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UXO = Unexploded Ordnance

marzo 31, 2017

Chiudo il Laos col breve racconto dell’ultimo giorno a Luang Prabang, che io ho passato per metà a dormire perché distrutta dalla notte di veglia! Bram invece è andato a visitare la sede del Lao National UXO Program ed è tornato con dei racconti abbastanza agghiaccianti.

Che in Laos ci fossero ancora un bel po’ di ordigni inesplosi lo sapevo; quello che non sapevo era quanti, e non avevo neanche un’idea precisa dell’effetto sulla vita di tutti i giorni e sullo sviluppo del paese. La massima esperta mondiale non sono neanche ora, però grazie ai racconti di Bram un pochino di più ne so.

In breve e alla carlona, vi invito a documentarvi se ne volete sapere di più, l’Ho Chi Minh trail era un percorso che durante la guerra del Vietnam, o guerra americana come la chiamano qui, veniva utilizzato dai Vietcong per far arrivare il necessario alla lotta dal Nord al Sud. Per evitare di attraversare il Vietnam il percorso passava dal Laos, che gli americani in teoria non avrebbero dovuto bombardare visto che non avevano dichiarato guerra al Laos. In teoria.

In pratica l’hanno bombardato e parecchio, e ad oggi ci sono ancora una cosa tipo 80 milioni di ordigni inesplosi. Il programma per individuarli e rimuoverli è partito nel 1996 e dal 1996 a oggi meno dell’1% degli ordigni sono stati distrutti, gli altri sono ancora tutti lì. E ammazzano più o meno una persona al giorno. Oggi, nel 2017.

Il Laos non è semplicemente stato bombardato tantissimo, il Laos è il paese con il più alto tasso di bombardamenti subiti pro capite al mondo.

E le bombe che usavano erano tremende. Potevano uccidere tutte le persone nel raggio di un intero campo da calcio e ferirne molte altre nei dintorni. Le bombe che usavano erano del tipo che esplodendo rilascia una miriade di altre bombe più piccole. Alcune esplodono facendo danno subito, altre no facendolo dopo (cioè ora). Questo tipo di bombe oggi sono proibite (anche se pare che vengano ancora usate, in Siria).

L’UXO Program opera su due fronti: educare e ripulire.

Educare significa insegnare ai bambini che se giocando vedono una palla luccicante non devono toccarla ma chiamare qualcuno.
E significa anche far capire a chi cerca gli ordigni per rivendere il materiale di cui sono fatti che il gioco non vale la candela.

Ripulire non è affatto semplice. Perché di ordigni in giro ce ne sono ancora tanti, tantissimi. E a trovarli ci vuole un sacco di tempo. Immaginate una caccia al tesoro pasquale in cui il coniglietto ha nascosto un po’ ovunque non ovetti di cioccolato ma ordigni inesplosi. E il metal detector suona per qualunque oggetto metallico, non solo per le bombe, e quindi basta che ci sia una monetina da 5 centesimi per terra e per sicurezza occorre controllare tutto il campo. Se si riesce a fare pulizia a una profondità di 25/30 cm il terreno può essere utilizzato per coltivare, ma non per attività che richiedono di scavare più in profondità tipo le fondamenta di una casa.

Questo è un altro aspetto tremendo della questione.
C’è gente che ad oggi in Laos muore o rimane mutilata a causa degli oggetti ancora in giro, con tutto quello che ciò comporta non solo per la vittima ma per tutta la famiglia (spese mediche spesso impossibili da affrontare, perdita di due braccia che prima potevano lavorare e ora non più… e ricordate, stiamo parlando di un paese poverissimo).
E poi c’è l’impossibilità di utilizzare il terreno. E se non lo puoi utilizzare non lo puoi arare, non ci puoi coltivare, non ci puoi costruire una casa. Quel terreno non può diventare un sentiero, non può essere una strada, non può essere un punto di passaggio per l’ elettricità.

Come fa un paese a progredire in delle condizioni così?

Mi scuso per le imprecisioni, ho cercato di riassumere quello che mi ha raccontato Bram e quello che ho successivamente letto. Se l’argomento vi interessa potete trovare più informazioni in rete, per esempio c’è un articolo su Travelfish e c’è ovviamente il sito dell’UXO Program.

***

L’ultima serata a Luang Prabang, che era anche l’ultima sera in Laos, se ne è andata così, rimuginando su quanto sentito davanti a un ultimo struggente tramonto

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con le ultime cartoline scritte seduta su una panchina fuori dall’ufficio postale

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e un’ultima crêpe alle banane e cioccolato

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o per la precisione due, ci ho cenato!

La mattina dopo saremmo partiti per la Thailandia dove avremmo scoperto nuove storie, avuto altre avventure e soprattutto incontrato la mia amica Vale!

INFO

Rimando al post sul valzer degli alloggi a Luang Prabang per la logistica e le storie.
Alloggio 1 era Villa Ban Phan Luang e alloggio 3 era Villa Somphong. In entrambi siamo stati solo una notte quindi non posso giudicare.
Alloggio 5 era la Hello Guesthouse. Considerato quello che è successo non si sono comportati male.
Alloggio 4 era il Moon’s House Hotel e alloggio 2 era il Pongkham Residence. Entrambi mi sono piaciuti un sacco e li raccomanderei!

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3 commenti leave one →
  1. marzo 31, 2017 5:31 pm

    Che storia agghiacciante di cui non si sente mai nulla, grazie per averla condivisa.

  2. aprile 1, 2017 6:18 am

    Oh Sandra, grazie a te per questo commento, particolarmente apprezzato visto il tipo di post. Buona Lisbona!

  3. sally permalink
    aprile 3, 2017 12:03 pm

    ….che tristezza. ovviamente gli americani se ne sono sempre altamente sbattuti, come di tanti altri danni che fanno in giro per il mondo ….poco conta ma per principio continuo a non far indossare nulla ai miei bimbi con bandiere a stelle e strisce, nemmeno se regalato o passato.
    Dove siete adesso? besosssssssssssssss

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