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Vietnam. Hoi An day 2: Can Nam island & STREETS.

gennaio 28, 2017

Non è cosa segreta che il gradimento mio di un luogo sia inversamente proporzionale al flusso turistico dello stesso. Fu dunque con gioia selvaggia che all’alba di Giovedì ci si appropriò di due velocipedi, per migrare verso altri luoghi e altri lidi e sfuggire alla pazza folla. Tosto fummo messi in guardia dall’ospite gentile, che la fine dell’anno domini si avvicinava; e usavano i bifolchi per l’occasione adornare le proprie magioni con alberi carichi di frutti, che trasportavano non come si converrebbe su carri trainati da buoi, ma su moderne diavolerie chiamate motorini. Con conseguente pericolo per le nostre beneamate terga!

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Lo sapevo io, lo sapevo! Che bastava uscire un po’ dal centro per trovarsi in un posto incantato!

Hoi An sta sul delta del fiume Thu Bon, e nel delta del fiume stanno un paio di isolette collegate alla terra da ponti. Armati di biciclette Giovedì abbiamo esplorato quella di Can Nam ed è stato bellissimo. Lascio parlare le foto. Sono tutte foto di Bram, è per questo che il soggetto principale sono io! Sorry!

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L’isola era in fermento, tutti erano impegnati a preparare la casa per Tết. C’era chi puliva, chi cucinava, chi sistemava gli enormi vasi di mandarini e di fiori gialli che in questi giorni abbiamo visto ovunque, chi omaggiava i defunti con i doni di cui vi ho già parlato nel post su Dalat. Vi ho detto cosa si può comprare per la trisavola residente in luoghi forse migliori, di certo altrettanto materialisti (dalle pantofole alla villa in campagna al set per il karaoke, tutto in cartone), non vi ho ancora detto come esser certi che gli omaggi giungano a destinazione: occorre bruciarli!

Faremo un bel falò…

Se guardate bene la terzultima foto dovreste scorgere, sullo sfondo, un tizio che attizza la fiamma. Chissà cosa stava inviando e a chi?

Quando la fame ha iniziato a farsi sentire ci siamo fermati a comprare un frutto del dragone. C’è un sacco di frutta fantastica qui, che uno dall’aspetto assurdo si immaginarebbe chissà che e invece è facilissima da pelare, e buona! Se riesco ci faccio un post. Interessa?

I frutti del dragone li vendeva una vecchietta di mezza via, col classico cappello a cono. Non l’abbiamo fotografata. Perché non l’abbiamo fotografata? Era bella!
Era tutta contenta di venderci la sua frutta, e quando siamo riusciti a farle capire che la volevamo mangiare subito ha riso, ha riso tantissimo, e si è fatta portare un coltello dalla nipotina, che ha usato per sbucciarci il frutto del dragone. Poi ha riempito d’acqua il piatto della bilancia e ce l’ha porto, per farci lavare le mani.

Poco più in là abbiamo incontrato le Signore Banane. Due simpatiche signore che dal nulla ci hanno fatto cenno di avvicinarci e ci hanno regalato tantissime banane! Di quelle piccoline e dolcissime che usano qui. Erano buone!

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E siamo ripartiti

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e poi ci è presa fame sul serio, e allora ci siamo fermati a pranzo sul fiume.

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Il menù era in vietnamita e consisteva di soli quattro piatti: una zuppa di verdure, delle arselle con zenzero e peperoncino, dei cracker al sesamo e una zuppa di maiale densa con dei grossi noodles e dei cracker croccanti. Quest’ultima si chiama cao lầu ed è tipica della zona. Bram che è curioso l’ha ordinata, io che sono pavida ho preso i cracker al sesamo.
Beh, la sua zuppa era sensazionale! Una delle cose migliori mai assaggiate!
E siccome il mio Orso è un Orso gentile, gentilmente ce la siamo divisa ^^
Eccola qua! Sullo sfondo i miei tristi cracker. Non fatevi ingannare dall’apparenza, era buonissima!

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Mentre pranzavamo ho detto a Bram “Ma quanto sarebbe bello fare un giro in barca in questo fiume?”. Non sapevo che di lì a poco sarei stata esaudita!

Rientrati a Hoi An abbiamo fatto un giretto al mercato. Nella foto sotto la situazione era ancora tranquilla, più avanti il mercato si è infittito e attraversarlo con la bici è stata un’impresa!

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Poi ha iniziato a pioviscolare, e proprio in quel momento si è avvicinato un pescatore e ci ha chiesto se volessimo fare un giro in barca. Certo che volevamo!

Ed è stato abbastanza bello, non bello come sul fiume Mekong, ma bello. Soprattutto grazie agli incontri fortuiti che abbiamo fatto.

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Finito il giro in barca abbiamo deciso di andare a scoprire del nuovo cibo. Ecco cosa abbiamo scoperto! Da sinistra: ravioli al vapore ripieni di scampi (buoni); red snapper (non trovo la traduzione in italiano, a volte viene tradotto come dentice ma non è dentice) affumicato (delizioso); e involtini ripieni d’anatra (una roba orgasmica)!

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La serata è trascorsa in giro per Hoi An. Siamo stati dall’estetista (Bram barba io ceretta, fatta su un lettino da massaggio, ho trovato la cosa vagamente sadica), abbiamo guardato le decorazioni luminose e siamo stati a cena da STREETS.

Il cibo era OK, non cattivo ma neanche eccezionale, ma sono felice di esserci stata per il progetto che ci sta dietro: l’insegnamento dell’inglese e la conseguente possibilità di una carriera nell’accoglienza turistica per bambini nati in condizioni disagiate, che senza STREETS avrebbero poche o zero opportunità. Ho letto le loro storie e mi sono commossa, uno dei ragazzini selezionati faceva parte di una minoranza e quindi quando è stato selezionato per partecipare al progetto ha dovuto imparare non solo l’inglese ma anche il vietnamita!
Se voleste saperne di più sul programma: http://www.streetsinternational.org

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2 commenti leave one →
  1. gennaio 28, 2017 5:55 pm

    Anche il mio orso è un orso gentile e generoso e avrebbe condiviso il piatto, ma a differenza del tuo non avrebbe mai ordinato una zuppa! Si percepisce proprio questo modo di viaggiare anti turistico e molto aperto alle persone, anche con grande fiducia che viene ripagata. A me interessa il post sulla frutta. Buon proseguimento.

  2. gennaio 29, 2017 11:36 pm

    Sandra grazie! E quindi il tuo orso cosa avrebbe ordinato, delle quattro che ho detto? Post sulla frutta in preparazione!

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