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Ecuador. Un salto indietro: Otavalo, Ande e laghi.

giugno 16, 2017

Scrivo da una fattoria in cui trascorreremo 3 giorni senza WiFi e che io mi immaginavo come le fattorie olandesi tutta bellina e ordinata e invece è selvaggia e in mezzo a una sorta di giungla tropicale! Non oso pensare a quali bestie saranno nella nostra camera stanotte. Una per tutte, prima abbiamo visto una tarantola grossa come il palmo di una mano e pelosissima (non in camera sennò sarei svenuta e non sarei qui a scrivere)!

Dunque, di che scrivo? L’ultimo posto in cui siamo stati è Canoa, ma non abbiamo fatto granché e non ho le foto. Non ho ancora scritto del primo posto in cui siamo stati in Ecuador: Otavalo!

Martedì 30 Maggio (parte seconda)

Allora, l’entrata in Ecuador dal nostro punto di vista è stata trionfale perché abbiamo passato il confine fra Colombia ed Ecuador… a piedi! Che emozione!

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Dalla prima città in Ecuador abbiamo preso il pullman per Otavalo. Lungo la via la polizia ci ha fermato e ha controllato tutti i bagagli. Non penso fosse un caso il fatto che sia successo proprio quando arrivavamo dal confine con la Colombia…

Otavalo è una cittadina nelle Ande famosa per un mercato che si tiene più o meno tutti i giorni ma che è molto più ampio il Sabato. Noi ci siamo arrivati di Martedì e devo dire che la cittadina lì per lì mi ha un po’ deluso, me la aspettavo più carina. Solo lì per lì però!

La prima sera abbiamo fatto un giretto e bevuto una birra nella piazza principale (identica alla piazza principale di Jardin e a quella di Salento e a quella di un sacco di altri paesini nelle Ande). Ah e abbiamo anche fatto la spesa e cucinato nella cucina dell’ostello. Una semplicissima pasta con carote, peperoni, cipolla e pomodori… pare che in Ecuador non si trovino altre verdure!

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INFO

Abbiamo bevuto la birra da Cava Caran. Nella piazza principale, carino!

Mercoledì 31 Maggio

Ci siamo alzati presto per andare al mercato. Non il famoso mercato di Otavalo del Sabato, ma una piccola parte di questo che si tiene tutti i giorni nella piazza principale (la versione grande prende anche tutte le vie). C’era inoltre, in un’altra piazza, un mercato più piccolino, che si tiene solo il Mercoledì e non è turistico ma locale.

Il mercato piccolino era carino perché era locale, ma vendeva poche cose graziose e per il resto paccottiglia. Paccottiglia chiaro e tondo, marca vera e marca finta esposte entrambe senza problemi!

Al mercato più grande e più turistico ci siamo un po’ perplessi. Cose carine c’erano, ma tutti cercavamo di incularci. Perché mi devi dire che un maglione è 100% alpaca se sappiamo sia io che te che non lo è? È bellissimo e te lo compro lo stesso, ma non pretendere che la qualità sia più alta di quella che effettivamente è!

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Non abbiamo comprato il maglione che vedete in foto. Non abbiamo comprato niente a dire il vero, eravamo un po’ storditi dall’assalto subito e ci siamo riservati di pensarci e ripassare, tanto quel mercato c’è tutti i giorni. Abbiamo invece comprato qualche souvenir al mercatino più piccolo e locale, e delle more selvatiche da lei:

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Attenzione, le immagini che seguono potrebbero urtare la sensibilità di alcuni!

Al mercato piccolo abbiamo anche mangiato. Un piatto unico che conteneva carne, mais, una sorta di frittelle, insalata e non so che altro.

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Nel pomeriggio siamo andati a piedi a Peguche, un paesino che dista un’oretta a piedi da Otavalo e che è famoso per una cascata e per gli artigiani. La camminata per arrivare a Peguche non è un granché, su una strada normalissima lungo i binari del treno; ma la cascata merita. È in una location fantastica, tipo bosco delle fiabe, con sentierini, ponticelli e bambini mezzi nudi che corrono in qua e in là. Per il tipo di vestiti in Italia sarebbero considerati alternativi, qua sono semplicemente ecuadoriani!

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Poi siamo andati a visitare il paesino. Che ci ha deliziato per quanto era semplice e carino. E che ha fatto sì che uno dei miei sogni dall’inizio del viaggio si avverasse. Vedete, ogni volta che ci spostiamo in autobus passiamo un sacco di piccoli paesini sconosciuti che non stanno sulla LP e ogni volta vorrei saltar giù ed esplorarli ma ovviamente non posso e resto sempre con un fumetto a forma di punto interrogativo sulla testa. Ecco Peguche era un po’ uno di questi paesini!

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A Peguche abbiamo fatto un giretto e anche shopping.
Bram si è comprato il famoso maglione, grigio però, blu non c’era la taglia. In un negozio incantato, in cui lavorava una signora che sembrava un elfo. Quando non vendeva stava al telaio. È rimasta molto impressionata dal mio golf (comprato in Cile) e me l’ha fatto togliere per studiarsi il modello!
Siamo anche entrati nella casa di una famiglia di artigiani e ci siamo incantati a guardare le loro creazioni, senza purtroppo comprare niente perché si trattava di tessuti da appendere che non avremmo saputo dove mettere.
Siamo infine andati a trovare una famiglia di fabbricanti di strumenti musicali. Qua io non volevo andare perché sapevo già che non avrei comprato niente e mi scocciava disturbarli per niente. Però siamo andati e ebbene, facevano delle cose così belle che ne siamo usciti a mani piene!

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Mi sto un pochetto ponendo il problema dei souvenir perché mi rendo conto che tante cose che hanno un valore incredibile per me, perché legate a volti ed esperienze vissute, non potranno mai avere lo stesso valore per i destinatari. Ma non sopporto l’idea che quella per me è una storia venga vista come, che so, un pezzo di legno. Sto pensando di accompagnare ad ogni regalino la stampa di una delle foto di Bram o un piccolo estratto dal blog, per contestualizzare.

Bon! Rientrati a Otavalo abbiamo fatto un aperitivo

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e poi ci siamo comprati un formaggino da aggiungere alla pasta avanzata dal giorno prima per variarla un po’. Il formaggino non era molto buono e la pasta beh, se sembra scotta è perché lo era!

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Giovedì 1 Giugno

Sveglia presto e autobus per la Reserva Ecologica Cotacachi Cayapas!

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Nella riserva c’è un lago se non erro di origine vulcanica. Il lago si vede molto bene da un punto panoramico vicino all’entrata.

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Si può osservare il lago dal punto panoramico per poi tornare indietro, se ne può fare il giro in barca oppure ci si può girare intorno scarpinando per 6 ore a 3200 metri.
Indovinate per quale opzione ero io e quale invece ha scelto quel malvagione di Brammeke?
Io ero per il giro in barca per due motivi. Il primo si chiama Pigrizia e il secondo si chiama Ladri Lungo il Percorso. Non lo dico io, lo dice la LP!

L’autobus ci ha lasciato al terminal e un simpatico tassista di nome Victor Hugo ci ha portato all’ingresso. Da lì abbiamo scarpinato!

Mi sono resa conto che vi racconto delle camminate che facciamo ma non menziono la durata. Valle del Colca 6 ore, questa pure ma uno veloce ce ne mette 3. Noi camminiamo con calma, mangiamo panini, facciamo foto…

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La camminata è stata molto molto bella e anche molto molto faticosa, in buona parte per l’altitudine. Mi sono stancata tantissimo!

In certi punti ero terrorizzata dai potenziali ladri. Eravamo soli sul percorso! In certi punti ero stanca, e non volevo più camminare, e in certi altri punti ero un po’ arrabbiata con Bram che mi ci aveva portato.

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“Cerca di essere la persona che vorresti essere”, si sente dire ogni tanto. Io questo detto non l’ho mai capito. Però da anni, da quando ho cominciato a uscire con Bram, ho in mente un personaggio che si chiama “the cool girlfriend”.
The cool girlfriend è la fidanzata che vorrei essere io. Una che non è gelosa (adesso non lo sono più ma all’inizio se vi ricordate lo ero, non di altre ragazze ma dei suoi spazi senza di me), che si sveglia sempre di buon umore, che affronta il nuovo e il diverso con apertura mentale e meraviglia, che sa ironizzare sulle situazioni negative e mantenere la calma quando si arrabbia… insomma lei è proprio ganza, io un po’ meno!
Quando eravamo a Otavalo, non so bene come mi è venuto in mente, ho deciso di provare a impersonare the cool girlfriend, a essere cioè la persona che vorrei essere.
Sembra scemo ma sapete che c’è? Ha funzionato! Non solo sono andata più d’accordo con Bram in quei giorni, ma sono anche stata meglio io. Più positiva, più felice. Happy Go Lucky, si direbbe in inglese!
E niente, è una cosa scemina e non sempre ho voglia, mi viene spontaneo ed è più semplice mettere il muso quando sono arrabbiata che fare uno sforzo per comportarsi come the cool girlfriend, però le volte che l’ho fatto i risultati sono stati talmente buoni che vorrei provarci più spesso. Magari non solo con Bram, magari anche nella vita di tutti i giorni, potrei cercare di essere la versione migliore di me!

Tutto questo per dire che del mio esperimento a Bram non ho detto niente, però nel corso della camminata sono riuscita a stare positiva anche se ero stanca e in certi momenti avevo voglia di mandarlo affanculo per avermi portato a scarpinare fra i briganti a 3200 metri!
E quindi la camminata è stata proprio bellina.
Per non sentire la fatica abbiamo messo in piedi delle Strategie.

Una Strategia che funziona molto bene con me è quella del Quando arrivi lì puoi mangiare un panino. Ah già non vi ho detto che avevamo trovato un posto a Otavalo che faceva dei panini da asporto orgasmici!

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Un’altra Strategia era Cantare. Abbiamo cantato un sacco. Tanto gli unici scemi sul sentiero eravamo noi!

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Un’altra ancora era Contare i Fiorellini. Ne abbiamo visti più di 50 tipi diversi!

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Ah c’era anche una Strategia che mi faceva molto ridere, ed era dire fuckaduck ogni volta che ci trovavamo davanti all’ennesima salita inaspettata!

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Cammina cammina ci siamo imbattuti in un campo di grano. Le spighe danzavano, mosse dal vento, e noi ci sentivamo il cuor contento, e quindi non c’è più stato bisogno di strategie!

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Verso la fine del percorso dal nulla è sbucato fuori un cane. Ci si è piantato davanti a orecchie ritte e non c’era verso di capire che intenzioni avesse. Ci siamo un po’ spaventati, ma poi io ho avuto la brillante idea di tirargli un panino al formaggio che non mi ci andava più e da lì in poi siamo stati amici!

Ho mugugnato e fatto pipponi ma non ho molto parlato della bellezza della sfacchinata. Ecco un po’ di foto! E ho anche una domanda per voi: ma quelli che si raccomandano di portarsi tre o quattro litri d’acqua a testa quando si va a camminare, ma hanno uno sherpa personale?

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‘Sto post non finisce più. Tornati all’inizio del percorso siamo passati dal centro visitatori per andare in bagno. All’ingresso c’era (come sempre qua) quella che in Belgio viene comunemente chiamata madame pipi, e cioè una signora che ti chiede fra i 20 e i 50 centesimi e in cambio ti dà la carta igienica. In questo caso si trattava di una ragazzina, che per ingannare il tempo faceva braccialetti di perline. Per incoraggiare la sua piccola attività imprenditoriale gliene ho comprato uno (e anche perché mi piaceva) e da allora Bram mi prende per il culo e mima immaginarie conversazioni del tipo “Da dove viene quel bracciale, ricordo di viaggio? Da un mercato in cima a un monte? Da una spiaggia nel deserto? Dall’arte di uno sciamano?” “Ehm, no. Da un bagno!”.

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Poi abbiamo chiamato Victor Hugo e ci siamo fatti portare a Cotacachi, un paesino vicino che è famoso per i prodotti di pelle e che incidentalmente è anche il paesino di Victor Hugo. Che lungo la via ha chiacchierato un sacco e ci ha raccontato che nel paesino tutti si conoscono e si aiutano e se per esempio uno sta costruendo casa la Domenica tutti vanno ad aiutarlo e portano musica e birre e fanno festa. E a dimostrazione del fatto che si conoscono tutti lungo la via ha caricato una famiglia che sennò sarebbe andata a piedi nel retro del cassone. Li ha portati e poi li ha scesi davanti a casa e avevano un maiale nero!

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Ooohhh, ci avviciniamo alla fine della giornata. A Cotacachi abbiamo fatto un giretto e poi abbiamo preso l’autobus locale (gli autobus locali a Otavalo e dintorni sono qualcosa di semplicemente spettacolare!) e siamo rientrati a Otavalo. Quando siamo arrivati a Otavalo eravamo stanchi e affamati e non appena abbiamo visto un posto pieno di locali ci siamo entrati. Il posto si è rivelato una pizzeria! E quindi pizza fu! E che dire, ovvio che verrebbe da pensare di no, ma la realtà è che è stata una delle esperienze più locali che abbiamo fatto visto che la pizzeria era piena zeppa di famiglie ecuadoriane e di turisti c’eravamo solo noi!

INFO

I panini ce li siamo comprati da Sabor Vazco e la pizza l’abbiamo mangiata da Oskar. Non era eccezionale ma si faceva mangiare!

Venerdì 2 Giugno

Ci siamo svegliati presto e con le idee chiare siamo andati al mercato e abbiamo contrattato quello che avevamo deciso di comprare! Poi abbiamo preso l’autobus e la nostra giornata dell’orrore è cominciata, quella che vi ho già descritto e che è terminata a playa Escondida! Di playa Escondida e di Mompiche vi ho già raccontato quindi il prossimo post sarà Canoa.

Chiudo con qualche foto di Otavalo, che se non si fosse capito ci è piaciuta proprio tanto: la piazza principale, una via e il giardino del nostro B&B!

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INFO

A Otavalo siamo stati all’Hostal Riviera Sucre e ci siamo trovati bene!

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7 commenti leave one →
  1. nilde permalink
    giugno 16, 2017 7:17 am

    Che bello quel lago con tre coni sorgenti! E che bei fiori! E che bella Francesca!
    Ciao. Nilde

  2. giugno 16, 2017 5:00 pm

    Mi è piaciuto tanto questo post con le strategie, le foto e tutto il resto.
    Bravi voi scarpinare a 3000 mt. non deve essere facile per niente.

  3. cenere permalink
    giugno 17, 2017 2:50 pm

    Oh, ma della inka cola non hai ancora scritto nulla!

  4. giugno 17, 2017 3:33 pm

    E che devo scrivere? L’abbiamo provata… e ce ne siamo amaramente pentiti!

  5. cenere permalink
    giugno 17, 2017 8:13 pm

    Siamo stati in un ristorante dove eravamo praticamente gli unici italiani, tutti gli altri erano Sudamericani con la bottiglia da due litri di inka cola. Nostri amici avevano girato il Sudamerica e ce ne avevano parlato, per fortuna, così abbiamo potuto evitarla!

  6. giugno 18, 2017 3:23 am

    Fortunati voi!!

  7. giugno 18, 2017 12:10 pm

    @ Nilde: grazie 3 volte!

    @ Sandra: eh infatti, era più che altro per quello che ero stanca (e che servivano le Strategie)!

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