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In love with Quy Nhon + il compleanno più fantastico del mondo

gennaio 23, 2017

Mentre anch’io come voi leggo le notizie dall’Italia col fiato sospeso provo a raccontarvi degli ultimi due giorni.

Non so da dove iniziare, perché sono stati semplicemente fantastici.

Ed è tutto merito dell’ostello in cui siamo stati. Perché è fuori dal centro incasinato, a circa 2 km, con davanti una strada trafficata e dietro una stradina più piccola piena di verde, famiglie e bambini che giocano. Ma soprattutto perché i ragazzi, giovani, che gestiscono l’ostello, ci hanno raccontato tutto dei dintorni, dandoci accesso a cose che non stanno sulla Lonely Planet e che da soli non avremmo mai trovato!

Ma andiamo con ordine.
Siamo arrivati Giovedì sera, e di Giovedì ho già scritto.

Venerdì mattina ce la siamo presa un po’ comoda.
Io sono scesa a prendere un caffè mentre Bram ancora si stava preparando. Mi sono seduta e subito sono stata approcciata da John (vietnamita nonostante il nome, lui John e il fratello Paul, omaggio ai Beatles credo), uno dei ragazzi che gestiscono l’ostello. Si è seduto con me, ha preso in mano il mio cellulare e ha messo stelline stelline stelline in tutti i posti in cui ci raccomandava di andare.
Ah! Non sapeva con chi aveva a che fare! Io non ho senso dell’orientamento e non ho capito nulla! E quindi ha dovuto ripetere l’intera manfrina da capo quando è sceso Bram.
Ed è così che Quy Nhon e i suoi dintorni si sono animati, disegnati e colorati davanti ai nostri occhi.

Ci ha detto anche dove andare a fare colazione e seguendo il suo consiglio siamo finiti a un baracchino per strada (non so se si fosse capito che in Vietnam lo street food impera) dove Bram si è sbafato due panini con dentro il mondo mentre io ho provato a chiedere un panino con solo formaggino spalmabile e ho ottenuto un panino con formaggino, maiale, uova, cipolle e cetrioli!

Poi ci siamo messi in marcia. Fra gli itinerari suggeriti da John ce n’era uno che si poteva fare a piedi e abbiamo optato per quello.

Abbiamo camminato su una via costeggiata da alberi con vista mare.

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Foto riuscita:

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Backstage della foto – mettete un fumetto sopra alla testa con scritto “Mmmh, mi cadrà qualche bestia in testa se sto qui? Meglio controllare!” ^^

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E poi in lontananza abbiamo visto una spiaggia.

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Abbiamo provato a scendere per avvicinarci, e dopo un po’ l’abbiamo trovata!

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C’eravamo solo noi. Siamo rimasti lì un’oretta a fare foto, raccogliere conchiglie e inseguire i granchietti. Era un posto fantastico e io ho molto rimpianto il non essermi portata un libro e un panino. I panini hanno un sapore molto più buono se mangiati sulla spiaggia, lo sapevate? Silvia se leggi, sono sicura che te sì!

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Dalla spiaggia si accedeva a un lebbrosario. È una struttura, se ho capito bene, messa su a suo tempo dai missionari francesi. Oggi ci vivono un migliaio di persone, all’incirca metà pazienti e metà familiari dei pazienti. È un vero e proprio mini villaggio con un asilo, una scuola, una chiesa, vari negozietti, una casa di riposo per gli anziani…

Noi l’abbiamo visitato in lungo e in largo ed è stato molto bello. Qua ci hanno salutato, là ci hanno invitato ad accomodarci e fare quattro chiacchere in vietnamenglish, e hanno persino aperto la chiesa apposta per noi!

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Quando abbiamo lasciato il lebbrosario erano quasi le 17, noi non avevamo pranzato e stavamo morendo di fame. Un’ultima occhiata alla spiaggia

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e poi via a cercare qualcosa da mangiare! Era l’ora dell’uscita da scuola e banchetti di cibo freschissimo stavano iniziando a spuntare come funghi. Quando dico freschissimo intendo che se ti chiedo un panino col cetriolo tu prendi un cetriolo e lo affetti sul momento davanti ai miei occhi. Ci raccontava la nostra guida che qua nessuno comprerebbe mai un petto di pollo. Si compra il pollo intero, vivo. E vi confesso che questo approccio al cibo mi piace. Non sono vegetariana, lo sapete, mangio carne, e quando la mangio di solito non penso all’animale. Così ci si pensa per forza.

Sto divagando, ed ecco qua un’altra piccola divagazione. C’è una foto che vorrei scattare, e ancora non ci sono riuscita. Si tratta dei ragazzini quando escono da scuola. Vanno tutti in bici e hanno tutti la divisa e la cartella che vola al vento. Sembra la scena di un film o, ancora di più, di un cartone animato giapponese!

Ci siamo rifocillati con un involtino e con quella che appariva come una cremina in un bicchierino e che si è rivelata essere creme caramel (again, tutto per strada) e poi siamo tornati all’ostello.

All’ostello vige una legge bellissima: fra le 18 e le 19 A) happy hour e B) una birra gratis per ogni ospite dell’ostello. Le due offerte sono cumulabili e quindi noi abbiamo pagato una birra e ne abbiamo ottenute 4!

Armati di Lonely Planet e birre ci siamo seduti a un tavolino e abbiamo iniziato a programmare la tappa successiva. E lentamente una piccola magia si è compiuta: i dipendenti dell’ostello si sono avvicinati al nostro tavolino e una parola tira l’altra si sono seduti e una birra tira l’altra abbiamo fatto serata a chiacchierare con loro! Questa cosa mi è piaciuta tantissimo, anche perché agli altri tavolini sedevano viaggiatori stranieri come noi che facevano amicizia tra loro, solo noi eravamo con i locali! Siamo andati a letto con uno scooter noleggiato per il giorno dopo, un appuntamento con il cameriere per le 6 del mattino davanti alla scuola del suo villaggio per andare insieme al mercato del pesce, dei noodles istantanei nella pancia (abbiamo provato ad andare a cena poco prima delle 21 ed era troppo tardi, tutto chiuso) e tantissime stelle negli occhi!

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Sabato era il mio compleanno ed è stato WOW!

La giornata è iniziata con un inghippo. Ci svegliamo all’alba, ci prepariamo e scendiamo pensando di trovare bar aperto e scooter pronto. Invece è tutto buio e spento, il bar è ancora chiuso e lo scooter non c’è!
Perplessi ci separiamo. Bram va a comprare due panini (memori dell’esperienza precedente avevamo deciso di portarci del cibo) mentre io lo aspetto nel bar buio. Dopo un po’ arriva Quang, il cameriere. Quello che ci doveva aspettare nel villaggio davanti alla scuola. Che ci fa qui?

Non siamo riusciti a capire dove stesse l’equivoco. Ma non importa! Pioveva e volevamo un caffè, e visto che erano le 6 ed eravamo già in piedi e che Quang non poteva fornirci scooter né caffè abbiamo deciso di andare al bar vicino e fare colazione con tutta calma, e pazienza per il mercato. Io ho avuto il mio tanto sospirato caffè e Bram ha ordinato uno yogurt che gli è arrivato ricoperto di gelatine colorate e io ho detto a tutti che era il mio compleanno e siamo stati un po’ lì a goderci la nostra colazione guardando la gente in motorino passare, tutti con i ponchi (plurale di poncho!) al vento!

Cotanto idillio è stato interrotto dell’arrivo di Quang con un motorino, che nessuno mi leverà dalla testa fosse il suo. Poncho anche noi (non è vero, giacca a vento impermeabile) e via che si va!

Visto che sta piovendo decidiamo di lasciar perdere per il momento le tappe suggerite da John (erano quasi tutti punti panoramici o spiagge) e di andare in centro a vedere le Cham Towers, delle antiche torri indù. Eccole qua! Questa foto mi fa molto ridere perché si vede bene la differenza di altezza fra me e Bram.

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Devo fare due digressioni.

La prima. Come sempre sto scrivendo da un autobussino di quelli pazzi locali e già da un po’ mi scappava la pipì, e l’avevo detto e avevo chiesto all’autista se ci si potesse fermare. Dopo circa un’ora dalla richiesta ci siamo finalmente fermati. Davanti a un bosco (rado). Il bagno era quello! Per disperazione sono riuscita a fare la pipì persino lì. Quando sono tornata indietro, ricoperta di frasche ma vittoriosa, mi hanno fatto l’applauso!

La seconda. Era la prima volta che noleggiavamo uno scooter in Vietnam (digressione nella digressione: le macchine si possono noleggiare ma non guidare, occorre dunque noleggiare macchina + autista!). Ho già ampiamente parlato dell’incredibile quantità di scooter presente in Vietnam e di come questi non rispettino regola alcuna. Non vi stupirete dunque se vi dico che nonostante guidasse Bram un tantinello preoccupata ero. Anche perché la sera prima all’ostello avevamo visto un tipo tutto incerottato. Era caduto da uno scooter!
Guidare fuori dal centro è stato OK. Guidare in centro NO OK. Un esempio su tutti: le rotonde prese contromano (non da noi ovviamente, ma da tutti gli altri sì!).

Tornando alla cronaca. Risaliti sullo scooter, abbiamo mollato il centro e ci siamo rimessi in marcia lungo strade più tranquille.

Abbiamo passato delle risaie, abbiamo passato un lungo ponte

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e poi ci siamo trovati su un vialone che costeggiava delle dune di sabbia oltre le quali c’era il mare.
Dopo un po’ ha ricominciato a piovere. Il vento sollevava la sabbia e le nostre gambe nude venivano sferzate. Abbiamo deciso di fermarci per un caffè.
Il caffè non era buono. Era salato! La sequenza di foto sotto, che spero di riuscire a postare non appena ho wifi, lo dimostra. Quella merdaccia secca di Bram, che l’aveva assaggiato prima di me, anziché avvertirmi è stato zitto come un topo e ha tirato fuori la macchina fotografica!

Il posto in cui abbiamo preso il caffè merita due parole. Faccia da esempio per un sacco di posti così che abbiamo incontrato nel corso del viaggio. In pratica era una casa. Formata da uno stanzone unico, che ho attraversato per andare in bagno. Il bagno era fuori ed era un buco per terra. Ho fatto la pipì accanto a un gallo che mi fissava e mi incoraggiava a suon di sonori CHICCHIRICHÌ!

Terminata la deliziosa brodaglia, eeehm, il buonissimo caffè, abbiamo deciso di proseguire, un poco controvoglia perché eravamo bagnaticci, un poco infreddoliti e pure affamati. Controlliamo la più vicina stellina sulla mappa, sarà una spiaggia o un punto panoramico?
Nessuna delle due. Era un ristorante! Occhi a cuore e felicità!

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Notare che erano le 10:50 del mattino. Ma noi eravamo in piedi dalle 6!

Il ristorante non era solo buono, era anche bello, con vista mare.

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Piccolo dettaglio: vedete l’albero ricoperto di piccoli fiorellini rosa? Ecco, quei fiorellini sono finti. Sono di plastica. Sono giorni che vediamo gente andare in giro in motorino con dietro rami pieni di questi fiorellini, da attaccare agli alberi!

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Dopo pranzo siamo scesi in spiaggia e siamo stati un po’ lì, a guardare il mare. Ancora una volta la spiaggia tutta per noi.

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La stellina successiva sulla nostra cartina era Eo Gio, altra spiaggia e punto panoramico. Il tempo stava diventando sempre più bello. Ancora non ho avuto occasione di parlarne, ma una delle cose che mi stanno piacendo del Vietnam è che non è un paese tropicale con sole 365 giorni all’anno, gode al contrario di tutti i tipi di tempo, neve compresa più a Nord!

Lungo la strada abbiamo incontrato di tutto. Mare, montagne e campi di riso. Mucche, pecore, bufali e capre, spesso e volentieri in mezzo alla strada. Bambini che ci salutavano, ragazzetti in bici appena usciti da scuola che strillavano “Hello” (neanche stavolta sono riuscita a fare la foto). Ubriachi che cantavano il karaoke. Villaggi carini e amichevoli in cui tutti ci sorridevano, villaggi scrausi in cui ci osservavano con aria truce, e anche un villaggio in cui un briao ci ha intimato di tornare indietro gridando “BIDUUUUU!” mentre i suoi compagni di sbornia seguivano la scena ridendo. Ragazzini di quelli che io e Bram definiamo “too cool for school”. Pastori e marinai. Insomma veramente di tutto di più, e tutto questo in un tragitto che sarà durato sì è no un’ora! Ah abbiamo passato anche una sorta di terra di nessuno in cui c’erano un parco safari e un campo da golf!!

Trovare Eo Gio non è stato semplicissimo. Perché è un punto panoramico che si raggiunge tramite una minuscola stradina secondaria di un minuscolo villaggio. Non è indicato. Non fosse stato per la stellina messa da John mai e poi mai l’avremmo trovato! Ci siamo persi nel villaggio un paio di volte, abbiamo chiesto (e io sono molto fiera perché sono riuscita a chiedere a una tizia “Scusi signora, dov’è Eo Gio?” e lei ha capito!) e alla fine ce l’abbiamo fatta!

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Il mare era parecchio mosso, si nota? In caso non si notasse video qui (togliere l’asterisco prima e dopo, non so perché ma da cellulare non riesco a caricare i link!):
*https://youtu.be/rYY8eL_h6FA*

E poi siamo tornati indietro! Perché avevamo appuntamento con Quang per andare in barca!
Ed è stato WOW WOW WOW WOW WOW.

È venuto anche Lam, altro ragazzo che lavora lì. Con la sua macchina siamo andati al porto pieno di barchette colorate. Siamo saliti su una e siamo andati al villaggio dei pescatori, che è proprio un villaggio di pescatori nel senso che ci vivono pescatori e basta, non ci sono alberghi né ristoranti, solo le loro case, e le barche e le reti. E poi abbiamo camminato fino in cima a una montagnetta per raggiungere la statua in foto. E poi siamo andati con la barca fino a una grotta e a una spiaggetta nascosta che si può raggiungere solo via mare. Tutto questo con loro che ci facevamo da guida e ci raccontavano un po’ delle loro vite. Credo che fossero emozionati di essere con noi quanto noi lo eravamo di essere con loro. È stato magnifico.

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E non è finita qui! Perché quando siamo risaliti in macchina ci hanno chiesto se avevamo fame, e sì che ce l’avevamo visto che avevamo pranzato alle 11 ed erano le 17, e anche loro, e allora siamo andati insieme a procacciarci del cibo da strada e in pratica io e Bram abbiamo avuto il nostro personale street food tour, privato e gratuito! E ci hanno pure accompagnato al mercato a comprare la frutta per il viaggio, e hanno contrattato per noi!

Non avrei potuto desiderare niente di meglio. E non è finita neanche qui. Perché quando siamo rientrati all’ostello ho acceso il cellulare e ho trovato tutti i messaggi di auguri degli amici e della mia famiglia. E quando, ancora un po’ emozionata, sono scesa per prendere una birra, ho trovato questa:

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L’aveva organizzata Bram con la complicità dei nostri amici dell’ostello. La serata è finita con una grande festa tutti intorno a un tavolo a mangiare torta, bere birra e chiacchierare in vietnamita, inglese, spagnolo, olandese e altre lingue di passaggio.

E quando ho soffiato sulle candeline non ho espresso nessun desiderio, perché davvero non avrei potuto essere più felice di così.

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INFO

La città in cui abbiamo trascorso due giorni meravigliosi è Quy Nhơn. L’ostello è il John & Paul Inn. La nostra vacanza non sarebbe stata la stessa se non fossimo stati lì. Sono loro estremamente grata e mi mancano già!

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16 commenti leave one →
  1. gennaio 23, 2017 6:37 am

    Che racconto splendido, tanti auguri in ritardo! Miiii che figata!!!!

  2. Stefy permalink
    gennaio 23, 2017 8:52 am

    Beh ma allora BUON COMPLEANNO!!!!! :) :) :)
    Tutto sulla spiaggia ha un sapore migliore, eheh! L’episodio della pipì nel bosco mi ha fatto morire dal ridere. Io, al contrario, sono proprio a mio agio tra le frasche e ti dirò di più, sono riuscita anche a fare pipì in autostrada nel traffico! :D Che bei posti e belle foto! Io rientro da un weekend a Siviglia, che sonno! Buona continuazione!

  3. eclementel permalink
    gennaio 23, 2017 9:22 am

    Auguri in ritardissimo!
    Mi piace che le foto sono metà panorama e metà cibo XD

  4. Anonimo permalink
    gennaio 23, 2017 10:11 am

    Che bello, sei così entusiasta nel tuo racconto che fai venire voglia di andarci subito. E che bel mare! Non avete fatto il bagno in quell’acqua limpida in quella bella spiaggetta deserta? Ciao. Nilde

  5. gennaio 23, 2017 12:27 pm

    auguri in ritardo e grazie per questi tuoi frequenti aggiornamenti che aspetto con gioia!
    E’ tutto assolutamente speciale e fantastico. Un grandissimo abbraccio

  6. gennaio 23, 2017 2:40 pm

    Ehy, grazie a tutti per gli auguri!!! Bello leggere i commenti, grazie! Stefy ti invidio molto per la tua capacità di fare pipì ovunque. Zia no, niente bagno, il primo giorno non avevamo il costume e il secondo ce l’avevamo ma faceva freddo!

  7. eclementel permalink
    gennaio 23, 2017 2:55 pm

    Un mio amico che deve andare a un ristorante vietnamita il giorno prima di un incontro di lavoro chiede su un gruppo Whatsapp: “secondo te esiste la possibilità che il mio alito non ammazzi le mosche al volo, dopo”?
    Ho pensato fosse la domanda ideale per te.

  8. gennaio 23, 2017 3:01 pm

    Ahah, direi che esiste, non ho notato uso particolarmente alto di aglio o cipolla, e le spezie di solito sono a parte!

  9. gennaio 23, 2017 3:49 pm

    Auguri bella, vi seguo anche se non commento. Grazie di questi racconti, chissà che un giorno non mi trovi a seguire le tue indicazioni…

  10. Silvia permalink
    gennaio 23, 2017 10:37 pm

    Che bello, l’età ti ha portato la saggezza per apprezzare il tocco in più che dà la spiaggia 😉 (E non parlo di sabbia nel panino). Lo sai mi hai fatto venire in mente quanto é bella la sensazione che più di così non si possa avere né desiderare!!!
    Devo dire che in questo viaggio sto vedendo bram con occhi diversi: è easy, nelle foto sembra “sciolto” e con la torta ha fatto una cosa…che avresti fatto te! Bravo Bram!
    Ps forse é meglio se approfondite meglio il senso di marcia nelle rotatorie

  11. gennaio 24, 2017 12:45 pm

    @ Chiara: grazie!

    @ Silvia: il tuo PS mi ha fatto schianta’!

  12. cenere permalink
    gennaio 29, 2017 10:24 pm

    Auguri in ritardo!!!
    Stai scrivendo un botto e leggo quando riesco, ma leggo!

  13. gennaio 29, 2017 11:35 pm

    Cenere grazie!!! ^^

  14. cenere permalink
    gennaio 30, 2017 5:40 am

    ah è vero! ora mi chiamo cenere! :D
    mi devo ancora abituare!

  15. febbraio 27, 2017 5:02 am

    fantastico… a dir poco! beata te :* un abbraccio

  16. marzo 1, 2017 4:19 pm

    Grazie!

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