Skip to content

Spiagge incantate e giungle perfette

marzo 21, 2017

Ho un paio di post già pronti da pubblicare, ma siamo in Malesia su un’isola tropicale ed è cosa nota che sulle isole tropicali Internet non piglia. Butto giù due righe al volo sperando di riuscire a pubblicarle non appena ho un minimo di campo (scritto ieri!).

In questo preciso istante sono in una situazione un poco assurda. Sono seduta sulla spiaggia di un’isola tropicale, una di quelle proprio da film, da sola. Davanti a me c’è l’acqua di tutte le sfumature di turchese che riuscite a immaginare (con Bram dentro che fa snorkeling), dietro di me c’è la giungla che abbiamo attraversato per arrivare qua, piena di scimmie e varani. Intorno la spiaggia, deserta.

Ho insistito io per venire in Malesia. Come molti in Italia, ho il mito della Malesia grazie a Sandokan. E in una situazione salgariana invero mi trovo.

La giungla dietro di me è popolata da briganti. Tali marrani attendono che entrambi si sia in acqua per appropriarsi dei nostri pochi averi. Di conseguenza Bram sta in acqua a fare Sandokan e io faccio Marianna la Perla di Labuan. E cioè lo aspetto!

Cancellate dalle vostre menti l’immagine dell’eroina (io!) pacificamente sdraiata a godersi il sole e sostituitela con quella di quel piccolo animale delle praterie, di cui al momento non mi sovviene il nome, noto per stare sempre all’erta e non rilassarsi mai!

La giungla. La giungla è uno dei miti di questa vacanza: mi attira e mi terrorizza al tempo stesso, per cui continuo a girarci intorno senza entrarci davvero mai. Alla fine ho capito che voglio andarci, ma che voglio andarci con una guida.

Ho cercato e ho individuato la giungla perfetta: trattasi di Kenong Rimba, nel Sud della parte settentrionale della Malesia.
Il nome di una guida fidata mi è stato indicato, trattasi di un indigeno che della giungla nativa conosce ogni segreto; ma l’indigeno non risponde alle email (alle mie, perché sembra che tutti tranne me siano riusciti a contattarlo via email!) e dunque pare che la cosa non s’abbia da fare!

Uno dei primi viaggi che ho fatto con Bram è stato il Brasile. L’aveva organizzato lui, quando ancora non ci conoscevamo come adesso. Senza sapere che di snorkeling io non sono appassionata aveva organizzato una gita a Bonito, dove c’è un fiume che si può attraversare a nuoto e che è pieno di pesci tropicali.
Io avevo odiato la cosa dall’inizio alla fine. Perché la cittadina è messa lì solo per i turisti che vanno nel fiume; perché il fiume è visitabile solo tramite tour organizzato, e voi sapete quanto io ami i tour organizzati; e perché il fiume non era il mare ma giustappunto un fiume, e in quanto tale contenteva non solo pesci ma anche tronchi e pietroni, e ne ero uscita tutta sgrattugiata e incazzata nera.
Ma la cosa che avevo odiato di più era la seguente. Per raggiungere il fiume occorreva percorrere un sentiero fra le piante. La guida ci aveva obbligato a indossare la muta (obbligatoria) già all’inizio del sentiero, facendoci fare una sauna imperiale; e non ci aveva avvertito che il sentiero era infestato da bestie pinzanti, col risultato che nessuno si era dato l’antizanzare e tutti eravamo stati mangiati vivi.

Quest’ultima cosa è esattamente quella che è successa tutte le volte che abbiamo provato a infilarci nella giungla da soli qui: tempo due metri siamo stati assaliti dagli insetti, il che ha invariablemente indotto una precipitosa ritirata. Alla fine ho capito che la differenza fra noi e gli indigeni è proprio quella: loro degli insetti se ne fregano, noi no!

Questa degli insetti è una cosa strana.
Le zanzare mi danno fastidio ma non mi fanno paura; i bedbugs e le sanguisughe, queste ultime qua ampiamente presenti (nella giungla, non in città) mi terrorizzano.
Eppure le zanzare portano delle malattie tremende e potenzialmente mortali tipo la malaria, la febbre gialla, il dengue; i bedbugs e le sanguisughe non fanno nulla.
Ma il retaggio culturale e la paura di quel che non conosco mi portano a tenere molto di più i secondi delle prime. Continuo a pensare che dovrei farmi attaccare dalle sanguisughe, così poi scoprirei che non si muore e smetterei di mettere paletti dettati dalle mie stesse paure!

C’è una sensazione che mi capita ogni tanto di provare e che non riesco a spiegare. È la sensazione, magica, di trovarsi in un altro posto o in un’altra epoca. A volte il posto o l’epoca sono definiti, a volte no. In genere mi capita quando viaggio.

Ad esempio mi è successo a Lisbona. Era notte, stavamo rientrando e siamo passati da un vicolo angusto sotto agli archi di una chiesa. E io improvvisamente mi sono ritrovata a Parigi, al tempo delle cattedrali, fra Quasimodo ed Esmeralda!

In questo caso il posto era definito. Ma quando in Sicilia abbiamo percorso a piedi la Riserva dello Zingaro sotto il sole e nel momento in cui il sole iniziava ad andare giù abbiamo visto un cartello che indicava una caletta, siamo scesi per dare un’occhiata e ci siamo ritrovati soli in una spiaggetta di ciottoli bianchi circondata da alberi con davanti il mare di quel colore incredibile che prende solo per pochi minuti subito dopo il tramonto, ecco, lì non mi sono sentita in un posto ben preciso, ma mi sono sentita WOW, sono in paradiso!

La stessa sensazione l’ho provata stamattina, quando dopo la camminata nella giungla siamo sbucati qui.

20170320_134342

E niente, non me la volevo dimenticare.

Advertisements
4 commenti leave one →
  1. violaemi permalink
    marzo 21, 2017 2:57 pm

    Mangusta? Cane della prateria? Suricato? Ti ci vedo bene come animaletto da guardia! :D

  2. marzo 21, 2017 5:07 pm

    È un racconto davvero magico. Siete splendidi, io non so se sarei capace di fare la vedetta di fronte alla giungla!

  3. alkasel159 permalink
    marzo 21, 2017 9:07 pm

    In realtà penso che sia normale, per noi non abituati ad esse, aver paura delle sanguisughe!!! :D
    O almeno, io proverei la stessa cosa penso.

    Ciao!
    Ale

  4. marzo 24, 2017 7:11 am

    @ViolaEmi Non lo so… Mi viene in mente guti ma non esiste!

    @Cri Eh beh non è che ci fosse molta scelta… Poi insomma, sono venuta fin qui, un qualche sforzo lo devo pur fare!

    @Ale Sì è vero, ma il fatto è che io sono venuta fin qui, venire fin qui e poi farsi fermare dalle paure è un po’ scemo! ^^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: