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L’arrivo a Hanoi. Commedia brillante in cinque atti.

febbraio 6, 2017

Prologo.

So let’s talk about Hanoi!

Hanoi è la capitale del Vietnam. Dicono che Saigon rappresenti l’innovazione, Hanoi la tradizione. Dicono che a Hanoi il traffico sia mostruoso, come a Saigon ma di più. Dicono che a Hanoi tutti cerchino di incularti e di venderti tour. Dicono.

Atto primo. Interno. Autobus. 

Il lancio dall’autostrada è andato bene. Il tassista è sceso con noi e ha fermato l’autobus per noi. Con nostra delizia non ha fermato l’autobussino locale come ci aspettavamo; ha fermato l’autobus grande con i sedili per dormire, questi addirittura matrimoniali! Extra lusso! Accanto non c’era posto, ma una famiglia si è super gentilmente spostata per farci stare vicini. Abbiamo offerto in cambio le nostre tortine alla crema, ma non le hanno volute!

Atto secondo. Esterno. Stazione. 

Arrivati ad Hanoi l’autobus ci ha mollato nella stazione degli autobus. Erano le 21.

La compagnia che usiamo di solito, Futa, ci ha abituato bene: nella stazione degli autobus c’è di solito un furgoncino che ti porta al tuo albergo, gratis. Con questa non c’era.

Sorprendentemente, un’altra cosa che non c’era erano i taxi. Di solito non appena scesi dall’autobus veniamo attaccati dai tassisti che vogliono caricarci. Qua non ce n’era neanche uno. Strano!

Soli nel piazzale ormai deserto, ci siamo guardati intorno un po’ perplessi finché non ci siamo resi conto che i tassisti c’erano, ma erano tutti fuori. Dovevano avere il divieto di entrare nel piazzale!

E difatti non appena Bram ha varcato la soglia gli sono saltati addosso tutti. Ma quando è tornato dentro non l’hanno seguito. Fuori dal piazzale, addosso. Dentro al piazzale, bloccati. Sembrava che ci fosse una linea concreta ma invisibile!

In assenza di altre opzioni Bram ha proposto di prendere un taxi. Io non ero entusiasta all’idea, perché avevo letto così tante recensioni negative sui tassisti di Hanoi..! E così ho controllato gli autobus, e ho visto che c’era un autobus diretto dalla zona in cui eravamo all’albergo e che la fermata non era lontana. Bingo!

Si è posto però il problema dei biglietti. Pareva che si potessero comprare a bordo ma che occorresse avere moneta, e noi non ne avevamo. Altro colpo di fortuna: Bram ha fermato il primo tizio che passava e questo non solo parlava inglese, ma aveva abbastanza moneta da cambiarci una banconota! Olé!

Ci avviamo dunque verso la fermata dell’autobus. Il terreno è sconnesso e allora Bram gentilmente si carica i suoi due zaini più la mia valigia. Non appena usciamo i tassisti ci saltano addosso ma noi li sbeffeggiamo. Autobus, autobus!

Atto terzo. Esterno. Banchina. 

Arriviamo alla fermata e ci mettiamo in attesa. A noi serve l’8. I tassisti di motocicletta continuano a girarci intorno offrendoci passaggi. Facciamo segno di no, noi prendiamo l’autobus!

Solo che passa un 6 e poi più niente. Aspettiamo, aspettiamo. Le 21:30, le 21:45, le 22. E alla fine siamo costretti ad attenderci alla triste evidenza: gli autobus dopo le 21 non circolano più!

Ci tocca il taxi. Il nostro albergo ci ha dato il nome di due compagnie affidabili, vorremmo dunque fermare un taxi che appartenga a una delle due.
Ma non passa! Aspettiamo e aspettiamo e niente, nemmeno un taxi di nessuna delle due compagnie!

Atto quarto. Esterno. Strada. 

Anzi pochi taxi proprio in generale. Dall’altro lato dello stradone sembra che ne passino di più, quindi dopo un po’ di tentativi infruttuosi attraversiamo.

Adesso siamo di là, e di nuovo sembra che ci siano più taxi dal lato precedente! In più i pochi che proviamo a fermare non si fermano. Bram dice che è perché questa è la direzione della stazione degli autobus, i taxi da questo lato stanno portando la gente alla stazione e quindi sono pieni. Riattraversiamo.

Siamo di nuovo sul lato di prima. Camminiamo e non riusciamo a fermare niente. Quando finalmente si avvicina un taxi io faccio cenno, lui si ferma, Bram mi cazzia perché non appartiene a nessuna delle due compagnie. Il tassista aspetta, io non so che fare. Gli chiedo quanto vuole. 200. All’albergo ci hanno detto che un giusto costo sta fra 80 e 100 (moneta locale eh, non euro). Chiedo se può usare il tassametro. No meter. Lasciamo perdere.

E proseguiamo, e io inizio a sfavarmi perché Bram si è impuntato che non vuole farsi fregare e ha ragione, ma sono le 23, sono due ore che giriamo a vuoto e io voglio andare in albergo! Nel frattempo i soliti autisti di motocicletta continuano a girarci intorno prendendoci ormai palesemente per il culo, ma l’albergo è lontano e io in moto con i bagagli non ci voglio andare!

Atto quinto. Esterno. Stazione. 

Camminiamo con Bram che non ferma nessuno e io che inizio a essere un po’ esasperata e camminando ci ritroviamo di nuovo fuori dalla stazione degli autobus da cui eravamo partiti, con fuori i soliti tassisti di prima che di nuovo ci saltano addosso. Ovviamente neanche uno è di una delle compagnie che cerchiamo. Bram fa segno di no, io sbuffo, poi Bram vede più in là il taxi di una delle compagnie e visto che lui ha le valigie devo correre io a fermarlo.

Raggiungo la macchina e scopro che è parcheggiata ma vuota. Mi avvicina un tizio, chiamiamolo tassista 1, e mi chiede dove voglio andare. Io faccio cenno che voglio la macchina parcheggiata, lui dice NO, NO, io provo a spiegargli dove voglio andare per sentire quanto chiede, Bram da lontano mi urla Non dargli retta non è la compagnia giusta, ma sapete che c’è? A questo punto io sono più che disposta a farmi inculare, se questo significa arrivare finalmente in albergo!

Mentre discuto con tassista 1 appare tassista 2, quello della macchina che volevo. Mi avvicino tutta felice ma mi accorgo subito che i colori sono gli stessi ma il nome sulla macchina è diverso da quello della compagnia che vogliamo. Mi piglia male, poi però vedo che sulla giacca del tizio c’è il nome della compagnia giusta e allora lo approccio, troppo stanca per rendermi conto che se macchina no e giacca sì probabilmente è no.

Tassista 2 parla solo vietnamita e mi chiede ở đâu, dove?. Io faccio cenno a Bram di avvicinarsi col nome dell’albergo, Bram arriva e mi cazzia perché non mi sono accorta che non è il taxi giusto. Nel frattempo tassista 2 ci spara 200, io dico Meter!, tassista 1 si avvicina e mi sfotte canterellando Vietnam no meter, io dico Non è vero a Saigon lo usano, tassista 2 propone 150, io dico sì, Bram dice no.

A questo punto entro in sciopero, raccatto la mia valigia e mi vado a sedere su uno scalino nell’angolo di un cortile, da sola, al buio. È mezzanotte.

Dopo un paio di minuti Bram mi chiama. Si è arreso anche lui, andiamo col falso tassista per 150. Arriviamo all’albergo. Bram tira fuori i soldi per pagare quanto pattuito, ha una banconota da 100 e una da 500. Il tassista lo guarda sbadigliando, prende la banconota da 100 e se ne va.

Sipario.

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5 commenti leave one →
  1. cenere permalink
    febbraio 6, 2017 5:11 pm

    Porco boia, io sarei scoppiata a piangere tre volte almeno!

  2. febbraio 6, 2017 8:41 pm

    Miiii, che stressamento, Francesca. Io non reggerei. Una volta il cugino di Emanuele ci diede gli orari sbagliati traghetti in Grecia, morale aspettammo al porto 4 ore per poi prendere il primo per la prima isola e io ero super mega furibonda, quando arrivammo all’Isola c’era un vento che ti portava via e non so in hotel io ho iniziato a piangere. Era il nostro primo anniversario di nozze, poi Ema disse “dai usciamo andiamo a vedere com’è” e il centro era super bellissimo e m sono ripresa, ma quell’inizio non lo dimentico.
    Che poi col vostro esempio c’entra pure poco perché voi avete il problema della lingua e siete davvero dall’altra parte del globo con usanze diversissime, ma siete grandi e avete messo in conto tutto questo, credo. Meno male che ha preso la banconota da 100-
    Enjoy Hanoi.
    bacione
    ps. comunque brava che hai scritto commedia brillante, io avrei scritto Tragedia.

  3. febbraio 7, 2017 1:45 am

    @ Cenere, io piangere no, però alla fine ero parecchio incavolata! Ma non con i tassisti, con Bram che non si rassegnava a prenderne uno e ciao!

    @ Sandra: mah, alla fine il momento non bello è stato più che altro verso la fine, quando poi abbiamo preso il taxi, quindi non è durato molto. E sì son cose che avevo messo in conto. E l’accoglienza in albergo è stata così mega fantastica che mi ha subito rimesso in pace col mondo!

  4. Anonimo permalink
    febbraio 8, 2017 11:19 am

    Ah,Ah,Ah, sei fantastica! Ciao. Nilde

  5. febbraio 9, 2017 12:32 am

    Grazie!

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