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Colombia. Da Riohacha a Santa Marta senza quei due pinguini!

maggio 18, 2017

Sabato 13 Maggio

A Riohacha abbiamo passato una serata in realtà abbastanza normale, ma che io adesso mi ricordo come bellissima probabilmente perché è stata l’ultima serata tutti e 4 insieme.

Riohacha, c’è da dirlo, è un posto un poco deprimente. È sul mare, ma il mare è marrone. Però ci è presa la ridarella, sapete di quando una situazione è così surreale che diventa divertente? E quindi alla fine è stata una bella serata!

Siamo andati a cena in un peruviano che peruviano non era e poi abbiamo passeggiato sul lungomare marrone, ridendo di tutto come quando si è pervasi da quell’allegria un po’ scema.

Non ho foto da mettere e allora vi metto quella del crostone al polpo che è stato l’antipasto sia di Bram che di Daniele. Buono!

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INFO

A Riohacha abbiamo cenato al Restaurante Lima. Buono, ma di peruviano non aveva proprio nulla!
Abbiamo dormito all’Hotel Majayura. Niente di negativo da segnalare se non il fatto che parlano solo ed esclusivamente spagnolo. Ma credo sia così un po’ ovunque!

Domenica 14 Maggio

Ci siamo svegliati e abbiamo fatto colazione tutti insieme, poi ci siamo separati: Dani e KOK all’aeroporto, io e Bram di nuovo a Santa Marta.

Prima di partire ho fatto un giretto per cercare qualcosa da mangiare in viaggio e devo dire che di Domenica mattina Riohacha mi ha piacevolmente sorpreso: l’ho trovata allegra e vivace, e le persone gentilissime, tutti hanno aiutato una Piccolina a trovare una panetteria! Persa con la partenza di KOK la possibilità di usare il tormentone “LUI parla spagnolo” ho dovuto cominciare a ingegnarmi con quello che so, e devo dire che non è andata male! E poi… o così, o Pomì!

La partenza di KOK e Dani mi ha scatenato delle emozioni che non provavo da tempo.
Vi ricordate quando, da adolescenti, vi facevate un sacco di amici in vacanza e a ferie terminate dovevate lasciare il luogo di villeggiatura e gli amici con esso? Alla tristezza della fine della vacanza, alla tristezza di dire addio a un luogo amato, si aggiungeva la tristezza del dover lasciare gli amici, sapendo che noi ce ne andavamo mentre loro erano ancora lì. Era la tristezza più triste di tutte, anche se magari il lì era un posto del menga in cui fuori stagione non succedeva assolutamente nulla.
Quel tipo di tristezza crescendo si prova meno, o almeno io non la provavo da anni. Perché in vacanza adesso vado con Bram, e a casa torniamo insieme. O magari, se sono con altri, torno da Bram. O se viaggio con amici si tratta genericamente di amici di Lucca, e so dove ritrovarli.
Con KOK e Dani è stato diverso. Superata la sensazione iniziale di cui vi ho raccontato, viaggiare con loro è stata una meraviglia. Sono pochi gli amici con cui stai proprio bene, e loro sono fra quelli. E sono forse ancor meno quelli con cui ti diverti e ridi sul serio, anche per le cazzate, anche nelle situazioni brutte. E insomma aggiungendoci il fatto che quei pinguini sono anche entrambi parecchio intelligenti e ci si possono fare dei gran bei discorsi, quando sono partiti mi sono sentita come se un pezzo importante del gruppo non ci fosse più.
E sì, la vacanza continua e sono con Bram, e è bello, ma anche con loro era proprio tanto bello!
Poi ecco, con KOK e Dani ho viaggiato solo due settimane ed ero in piena fase luna di miele, con Bram stiamo viaggiando appiccicati 24 ore su 24 da quasi 5 mesi ormai, e di mandarsi affanculo ogni tanto capita!

Muniti di panzerotto ripieno, a annegare la tristezza siamo andati a Santa Marta.

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Annegare nel vero senso della parola, perché siamo tornati nello stesso ostello e il tempo di arrivare ed eravamo già in piscina, e la piscina era infestata da una famiglia con bimbe così moleste e schizzone che Bram voleva fare BOMMETJE!

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A cena siamo tornati da Lamart, dove eravamo già stati con KOK e Dani. Niente pataccone qui, ma frites di banana e una bella creme brûlée al frutto della passione per dessert!

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Mentre cenavamo all’aperto ha iniziato a lampeggiare. Il tempo di spostarci dentro e si è scatenato il diluvio! Siamo tornati all’ostello correndo sotto la pioggia, in mezzo alla strada per stare lontani dai cavi elettrici che qua come in tanti paesi poveri sono scoperti e facevano certe scintille..!

Con questo post forse ho battuto il record, 1 foto nostra e 4 di cibo. Aggiungiamone altre due va’. Un insolito (qui neanche tanto) mezzo di trasporto e una veduta dall’alto del nostro bellissimo ostello. La piscina in foto è quella in cui Bram voleva fare BOMMETJE, quella vicina al bar e al biliardo è sul tetto!

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One Comment leave one →
  1. cenere permalink
    maggio 20, 2017 12:33 pm

    ahahahah BOMMETJE!!!!

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