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Colombia. Salento e Valle de Cocora.

maggio 31, 2017

Scrivo dall’autobus da Popayan a Ipiales. Ipiales è al confine con l’Ecuador, che è la nostra prossima meta.
Questa tratta, specialmente il pezzo tra Popayan e Pasto, è quella che mi preoccupa di più perché è nota per i furti a mano armata ai danni dei turisti sugli autobus (presenti!). Nel tentativo di limitare i danni abbiamo preso un autobus grosso anziché quelli soliti piccolini che caricano per la via cani e porci (e ladri) e stiamo viaggiando di giorno anziché di notte come sarebbe stato più logico visto che il viaggio dura 8 ore.
Bon! Dita incrociate!

A volte mi viene voglia di intitolare i post “Colombiani bugiardi e mentitori”. Sono solo momenti di rabbia, poi passano. Ma!

Autobus da Jardin a Manizales

Ci viene detto un autobus e 5 ore.
In realtà sono due autobus e le ore sono 8.

Autobus da Salento a Popayan via Cali

Ci viene assicurato che avremo posti vicini (biglietti 18 e 19) e che l’autobus andrà diretto da Salento a Cali senza fermate intermedie.
Bram finisce buttato da qualche parte in mezzo all’autobus e io davanti, accanto al conducente. Il quale lungo la via si ferma di continuo per far salire viandanti e venditori.

Autobus da Popayan a Ipiales via Pasto (questo!)

La prima cosa che facciamo appena arrivati a Popayan è vedere gli orari dell’autobus per Ipiales. Informazione ottenuta: alle 5, 7, 9 e poi 22. Decidiamo che prenderemo quello delle 7. I biglietti non si possono comprare in anticipo, vanno presi il giorno stesso.
Stamattina ci alziamo alle 5 e per le 6 siamo alla stazione degli autobus.
Bram: “2 biglietti per l’autobus delle 7 por favor!”
Bigliettaia: “È già passato.”
La risposta di Bram ve la lascio indovinare…
Adesso siamo sull’autobus delle 9, che è partito alle 7:45 e dunque chi voleva prenderlo e non si è presentato 2 ore prima l’ha presa nel didietro visto che quello dopo è alle 22 (ma lo sarà davvero?). E ovviamente anche questo, nonostante ci fosse stato garantito il contrario, sta raccattando la qualunque.

Poi uno dice non ti incazzare.
Io non capisco. Non capisco proprio. Lo spagnolo lo parliamo, non benissimo ma capiamo un buon 80% abbondante.
Allora perché, perché mi devi mentire? Perché mi dici che è un autobus se sono due, perché mi dici che non raccatterai gente se sai che lo farai, perché mi dici che l’autobus è alle 7 quando la realtà è che l’autobus parte da Bogotà e quando arriva arriva? Perché???

Certo c’è tutto un contesto da tenere in conto. C’è un paese devastato da anni di guerra civile, ci sono zone aperte al turismo da poco, c’è un intero continente in cui puoi andare ovunque parlando una sola lingua e non hai bisogno di impararne altre (OK fa eccezione il Brasile, ma fra spagnolo e portoghese si capiscono).
Certe volte che fatica, però.

Che poi quello che ti vende il biglietto non è mai quello che ti porta, quindi alla fine quello con cui vorresti incazzarti non c’è.

Continuo su un altro autobus, ieri non sono riuscita a finire perché gomitavo. Nel frattempo l’incazzatura mi è passata!

Giovedì 25 Maggio

Allora eravamo rimasti alla piantagione di caffè. Da lì siamo andati a Salento. Salento è un paesino nelle Ande, abbastanza turistico perché da lì si visita la Valle de Cocora. Eravamo indecisi fra Salento e Filandia e io avrei preferito Filandia perché meno turistico… ma il tempo inizia a stringere, e andare a Salento rendeva le cose più semplici e ci permetteva di risparmiare tempo.

A Salento siamo arrivati intorno alle 16. Io ero parecchia stanca dopo il viaggio e idealmente avrei voluto riposarmi un po’, ma se volevamo vedere sia il paesino che la valle non c’era da perdere tempo.

Siamo dunque usciti subito, io un po’ nervosetta per la stanchezza e per la fame (non avevamo pranzato). Nervosismo che si è aggravato quando ho scoperto che non c’era verso di sgranocchiare qualcosa di leggero ma saporito (sono esosa lo so!) prima di cena: l’offerta dolce consisteva in troiai confezionati e la scelta salata in patate fritte, mais fritto, yucca fritta, o, per la serie se sei vegetariano devi soffri’, carote crude!
Alla fine mi sono rassegnata a non mangiare e così il nervosismo se ne è andato.

Salento è bellina, tutta salite e discese.

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All’inizio ci era sembrata anche tanto turistica, più che altro per la quantità di negozi di souvenir. Ma guardando meglio abbiamo individuato anche un po’ di posti frequentati dai locali.
Questa è la piazza principale. Riuscita a intravedere nella seconda foto, nel portone della chiesa, la tizia appesa alle campane?

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Una piccola camminata ci ha portato a un punto panoramico. Quella nella seconda foto è la Valle de Cocora che avremmo visitato il giorno dopo. Non vi sembra bellissima?

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Dopo la camminata la serata è diventata ganza! Siamo finiti in un bar fantastico.
Allora aveva tre porte aperte sulla strada. Era grande. Si entrava, e nella prima parte c’erano il bancone sulla destra e un po’ di tavolini; e nella seconda parte tantissimi tavoli verdi. E in mezzo tutti gli uomini del villaggio (io ero l’unica donna presente) che giocavano a quello che a me sembrava biliardo ma che prevedeva tre palle sole.
Appese al muro le stecche personali, fissate col lucchetto.
Ecco qualche foto del locale. Io mi sono innamorata di quello con la maglietta a maniche corte nera, ve lo volevo dire. E un po’ anche di tutti quelli con i capelli da cowboy e il poncho, che però in queste foto non si vedono!

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Dopo un paio di birre ci è presa fame sul serio, ma eravamo incantati dal posto, dalla gente e dal gioco e non ce ne volevamo andare. Abbiamo chiesto se ci fosse qualcosa da spilluzzicare e il barista ci ha fatto portare… un hamburger dal bar davanti!, che ci siamo divisi come aperitivo.

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Dopo siamo andati anche a cena, e col senno di poi ne avremmo potuto fare a meno. Il posto in cui siamo finiti era carino però, un bell’ambiente e staff simpatico ed accogliente. Il menù con mia grande gioia virava sull’indiano e io ho preso un curry di verdure e Bram…
Bram era indeciso e mi ha chiesto consiglio, e io gli ho detto “Perché non prendi questo spezzatino colombiano che dalla descrizione sembra buono?”. Così ha fatto, solo che…
… solo che lo spezzatino non era uno spezzatino! Era quella sbobba schifosa che a Bogotà aveva quasi fatto vomitare Daniele e KOK! E adesso anche Bram!

INFO

Il posto del curry di verdure e della sbobba è La Eliana.
Quello dell’hamburger si chiama Todo Riko (tutto buono)!
Quello del biliardo non lo so ma è nella vita principale ed è impossibile non notarlo!

Venerdì 26 Maggio

Sveglia presto e via nella piazza principale a prendere una delle jeep aperte, eredità secondo Bram dell’esercito americano, che portano all’inizio della valle. Le jeep sono da 8-13 posti: 2 davanti, 3 su ciascuno dei sedili (ma volendo anche 4) e se ci sono volontari altri 3 appesi dietro!

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Giunti a destinazione abbiamo preso un caffè e mangiato un panino col burro di noccioline prima di mettersi in marcia. Notare in questa foto come io stia per cadere dalla panchina per stare il più lontana possibile dal cane che mi punta!

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Tolto il solito scam all’inizio (un tizio che sostiene che la proprietà sia privata, ovviamente non è vero, e ti chiede 2000 pesos, sono 60 centesimi, non tanti OK, ma moltiplicate per la gente che passa di lì ogni giorno e viene fuori una bella cifra… a casa mia questa si chiama estorsione, che nervi!) e il mio conseguente giramento di palle (passato quando Bram mi ha fatto notare che quello deve star lì a giornate a discutere con la gente) la camminata è stata fantastica! Lascio parlare le foto va’.

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Il panino era con pomodori, insalata, carote, cipolle, cetrioli, peperoni, avocado e formaggio ed era delizioso oltre che sano!!

La sera eravamo stanchi e non abbiamo fatto un granché: birrette nel solito posto con i vecchietti locali, cena al volo e nanna!

INFO

A Salento siamo stati alla Posada Casa Salento la prima notte e nel B&B Martha Tolima, degli stessi proprietari e proprio dietro l’angolo, la seconda.

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5 commenti leave one →
  1. maggio 31, 2017 6:29 am

    che posti spettacolari….

  2. maggio 31, 2017 7:30 am

    Foto bellissime, ma sta roba degli autobus ti giuro mi fa troppo incazzare, io ti ammiro non ce la farei a viaggiare così, e questo significa che nella vita vedrò molti molti molti meno posti di te, ovvio.
    Come sempre buon proseguimento.

  3. eclementel permalink
    maggio 31, 2017 7:56 am

    Ma quelle palme come fanno a stare in piedi?!

  4. nilde permalink
    maggio 31, 2017 4:54 pm

    Che strane le palme sottili e altissime, Bram sembra una formichina. Bellissimi paesaggi!
    Ciao. Nilde

  5. giugno 2, 2017 1:20 pm

    @ pikaciccio: vero??

    @ sandra, grazie!

    @ enrico me lo sono chiesta anch’io!

    @ nilde: ciao zia, un bacio da qui!!

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