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Vietnam. Da Dalat a Nha Trang e da Nha Trang a Quy Nhon.

gennaio 20, 2017

Post scritto ieri sera, pubblico adesso

Post al volo, se pubblico questo poi sono in pari! Allora, da Dalat siamo venuti via Mercoledì mattina. Un po’ ci è dispiaciuto venire via perché ci siamo svegliati con un sole spettacolare.

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Nel complesso direi che non sono davvero riuscita a farmi un’idea precisa di Dalat perché ci sono stata troppo poco. La sensazione che mi è rimasta è che più che la città sia interessante la sua posizione, nelle highlands, fra cascate, villaggi e giungla, con un sacco di cose da fare nei dintorni. Mi è un po’ rimasta qui non essere andati a Bidoup, tornassi indietro ci andrei. E la strada da Dalat a Nha Trang, nonostante mi abbia fatto venire la nausea, era di una bellezza da levare il fiato, sarebbe da tornarci e farsela a piedi tuffandosi in tutto quel verde per esplorarlo!

In uno dei villaggi intorno abbiamo visto tantissimi porcelli. Un po’ di maiali e tantissimi maialini, che scorrazzavano per il villaggio come cagnolini, e con i cagnolini in giro giocavano e si scontravano. Che meraviglia!!

Da Dalat abbiamo preso l’autobus per Nha Trang, un posto che non mi ispirava per niente ma che è un po’ tappa obbligata se si viene da Dalat e si vuole andare verso Nord.

Arriviamo a Nha Trang, facciamo il check in, usciamo e dopo poco siamo in spiaggia. Sono circa le 20.

La spiaggia era una di quelle spiagge simil caraibiche con gli ombrelloni di paglia e i tavolini bassi con le candeline. Che detta così può sembrare bella, ma io l’ho odiata dal primo istante in cui l’ho vista. Perché era messa lì per i turisti, non c’era neanche un vietnamita in giro, solo cinesi e russi. La birra costava il quintuplo di quel che costa normalmente in Vietnam. E un po’ tutta la città era così. La nostra guida a Dalat ci aveva detto che Nha Trang gli piaceva prima che venisse presa d’assalto, e adesso capisco cosa intende. Sui menù esposti dai ristoranti la prima lingua non è il vietnamita. Ho visto con i miei occhi una tizia mezza briaa e molto arrogante prendere d’assalto un tavolo e sedersi mentre la piccola cameriera vietnamita lo stava ancora sparecchiando. La cameriera ha detto “Give me a moment, please” e la tizia ha risposto “Da, da, moment, moment” con lo stesso tono con cui io direi “Un momento un cazzo!” e si è buttata a sedere mentre la cameriera ancora sparecchiava, facendo grandi segni alle amiche perché la raggiungessero al tavolo. Qua poi c’è stata una scena un poco buffa perché mentre io seguivo la scena con aria truce Bram mi guardava e pensavo che mi stesse arrivare il cazziatone perché non mi faccio mai gli affari miei, e invece a un certo punto con aria svagata mi ha detto, in italiano, “Ma… sono tute brutte! Hai veduto?”, e a quel punto io sono scoppiata a ridere e la cosa è finita lì.

Abbiamo preso due birre a un supermercatino in zona e ci siamo seduti su un muretto a bordo spiaggia. Io ho provato a concentrarmi sulla sabbia e sul mare, ma onestamente l’irritazione per ciò che mi circondava unita al terrore di dover rimanere lì più di una notte visto che non avevamo deciso nulla per il giorno dopo mi ha impedito di rilassarmi e godermela.

Ero così affamata di vietnamiti, anche per praticare la lingua, che quando ho visto un gruppo di barboni vietnamiti sull’erba gli ho urlato XIN CHÀO (ciao!) e mi sono letteralmente buttata sull’erba con loro. Che stavano arrostendo non so cosa, e me ne hanno infilato un boccone in bocca a forza. Avrò preso il tifo e anche il colera. No scherzo solo il colera!

Siamo stati un po’ lì a chiacchierare coi vietnamiti, abbiamo mangiato qualcosa al volo e poi siamo tornati in albergo e ci siamo messi a leggere la Lonely Planet per decidere dove andare oggi. La scelta è caduta su Quy Nhon.

Stamattina ci siamo svegliati presto e col sole e dopo una tipica colazione a base di panino col maiale siamo andati a fare una passeggiata in spiaggia. Di mattina e senza turisti molto, molto meglio!

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Poi abbiamo preso l’autobus. Ci avviciniamo a Tết e questo significa varie cose. Fiori e decorazioni per le strade; ma anche ristoranti ed attività chiuse, perché per Tết tutto si ferma; e treni ed alberghi pieni, perché per Tết si va a casa, per stare con la famiglia; e prezzi più alti. L’intera cosa dura una quindicina di giorni. Dunque noi avremmo voluto prendere il treno, ma il treno era pieno e allora abbiamo preso l’autobus.

L’autobus era quello locale e sopra c’era di tutto: polli, scooter e una roba puzzolentissima che non so cosa fosse. Io ero spiaccicata in un angolo e il viaggio è durato 5 ore (durante le quali abbiamo rischiato di morire più e più volte) senza neanche una sosta per fare la pipì. Non è stato il viaggio più bello della vacanza!

Ma poi siamo arrivati a Quy Nhon. E di Quy Nhon mi sono già innamorata! Mi piace tantissimo, per quel che ho visto fino ad ora!

È sul mare. È viva, allegra e colorata. E soprattutto ci sono pochi turisti e tantissimi vietnamiti! Che ci sorridono e ci salutano! E io cammino e sventolo la mano come la Regina d’Inghilterra, facendo attenzione però perché quel gesto qui significa NO. Sì lo ammetto, mi piace essere la celebrità locale, senza dover far niente oltretutto!

Ieri sera siamo andati, su consiglio dei gestori dell’ostello (due ragazzini di qui), a cena in una bettola che distava 40 minuti a piedi. Per arrivarci abbiamo camminato parte sulla spiaggia e parte su un vialone fra tantissimi vasi di fiori gialli o mandarinetti piccini picciò alti quanto me: l’equivalente dei nostri alberi di Natale, per Tết. Le famiglie si avvicinavano in scooter tutte insieme, con anche i bambini, e sceglievano. Adolescenti sfrecciavano sui rollerblade intorno a noi, altri facevano picnic sull’erba, le coppiette stavano in spiaggia insieme a certi granchietti bianchi piccini picciò. Adoro questo posto!

Adesso dobbiamo decidere come proseguire nei prossimi giorni, se proseguire col nostro piano originale di andare verso Hoi An nonostante il rischio di rimanere bloccati o di pagare il doppio a causa di Tết, o se andare a Ovest verso le highlands e da lì in Laos. Vedremo. Io vorrei restare qui! ^^

Incenso per strada, a Quy Nhon. Era appeso ad un albero.

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E vi abbiamo pure fatto un video della nostra cena! Siete felici? Lo trovate qui. Metto un asterisco prima e dopo l’indirizzo altrimenti mi fa partire il video!
*https://youtu.be/bZk30IELUYo*

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One Comment leave one →
  1. Anonimo permalink
    gennaio 22, 2017 2:51 pm

    Auguri nipotina bella, Buon Compleanno!!!!! Nilde

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