennaio 19, 2017

A Dalat siamo arrivati Lunedì mattina alle 6. Sull’autobus non siamo riusciti a dormire, quindi eravamo abbastanza cotti. Siamo andati all’albergo ma ovviamente per fare il check in era troppo presto. Allora abbiamo mollato le valigie e siamo usciti in cerca di un posto dove fare colazione. Abbiamo trovato un posto molto carino, un poco hipster, europeo all’apparenza ma vietnamita nel menù. Ma chi se ne frega, fra le bevande calde c’era il caffellatte! Mi sono commossa!

Una volta fatta colazione siamo andati a visitare la Crazy House. Costruita su disegno di un architetto (femmina) che pure ci vive, l’idea di base è quella di tornare a contatto con la natura. È tuttora in costruzione. Noi siamo andati presto e grazie a ciò abbiamo evitato le orde di bus turistici. Siamo andati a piedi, e lungo la via abbiamo iniziato a notare dei volti diversi da quelli visti fino ad ora, dai tratti più che vietnamiti mongoli: Dalat è nella parte interna e parecchie minoranze etniche vivono in queste zone.

La Crazy House mi ha regalato uno di quei momenti che ogni tanto, di rado, mi capitano, e che non so come descrivere. La sensazione di essere in una fiaba.

img-20170116-wa0007

img-20170117-wa0002

img-20170117-wa0003

img-20170117-wa0004

img-20170117-wa0024

img-20170117-wa0005

img-20170117-wa0007

IMG-20170117-WA0009.jpg

img-20170117-wa0015

La casa è costruita a diversi livelli di altezza, quindi a volte entravi, salivi le scale, uscivi, e ti ritrovavi davanti i rami o la cima degli alberi! Fantastico!

Alcune delle casine vengono affittate. Altre sono ancora in costruzione, adesso stavano costruendo il mare (sono a tema) e da quel che ho visto credo proprio che sarà bellissimo! Siamo anche entrati nella casa dell’architetta, i soffitti sono di vetro quindi c’è un sacco di luce bellissima!

Eliminiamo la poesia dicendo che ho odiato con tutto il mio cuore tutti i turisti russi che bloccavano la via facendosi selfie, non si spostavano neanche a piangere e non parlavano mezza parola di inglese. Ma neanche thank you! E neanche spassiba se è per quello. Lungi da me avercela coi russi, avrebbero potuto essere di qualunque nazionalità, erano dei gran maleducati!

Lasciata la Crazy House siamo andati all’albergo per fare il check in e riposarci un po’. Bram si è addormentato mentre io mi sono fatta una doccia e fra una cosa e l’altra si sono fatte le 14. Volevamo visitare una pagoda che chiudeva alle 17 quindi siamo usciti.

La pagoda si raggiunge tramite funicolare e abbiamo deciso di andare alla fermata della funicolare a piedi per guardarci intorno e anche comprarci un panino lungo la via. Non è stata un’idea geniale, perché se la mattina si stava proprio bene nel pomeriggio faceva parecchio caldo e la strada era lunga e tutta in salita.

Venuti da Saigon, ci siamo ben presto resi conto che la situazione a Dalat è diversa. Addio volti sorridenti e cibo a tutti gli angoli, benvenuti musi ingrugniti e neanche un panino nemmeno a pagarlo oro!
In generale Dalat mi è sembrata, rispetto a Saigon, più ricca, più europea, più abituata ai turisti e più stronza!

Alla fine alla funicolare ci siamo arrivati comunque, e il tragitto è stato proprio bello perché la funicolare passa sopra a una foresta di pini.

La pagoda… difficile da spiegare. È un complesso, un monastero, vari edifici nella foresta. Quindi in teoria un luogo in cui perdersi andando da un edificio all’altro passeggiando fra gli alberi. Bello, eppure i templi a Saigon mi sono piaciuti molto di più. Non so bene perché, cioè lo so ma non so spiegarlo. Qua c’era un’aria più formale, meno spirituale paradossalmente. Forse anche perché fuori c’era un monaco che ni dava (i toscani mi capiranno) di sega elettrica!

img-20170117-wa0061

img-20170117-wa0062

img-20170117-wa0065

Rientrati a Dalat ci siamo messi a cercare l’ufficio turistico di Bidoup, un parco nazionale nelle vicinanze di cui parlava la Lonely Planet ma che nessuno sembrava conoscere. E anche l’ufficio turistico si è rivelato inesistente!

Siamo andati allora a cena. Erano tipo le 18:30, ma noi eravamo in piedi da due giorni! Dopo aver trovato vari posti chiusi siamo finiti in un pubbettino con un menù misto vietnamita occidentale. Bram ha preso hamburger con patatine fritte (il ragionamento è stato “visto che qua friggono tutto sapranno friggere anche le patate”, e il ragionamento si è rivelato giusto, erano deliziose!) e io noodles con le verdure di Dalat (Dalat gode di un microclima che permette a parecchie verdure di crescere) ed erano buonissimi! C’era anche il pomodoro e il sapore mi ha ricordato casa, e in quel momento in cui ero stanca e infreddolita mi ha fatto un effetto comfort food che non vi dico!

Poi la cuoca è venuta a chiederci se ci piaceva il cibo e si è fermata a chiacchierare un po’ in vietnamita un po’ in inglese, e questo ha completato la mia serata.

E poi c’è stato lo Spiacevole Incidente del Topo Sotto al Divano e a quel punto siamo andati a letto!

IMG-20170117-WA0073.jpg

La mattina dopo ci siamo svegliati presto e siamo usciti a procacciarci del cibo. Siamo finiti a fare colazione in un baretto locale troppo carino con vista asilo. I piccini erano stati dotati di cappelli a punta e stavano provando un balletto per celebrare Tết. Questo Tết ci sta rompendo parecchio le palle fra parentesi, ma ne parlerò poi!

Fatta colazione siamo rientrati in albergo. Avremmo partecipato al loro secret tour! Di solito evitiamo come la peste i tour organizzati, ma di questo avevamo sentito parlare talmente bene che avevamo deciso di farlo.

Si parte. Siamo io, Bram, la guida (un ragazzo vietnamita che il proprietario dell’albergo ha simpaticamente soprannominato Jessica) e Hellen, una ragazza tedesca che sta nel nostro stesso albergo.

Passiamo a prendere un altro passeggero ma questo non esce. Aspettiamo, alla fine ripartiamo senza di lui.
Ci raggiunge Stephanie, una ragazzina americana con origini cinesi, e poi passiamo a prendere l’ultimo gruppo, tre ragazze israeliane.
Escono, due salgono in macchina, la terza resta fuori e iniziano a discutere.

Alla fine viene fuori la seguente storia: ogni albergo ha il suo proprio tour organizzato e i proprietari dell’albergo non permettono ai propri ospiti di andare in giro con qualcun altro! Ecco che fine aveva fatto il passeggero mancante!
Ed ecco anche che fine fanno le tre ragazze israeliane: se vogliono venire con noi devono fare il check out immediato, e non avendo un altro posto dove stare alla fine cedono e incavolatissime rientrano.

Si parte dunque, solo noi 4 + guida (Jessica) + guidatore (un vietnamita sulla quarantina soprannominato Linda)!

Cosa vi racconto del tour? In teoria niente, perché dovrebbe rimanere segreto. Ma secondo me qualcosa almeno sulla prima parte la posso buttare lì!

Abbiamo visitato un allevamento di grilli. Li allevano a scopo alimentari. Ci sono stati offerti per colazione, fritti, e li hanno assaggiati tutti tranne me. Pare che fossero buoni, perché tutti si sono serviti più e più volte!

IMG-20170117-WA0074.jpg

Siamo stati al mercato locale. Piccolo food tour apposta per noi e un bel po’ di spiegazioni. La più interessante è la seguente.
Dunque, già varie volte avevamo visto nei mercati degli oggetti di cartone in vendita. Case, automobili, vestiti, ma anche cellulari, set per il karaoke, carte di credito, e anche soldi. Avevamo pensato che fossero giocattoli per i bambini.
Ci è stato spiegato che sono invece sono per i defunti! E certo, perché chi non vorrebbe portarsi un set per il karaoke di cartone e un mazzetto di banconote finte nell’aldilà?

img-20170118-wa0007

img-20170118-wa0005

img-20170118-wa0004

Tappa successiva: cascate. Ci siamo anche andati sotto!

img-20170118-wa0010

img-20170118-wa0015

img-20170118-wa0013

Poi piantagioni di caffè…

IMG-20170118-WA0018.jpg

E per terminare la mattinata: pranzo!

Ecco, queste erano più o meno le cose che abbiamo fatto nel corso della mattinata. Ah no, abbiamo anche visitato una fabbrica di seta piena di bozzoli!

Ma quello che mi è piaciuto più di tutto è stato parlare con la guida. Chiacchierare con un giovane vietnamita ed ascoltare le sue storie ed opinioni sugli usi, i costumi, la politica di questo paese che mi stupisce ogni giorno di più. Questa sì che è una cosa più unica che rara!

img-20170118-wa0024

img-20170118-wa0021

img-20170117-wa0068

Nel pomeriggio ci ha raggiunto il signor Rot, l’organizzatore del tour, e la seconda parte l’abbiamo fatta con lui. E di questa non posso scrivere perché altrimenti non sarebbe più un secret tour, però vi dico che è stata un’esperienza incredibile, che Bram ha assaggiato una cosa così disgustosa (a mio parere, a suo ovviamente no) che gli ho impedito di baciarmi finché non si è lavato i denti, e che se andate a Dalat dovete assolutamente fare il Secret Tour di mister Rot!

INFO

A Đà Lạt siamo stati all’hotel Villa Pinkhouse. Non male, non esaltante.

Scritto il 19 Gennaio sull’autobus da Nha Trang a Quy Nhơn. Col corpo qui col cuore in Italia, sotto la neve.

Annunci
4 commenti leave one →
  1. Stefy permalink
    gennaio 19, 2017 10:52 am

    Wow, bellissima la casa, molto “Alice in wonderland!” :)
    Ma come si fa a mangiare i grilli?? Bleah!

  2. gennaio 19, 2017 3:57 pm

    Ma che ti devo dire, tanto è anche psicologico. Poco dopo al mercato stavo sgranocchiando tutta contenta un involtino con le cipolle fritte e a un certo punto ho pensato “E se invece di cipolle fossero grilli?”, e poi mi sono risposta da sola “Se non me lo dicessero mi piacerebbero lo stesso!”

  3. gennaio 19, 2017 8:42 pm

    Sì, stupenda la casa. Voglio sapere la cosa disgustosa presa da Bram! Baci

  4. gennaio 20, 2017 1:07 pm

    @ Sandra: te lo dico di persona la prossima volta che ci vediamo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: