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Ecuador. Mompiche. Oceano mare.

giugno 7, 2017

Sabato 3 Giugno

Da playa Escondida siamo venuti a Mompiche. L’ha scelto Bram, a me pareva un po’ mmmhe. E invece ce ne siamo innamorati!

Mompiche è un minuscolo paesino sulla costa. Non c’è nulla, neanche una strada asfaltata.

Però c’è una spiaggia lunga lunga che alla mattina è piccola e al pomeriggio è grande (alta marea, bassa marea), con al tramonto i bambini che giocano.

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Ci sono un po’ di ostelli e qualche ristorante, dove i ristoranti sono baracchine sulla spiaggia.

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Ci sono i pescatori, e hanno delle barche e gli uccelli che ci girano intorno.

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E poi ci sono le onde, che sono quelle che hanno fatto di Mompiche una meta turistica, per i surfers. Ma è un turismo scrauso, di sacchi a pelo e ostelli. E quindi il paesino non è cambiato, le strade non sono asfaltate, dopo le 21 da fare non c’è niente. Si può prendere un libro, o stappare una birra, o andare in spiaggia a guardare le barche.

La prima sera siamo rimasti all’ostello.
Abbiamo chiacchierato un sacco con la cuoca, una giovane ragazza argentina di origini neanche a dirlo italiane. Ci ha raccontato che la nonna, abruzzese, è venuta via dall’Italia a 10 anni ed è riuscita a tornarci solo a 80. E che lei, che è di Rosario, è stata in Italia grazie a un programma di scambio, e ha avuto la possibilità di andare in Abruzzo e conoscere i parenti! Che cosa fantastica. A quanto pare era partito un intero gruppo dall’Argentina verso l’Italia, con 3 fortunati passeggeri per ogni città: 3 di Rosario, 3 di Buenos Aires, 3 di Mendoza… e così via!
Abbiamo conosciuto anche, e chiacchierato un sacco e cenato con, una coppia di ragazzi cileni molto simpatici, giornalista lei e insegnante di yoga lui. Abbiamo parlato tanto ed è stato super interessante, e tutto il tempo in spagnolo!! Ovvio che non abbiamo capito tutto tutto, ma la maggior parte sì!
Infine, abbiamo soccorso con alcool e cerotti un giovane alternativo che andando in giro scalzo si era sfrantumato il ditone!

Domenica 4 Giugno

La giornata è trascorsa lenta e bella. Abbiamo fatto colazione in un posto carino vicino all’ostello (indovinate qual è la mia)

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e poi siamo andati a passeggiare in spiaggia, anche questa proprio dietro l’ostello. Faceva caldo ma era nuvolo, quindi si stava bene. È questa la spiaggia che preferisco!

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Nell’ultima foto Bram mi diceva: Salta! Ma io non volevo saltare, perché avevo paura di schizzarmi tutta l’acqua addosso!

In spiaggia abbiamo anche pranzato. Siamo stati fermati da un signore (si vede in una della foto sotto, quando bello è?) che ci ha raccontato di essere di Muisne, un’isoletta vicina a Mompiche, e di avere un ristorante di pesce fresco sulla spiaggia solo per il weekend (e solo a pranzo). In genere se mi fermano è la volta buona che tiro a dritto, però boh, lui ci ha convinto. Ispirava fiducia e inoltre avevamo già visto varie volte i pescatori uscire, rientrare, riparare le reti, insomma sulla freschezza del pesce non avevamo dubbi. Abbiamo deciso di correre il rischio e siamo stati premiati, quel risotto ai frutti di mare (che ci siamo divisi perché era una quantità gigante) era buonissimo!

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King of the Beach

Dopo siamo tornati all’ostello per darci una sciacquata e programmare un po’, la fine del viaggio inizia ad avvicinarsi e l’approccio Oggi qui domani chissà inizia a funzionare meno. Quella fava lessa di Bram mi fa le foto mentre mi sciacquo i piedi!

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In serata siamo tornati a cena dove avevamo fatto colazione. Prima però siamo andati a passeggiare un altro po’ sulla spiaggia. E l’abbiamo trovata diversa dalla mattina. Andata l’alta marea, benvenuta bassa marea, circa 50 metri di spiaggia in più. Abbiamo giocato coi granchi, guardato i bambini inseguire un pallone.

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Quando siamo rientrati Bram si è fatto una doccia. Lo scarico dell’acqua era bloccato dalla sabbia e ci siamo ritrovati tutta l’acqua in camera. Era acqua stagna e dunque oltre a bagnare puzzava pure! Bram è diventato una bestia e nel tentativo di impersonare “the cool girlfriend”, personaggio di cui poi vi racconterò, sono andata io a chiamare il responsabile. Il responsabile si era appena seduto davanti a un piatto di pasta fumante e gli ho detto che poteva venire dopo cena. Poi sono tornata da Bram e Bram ha sbraitato Perché non gli hai detto di venire subito?, e io ho risposto Perché gli si freddava la pasta. Non so, a me è sembrato logico, a voi no? Poi il responsabile è venuto e io gli ho detto Vedi, è tutto bagnato e anche il profumo non è che sia proprio il massimo e lui mi ha risposto Non ti preoccupare come se a puzzare a quel modo fossi stata io! Alla fine ci ha dato un’altra stanza, più carina e con l’aria condizionata e così siamo andati a letto contenti.

INFO

Colazione e cena da Chocolata, pranzo sulla spiaggia!

Lunedì 5 Giugno

Avevamo sentito parlare di una spiaggia nera e siamo andati a cercarla. E l’abbiamo trovata!

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Lungo la via ci siamo fermati a giocare coi granchi. Ma quanto sono buffi? Stanno tutti lì e appena ci avviciniamo si buttano nei loro buchi. Ogni tanto ce n’è uno che non riesce a raggiungere la propria casina e va nel panico, e allora prova a entrare in quelle altrui ma puntualmente viene ributtato fuori!

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Abbiamo visto anche i pescatori. Pulivano il pesce e gettavano i resti in mare, per i pellicani.

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Una cosa mi ha fatto un po’ tristezza. Sulla spiaggia c’erano un po’ di pesci palla abbandonati. Mi sa che finiscono nelle reti ma che i pescatori non li vogliono mangiare per via della tossina velenosa. Neanche gli uccelli li mangiano. E quindi muoiono per niente!

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Sulla spiaggia nera Bram si è buttato in acqua, io come sempre sono rimasta ad aspettarlo. Ma era difficile, perché era alta marea e l’acqua arrivava ovunque e perché si moriva di caldo. Allora l’ho raggiunto. C’erano delle onde alte e ci abbiamo giocato, un po’ come i surfers ma senza la tavola. È stato divertente! Non me lo aspettavo! Così tanto che siamo rimasti in acqua un sacco e ci siamo bruciati. Fave che siamo.

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Siamo rientrati dal mare affamati e siamo andati a pranzo.
In Ecuador esistono il desayuno (colazione) e l’almuerzo (pranzo), ma non esiste la cena (cena!), sostituita da una pequeña merienda. L’almuerzo è dunque il pasto principale. Costa poco, sui 3 dollari, e consiste in una zuppa seguita da un piatto con riso, carne o pesce e se si ha fortuna qualche foglia di insalata (se non si ha fortuna pataccone!).

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Bram ha preso l’almuerzo del giorno

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mentre io ho ordinato dal menù un piatto à la carte

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che si è rivelato buonissimo ma anche pesissimo!
Trattavasi di filete de pescado al ajillo, ajillo è il nome della salsa se non erro. Mi sono resa conto solo dopo che quella che qui poeticamente chiamano crema de leche altro non è che panna. Cioè praticamente mi sono mangiata una ciotola di panna! Ci credo che ero piena!

Mentre pranzavamo è passato il supermercato.

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Il pomeriggio è trascorso tranquillo tra doccia, pianificazione (ci siamo quasi!), birra e foto sceme. Questa sono io con i capelli appena lavati e non ancora scompigliati, come usciamo si riempiono di sole sabbia e sale e si attorcigliano tutti!

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La pianificazione ha preso un sacco di tempo. Ne siamo usciti solo per bere una birra nel portico e andare a cena. La cena è stata una fantastica sorpresa!

Camminando nel paesino la sera prima eravamo passati davanti a un ristorante messicano. Era in una viuzza secondaria e non sembrava illuminato quindi boh. Però dovete sapere che il cibo messicano in Sudamerica per me è quello che era il cibo indiano in Asia. Ossia: lo voglio!! E così siamo andati.
E ci siamo ritrovati in un posto fantastico!

Semplice, con pochi tavolini di legno al piano superiore circondati dalle foglie degli alberi. Davanti a noi il bancone, dunque vista sull’azione! E poi, il vero valore aggiunto del locale: il cuoco! Un signore messicano innamorato del suo paese e del suo lavoro, che ha passato buona parte della serata al tavolo con noi a raccontarci storie di pomodori nascosti in un guscio di foglie, di mole e di città da visitare. Un sogno! E il cibo era buonissimo, e i succhi pure!

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Ah già, non vi ho più aggiornato sui succhi. Breve aggiornamento: in Colombia ci sono ma li allungano (con acqua o latte), in Ecuador sono naturali e sono freschi e deliziosi! Hurrà!

Ah già, non vi ho detto della mia ossessione per il Messico. Dunque, vi ricordate no che quando abbiamo iniziato a organizzare il viaggio Bram voleva andare in Asia e io in Sudamerica? Ecco, è venuto fuori che non avevo un’idea proprio precisa di cosa volessi vedere in Sudamerica. E quando eravamo a Buenos Aires nel B&B brutto e cattivo e io ero triste e piangevo Bram mi diceva Ma sei voluta venire te in Sudamerica! Ma cosa avevi in mente in Sudamerica?, e io Sigh… il Messicooooo! Buuuh!, e Bram Ma allora sei cretina, il Messico non è in Sudamerica!!, e io Buuuuuhhh, non sono felice qui!, e Bram OK. Ho una fia scema.

Ah già, non vi ho detto dell’amore per il cibo che ci è stato mostrato nel corso della giornata. A pranzo il signore del pescado è venuto a farmi vedere come pescare la salsa (la panna!) col cucchiaino; a cena il cuoco messicano ha insistito che per gustare appieno il taco dovevo mangiarlo per forza, rigorosamente, assolutamente, con le mani! Ora dovete sapere che io non mangio mai niente con le mani. Neanche la rosticciana, neanche le ali di pollo, neanche il croissant. Ma il cuoco mi aveva conquistato (me ne sono un po’ innamorata, non ditelo a Bram) e mi sono fatta convincere!

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Che altro? Nanna, e la mattina dopo partenza per la tappa successiva: Canoa!

INFO

Abbiamo pranzato da Doña Gloria e cenato a La Casona del Chef – El Rincon Mexicano. Raccomandati entrambi!

Martedì 6 Giugno

Ci siamo alzati presto (ma neanche tanto) e abbiamo preso il primo dei 4 autobus che ci avrebbero portato a Canoa. Sotto un po’ di foto di Mompiche, in caso vi steste immaginando un grazioso paesino di pescatori con l’acciottolato e le casine colorate… ecco, anche no! Notare in particolare il tizio che scende dall’autobus in calzoncini, canottiera e machete.
Il paninello era ripieno di dulce de leche e era buono!

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INFO

A Mompiche siamo stati al KIWI Hostel. Perfetto per backpackers senza troppe pretese!

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8 commenti leave one →
  1. cenere permalink
    giugno 8, 2017 6:47 am

    Non hai ordinato la pasta! Sono un pochino delusa…

  2. Stefy permalink
    giugno 8, 2017 7:34 am

    Ma quindi cosa avete programmato? Ti ritroveremo in Messico? Io curiosaaaaaa! :D

  3. nilde permalink
    giugno 8, 2017 9:49 am

    Mi meravigliavo infatti che non foste andati ancora in Messico. Io l’avrei scelta come prima meta. Andate, andate. Ciao. Nilde

  4. giugno 8, 2017 12:57 pm

    @ Cenere: Ahahah, se vuoi ti faccio il diario alimentare su Instagram!

    @ Stefy&Nilde: Ehy magari, ma abbiamo il volo di ritorno il 29! Prossimo viaggio!!

  5. cenere permalink
    giugno 8, 2017 1:30 pm

    Grazie!

  6. giugno 8, 2017 5:28 pm

    Miiii, che posti pazzeschi, Francesca!

  7. Silvia permalink
    giugno 8, 2017 9:49 pm

    “Ci sono un po’ di ostelli e qualche ristorante, dove i ristoranti sono baracchine sulla spiaggia.”…il paradiso!!!
    Ps ma come sarebbe che non mangi i croissant con le mani? E come li mangi?

  8. giugno 11, 2017 1:54 pm

    @ sandra, grazie!

    @ silvia, con coltello e forchetta!

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